Biografia
Conseguito la maturità classica, durante gli anni '70 partecipa come comparsa a due film di Nanni Moretti: Io sono un autarchico (1976), nella parte di uno spettatore, ed Ecce bombo (1978). È stato a lungo legato alla parlamentare del PdL e Forza Italia Gabriella Giammanco.
Carriera giornalistica Nel 1977 inizia a lavorare come giornalista. Svolge il praticantato all'agenzia di stampa Asca. Nel 1980 diventa giornalista professionista.
Nel 1985 è collaboratore del settimanale Panorama, che lo assume due anni più tardi.
Nel 1990 lavora a La Stampa diretta da Paolo Mieli; due anni dopo il successore Ezio Mauro lo nomina inviato. Nel 1997 il nuovo direttore Carlo Rossella lo promuove a editorialista.
Nel 1994, intervistato da la Repubblica, si dichiarava contrario a ogni tipo di privacy per i politici: «Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. [...] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Ania Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Ania Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico».
Nel 1997 Minzolini rivelò su La Stampa, lasciando spiazzate le altre testate, l'accordo per eleggere Massimo D'Alema alla presidenza della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali. Nello stesso anno fu l'unico a scoprire il luogo della cena nella quale Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Massimo D'Alema e Franco Marini siglarono il patto della crostata sulle riforme della Costituzione.
Nel 1998 intervistò Bettino Craxi ad Hammamet, in Tunisia. L'intervista fu realizzata per il programma «Passioni», andato in onda su RaiDue il 15 luglio 1998, che suscitò alcune polemiche.
«Minzolinismo» A metà degli anni '90 si inizia a parlare di «minzolinismo», neologismo inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici» non del tutto verificabili, ma anche inteso come servilismo verso il potente di turnoMichele De Lucia, Se questo è un giornalista. Ritratto biografico di Augusto Minzolini, gazzettiere del berlusconismo, Milano, Kaos edizioni, 2011.. Tra gli esempi di "minzolinismo":
Il 21 marzo 1994, in un suo articolo su La Stampa apparve una dichiarazione di Silvio Berlusconi, all'epoca candidato alle elezioni politiche, fatta ad alcuni collaboratori riferendosi alle accuse di sue collusioni con la mafia fatte da alcuni magistrati, che affermava l'instaurarsi di «qualcosa che potrebbe essere paragonato davvero ad un golpe bianco». Berlusconi smentì di aver fatto tale dichiarazione. Il 22 marzo 1994, in un suo articolo su La Stampa apparve una dichiarazione di Luciano Violante, all'epoca presidente della Commissione Antimafia, che rivelava il coinvolgimento di Alberto Dell'Utri, fratello di Marcello Dell'Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi, in una inchiesta giudiziaria insieme al boss mafioso Nitto Santapaola. Violante smentì e querelò Minzolini, ma fu costretto a dimettersi per il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni. Nel 1996 Minzolini rivelò che l'intervista, nella parte relativa alle dichiarazioni di Violante su Dell'Utri, non era mai avvenuta ed era «frutto di impressioni soggettive determinate da un malinteso all'interno di una conversazione su altro soggetto». "C'è una frase che torna spesso nella mente di Silvio Berlusconi in questi giorni. Una frase che un testimone di cui il Cavaliere si fida ciecamente avrebbe sentito uscire dalla bocca di Nicoletta Gandus, presidente del tribunale di Milano che dovrebbe emettere la sentenza nei suoi confronti sul «processo Mills»: «Io a Berlusconi gli faccio un culo così. Lo condanno a sei anni di carcere e poi voglio vedere come fa il presidente del Consiglio»." È interessante notare in questo articolo l'uso del virgolettato per riportare le presunte dichiarazioni del giudice Gandus, riportate da un fidato testimone a Silvio Berlusconi e da questi a Minzolini (La Stampa, 21 giugno 2008).
Secondo la Repubblica, tuttavia, «la definizione [di minzolinismo] è ingenerosa perché il nuovo direttore del TG1 è stato per un ventennio il principe del retroscena politico, il più astuto dei predatori del Transatlantico, il più veloce dei rapaci della notizia» anche in quanto allievo di Guido Quaranta.
Direttore del TG1 Il 20 maggio 2009 viene nominato a maggioranza dal CdA Rai direttore del TG1, senza i voti di tre esponenti del centro-sinistra, che avevano abbandonato l'aula, giudicando la nomina "irricevibile", ottenendo il voto favorevole del presidente della Rai Paolo Garimberti. Minzolini ottiene la fiducia della maggioranza dei redattori del TG1 che votò il suo piano editoriale con 101 voti a favore e 40 contro.
Secondo una rielaborazione dei dati Auditel, fatta ad aprile 2010 dal consigliere di minoranza del CdA Rai Nino Rizzo Nervo, in cinque anni, dal 2005 quando il direttore del TG1 era Clemente J. Mimun, passando per la direzione di Gianni Riotta dal 2006 al 2009, al marzo 2010, dopo meno di un anno di direzione di Minzolini, la quota di share sarebbe scesa, facendo perdere al TG1 un milione di telespettatori..
