Già prete cattolico, poi pastore protestante e infine vicino all'anabattismo, fu uno dei più importanti scrittori spiritualisti di Germania, antesignano della libertà di pensiero e della tolleranza religiosa.

Biografia Da prete e pastore a spirito libero Nato a Donauwörth, non si sa nulla della sua famiglia, se non che il padre era tessitore e un suo zio gestiva una locanda a Nördlingen, dove Sebastian fece i primi studi. Il 26 marzo del 1515 entrò nell'Università di Ingolstadt, diplomandosi nelle arti il 15 dicembre 1517 e l'anno dopo passò nel Collegio Bethlehem, gestito dai domenicani di Heidelberg, dove ebbe compagni di studi Martin Bucer, Johann Brenz e Martin Frecht, e vi si laureò, in una data imprecisata, in teologia.

Non si sa quando fu ordinato sacerdote cattolico nella diocesi di Augusta, né quale valutazione egli facesse della guerra dei contadini tedeschi che insanguinò la Germania dal 1524 al 1526. Nel 1526 era primicerius - ossia era tenuto a celebrare la prima messa del mattino in cambio di un beneficio ecclesiastico - a Büchenbach, presso Schwabach, ma quell'anno stesso aderì alla Riforma protestante e nel 1527 fu predicatore evangelico a Gustenfelden, presso Norimberga.

Lasciò presto anche il suo incarico di pastore e i benefici economici di cui aveva potuto godere per trasferirsi a Norimberga a esercitarvi la precaria attività di libero scrittore: il 17 marzo 1528 sposò Ottilie Beheim, una giovane i cui fratelli, Barthel e Hans Sebald, avevano avuto dei problemi a causa delle loro opinioni religiose antitrinitarie. Essi erano due dei tre «empi pittori» - l'altro era Georg Pencz - che avevano manifestato opinioni «sacrileghe», secondo il Consiglio della città, riguardo ai sacramenti del battesimo e dell'eucaristia, coinvolgendo il rettore della scuola di Sankt Sebald, l'anabattista Hans Denck.Th. Kolde, Hans Denck und die Gottlosen Maler in Nürnberg, 1902, pp. 1 e ss.

Con il Diallage oder Vereinigung der streitigen Sprüch in der Schrift, nel 1528 tradusse in tedesco, premettendo una sua introduzione e apponendovi diverse aggiunte, la Diallage, hoc est conciliatio locorum Scripturae qui prima facie pugnare videntur di Andreas Althamer, un libro che attaccava l'anabattismo di Hans Denck, definito dall'Althamer un «fanatico».

Di questo periodo è anche lo scritto Von dem gräulichen Laster Trunkenheit (Dell'orribile vizio dell'ubriachezza), dove Franck attaccò le abitudini del clero e degli stessi fedeli: «Non riusciamo a sollevarci dai nostri cuscini, predichiamo in mezzo a stormi di oche e di anatre, senza alcun frutto, perché occorre produrre latte, lana e denaro. Ahimè, non siamo solo pieni di vino, ma pieni dello spirito dell'inganno, dell'errore e dell'ignoranza. I vizi conclamati dovrebbero essere censurati dai predicatori con la parola e con la scomunica, dai principi con la legge e con la spada. Fin quando non si eserciti la scomunica, io non so dire nulla di un Vangelo o di una chiesa spirituale».In A. Hegler, Geist und Schrift bei Sebastian Franck, 1892, p. 27.

Nel 1529 tradusse in tedesco la Supplication for the Beggars, un violento pamphlet del protestante inglese Simon Fish contro la corruzione della Chiesa cattolica, che era stato stampato in febbraio ad Anversa.

La «Chronika und Beschreibung der Türkei» Nel 1530 Franck pubblicò la Chronika und Beschreibung der Türkei aus der Hand eines 22 Jahre in türkischer Gefangenschaft gewesenen Siebenbürgers (Cronaca e descrizione della Turchia per mano di un Transilvano prigioniero dei Turchi per 22 anni) è la rielaborazione in tedesco del Tractatus de moribus, condicionibus et nequitia Turcorum, stampato nel 1480, del domenicano Georg von Ungarn. Franck aggiunse sue considerazioni sulle condizioni del mondo cristiano, che nella Chronica, confrontato con quello musulmano, appariva in condizioni peggiori.

