La musica house è un genere musicale di electronic dance music (EDM), nato nei primi anni ottanta a Chicago e a New York, negli Stati Uniti d'America, fortemente influenzato dalla disco music e da elementi funk degli ultimi anni settanta, ma diffuso negli anni novanta e duemila anche nelle altre città statunitensi e in Europa.
Il termine house deriverebbe da warehouse, la storica discoteca di Chicago in cui il DJ resident Frankie Knuckles, soprannominato The godfather of house ("Il padrino della house"), è riconosciuto come il creatore dello stile, oltre che della sua prima scena musicale, sebbene sin da subito vi sia stata una parallela scena a New York, in seguito conosciuta come garage house, di cui DJ pioniere è stato Larry Levan.
A partire dalla sua nascita la house, prima negli Stati Uniti e più tardi in Europa, ha fortemente influenzato la musica degli ultimi quarant'anni, nonostante non ebbe subito popolarità, uscendo internazionalmente dall'underground verso la fine degli anni '80. Il genere, infatti, è entrato nel mainstream all'inizio del "ventennio d'oro", cioè il periodo dal 1989 al 2009, in cui, in particolare, sono uscite più canzoni house che di qualsiasi altro stile musicale, facendo diventare lo stile molto popolare.
Inoltre, nel corso degli anni si sono sviluppati molti sottogeneri della house, come acid, deep, future, hard, progressiva, tribal e tropical, o scene musicali come Brazilian bass, French e Latin, o ancora generi di fusione come soulful house, funky house, ambient house, hip house, electro house e tech house.
Caratteristiche strutturali del genere Questo genere è caratterizzato da una metrica in 4/4 con cassa in battuta su ogni quarto, arricchita talvolta da temi ritmici più elaborati.
Una presenza fissa è lo "snare" (rullante) sui battiti pari e il "charleston" (hi-hat) in controtempo, per formare il groove con giri di basso in una o due battute. Il basso può essere acustico, elettrico o anche sintetico.
Questa sezione ritmica fa da base per la parte melodica che è composta diversamente a seconda dei generi ma che ha elementi comuni come la presenza di semplici fraseggi melodici di pianoforte, chitarre acustiche o elettriche tipo jazz o funk, complessi assoli di fiati, cordofoni e linee vocali con influenze soul e funk. La frequenza metronomica è tipicamente di 120/130 battiti per minuto. Nella maggior parte, il metronomo batte i 128 bpm.
La stesura di un pezzo house inizia quasi sempre con un'introduzione composta dai soli suoni di batteria, che culmina in una pausa fatta di soli pad (in italiano detti "tappeti armonici": suoni elettronici di accompagnamento), fino a giungere al tema principale, con le sue variazioni. Segue poi pausa di lunghezza maggiore, respiro ed infine un nuovo tema centrale e una coda per chiudere il pezzo.
Questa somiglianza melodica e ritmica tra la fine di un brano e l'inizio di quello successivo è un elemento fondamentale nell'esecuzione di una scaletta musicale, perché permette ai dj di missare due brani musicali in sequenza, senza che il pubblico possa avvertire quando termina l'uno e comincia l'altro, garantendo per questo una continuità e un flusso musicale piuttosto omogeneo.
Storia Le origini
Il precursore del genere fu David Mancuso, il disc jockey della disco music, il quale con le sue serate private al club "The Loft" influenzò DJ come Frankie Knuckles, Larry Levan e Nicky Siano, che agli inizi degli anni settanta dalla console del Gallery di New York furono i primi a sperimentare nuove strade musicali come il "beat matching", che consiste nel portare allo stesso "tempo" due dischi suonati consecutivamente, per poi passare dall'uno all'altro facendo proseguire la musica senza soluzione di continuità.
Un'altra importante innovazione del Gallery fu quella di utilizzare una console munita di tre piatti: i primi due utilizzati per i dischi mentre il terzo permetteva di inserire nelle canzoni effetti e suoni scelti dal DJ.
