Adrano (AFI: ; Dirnò, AFI: , Atranu, AFI: o Durnò in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
A partire dall'epoca normanna fino al 1929 fu indicata con il toponimo Adernò, che dal XIV al XIX secolo fu capoluogo dell'omonimo Stato feudale di rango comitale.
Situata nella parte sud-occidentale del vulcano Etna, dista 36 km da Catania e 200 km da Palermo.
Il 16 dicembre del 2019 con un decreto firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, viene riconosciuto ad Adrano, per l'importanza storica, artistica, civica o demografica, il titolo di città.
Geografia fisica
Il Territorio Adrano è fisicamente situata nella parte nord-occidentale del territorio della città metropolitana di Catania, ovvero nell'area etnea, al confine con il libero consorzio comunale di Enna. Adrano si trova sul versante sud occidentale dell'Etna, a 560 metri sul livello del mare.
Il suo territorio ha un'estensione di 83,22 km², la tredicesima tra i comuni della sua città metropolitana, e fa parte del Parco dell'Etna. Confina a nord con Bronte, Maletto, Randazzo e Castiglione di Sicilia, a ovest con Centuripe, nel libero consorzio comunale di Enna, a est con Sant'Alfio e Zafferana Etnea, a sud con Biancavilla.
Situata nella parte sudoccidentale dell'Etna, in una zona di bassa montagna che affianca la Piana di Catania a est e il fiume Simeto a ovest, dal punto di vista morfologico il suo territorio risulta essere in prevalenza collinare e pianeggiante, e solo in minima parte montano nella sua parte più interna; la sua altitudine media è di 560 , che varia da una quota minima di 150 nella sua parte occidentale a una quota massima di nella parte orientale.
Clima
Adrano gode di un clima mediterraneo, ma condizionato dall'altitudine e dalla lontananza dal mare, con inverni freschi e umidi ed estati abbastanza calde e soleggiate.
Origini del nome Adrano è un nome di origine sicana secondo Giovanni Alessio che si collegherebbe nel tema al latino āter e all'umbro ādro ‘nero’.. La forma Adernò risente dell'accentazione greca e deriverebbe da Àdranon, Άδρανον.
Gli abitanti sono detti adraniti, mentre invece quando il comune era denominato Adernò, i medesimi abitanti erano detti adernesi o adornesi; nel gergo dialettale non è infrequente l'uso dell'espressione ddurnìsi o ddornesi (adornesi) per riferirsi agli abitanti di Adrano.
Storia
Epoca antica I Siculi
Le radici di Adrano affondano nel Neolitico, anche se le maggiori testimonianze si possono associare ai cosiddetti Siculi che provenienti dalla costa jonica verso il X secolo a.C. s'insediarono nel territorio etneo e fondarono la città rimasta anonima, nella contrada del Mendolito, di questa città ormai sepolta sopravvive oggi nel territorio di Adrano la cinta muraria, le porte e le tracce di abitazioni, una necropoli dalle caratteristiche sepolture a cupoletta (forse d'ispirazione micenea) e numerose iscrizioni sicule.
Resti di insediamenti siculi fioriti tra il X e il V secolo a.C. sono presenti a ovest del paese e presso il fiume Simeto, nell'antica Mendolito, città di fondazione sicula oggi in parte sepolta.
Adranon
Nel 400 a.C. fu fondata, secondo la tradizione, da Dionigi il Vecchio di Siracusa la città greca di Adranon ()Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 14, 37, 5. presso il tempio dedicato a Adranos, dio siculo della guerra. per accrescere il controllo siracusano nella zona. Adranon, infatti, rappresentava un importante punto strategico, poiché garantiva il controllo della valle del Simeto e della città di Centuripe che si ergeva su un'altura presso la sponda opposta del Simeto. Nel 344 a.C., Timoleonte di Corinto dirigendosi verso Siracusa, nei pressi di Adranon sbaragliò le truppe di Iceta, tiranno di Leontinoi. Timoleonte vincitore, secondo la leggenda, fu accolto con clamore dalla città di Adranon, di cui divenne signore.