Sotto l'aspetto della religione, già diviso in una dozzina di sette, ve ne sono comparse altre tre nuove, quella luterana, la zwingliana e l'anabattista: ma ora finalmente - ritiene Franck - ne sta apparendo una quarta, che «spazzerà via le cerimonie esteriori, i sacramenti, le preghiere d'ascolto, le prediche, le scomuniche e i ministri, per stabilire un'unica chiesa invisibile di cui faranno parte tutti coloro che lo Spirito avrà raccolto da ogni nazione, retta senza mezzi esteriori dall'eterna e invisibile parola di Dio, come lo era la chiesa apostolica, prima di essere devastata dal grande abominio, dopo la morte degli apostoli».A. Hegler, Sebastian Franck, in «Realencyclopädie für Protestantische Theologie und Kirche», VI, 1899, pp. 142-150.

A Strasburgo Nell'autunno di quell'anno Franck si trasferì con la famiglia a Strasburgo, città in gran parte riformata e relativamente tollerante, dove erano numerosi gli anabattisti e gli spiriti liberi che vi emigravano per sfuggire le persecuzioni cui erano soggetti in gran parte della Germania. In questa città avevano vissuto due secoli prima Meister Eckhart e Johannes Tauler, due autori spirituali ed eterodossi molto cari a Franck.

A Strasburgo conobbe importanti pensatori, come Caspar Schwenckfeld, Hans Bünderlin, Melchior Hoffman e l'antitrinitario Miguel Servet. Il grande spiritualista Schwenckfeld era giunto a Strasburgo pochi mesi prima di Franck e aveva trovato ospitalità in casa di Wolfgang Köpfel, senza accettare tuttavia di entrare a far parte attivamente di una chiesa riformata: sosteneva infatti di essere «una stessa cosa con tutte le chiese in quanto prego per loro, in quanto non ne disprezzo nessuna, perché so che Cristo il Signore ha i suoi ovunque [...] non posso essere una cosa sola né con il papa né con Lutero, perché essi condannano me e la mia fede, cioè essi odiano il mio Cristo interiore. Avere il Cristo reale secondo lo Spirito è molto importante. Cristo non condanna se stesso, egli non perseguita se stesso».Corpus Schwenckfeldianorum, 1907-1939, IV, pp. 830-832.

Hans Bünderlin, amico di Denck, aveva pubblicato proprio allora a Strasburgo i suoi scritti: per lui, è importante la «parola» interiore piuttosto che quella esteriore, così come il culto, la devozione, deve essere spirituale e non esteriore, e la redenzione consiste nell'essere discepoli di Cristo e non di una qualche confessione.

La lettera al Campanus Franck non conobbe personalmente un altro riformatore radicale, Johannes Campanus, che non viveva a Strasburgo ma del quale Franck lesse e apprezzò per altro il Contra totum post apostolos mundus, nella quale il Campanus formula la tesi che l'unica vera chiesa cristiana sia stata quella degli apostoli, i discepoli diretti di Gesù, e formula l'auspicio che si arrivi finalmente alla «restituzione della verità evangelica».Il Contra totum è andato perduto, ma ne esiste la versione ridotta in tedesco scritta dallo stesso Campanus, la Göttlicher und heiliger Schrift [...] Restitution und Besserung (Restituzione e riparazione della divina e sacra Scrittura). Lo scritto è in K. Rembert, Die Wiedertäufer im Herzogtum Jülich, 1899, pp. 242-264

Al Campanus Franck scrisse una lunga lettera il 4 febbraio 1531. In essa, elogiato il Bünderlin quale «uomo dotto e meravigliosamente pio, morto al mondo», e dichiarandosi d'accordo con la tesi del Campanus secondo la quale non esiste più una vera chiesa cristiana dopo la scomparsa degli apostoli, Franck chiarisce la propria teoria, esposta nella Chronika und Beschreibung der Türkei, della quarta setta che deve sorgere prossimamente. «La chiesa esteriore, inclusi tutti i suoi doni e sacramenti, a motivo dell'irruzione e della devastazione dell'Anticristo, appena dopo la morte degli apostoli è salita in cielo e giace nascosta nello spirito e nella verità», e oggi «lo Spirito soltanto battezza con il fuoco e con lo spirito tutti i fedeli e tutti coloro che sono ubbidienti alla Parola interiore».

