Il Corpo sanitario dell'Esercito Italiano è l'organismo che costituisce la sanità militare e la veterinaria dell'Esercito Italiano. Nato nel 1833 sotto il Regno di Sardegna, nel 1998 ha inglobato anche il disciolto Corpo di Veterinaria, con cui peraltro aveva già avuto vita in comune nel passato.
A seguito del D.lgs. n. 74/2026, il corpo è destinato a confluire, dal 1° gennaio 2027, nel neonato Servizio sanitario militare nazionale (SSMN), ferma restando una fase transitoria per le specificità dell'Esercito prevista fino al 2033.
Storia Corpo di sanità Il Corpo della Sanità militare si costituisce il 4 giugno 1833 quando il re del Regno di Sardegna Carlo Alberto riordinò il preesistente Servizio sanitario militare dell'Armata Sarda. Tuttavia, la denominazione Corpo di Sanità militare arrivò soltanto nel 1845, quando la struttura si ordinò su di un ruolo medici ed un ruolo farmacisti.
Il Corpo di Sanità nel regno d'Italia seguì quindi tutte le vicende belliche in cui fu coinvolto il Regio esercito, fino a quando il 4 maggio 1940 fu rinominato Servizio di Sanità militare. Vent'anni prima, il 17 ottobre 1920, aveva ricevuto il labaro come insegna simbolo del Corpo.
Nel 1981 il Servizio di Sanità militare dell'Esercito italiano cambiò nuovamente nome in Corpo di Sanità militare. Nel 1997, in seguito al riordino della struttura logistica dell'Esercito Italiano, venne sciolto il Comando del Corpo di Sanità (20 aprile), con il personale del Corpo che passò alle dipendenze del capo del Dipartimento di sanità e veterinaria, successivamente diviso in Dipartimento di sanità e Dipartimento di veterinaria, entrambi alle dipendenze dirette del comandante logistico dell'Esercito.
Il 1º gennaio 1998 il personale dei due dipartimenti costituì il nuovo Corpo sanitario dell'Esercito in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490..
Il Corpo veterinario Il Corpo veterinario venne istituito il 27 giugno 1861, dopo che tutti i veterinari militari degli eserciti preunitari italiani vennero riuniti in un unico corpo, inizialmente posto alle dipendenze del Corpo di Sanità, con cui condivise tutte le esperienze di guerra dell'esercito italiano, anche in tempi in cui la trazione animale era molto diffusa.
Il 9 maggio 1940 venne rinominato Servizio veterinario militare del Regio Esercito, che nel tempo, con la riduzione della componente animale all'interno dell'Esercito, diminuisce d'importanza, senza che tuttavia gli venne preclusa la consegna della Bandiera di guerra, ricevuta nel 1969.
Come accadde per il Corpo sanitario, anche il Comando del Corpo veterinario (tornato a questo nome verso il 1980) venne sciolto il 20 aprile 1997 e posto agli ordini del capo del Dipartimento di sanità e veterinaria.
Associazione della Croce Azzurra destinato alla cura degli equini convalescenti del R. esercito Con Decreto Luogotenenziale n° 1035 del 1º luglio 1915 e Circolare n° 507 G.M. del 2 luglio 1915, l'"Associazione della Croce Azzurra destinata alla cura degli equini convalescenti del R. esercito", costituita con Atto Notarile del Notar Evaristo Gentili il 28 maggio 1915, che aveva come Motto: "Quadrupedante putrem sonitu quatit ungula campum"Cartolina dell'Associazione della Croce Azzurra destinato alla cura degli equini convalescenti del R. esercito del 1915. La frase è di Virgilio, dall'Eneide, Libro VIII, Verso 596, e la traduzione in italiano è: "Lo zoccolo scuote il campo polveroso con quadrupede rimbombo"., viene elevata ad Ente Morale e, limitatamente al tempo di guerra, il personale degli stabilimenti effettivamente impiantati dall'Associazione è assimilati ai rispettivi gradi militari: Presidente dell'Associazione = Maggiore Delegati dell'Associazione = Capitano Ispettori di Stabilimenti = Capitano Direttori di Stabilimenti = Tenente Veterinario Capo = Tenente Veterinario Assistente = Sottotenente Maniscalco = Sergente Capo Scuderia = Caporale Personale di governo = Soldato divenendo un Corpo Ausiliario del Regio Esercito.
