La Lega delle ragazze tedesche (Bund Deutscher Mädel, BDM in tedesco), era l'ala femminile della Hitlerjugend (HJ) o Gioventù hitleriana, il movimento giovanile del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP). Data l'ideologia nazista incentrata sulla superiorità razziale e l'antisemitismo, la BDM era riservata alle sole ragazze ariane dai 10 ai 18 anni, non affette da malattie ereditarie. Le più piccole (dai 10 ai 14 anni) erano raggruppate in una sotto-lega chiamata Jungmädelbund (JM) o Lega delle giovani ragazze. Agli inizi la lega aveva pochi iscritti (nel 1931 ne contava 1700); ma quando i nazisti giunsero al potere e, a parte l'associazionismo giovanile cattolico che per alcuni anni venne malamente tollerato, vietarono qualsiasi altro associazionismo giovanile (1933), la BDM divenne la più grande associazione femminile al mondo con un numero totale di iscritti che raggiunse i 4,5 milioni nel 1944.
Dal 1936 l'iscrizione divenne obbligatoria. Nel 1938 venne creata nella BDM la sotto-sezione Glaube und Schönheit o Fede e Bellezza , associazione facoltativa per giovani donne dai 18 ai 21 anni che doveva fungere da collegamento temporale con la Nationalsozialistische Frauenschaft o Lega delle donne nazionalsocialiste, ala femminile del partito nazista a cui ci si iscriveva a 21 anni compiuti.. Il processo di Gleichschaltung o Forzato allineamento iniziato nel 1933 poteva così usufruire di potenti e monopolistici strumenti organizzativi e propagandistici per la totale sottomissione ideologica al nazismo anche delle nuove generazioni femminili.
Formazione e sviluppo Origini
Già dal 1923 all'interno del Partito nazista erano sorte le prime sezioni giovanili femminili, costituite qua e là in parallelo alla Gioventù hitleriana, chiamate Schwesternschaften der Hitler-Jugend, traducibile in Sorelle della Gioventù hitleriana; ma la partecipazione era bassa. Nel giugno 1930 tutte queste organizzazioni vennero raccolte in un'unica struttura organizzativa chiamata appunto Bund deutscher Mädel (BDM) o Lega delle ragazze tedesche che nel 1931, con 1711 effettivi e sotto la leadership di Elisabeth Greiff-Walden, venne incorporata nella Hitler-Jugend. La denominazione completa era Bund Deutscher Mädel in der Hitler-Jugend o Lega delle ragazze tedesche nella Gioventù hitleriana.
Negli anni 1930-31 nascono le prime sezioni locali delle varie organizzazioni naziste che si curavano della gioventù: le BDM, il Nationalsozialistischer Schülerbund (NSS) o Federazione studentesca nazionalsocialista (solo scuole primarie) con il corrispettivo femminile (Nationalsozialistischer Schülerinnenbund) e gli Jungmädchengruppen o Gruppi di giovani ragazze che gravitavano attorno alla NSF (Nationalsozialistische Frauenschaft), l'organizzazione femminile del Partito nazista. Nel 1930 nasce la sezione locale di Berlino, nel 1931 quella di Danzica.
Adesione obbligatoria
Dopo la presa del potere da parte dei nazisti e l'inizio della Gleichschaltung, Baldur von Schirach che il 30 ottobre 1931 era stato nominato leader della Gioventù hitleriana, sezione giovanile del Partito nazista, il 17 giugno 1933 diventa Jugendführer des Deutschen Reiches o Leader della gioventù del Reich tedesco. Da funzionario di partito diventa funzionario dello Stato tedesco: le sue decisioni diventano legge dello Stato. Infatti in quello stesso giorno viene emessa l'ordinanza che sciolse d'imperio qualsiasi altro associazionismo giovanile che non fosse quello orbitante attorno al Partito nazista, consentendo così l'inizio dell'incredibile ingrossamento delle file della HJ e della BDM e l'indottrinamento ideologico a senso unico della gioventù tedesca, basato sul Führerprinzip o Supremazia del capo, sull'antisemitismo, sull'Herrenvolk o supremazia della razza tedesca.
