LIstituto agrario di San Michele all'Adige, in Trentino, è stato fondato dalla Dieta della regione austro-ungarica del Tirolo con sede a Innsbruck il 12 gennaio 1874, con lo scopo di promuovere l'agricoltura tirolese. Suo primo direttore fu Edmund Mach. Entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1919, fu retto da un Consorzio fra lo Stato e la Provincia di Trento dal 1926 fino al 1988 e dal 1990 è ritornato all'originaria unità di funzioni, grazie all'articolazione nei due Centri, scolastico e sperimentale. Fa oggi parte della Fondazione Edmund Mach.

Storia 1860-1874: il dibattito sul progetto dell'Istituto agrario Alla fine dell'Ottocento il Tirolo si estende a cavallo delle Alpi, una contea che già nel 1363 è passata sotto gli Asburgo, formata dai due principati vescovili di Trento e Bressanone, attribuiti formalmente e definitivamente nel 1815 con l'Atto finale del Congresso di Vienna (seppur nei secoli precedenti furono sempre soggetti, più o meno marcatamente a Vienna). Quando l'Impero d'Austria riacquista quei territori, dopo i cambiamenti portati dall'epoca napoleonica, con l'intermezzo della dominazione bavarese su Innsbruck, Bolzano e Trento, e li unifica nella Principesca Contea del Tirolo, deve riconoscere, e in parte riconfermare, i loro antichi poteri autonomi.

Il Trentino italiano è legato amministrativamente al Tirolo e soggetto alla sovranità austriaca, ma esso ravvisa in un'autonomia provinciale separata lo strumento idoneo alla difesa dei propri diritti e interessi. La resistenza maggiore nel concedere al Trentino un'autonomia separata rispetto al Tirolo viene dalla Dieta di Innsbruck. In essa i deputati di lingua italiana sono una minoranza. Molte volte la loro voce riesce a farsi sentire attraverso l'ostruzionismo e l'astensione dai lavori delle Diete. Sul piano internazionale i problemi di carattere politico sono diversi: nel 1859 la Lombardia, dopo la seconda guerra d'indipendenza, è passata all'Italia e così è successo al Veneto nel 1866. Il Tirolo interrompe quindi i rapporti economici e commerciali con queste zone. Già nel 1871 è documentato un fenomeno di recessione dell'economia Trentina: i dazi di importazione di prodotti forniti dal Trentino colpiscono duramente le già modeste industrie della regione.

In questo clima si apre attorno agli anni Sessanta-Settanta un fervido dibattito per costruire nel Tirolo meridionale un istituto agrario che sia scuola e area di sperimentazione con il fine di promuovere e migliorare l'agricoltura. Ben presto si individua nell'ex convento agostiniano di San Michele all'Adige (e nei suoi annessi terreni ed edifici) il luogo adatto per questa operazione. L'area è ritenuta ideale anche per la posizione geografica, a metà del Tirolo, e per la possibilità di valorizzare più le colture visto il clima mite. Già nel 1864 il dottor Morl, un deputato alla Dieta, insiste per San Michele ma, per problemi di politica estera (la guerra dell'Austria contro la Prussia), il dibattito subisce una battuta di arresto. È ripreso nel 1869, nella Dieta del 23 ottobre, quando vengono reperiti i fondi per l'acquisto e viene data l'approvazione al progetto. Nella seduta della Dieta regionale Tirolese di Innsbruck del 12 gennaio 1874 si delibera di costruire a San Michele una scuola agraria con annessa una stazione sperimentale.

Inizialmente l'Istituto agrario di San Michele presenta tre sezioni distinte ma non separate: l'istruzione teorico-pratica, l'azienda agricola e la stazione sperimentale.