Nell'ottobre 2010, il TG1 di Minzolini è stato diffidato dall'AgCom per «forte squilibrio» a favore della maggioranza e del governo di centro-destra. Minzolini ha contestato dati e criteri dell'AutoritàCorriere della Sera, 10 ottobre 2010. Rilevazioni hanno sottolineato il calo di fiducia dei telespettatori verso il TG1 di Minzolini, sceso quasi a giudizio di insufficienzaLa Repubblica, 29 dicembre 2010
A fine marzo 2011, dall'AgCom, viene dato al TG1 (insieme a TG4 e Studio Aperto) un ordine di riequilibrio immediato tra tempo dedicato alla maggioranza e all'opposizione "evitando altresì la sproporzione della presenza del Governo, specie in relazione alla campagna elettorale d'imminente inizio".
Il 23 maggio 2011 l'AgCom, in merito alle interviste di Silvio Berlusconi in prime time durante la campagna elettorale, "ha ritenuto che le interviste, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, ed omologhe per modalità di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall'Agcom. La Commissione ha pertanto deliberato, a maggioranza, di comminare a TG1 e TG4 la sanzione nella misura massima prevista dalla legge (258.230 euro), in quanto recidivi, e sanzioni di 100 mila euro ciascuno a TG2, TG5 e Studio Aperto."
Editoriali Nel periodo in cui dirigeva il TG1, Minzolini è intervenuto più volte in prima persona con degli editoriali, spesso posti ad apertura del telegiornale. Contro la manifestazione per la libertà di stampa in Italia Altre aspre polemiche si sono sollevate dopo l'editoriale straordinario nell'edizione serale del TG1 del 3 ottobre dove il direttore prendeva apertamente posizione contro la manifestazione per la libertà di stampa indetta dalla FNSI per lo stesso giorno definendola "incomprensibile". Contro questo editoriale si sono espressi oltre a molti esponenti politici dell'opposizione, anche il Codacons e lo stesso comitato di redazione del TG1 che in un comunicato si è dissociato dalle dichiarazioni di Minzolini. Nel comunicato si precisa che nella storia del TG1 altri direttori hanno fatto editoriali nell'edizione delle 20 seppur in diversi contesti. A questo comunicato del comitato di redazione Minzolini ha risposto affermando che esso «è la dimostrazione che c'è chi manifesta per la libertà di stampa».IlSole24Ore URL consultato il 27 febbraio 2010 Contro la gestione dei pentiti L'11 dicembre 2009, a seguito delle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, poi smentite da quelle di un mafioso non pentito, Filippo Graviano, Minzolini nell'editoriale delle 20 affermò che le «balle» di Spatuzza avevano danneggiato l'immagine dell'Italia, paragonandole alla leggenda del bacio di Giulio Andreotti a Riina, continuando che si sarebbero potute evitare se si fosse seguita alla lettera la legge sui pentiti. Denuncia del "clima d'odio" Il 14 dicembre 2009, Berlusconi viene aggredito in piazza Duomo a Milano. Minzolini parla di "clima d'odio, parodia di una guerra civile". In difesa di Guido Bertolaso Nel febbraio del 2010 Minzolini interviene con un editoriale nell'edizione delle 20 sull'inchiesta riguardante (fra gli altri) anche Guido Bertolaso, difendendo l'operato del sottosegretario alla Protezione Civile, e parlando di "gogna mediatica preelettorale".. Autodifesa sull'allora presunta indagine per concussione Il 13 marzo 2010, Minzolini appare in TV durante il TG1 della sera per difendere la sua posizione a proposito del cosiddetto Trani-gate, l'indagine della procura di Trani in cui vennero intercettate sue telefonate con Berlusconi. Secondo un articolo de Il Fatto Quotidiano, Minzolini avrebbe promesso a Berlusconi di mandare in onda degli editoriali favorevoli alla sua linea politica. Minzolini nell'editoriale dice "Non sarò mai un direttore muto e dimezzato" e si paragona a Giovanni Amendola, perseguitato da Mussolini. Nei giorni successivi i nipoti di Giovanni Amendola hanno definito simili paragoni come inappropriati. In sostegno al ricorso ad elezioni anticipate Il 7 settembre 2010 Minzolini, nel suo editoriale, ha suggerito il ricorso ad elezioni anticipate come risoluzione della crisi di maggioranza. Il Presidente RAI Paolo Garimberti è intervenuto scrivendo in una lettera che ci sono limiti che "l'informazione del servizio pubblico non può valicare" ritenendo l'intervento contenente "giudizi inopportuni [...] che non competono all'informazione della Rai"Garimberti: "Minzolini ha superato i limiti", La Repubblica, 8 settembre 2010.
Rimozione dal TG1 e nuovo incarico in Rai (2011-2013) Il 13 dicembre 2011 Minzolini, grazie all'art. 3 della legge 97/2001, è stato rimosso dalla direzione del TG1 e sostituito, prima ad interim e poi a tempo pieno, dall'allora direttore del TGR Alberto Maccari. Il 15 febbraio 2013 Minzolini chiede il reintegro alla direzione del TG1 in virtù dell'art. 4 della legge 97/2001 ma nel settembre 2013 tale ricorso viene respinto dal tribunale del lavoro.
Nella riunione del CdA della Rai, insediatosi il 31 maggio 2012, Minzolini è stato nominato capoufficio di corrispondenza di New York, ma lui ha rifiutato l'incarico.
Elezione a senatore Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato al Senato della Repubblica, su richiesta di Berlusconi, tra le liste de Il Popolo della Libertà (PdL) nella circoscrizione Liguria in seconda posizione, risultando eletto senatore subentrando a Berlusconi, eletto in molte circoscrizioni e optando per quella in Molise. Nella XVII legislatura della Repubblica è stato componente della 3ª Commissione Affari esteri, emigrazione e della Commissione parlamentare di vigilanza RAI.