Con epidemia del crack (o invasione) si è soliti riferirsi a un preciso contesto storico compreso tra gli anni '80 e l'inizio degli anni '90, durante il quale l'uso e il traffico del crack subì un brusco aumento nelle principali metropoli statunitensi, comportando anche l'incremento di reati violenti come rapine, omicidi, furti e fenomeni correlati al traffico della droga come guerre tra bande e nomadismo di senza fissa dimora e tossicodipendenti.
Evoluzione storica I primi segnali di un boom del crack nel mondo della droga si ebbero a partire dal 1980, ma in accordo con la Drug Enforcement Administration il periodo di crisi di legalità iniziò nel 1984 per finire solo nel 1990, in quello che può essere considerato l'apice dell'epidemia.
La causa principale dell'epidemia era la novità del prodotto e il prezzo notevolmente inferiore a quello di altri stupefacenti, tra i 2,5 e i 5 dollari la dose. Gli effetti di una dose, però, durano notevolmente meno, grossomodo 5-10 minuti, e sono fortissimi. Il rischio incompreso era che la dipendenza si sviluppa già dopo una singola dose, una dipendenza complessivamente molto più costosa di altre droghe, data la breve durata dell'effetto e del conseguente bisogno continuo di assumerne. Con il progressivo decesso dei primi assuntori ci fu la fine dell'epidemia, essendo oramai evidente a tutti la pericolosità, all'inizio sottovalutata, del prodotto.
L'epidemia colpì le principali metropoli statunitensi. Tra le città che più risentirono del fenomeno criminoso: New Orleans, Philadelphia, Houston, New York, Pittsburgh, Baltimora, Chicago, Washington, Los Angeles, Detroit, St. Louis, Miami e Oakland. Secondo Chuck Schumer, senatore dello stato di New York: "Vent'anni fa, il crack era diretto a est attraverso gli Stati Uniti come un Mack Trucks fuori controllo, e gettò New York in una situazione difficile proprio perché nessuno di noi vide segnali d'avvertimento".
Incidenza per regione
In uno studio condotto da Roland Fryer, Steven Levitt e Kevin Murphy, è stato calcolato un indice del crack utilizzando informazioni su arresti, decessi e retate legate alla cocaina, insieme ai bassi tassi di natalità e alla copertura mediatica negli Stati Uniti. L'indice del crack mirava a creare un indicatore della percentuale di incidenti correlati alla cocaina che coinvolgevano il crack, droga pressoché sconosciuta fino al 1985. Questa brusca introduzione consente la stima e l'utilizzo dell'indice con la consapevolezza che i valori precedenti al 1985 sono sostanzialmente pari a zero. Questo indice ha mostrato che il Nord-Est degli Stati Uniti fu il più colpito dall'epidemia di crack. Le città statunitensi con l'indice di crack più alto furono New York, Newark e Philadelphia. Miami (in particolare il quartiere di Liberty City) registrò l'indice di crack più alto del Paese per oltre un decennio.
Lo stesso indice utilizzato da Fryer, Levitt e Murphy venne poi implementato in uno studio che ha indagato gli effetti del crack negli Stati Uniti. Nelle città con una popolazione superiore a 350.000 abitanti, i casi di crack erano il doppio rispetto a quelli nelle città con una popolazione inferiore a 350.000 abitanti. Questi indicatori mostrano che l'uso di crack era molto più elevato nelle aree urbane. Il 70% dell'impatto sociale causato dall'epidemia si mostrò nei centri metropolitani, dove il tasso pro capite era 10 volte superiore che nel resto della nazione.
Gli stati e le regioni con popolazioni urbane concentrate sono stati colpiti a un tasso molto più elevato, mentre gli stati con popolazioni prevalentemente rurali sono stati meno colpiti. In accordo con gli studi sul periodo, le città che più risentirono dell'epidemia furono: New Orleans, Philadelphia, Los Angeles, New York, Oakland, Baltimora, Newark, Washington, Boston, San Francisco e Seattle. Gli Stati con i maggiori problemi furono invece: New York e il Maryland. In Idaho, Minnesota e Vermont si registrarono i casi più bassi di consumo di crack.
Effetto sulle comunità afroamericane
Le famiglie afroamericane vivevano in gran parte in quartieri poveri delle città, ciò portò il crack ad avere un impatto molto più forte sulla comunità rispetto ad altre.
Tra il 1984 e il 1989, il tasso di omicidi tra i maschi neri di età compresa tra 14 e 17 anni raddoppiò notevolmente, e il tasso di omicidi tra i maschi neri di età compresa tra 18 e 24 anni aumentò quasi altrettanto. Durante questo periodo, la comunità sperimentò un aumento del 20-100% dei tassi di mortalità fetale, dei neonati sottopeso, degli arresti per armi e del numero di bambini in affidamento.
Uno studio del 2018 scoprì che l'epidemia di crack ebbe conseguenze a lungo termine sulla criminalità, contribuendo al raddoppio del tasso di omicidi di giovani maschi neri subito dopo l'inizio dell'epidemia e che il tasso di omicidi era ancora più alto del 70% diciassette anni dopo l'arrivo del crack. Il documento stimò che l'otto percento degli omicidi nel 2000 fu dovuto dagli effetti a lungo termine dell'emergere dei mercati del crack e che gli elevati tassi di omicidi per i giovani maschi neri potevano spiegare una parte significativa del divario nell'aspettativa di vita tra maschi neri e bianchi.