A sud di via Catania è stata localizzata la polis greca fondata da Dionigi il Vecchio nel 400 a.C. Imponenti sono i resti del muro di cinta, della cittadella, che parte da via Catania, contrada Buglio e arriva all'enorme baratro, chiamato Rocca dagli abitanti di Adrano. Lo scavo della sovrintendenza ha riportato alla luce un'abitazione con un pregevole pavimento che è stata restaurata e accorpata al museo archeologico; a fini turistici è stata riordinata la zona di contrada Buglio, nei pressi delle mura, che dovrebbe costituire l'accesso all'area archeologica. Il resto dell'area è tuttavia utilizzato per attività agricole intensive ed è minacciato dall'espansione edilizia e dall'opera dei tombaroli.
Romani Roma conquistò Adrano nel 263 a.C. per opera del console Valerio che entrò in città con ottomila fanti e seicento cavalieri espugnandola. La città assunse il nome latinizzato Hadrānum (o Adrānum).
Medioevo
Vandali e Ostrogoti Con la conquista barbarica la città segui le fasi di sviluppi dell’isola.
Bizantini
Con i Bizantini continuò la fase di sviluppo incrementata dal ripopolamento di queste aree. La conquista islamica di Centuripe e di altre terre circostanti, verso il 950, da parte dell'emiro arabo Mūsā portò Adrano - che subì pesanti saccheggi - a far parte del neo-costituito Emirato di Sicilia, mettendo così fine al dominio bizantino.
I Normanni
Ugo di Jersey guidò i cavalieri normanni nell’assedio dei territori sottomessi dai musulmani. I cristiani bizantini, che rappresentavano la maggior parte della popolazione, li accolsero come liberatori. Durante il dominio normanno, Adrano fu rifondata sulla città greco-romana. I Normanni costruirono il possente dongione a protezione della città che comprendeva abitanti di origine principalmente bizantina e normanna; erano soprattutto agricoltori e artigiani. Adrano fu inserita nella diocesi di Catania, retta dal vescovo Ansgerio.
Gli Svevi Il dominio svevo portò a lotte di potere e intolleranze tra cui la persecuzione dei Saraceni, che furono costretti a fortificarsi sotto la guida di Mirabetto (Benaveth - Ibn ῾Abbād) e poi deportati a Lucera. Durante il dominio svevo, la città e il suo castello divennero il covo dei conti de Luci, che depredarono con violenza i beni della chiesa, finché nel 1209 non furono sconfitti e banditi da Federico II. L'imperatore, nel 1233 diede in "retturia" il casale a capitani di Messina, che divennero la classe dominante in città.
Gli Angioini Durante le lotte tra Angioini e Svevi Adrano in un primo momento fu sotto il governo di Carlo I d'Angiò poi di Corradino di Svevia fino al 1268 quando fu decapitato a Napoli. Da allora Adrano passò alla famiglia Maletta. Il numero degli abitanti scese da mille a circa trecento.
Gli Aragonesi Pietro III di Aragona fu accolto come un liberatore, ma anch'egli continuò a opprimere la popolazione, nascondendosi dietro l'alibi di dover cacciare gli Angioini. Adrano divenne feudo del cavaliere catalano Garzia De Linguida, nel 1286 passò a Luca Pellegrino, un funzionario del re Giacomo. Margherita, la figlia di Pellegrino, sposò Antonio Sclafani di Palermo, Matteo, loro figlio fu nominato conte di Adernò e di Centorbe, nonché signore di Ciminna. Mentre Sclafani soggiornava a Palermo, Adrano fu prima occupata da Roberto d'Angiò e in seguito dai latini capitanati da Ruggero Tedesco. Matteo Sclafani morì nel 1354, alla sua morte si scatenò la lotta per la successione che durò più di quarant'anni, la contea di Adrano passò dunque a Giovanni Raimondo, nipote di Antonio Moncada.
Epoca moderna Il Regno di Sicilia durante il Viceregno Dal 1412 al 1515, sotto i viceré di Sicilia, dominarono Adrano i Moncada con il titolo di "conti di Adernò". Giovan Tommaso Moncada restaurò il Castello di Adrano facendolo circondare da un bastione, costruì la chiesa di S. Sebastiano. I Ventimiglia costruirono palazzi nel centro di Adrano, uno dei quali diverrà nel XVI secolo sede del Devoto Monte di Pietà e nel XIX sede del Municipio. In questo periodo si costituì il nucleo amministrativo di Adernò, composto da funzionari di ceto nobile (il capitano di giustizia, i quattro giurati, il tesoriere, il giudice civile, il giudice criminale, l'archivista, il mastro notaro, il castellano e il governatore del conte). Adrano contava allora seimila abitanti.