Nel 1976 Levan fu chiamato al locale che lo avrebbe reso uno dei più grandi DJ di sempre: l'ex garage per auto Garage al numero 84 di King Street, che alla sua concreta inaugurazione (1978) venne ribattezzato Paradise Garage. Larry Levan e Paradise Garage diventarono grandi insieme, quasi una sola identità: Levan aveva un gusto musicale sopraffino e innovativo e il Garage suonava come nessun locale aveva mai fatto grazie alle sue origini e grazie al suo potentissimo sound system.
Nel 1977 Knuckles si trasferì a Chicago, diventando DJ del Warehouse. Negli anni successivi il suo modo di mixare i dischi con pattern di drum machine e vocalizzi soul ottenne sempre maggior successo e iniziò ad essere imitato. Il DJ Chip E. ha affermato che la nascita del nome risale al 1983, quando la casa discografica Imports Etc di Chicago iniziò a vendere dischi etichettandoli con la dicitura "Ascoltato al Warehouse", che poi si ridusse semplicemente in "House", anche se lo stesso Knuckles identificava il momento esatto della nascita del genere col giorno in cui si imbatté in un bar di Chicago che esponeva un cartello "Qui suoniamo musica House". La prima etichetta discografica di musica house fu la Trax Records dell'imprenditore Larry Sherman, nata nel 1985. Sempre nello stesso anno partì anche il catalogo della D.J. International di proprietà di Rocky Jones.
On and On (1984) di Jesse Saunders è considerato il primo disco house ufficiale della storia, a cui segue Set It Off (1985) di Walter Gibbons. Questi brani erano suonati fino al 1985 solo in determinate discoteche come il Music Box (ex Warehouse; dal 1983 Ron Hardy prese il posto di Frankie Knuckles) o il Paradise Garage. Nella città di Chicago però si potevano ascoltare grazie alla radio WBMX e lo show radiofonico Saturday Night Ain't No Jive Chicago Dance Party dove si alternavano i dj più famosi di Chicago e New York (in modo particolare quelli del gruppo "Hot Mix 5"). Nella "Grande Mela" invece Tony Humphries e Kenny Carpenter, a metà anni ottanta suonavano la prima house su Radio Kiss FM. Larry Levan, intanto, proponeva delle produzioni dalle sonorità che univano sia strumenti reali (non utilizzati nella Chicago House classica) che elettronici (come sintetizzatori e drum machine), il cui cantato era strettamente legato alla tradizione soul e R&B, un nuovo genere musicale poi chiamato garage house.
Nel 1986 il genere si diffonde in tutto il mondo anche se ancora apparteneva alla categoria della musica underground. Nell'estate di quell'anno I Can't Turn Around del progetto JM Silk diventa il primo disco house che arriva alla numero uno della classifica dance di Billboard, mentre Love Can't Turn Around di Farley "Jackmaster" Funk entra nella classifica britannica Top of the Pops. Nello stesso periodo uscì Move Your Body di Marshall Jefferson: grande successo della Chicago house importato in Europa e suonato dalle radio pirata inglesi. Tra gennaio e febbraio 1987 Jack Your Body di Steve Hurley arrivò alla prima posizione della Official Singles Chart (è stata anche la terza canzone house ad avere un videoclip dopo Love Can't Turn Around e Shadows of your Love).
Larry Heard lanciò Can You Feel It, che aprì il sotto genere della deep house della quale Chicago si stava facendo portavoce. Altri successi della metà degli anni ottanta furono Whatcha Gonna Do e If You Should Need a Friend dei Blaze, Music Is the Key di Steve Hurley, No Way Back di Adonis, Pleasure Control di On the House (Marshall Jefferson), House Train di Risse, Jack the Bass, House Nation.
Sempre nel 1986, un altro disc jockey di Chicago, DJ Pierre, inventò l'acid house, un tipo di house costruita attorno alle sonorità, appunto, "acide" e ipnotiche del sintetizzatore Roland TB-303. Il primo singolo ufficiale del nuovo genere fu Acid Tracks (1987) dei Phuture (di cui DJ Pierre era membro).