I gradi militari, ai sensi del Decreto Luogotenenziale n° 1888 del 12 dicembre 1918, sono cambiati con i seguenti: Presidente dell'Associazione = Tenente colonnello Vice Presidente dell'Associazione = Maggiore Ispettore degli Stabilimenti = Maggiore Segretario Generale dell'Associazione = Capitano Delegato dell'Associazione = Capitano Direttore di Stabilimento = Tenente Veterinario Capo = Tenente Veterinario Assistente = Sottotenente Maniscalco = Sergente Capo Scuderia = Caporale Personale di governo = Soldato
Il corpo oggi Il 1º gennaio 1998 il personale dei due dipartimenti costituì il nuovo Corpo sanitario dell'Esercito.
Nel 2006 con l'istituzione del Comando logistico dell'Esercito il Corpo è passato al Dipartimento di Sanità e Veterinaria. Nel 2014 si è costituito il Comando Sanità e Veterinaria, con alle dipendenze il Reparto sanità e il Reparto Veterinaria. Nel 2016 con la riorganizzazione del COMFOTER e la costituzione del COMFOTER Supporto, quattro reparti di sanità sono passati alle dipendenze del Comando Supporti Logistici.
Le unità
Le Unità del Comando sanitario del Comando logistico dell'Esercito sono inserite nella catena operativa e distribuite sul territorio. Esse vanno dal policlinico militare "S.Ten. MOVM Attilio Friggeri" meglio noto come "Celio" di Roma (attualmente alle dirette dipendenze del COMLOG), agli ospedali militari distribuiti lungo la Penisola, fino ai 4 Dipartimenti Militari di Medicina Legale (Roma, Padova, Messina e Cagliari), le Infermerie Presidiarie di tipo A (Torino, Firenze e Bari) e la Commissione Medica Interforze di II Istanza.
Infine i quattro Reparti di Sanità (Torino, Milano, Bolzano, Napoli) alle dipendenze però del Comando supporti logistici, hanno il compito di erogare il supporto sanitario in operazioni, con l’enucleazione di complessi sanitari campali schierabili in diverse articolazioni. Dipartimento di sanità Policlinico militare "S.Ten. MOVM Attilio Friggeri" del Celio di Roma Centro Ospedaliero Militare (dal 2018, precedentemente Dipartimento militare di medicina legale), Milano Centro studi e ricerche della sanità e veterinaria dell'Esercito Dipartimento di veterinaria Centro militare veterinario di Grosseto Ospedale veterinario militare di Montelibretti Centro militare di medicina legale di Padova Scuola militare di sanità e veterinaria presso la Cecchignola a Roma.
Comando Sanità e Veterinaria Dal marzo 2024 il capo del corpo Sanitario dell’Esercito è il Tenente Generale Carlo Catalano che è anche l’Ispettore Generale della Sanità Militare. Il Comandante Sanità e Veterinaria è invece il Magg.Gen. Michele Tirico. Il Comandante del Comando Sanità e Vererinaria, e vice comandante logistico, fornisce al comandante del Comando logistico dell'Esercito consulenza sui problemi di carattere sanitario ed inoltre aggiorna la situazione dei materiali in servizio. Capo dipartimento veterinaria Il capo del reparto sanità ha alle dipendenze i 4 DMML (Roma, Padova, Cagliari e Messina) e le tre Infermerie Presidiarie di tipo A (Torino, Firenze e Bari). Il capo del reparto veterinaria fornisce al Comandante del Comando logistico dell'Esercito consulenza sui problemi di carattere veterinario ed inoltre aggiorna la situazione
Comandanti Sanità e Veterinaria e Capi del Corpo Sanitario dell’Esercito Maggior Generale Francesco Caldarola (novembre 1944 - luglio 1945) Maggior Generale Francesco Tontoli (ottobre 2010 - dicembre 2015) Maggior Generale Mario Alberto Germani (dicembre 2015 - marzo 2018) Tenente Generale Antonio Battistini (marzo 2018 - marzo 2021) Tenente Generale Massimo Barozzi (marzo 2021 - marzo 2024) Tenente Generale Carlo Catalano (marzo 2024 - agosto 2026) Tenente Generale Vincenzo Campagna (2026 in carica)
Capo del Comando Sanità e Veterinaria (Esercito) Tenente Generale (Ric.) Massimo Barozzi (marzo 2024-luglio 2024) Maggior Generale Michele Tirico (luglio 2024 - in carica)
Distintivi di specialità Dal 2010 vengono introdotti i distintivi omerali di specialità, ritraenti uno scudetto bianco bordato di colore rosso, sovrastato da un tricolore ricamato a mezzaluna riportante la scritta in colore nero ITALIA; al centro, leggermente tendente verso il basso, una croce rossa ricamata in campo bianco, è posta subito sotto la dicitura della specialità, con ricamo di colore rosso.