I viceré degli Asburgo Dal 1516 al 1713 entrambe le corone d'Aragona e di Castiglia furono ereditate prima dall'imperatore Carlo V d'Asburgo e poi dai discendenti di suo fratello, che portavano il titolo di re di Spagna. Il Regno di Sicilia continuò a essere retto da Viceré con sede a Palermo, anche se fino alla rivolta filo-francese del 1674 Messina venne considerata co-capitale e sede della corte per sei mesi l'anno.
Dal Regno di Sicilia al Regno d'Italia Dopo il breve regno della dinastia dei Savoia sulla Sicilia (1713-1720) e il successivo avvento degli Asburgo d'Austria che piegarono la popolazione a causa dell'eccessiva tassazione, verso la seconda metà del Settecento, con l'avvento della nuova dinastia dei Borboni, la situazione economica migliorò, la popolazione cominciò a crescere: nel 1874 Adrano contava abitanti. Nel 1820 a seguito della rivolta di Palermo, si succedettero tumulti ad Adrano, Biancavilla e Bronte, furono costituiti comitati per sostenere il colonnello Pietro Bazan, ma il comitato di Adrano fu scovato così la città fu mira dell'esercito punitivo dei Borboni.
Il movimento antiborbonico fu in un primo momento sedato, ma riprese durante la cosiddetta Primavera dei popoli nel 1848, quando venne ricostituito il Regno di Sicilia. Rivoluzionari adraniti guidati da Pietro Cottone accorsero in sostegno alla città di Catania che si piegava ai cannoni dell'esercito borbonico, che infine occupò Catania, Biancavilla, Paternò e Adrano. La Spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, infiammò nuovamente speranze di libertà tra i patrioti, mentre per le classi meno abbienti poco cambiò, infatti, i moti contadini che chiedevano la spartizione delle terre, furono sedati dai garibaldini prima e dall'esercito di Vittorio Emanuele dopo.
Dal 1862 al 1867, una serie di lavori per il miglioramento della città: il primo impianto di illuminazione pubblica, quotazione delle terre comunali, inaugurazione del primo liceo, lavori per il lastricamento della via Garibaldi, inaugurazione dell'ospedale, la creazione di una centrale telegrafica ed elettrica. Adrano era tra i più ricchi centri commerciali della provincia, ma le condizioni dei ceti poveri non erano migliorate e questi furono colpiti dal vaiolo nero e dal colera, che furono la causa di tumulti e ribellioni che sfociarono nel brigantaggio.
XX secolo Durante i primi anni del Novecento si diffuse un indirizzo riformista nel mondo cattolico e socialista. Negli anni venti il sacerdote don Vincenzo Bascetta e il professor Carmelo Salanitro (antifascista morto nel 1945 nel Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen), si batterono per favorire piccoli contadini e manovali nell'acquisto dei feudi, molto dei quali abbandonati dai ricchi proprietari terrieri.
Simboli
Non vi è, per statuto, una descrizione dei simboli di Adrano, ma de facto, poiché utilizzati dall'ente, sono i seguenti:
Lo stemma È generalmente raffigurata un'aquila insieme a uno scudo ovale tripartito, sostenuto da due cornucopie, nel quale vengono raffigurati l'Etna innevato e in eruzione, un rapace e un granchio.
Dal 16 dicembre 2019, a seguito della richiesta avanzata dal consiglio comunale con delibera n. 15 del 20 marzo del 2018, il comune è stato insignito del titolo di città, il quale dovrebbe prevedere un ridisegno al fine di inserire la corona muraria dorata, tipico di questo riconoscimento.
Il gonfalone Il gonfalone della città è un drappo di azzurro, caricato dello stemma della città e arrecante la dicitura "CITTÀ DI ADRANO". Insistono anche delle decorazioni laterali dorate.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiese e luoghi di culto
Chiesa Madre Chiesa del Crocifisso