L'Ottocento La scuola Il primo anno scolastico prende avvio l'11 novembre 1874. L'Istituto offre un corso biennale al quale possono accedere i giovani che abbiano frequentato le scuole popolari con buon profitto. Gli studenti, con un'età minima di 16 anni, si dividono in esterni e interni. Questi ultimi alloggiano nell'Istituto. Per aiutare le famiglie in difficoltà economica vengono assegnate numerose borse di studio. Le materie insegnate nel primo anno sono le seguenti: religione, zoologia, composizione, matematica, geometria, geografia, scienze naturali, calligrafia, botanica, mineralogia, agronomia, orticoltura, frutticoltura, selvicoltura, pomologia e bilanci e calcolo degli interessi. In aggiunta nel secondo anno si insegnano chimica agraria, zootecnia, veterinaria, viticoltura, enologia, apicoltura, caseificazione, economia, economia rurale e agrimensura. Tutte le materie sono insegnate sia in italiano che in tedesco. Nella medesima ora, dunque, l'insegnante impartisce la lezione in entrambe le lingue, dato che non sono presenti abbastanza docenti per insegnare nelle due lingue separatamente.

La vita scolastica è impegnativa: gli alunni interni hanno la sveglia alle 5, fanno colazione e poi assistono alla Messa. Alle 6 iniziano le lezioni, che durano fino alle 11, quando si pranza. Il pomeriggio è dedicato alle ore di esercitazioni pratiche in campagna o in laboratorio e ai lavori in azienda e nei terreni riservati. Alle ore 19 si cena. Di appoggio alla scuola, ma non solo, è presente anche una fornita biblioteca con quasi 1500 volumi, per la maggior parte di agraria. Nei mesi invernali una volta alla settimana si tengono conferenze di informazione o approfondimento. Sono previsti anche momenti ricreativi per gli alunni come il tiro al bersaglio, le esercitazioni con i pompieri e il gioco dei birilli a Maso Togn. In poco tempo all'Istituto iniziano ad arrivare studenti dalla Germania, dall'Austria e da altri luoghi.

La maggior attenzione e gli studi più approfonditi sono rivolti al mondo della viticoltura e dell'enologia.

L'azienda

Tutto il complesso si può suddividere in due parti, il fabbricato principale e l'azienda agricola.

Il fabbricato principale, nonché l'ex monastero agostiniano, si estende per circa 5.000 m² ed è costituito da 135 locali. Nel suo interno vi sono: Tre cortili. Una stalla. Una latteria-caseificio: eretta nel 1887, che produce diversi tipi di formaggi con latte proveniente dalla stalla o da allevatori esterni. Una cantina: ampliata nel '79, scavando della roccia. Vi si ottengono vini rossi quali Teroldego, Merlot, Cabernet e vini bianchi. Una distilleria e un laboratorio da bottaio situati vicino alla cantina.

L'azienda agricola si estende per 120 ettari, attorno all'Istituto ma anche negli attuali comuni di Mezzocorona, Lavis e Giovo. Comprende: Orti in cui si coltivano verdure per la cucina, alberi e arbusti utili per l'erbario degli studenti e un'ulteriore zona sperimentale. Un orto è per la coltivazione di marze per il vivaio e per le prove sulle varietà. In esso si trovano 150 qualità di mele, 150 di pere, 30 susini, prugni e albicocchi, 19 peschi, 18 ciliegi, piccoli frutti e anche salice da vimini. Impianto di alberi nani. Impianto di alberi ad alto fusto, principalmente meli, peri, prugni e ciliegi. Vivaio: (4,7 ettari) consente agli studenti di imparare la coltivazione degli alberi da frutto, oltre che alla produzione di piantine. Vigneti: (14,5 ettari) vengono coltivate varietà d'Italia, Germania, Francia e Austro-Ungheria. Campi e prati: (11 ettari) si coltivano cereali (mais, frumento, segale ed avena). Bosco: (25 ettari) circonda l'Istituto nella parte a ovest. È un bosco di alberi cedui e soprattutto di querce, frassini, carpini e sorbi. Ischia “Giaroni”: (18 ettari) zona originariamente soggetta ad alluvioni quindi paludosa, poi trasformata in bosco con pioppi, ontani da cui trarre legname e vimini per ottenere legacci. Dopo la regolazione dell'Adige vi si è ricavato un pezzo di terreno per coltivare viti americane per gli innesti. Palude: (9 ettari) fra Mezzocorona e Salorno, da cui si ricava lo strame per la stalla. Maso montano “Maso Togn”: (oltre 17 ettari, sopra Faedo), da cui si ottengono tagli per il fieno. Malga “Monte Alto”: (16 ettari) sopra al maso. Vi pascolano 25 capi, dispone di una stalla e di una casa per allevatori. Il podere di “ra-Binnenland” che si estende per 26 ettari con una stalla e una casa.