Ogni riforma della chiesa è impossibile: «tutte le cose esteriori e le cerimonie che erano proprie della chiesa degli apostoli sono cessate per sempre e non devono essere restituite». Del resto, «Dio non fa distinzioni tra gli uomini, ma è Dio tanto dei Greci quanto dei Turchi e dei barbari, dei signori e dei servi, a condizione che conservino la luce che è stata loro impressa e che dona ai loro cuori un lume eterno». Pertanto, occorre aspettare il ritorno di Cristo, «perché la chiesa resterà dispersa tra i pagani sino alla fine del mondo. Infatti, soltanto l'avvento di Cristo alla fine distruggerà e toglierà di mezzo l'Anticristo e la sua chiesa».L'originale latino della lettera è perduto, mentre esiste una traduzione olandese e tedesca: quest'ultima è in K. Rembert, Die Wiedertäufer im Herzogtum Jülich, 1899, pp. 218-226. Una traduzione italiana è nella Grande Antologia Filosofica, VIII, 1964, pp. 1425-1427.

La «Chronica, Zeytbuch und Geschychtbibel» L'importante Chronica, Zeytbuch und Geschychtbibel (Cronaca, cronologia e Bibbia storica), fu scritta e pubblicata da Franck a Strasburgo il 3 settembre del 1531. È una sorta di storia universale, tratta in buona parte dalla Cronaca di Norimberga di Hartmann Schedel del 1493, divisa in tre parti: nella prima sezione Franck tratta della storia dell'umanità dalla creazione alla venuta di Cristo, nella seconda, della storia da Cristo fino ai suoi tempi, e nella terza si occupa della storia del papato dall'apostolo Pietro a Clemente VII, dando un particolare risalto alle vicende delle eresie. Egli stesso si pone tra gli «eretici», al pari di Wycliff, Hus, Erasmo, dei vari riformatori protestanti e degli anabattisti, affermando di preferire «il destino di un eretico condannato dai papi, piuttosto che quello di un santo che figura nel calendario papista», poiché la chiesa ha sempre perseguitato e oscurato la verità con il prestesto che si trattasse di un'eresia.

Infatti, nessun senso hanno le dispute teologiche fin qui avute nella storia, dal momento che la rivelazione non è stata data una volta per tutte, ma si dà in un perenne sviluppo storico - di qui il titolo di Geschichtbibel, Bibbia della storia - che è compito della ragione cogliere: «siamo già al concetto lessinghiano dell'educazione - progressiva - del genere umano».L. Mittner, Storia della letteratura tedesca, I, 2, 1977, p. 653.

Come contesta il potere temporale del papato, così Franck rifiuta l'idea di uno «stato cristiano», che gli appare una struttura organizzata per la violenza e la repressione delle libertà dei cittadini, incompatibile con il messaggio evangelico e con il diritto di ciascuno di professare qualunque idea politica e religiosa. Gli stessi simboli dell'Impero e del potere regale - l'aquila e il leone - sono espressione di rapacità e di violenza. Franck non risparmia critiche allo stesso Carlo V, «il primo degli schiavi del papa» e a Massimiliano I, «sotto il quale furono importati il mal francese e i lanzichenecchi, i quali sostituirono - si può immaginare come - i frati questuanti».Da notare che Carlo V era allora vivo e regnante. Cfr. L. Mittner, op. cit., ibidem.

Tranne che dagli anabattisti - ai quali del resto non risparmiava critiche, come l'interpretazione letterale delle Scritture - il libro fu esecrato dalle autorità civili, religiose e da quanti erano o si sentivano parte di una chiesa organizzata, cui invece Franck negava autorità. Persino Erasmo protestò presso il Consiglio della città e Franck fu arrestato, mentre le copie del suo libro venivano sequestrate e proibite. Dopo qualche giorno di detenzione, il 30 dicembre 1531 Franck venne espulso da Strasburgo.

A Ulm: i «Paradoxa»