Il personale sanitario non laureato del Corpo sanitario dell'Esercito, rivestente l'incarico di operatore logistico della sanità, operatore socio-sanitario o di soccorritore militare, si fregia di un analogo stemma sul quale non viene riportata alcuna specialità medica.
Tali distintivi vengono applicati esclusivamente sull'Uniforme da Combattimento e Servizio, sul braccio sinistro, in sostituzione del Distintivo di Nazionalità; non ne è previsto pertanto altro uso su altre tipologie di uniforme.
Mostreggiature In uso Gli appartenenti al Corpo sanitario dell'Esercito indossano fiamme ad una punta amaranto per la sanità, celeste per i veterinari.
Le mostreggiature sono sottopannate con i colori tipici delle unità presso cui il personale del Corpo presta servizio (verde per gli Alpini, bianco e rosso per la Brigata meccanizzata "Sassari" ecc.). Dal 2009 le insegne del personale medico sono state differenziate fra medici, odontoiatri, farmacisti e psicologi, con l'aggiunta sulle pipe di piccole insegne d'oro costituite dal bastone di Esculapio, dal simbolo dei farmacisti e da una lettera "psi" greca (Ψ).
Le mostreggiature non riportanti alcun simbolo, identificano il personale di truppa ed i sottufficiali appartenenti alla Sanità militare ed al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Delle stesse si devono fregiare anche i sottufficiali infermieri in possesso di laurea di I e II livello in infermieristica.
Analoga versione anche per l'uniforme da combattimento vegetata, per la quale viene annesso alle stellette, il simbolo che identifica il personale medico. Tali mostreggiature vengono indossate per identificare il personale medico anche laddove non sia possibile l'utilizzo di emblemi sanitari internazionali come la croce rossa su sfondo bianco o la mezzaluna rossa su sfondo bianco. In taluni teatri operativi, l'uso di questi segnali distintivi sanitari è tuttora vietato, pertanto il personale medico può essere facilmente identificato ugualmente attraverso le mostreggiature, senza mostrare alcun emblema non riconosciuto a livello internazionale. Gli Ufficiali veterinari non si possono fregiare delle mostreggiature da Ufficiale medico, le quali identificano esclusivamente l'assistenza sanitaria umana.
È previsto fregiarsi dei distintivi di merito sull'uniforme da combattimento di forma rettangolare, alti cm 4;e larghi cm 2, in velcro verde scuro, solo per il personale medico. Al loro interno, centrato, è raffigurato il bastone di esculapio, con serpente avvolto e testa rivolta verso l'esterno, per gli ufficiali medici; Si applicano sulle uniformi di servizio e combattimento, centrato al di sopra delle stellette del bavero della giubba, e con la parte inferiore a circa 5 mm dal bordo superiore della stelletta. Su di essi, non possono essere riportati altri simboli. Attualmente per il personale sanitario delle categorie appartenenti a Chimico-Farmacisti, Odontoiatri e Psicologi, non è previsto il fregiarsi di tali distintivi sull'uniforme da combattimento, eccezion fatta per gli Ufficiali Odontoiatri, laureati in medicina e chirurgia e specializzati in odontostomatologia, per questi è possibile utilizzare i distintivi da Ufficiale Medico.
Non più in uso