Il primo direttore, Edmund Mach

Il primo direttore dell'Istituto è il chimico ed enologo austriaco Edmund Mach, dal quale prende il nome l'attuale Fondazione Edmund Mach. Egli è inviato dalla Dieta di Innsbruck a San Michele all'Adige nel 1873 per fondare la scuola e dirige l'Istituto fino al 1899, quando viene nominato consulente tecnico agrario al Ministero dell'Agricoltura di Vienna. La scelta non è facile e ci vogliono tre anni prima di designarlo come direttore: uno dei motivi per il quale è scelto è la sua ottima conoscenza dell'italiano (dovuta al fatto che sua madre è nativa di Bergamo). Egli, inoltre, è indicato dal dott. A. Zuchristian, direttore della rivista di viticoltura Weinlaube, in stretto contatto con l'istituto di Klosterneuburg e con il suo direttore von Babo (di cui Mach aveva sposato la figlia).

Possedeva una vasta conoscenza nel campo della scienza del suolo, dei fertilizzanti, della nutrizione delle piante ed ottiene importanti risultati nella ricerca riguardante le pratiche agricole utilizzate nel miglioramento della qualità del vino e della frutticoltura in Alto Adige.

Il luogo della sua sepoltura rimane ignoto fino al 2009, quando si scopre che è stato sepolto nel cimitero più grande di Vienna, il Zentralfieldhof. Una delegazione della Fondazione Edmund Mach vi si è recata nel 2011 per onorare la tomba del suo fondatore; sulla stessa è stata posta, nell'occasione, una targa commemorativa.

Nasce il Consiglio di agricoltura Durante gli anni settanta dell'Ottocento ha inizio il fenomeno dell'immigrazione dall'Europa in America: la situazione economica è pessima. Il settore agricolo è quello più in crisi; ci sono numerose inondazioni e si diffondono nuove patologie delle piante come l'oidio, la peronospora e la fillossera. Anche altri ambiti come quello serico, quello della lavorazione delle pelli e quello della produzione di chiodi, si trovano in difficoltà.

Per far fronte a questi problemi il governo austro–ungarico l'8 novembre del 1881 emana una legge che istituisce il Consiglio Provinciale d'Agricoltura, un ente che riceve fondi dal Ministro dell'Agricoltura e dalla Giunta Provinciale. Esso ha il compito di promuovere innovazioni in campo agricolo, collaborando con gli istituti di San Michele e Rotholz. Il Consiglio Provinciale d'Agricoltura è diviso in due sezioni: una a Innsbruck e una a Trento (1881). La sua prima attività, e forse la più popolare, è quella della distribuzione di sementi, concimi, alimenti alla popolazione colpita dall'inondazione del 1882. In un secondo momento il Consiglio aiuta il settore serico anch'esso in serie difficoltà a causa sia della "pebrina" o "nosematosi", una malattia che distrugge la produzione dei bachi da seta, sia della concorrenza sul mercato delle sete provenienti dall'Oriente. In questo caso il Consiglio d'Agricoltura istituisce un "Comitato bacologico" che fa una selezione dei semi da bachi da seta infetti separandoli da quelli sani.

Allo scopo di promuovere e migliorare le produzioni agricole e le condizioni di vita degli agricoltori in tutto il Trentino nascono i Consorzi agrari distrettuali. Sono distribuiti nelle valli e sono 27 dislocati nei paesi di Ala, Arco, Borgo, Cavalese, Cembra, Civezzano, Cles, Condino, Fassa, Fondo, Ledro, Levico, Lizzana, Malé, Mezzolombardo, Mori, Nogaredo, Pergine, Primiero, Riva del Garda, Segonzano, Santa Croce, San Michele all'Adige, Strigno, Tesino, Tione, Vezzano.

In questi primi anni d'attività l'Istituto agrario non partecipa e non effettua grandi innovazioni in campo agricolo: deve restaurare la struttura dell'ex convento e rimodernare l'azienda.