L'uso e lo spaccio di crack divennero popolari nelle città che versavano in uno stato di caos sociale ed economico come Miami, New York, Los Angeles e Atlanta, e in particolare nei quartieri poveri delle città con un'alta concentrazione di afroamericani.
Aumento della criminalità Dati gli effetti eccitanti della sostanza, la psiche ne risente sviluppando stati di irrequietezza, nervosismo e tendenza ad atti violenti. Non riuscendo a controllare il proprio stato emozionale i soggetti più assuefatti, dediti all'ambiente favorevole all'assunzione di sostanze stupefacenti, tendono a sviluppare stati d'apatia e nevrotica ricerca dello "sballo" arrivando così a commettere atti criminali di varia natura.
Fine dell'epidemia L'epidemia finì improvvisamente, come iniziò. I motivi che portarono al calo dell'abuso e del traffico del crack non sono ancora noti. Secondo alcuni, come anche rapportato in uno dei capitoli di Freakonomics di Steven Levitt, l'aumento delle forze di polizia nelle strade da parte dei governi per far fronte all'emergenza non fu uno dei motivi che diedero il colpo di grazia all'epidemia, dal momento che la presenza delle autorità sia prima che dopo non ebbe alcun effetto sull'epidemia, che apparve all'improvviso.
Secondo Alan Fox, decano del Collegio di giustizia penale alla Northeastern University, il motivo alla base dell'interruzione di questo flusso criminoso fu che: "Probabilmente [il fattore principale] fu il cambiamento nei mercati della droga - dove, tra gli spacciatori, non furono più necessarie lotte per il controllo dei territori in cui vendere il nuovo prodotto, dal momento che i confini erano ormai stabiliti".
Altri presero come base le analisi di alcuni studi sui cambi generazionali, facendo notare come le nuove generazioni a stretto contatto con le precedenti rimasero lontane dal mondo della droga essendo informati degli effetti provocati dall'uso del crack. Negli anni '90, infatti, il termine "crackhead" assunse un connotato dispregiativo nella cultura urbana. Alfred Blumstein, un criminologo dell'Università Carnegie Mellon indicò quattro possibili fattori alla base della fine dell'epidemia: Allontanamento dei bambini dall'uso e maneggiamento delle armi. Contrazione del mercato del crack e la sua istituzionalizzazione. La robustezza dell'economia e la creazione di posti di lavoro per attirare i giovani. Risposta efficace della giustizia penale.
Nella cultura di massa
Documentari
Film Crack USA: County Under Siege (1989), regia di Vince DiPersio e Bill Guttentag High on Crack Street: Lost Lives in Lowell (1995) La vera storia di Scarface (2006), regia di Billy Corben Crackheads Gone Wild (2006) American Drug War: The Last White Hope (2007) Cocaine Cowboys 2 (2008) Freakonomics (2010), regia di Heidi Ewing, Alex Gibney, Seth Gordon, Rachel Grady, Eugene Jarecki & Morgan Spurlock Planet Rock: The Story of Hip-Hop and the Crack Generation (2011) The Seven Five (2014) Freeway: Crack in the System (2015) XIII emendamento (2016), regia di Ava DuVernay Crack: Cocaine, Corruption & Conspiracy (2021)
Serie documentarie Drugs, Inc. (2010–in corso)
Film
Il giustiziere della notte 4 (1987), regia di J. Lee Thompson Colors - Colori di guerra (1988), regia di Dennis Hopper King of New York (1990), regia di Abel Ferrara Boyz n the Hood - Strade violente (1991), regia di John Singleton Jungle Fever (1991), regia di Spike Lee New Jack City (1991), regia di Mario Van Peebles Il cattivo tenente (1992), regia di Abel Ferrara Massima copertura (1992), regia di Bill Duke Nella giungla di cemento (1993), regia di Albert e Allen Hughes Above the Rim (1994), regia di Jeff Pollack Fresh (1994), regia di Boaz Yakin Clockers (1995), regia di Spike Lee Belly (1998) Streetwise (1998) Training Day (2001), regia di Antoine Fuqua Paid in Full (2002), regia di Charles Stone III Shottas (2002), regia di Chess Silvera Indagini sporche (2002), regia di Ron Shelton Get Rich or Die Tryin' (2005), regia di Jim Sheridan Notorious B.I.G. (2009), regia di George Tillman Jr. Life Is Hot in Cracktown (2009), regia di Buddy Giovinazzo The Fighter (2010), regia di David O. Russell La regola del gioco (2014), regia di Michael Cuesta Moonlight (2016), regia di Barry Jankins Cocaine - La vera storia di White Boy Rick (2018), regia di Yann Demange
Serie TV
Miami Vice (1984–1989) Chappelle's Show (2003–2006) The Wire (2002–2008) Snowfall (2017–2023) Cocaine Godmother (2018) Narcos: Mexico (2018–2021) Wu-Tang: An American Saga (2019) Godfather of Harlem (2019–in corso) BMF (2021–in corso)
Videogiochi
Narc (1988) Grand Theft Auto: Vice City (2002) Grand Theft Auto: San Andreas (2004) True Crime: New York City (2005) Grand Theft Auto: Vice City Stories (2006) Scarface: Money. Power. Respect. (2006) Scarface: The World Is Yours (2006) Grand Theft Auto IV (2008) Grand Theft Auto: Chinatown Wars (2009) Hotline Miami (2012)
Note
Bibliografia
Categoria:Traffico di droga Categoria:Criminalità negli Stati Uniti d'America Categoria:Storia degli Stati Uniti d'America (1980-1988) Categoria:Storia afroamericana post-era dei diritti civili