Il Reichskonkordat ovvero il Concordato stipulato il 20 luglio 1933 tra la Germania nazista e la Santa Sede diede un po' di respiro alle associazioni giovanili cattoliche del Terzo Reich i cui aderenti venivano tuttavia svillaneggiati e sottoposti ad atti di prepotenza se non di violenza. Questo vantaggio delle strutture cattoliche durò poco. Infatti con l'approvazione della legge sulla Gioventù hitleriana, del 1º dicembre 1936 tutti i giovani del Terzo Reich, sia ragazzi che ragazze, dovevano obbligatoriamente aderire alla Gioventù hitleriana o alla Lega delle ragazze tedesche, a partire dall'età di dieci anni. Dovevano essere cittadini tedeschi di razza ariana ed esenti da malattie ereditarie. Tale adesione era necessaria per accedere all'università e alla maggior parte delle professioni.
La tradizione organizzativa femminile che aveva segnato la Repubblica di Weimar non poteva essere ignorata dal regime nazista: occorreva infatti rafforzare una struttura che fosse in grado di mobilitare e indottrinare le donne. Nel 1931 il partito creò l'organizzazione nazista femminile che raccoglieva tutte le organizzazioni femminili di orientamento nazista sorte più o meno a partire dal 1923. La gestione delle donne divenne un motivo di lotta interna al partito, facendo fiorire altre organizzazioni femminili gestite da un nazista. Nacque così la Lega delle ragazze tedesche guidata da Baldur von Schirach, capo della HJ. Uno degli elementi di forte indottrinamento ideologico era rappresentato dal cosiddetto Arbeitsmaiden, il piano delle Ragazze al lavoro: ogni ragazza doveva trascorrere un periodo di sei mesi all'interno di campi agricoli, tagliando i contatti con la famiglia per tutto il periodo di servizio (Slesia, Pomerania e Prussia sono state le regioni scelte in via prioritaria per tale attività agricola). Con la guerra la durata di questo periodo venne aumentata, arrivando nel 1941 a due anni e mezzo.
I leader della HJ e della BDM La BDM, ossia la Lega delle fanciulle tedesche, nacque nel 1930 all'interno della HJ. Fino al 1934, la BDM era sotto la leadership della Gioventù hitleriana maschile, con a capo Baldur von Schirach, fino a che Trude Mohr, ex impiegata delle poste, venne nominata alla BDM Reichsreferentin (l'altoparlante nazionale). Nel 1937 Mohr si sposò, fu dimessa dalla sua carica (i membri del BDM dovevano essere celibi e senza figli), e sostituita da Jutta Rüdiger, una dottoressa di psicologia che rimase in carica fino alla fine della guerra. Ruediger scrisse diversi libri sulla BDM dopo la guerra, tra cui "Ein Leben für die Jugend", "Der BDM – Eine Richtigstellung", e "Hitlerː Kinder antworten", a cura di Guido Knopp. Infine nel 1940 fu nominato leader della HJ Artur Axmann.
L'uniforme L'uniforme della BDM consisteva in una gonna blu scuro, camicia bianca, un fazzoletto nero o cravatta stretti da anelli di legno con distintivo del gruppo, calze e scarpe da marcia. D'inverno veniva indossato un berretto di lana nero, una giacca marrone e, per quando era ancora più freddo, un lungo cappotto marrone. La BDM nel 1939 aggiunse all'uniforme del leader, un costume blu scuro indossato con una camicia bianca (senza fazzoletto o cravatta), un cappello blu scuro e un mantello blu o un cappotto. Non era permesso avere scarpe col tacco alto e calze di seta, e gli unici gioielli previsti erano un anello o un bracciale.
Programma Obiettivi L'obiettivo principale della BDM (come anche nei gruppi maschili) era educare al nazionalsocialismo. Il programma e le attività delle ragazze però, erano molto diverse da quelli dei ragazzi, perché i nazisti ponevano gli uomini e le donne in ruoli molto diversi. Già all'età di quattordici anni, le giovani ragazze dovevano prendere coscienza della loro missione nel Terzo Reich, ovvero procreare figli sani e svolgere il loro futuro ruolo di madri e di mogli, ritenuto una funzione vitale per la Germania nazista. La maternità è vista come l'equivalente del servizio militare per l'uomo, con il compito di "dare un figlio al Führer".
