I principia erano l'insieme degli edifici militari che costituivano, in epoca romana, il quartier generale del castrum. Era una specie di foro centrale circondato da abitazioni o uffici per i principali ufficiali (a parte il comandante in capo dell'unità militare), affiancata da una sala per le adunanze della guarnigione. Rappresentavano, pertanto, il punto amministrativo principale, di fronte agli edifici dove era alloggiato il comandante (il praetorium). Furono costruiti all'interno di ogni forte ausiliario o fortezza legionaria permanente lungo l'intero limes fin dal tempo dell'imperatore Augusto.
Storia
In epoca repubblicana i principia erano quello spazio "aperto", negli accampamenti da marcia, di fronte al praetorium (in questo caso la tenda del comandante) ed ai signa. Non c'era però sufficiente spazio per adunare l'intero esercito accampato (adlocutio), ma solo per una piccola parata quando il comandante chiedeva gli auspici in vista di una imminente campagna militare.G.Webster, The roman imperial army of the first and second century A.D., Oklahoma 1998, p.193. Con la creazione di fortezze legionarie ed ausiliarie permanenti sotto Augusto (i cosiddetti castra stativa), il praetorium fu diviso dai principia, dove quest'ultimo edificio divenne una struttura tale da costituire una specie di foro (piazza) interno al campo, il quartier generale dell'unità militare che qui vi risiedeva. Per molto tempo, inizialmente, gli storici moderni avevano ipotizzato che vi fosse identità tra queste due strutture (principia e praetorium), ma un'iscrizione del tempo dell'imperatore Diocleziano evidenziava che si trattava, invece, di edifici ben distinti tra loro.RIB 1912. Attorno al IV secolo i principia furono spostati dal centro del castrum al fondo, contro il mura di cinta.
Struttura nel campo permanente
I principia si trovavano al centro della fortezza e si affacciavano sulla via principalis, che formava con la via praetoria un T all'interno del campo. La posizione di questi edifici corrispondeva ad un luogo che fosse collegabile ad una fonte o falda sotterranea che potesse garantire all'intero forte/fortezza un approvvigionamento idrico adeguato tramite un pozzo, costruito all'interno di un cortile, spesso circondato da un colonnato.D.B.Campbell, Roman auxiliary forts 27 BC - AD 378, N.Y. 2009, p.37. Attorno a quest'ultimo, si sviluppavano tutta una serie di edifici.
I più importanti e, comuni a tutti i principia sia legionari sia ausiliari, erano: il santuario (aedes signorum) contenente gli stendardi (signa militaria) dell'unità che vi soggiornava (tra cui la stessa aquila nel caso in cui si trattasse di una legione) ed un'ampia sala delle adunanze (basilica. anche a tre navate, larghe fino a 9-12 metri ciascunaG.Webster, The roman imperial army of the first and second century A.D., Oklahoma 1998, p.194.) che poteva essere usata anche per ricevere ambasciatori e dignitari oppure come sede di tribunale militare.
A questi edifici, nel caso si trattasse di fortezze legionarie, potevano essere aggiunti anche un secondo cortile interno,Yann Le Bohec, L'esercito romano. Le armi imperiali da Augusto alla fine del III secolo, p.212. oltre ad una serie di uffici amministrativi come il tabularium legionisILS 9100. (affidato ad un cornicularius, un actarius ed alcuni librariiD.B. Campbell, Roman legionary fortresses 27 BC - AD 378, Oxford 2006, p.41.), il tabularium principis,. i depositi di archivi, i magazzini d'armi (armamentaria, lungo i lati della prima corteRIB 1092.D.B.Campbell, Roman auxiliary forts 27 BC - AD 378, N.Y. 2009, p.39.) ed una tribuna (tribunal) che serviva al comandante per pronunciare i suoi discorsi alle truppe (adlocutio).Yann Le Bohec, L'esercito romano. Le armi imperiali da Augusto alla fine del III secolo, p.213.D.B.Campbell, Roman auxiliary forts 27 BC - AD 378, N.Y. 2009, p.40.
Nei sotterranei di questi edifici erano conservati in una serie di stanze (aerarium, affidati ai signiferVegezio, Epitoma rei militaris, II, 20.), a partire dal II secolo, il denaro che serviva per il pagamento dei soldati, che avveniva normalmente ogni quattro mesi, oltre ai depositi obbligatori lasciati dagli stessi e destinati ad essere recuperati da ciascuno al momento del congedo (honesta missio). E sempre nei sotterranei furono costruiti, a partire da Settimio Severo, dei locali chiamati scholae, che servivano per le riunioni degli ufficiali. Mentre gli ufficiali (come i tribuni militum) sembra dimorassero lungo la via principalis, sul lato opposto dei principia.
Le dimensioni potevano variare da fortezza legionaria a fortezza, da forte ausiliario a forte. Nel primo caso potevano ricoprire una superficie molto ampia, come a Chester dove l'edificio dei principia misurava 76 × 100 metri. In un normale forte ausiliario erano invece di dimensioni inferiori, come a Brecon, che misurava 45 × 12 metri.G.Webster, The roman imperial army of the first and second century A.D., Oklahoma 1998, p.195.
Note
Bibliografia Fonti primarie Pseudo-Igino, De munitionibus castrorum. Vegezio, Epitoma rei militaris.
Fonti storiografiche moderne D.B. Campbell, Roman legionary fortresses 27 BC - AD 378, Oxford 2006. D.B.Campbell, Roman auxiliary forts 27 BC - AD 378, N.Y. e Oxford 2009. G.Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. II - Da Augusto ai Severi, Rimini 2008. Y.Le Bohec, L'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 1992, VII ristampa 2008. G.Webster, The roman imperial army of the first and second century A.D., Oklahoma 1998.
Categoria:Architetture militari romane