Nell'agosto 1987 uscì Pump Up the Volume dei MARRS (Cj Mackintosh e Dave Dorrell): un disco house britannico che campionava vecchi pezzi funk dei primi anni settanta e alcune canzoni hip hop anni ottanta (una decina di brani in tutto). Riuscì a vendere quattro milioni di copie nel mondo verso la fine di quell'anno. Il pezzo diede origine alla più di largo consumo house europea (Eurohouse). Nello stesso periodo divenne popolare nella scena underground newyorkese Beat Dis del giovane Bomb the Bass; molto simile a Pump Up The Volume nella struttura musicale (ricampionamento continuo di vecchi pezzi e musiche di serie tv e western celebri degli anni sessanta, come il sample del film Il buono, il brutto, il cattivo). Il disco aveva uno smiley sulla copertina che in seguito caratterizzò l'iconografia dei rave e della cultura acid house inglese.
Nel 1988, anno d'oro della house, i protagonisti furono gli Inner City (da Detroit) e gli S'Express (dalla Gran Bretagna), che con le loro canzoni portarono questo genere al successo pop internazionale. Il produttore di musica house più attivo fu però Todd Terry (in alcuni casi con lo pseudonimo "Royal House") che dominò le classifiche dance con Can You Party, A Day in the Life, Bango e Weekend.
Nel 1989 si aprì così il filone hip house con Get Up on the Dance Floor di Rob Base & DJ Ez Rok e Turn Up the Bass di Tyree Cooper. Lil' Louis pubblicò French Kiss che gli valse il contratto con la Epic, ma che venne censurata in Inghilterra per il suo contenuto fortemente erotico. People Hold On dei Coldcut e Lisa Stansfield diventò la hit più ballata in Europa. Il potere di mercato di questo genere fu rappresentato meglio dal gruppo belga dei Technotronic, che con Pump Up the Jam arrivano alla seconda posizione della classifica di vendita statunitense. Sempre nel 1989 venne pubblicato il primo disco house italiano d'esportazione, Ride on Time dei Black Box (ottocentomila copie vendute solo in Inghilterra e prima posizione della U.S. Dance Chart di Billboard).
Nel 1990 continuò la moda della hip house con Mr. Lee, i Beatmasters, Fast Eddie, Double Trouble, Deskee, Twenty 4 Seven, 2 in a Room e Tony Scott. I C+C Music Factory e gli Snap! ebbero il loro successo mondiale con Gonna Make You Sweat e The Power: canzoni house sofisticate che contenevano alcuni elementi hip hop. In quell'anno esce inoltre il primo singolo house di una delle pop-star più famose del mondo: Vogue di Madonna. La canzone arriva alla posizione numero uno nella classifica di vendita statunitense, aiutando a far aumentare ulteriormente la popolarità del genere nel contesto musicale mainstream.
Nel settore garage house tra il 1989 e il 1992 sono invece da citare, tra gli altri, i successi da club dei Deee-Lite (Groove Is in the Heart), Adeva (Respect), Alison Limerick (Where Love Lives), Clivillés & Cole (Pride), Aly-Us (Follow Me), Roberta Flack (Here It Comes) ed Incognito feat. Jocelyn Brown (Always There).
Nei primi anni novanta alla techno europea si sovrappose la house prevalentemente di origine inglese, come la progressive house ("atmosferica" negli arrangiamenti e contaminata dalla trance), e americana, caratterizzata per lo più dai suoni di pianoforte in prominenza e spesso anche da una ritmica breakbeat, o in alcuni casi influenzata dallo stile Downtempo. Fra gli artisti rilevanti vanno ricordati i Brothers In Rhythm, i Bizare-Inc., Crystal Waters, Soul II Soul, Londonbeat, Jaydee, i K-Klass, Gat Dècore, CeCe Peniston, FPI Project, Black Machine, Joy Salinas, Shamen, Transformer 2, Nomad, 808 State, Leftfield, Orbital, Adamski, Cathy Dennis, Rozalla, Lonnie Gordon, Double Dee, Shades Of Rhythm, Robin S. e gli M-People.
Il successo in Europa e l'evoluzione del genere