Attività
L'attività predominante nella BDM è l'educazione fisica, non solo per la salute del corpo, ma anche per disciplina e padronanza di sé, al fine di rendere i corpi delle ragazze robusti e idonei alla maternità. Scrive Hitler: «quanto all'educazione delle ragazze, nello Stato tedesco il primo posto deve essere per l'educazione fisica; solo dopo vanno considerati i valori spirituali e intellettuali. Il fine da tener sempre davanti agli occhi quando si educano ragazze è che un giorno dovranno essere madri». Jutta Rϋdiger, nominata leader della BDM dal 1937 al 1945, in un discorso radiofonico definì i principi del programma nazionalsocialista per le ragazze: «le ragazze sono addestrate per diventare donne forti, coraggiose, future compagne dei soldati e madri»; aggiunse inoltre che, a proposito delle attività formative «ogni ragazza che partecipa a un corso di formazione professionale, ma anche nel lavoro del Fronte del lavoro tedesco, riceverà un badge speciale dal BDM, che ha lo scopo di dimostrare la formazione che è stata sottoposta alle ragazze». A dodici anni la ragazza della BDM veniva sottoposta ad un test atletico, e doveva acquisire familiarità con le organizzazioni della Gioventù hitleriana; infine riceveva un distintivo di merito nel momento in cui tutto il suo gruppo avesse superato la prova. Tutto ciò serviva per far prendere coscienza alle ragazze che anche gli obiettivi più grandi possono essere raggiunti con cooperazione e coraggio. Altre attività proposte erano: gite, escursioni, incontri, raccolte di beneficenza, musica, canti nazisti, teatro, danza, servizio sanitario, attività geografica (destinato principalmente per le ragazze con conoscenza delle lingue straniere), campeggio (quest'ultimo si trattava di un vero e proprio campo di addestramento militare) e altre attività.
Numerosi erano i gruppi di lavoro dedicati ad artigianato, arte e scultura, design e cucito (attività offerte dal movimento Fede e bellezza nato nel 1938). Importanti erano inoltre i corsi di economia domestica (scienza della casa, cucina casalinga) e di eugenetica, igiene, studio degli organi riproduttivi di ambedue i sessi, concepimento, parto, purezza della razza, salute della famiglia, puericoltura. Le ragazze tedesche non avevano molto tempo libero; le gare di atletica e le attività di partito occupavano l'intero pomeriggio. Le sere erano dedicate alle Heimabende, adunanze serali nella casa del Partito, in cui si discuteva di questioni culturali di politica, attualità, abbigliamento. Il fine settimana era dedicato a gite e marce di carattere militare, con lo scopo di rendere le ragazze dure e resistenti. Vennero creati anche dei gruppi speciali, ognuno con specifici compiti: alcune avrebbero compiuto marce e dormito sotto le tende durante il fine settimana; altre dovevano prendere parte ad esercizi di difesa antiaerea. A diciassette anni la ragazza poteva decidere se seguire un corso in materia di salute, o continuare a lavorare nelle associazioni antiaeree. La BDM allenava con gran cura le donne destinate a essere dirigenti. In tutta la Germania esistevano scuole speciali BDM per preparare le giovani addette ai posti di comando. Secondo cifre di frequenza, le più famose scuole erano quelle di Potsdam presso Berlino e quella di Boyden nella Prussia orientale. Ogni ottobre le dirigenti delle sezioni locali erano chiamate a Berlino per i corsi accelerati di ideologia e corsi di igiene e di eugenetica. Oltre a ciò, vi si tenevano numerose convenzioni distrettuali ove le dirigenti BDM dovevano intervenire. Inoltre il partito offriva un corso avanzato per dirigenti che desideravano dare esami di concorso per i ranghi superiori. Nel momento in cui la ragazza ormai ventunenne lasciava la BDM, ci si aspettava che essa avesse acquisito una visione del mondo nazionalsocialista e, che possedesse un corpo forte e in buona salute, un equilibrio interiore, coraggio e orgoglio per la propria Nazione e per il proprio leader.
Le ragazze durante la guerra