Lofride tardiva (Ophrys × maremmae nothosubsp. tardans (O.Danesch & E.Danesch) Del Prete, 1984) è una pianta erbacea spontanea in Italia, appartenente alla famiglia delle Orchidacee.

È un'entità di origine ibridogena (O. fuciflora subsp. candica × O. tenthredinifera).

Etimologia L'epiteto sottospecifico (“tardans” – dal latino “tardivo”) si riferisce al periodo della fioritura, quando le altre specie di Ophrys sono ormai sfiorite.

Descrizione È un'orchidea terrestre alta da 10 a 35 cm. La forma biologica è geofita bulbosa, ossia è una pianta perenne che porta le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, strutture di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori.

Radici Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo e consistono in sottili fibre radicali posizionate nella parte superiore dei bulbi.

Fusto Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da due tuberi bulbosi; il primo svolge delle importanti funzioni di alimentazione, mentre il secondo raccoglie materiali nutritizi di riserva per lo sviluppo della pianta che si formerà nell'anno venturo. Parte epigea: la parte aerea del fusto è semplice ed eretta. Il colore è verde.

Foglie È presente una rosetta basale con foglie a forma ovato-lanceolata, ad apice acuto e alcune (mediamente 3) foglie cauline. Sulla pagina fogliare sono presenti delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie). Quelle cauline sono progressivamente più ridotte a portamento amplessicaule e simili a brattee.

Infiorescenza L'infiorescenza è “indefinita” (senza fiore apicale o politelica) del tipo spiciforme con pochi fiori (da 3 a 7). Questi ultimi sono posti alle ascelle di brattee a forma lineare-lanceolata con una scanalatura centrale; sono lunghe più o meno come l'ovario e nel colore possono essere simili ai tepali (altrimenti sono verdi). I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra; in questo caso il labello è volto in basso.

Fiore I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)..

Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula

Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). I tre segmenti esterni sono patenti a forma ovato-arrotondata e concavi. Quello mediano è spesso lievemente ricurvo in avanti. I due tepali interni (il terzo, quello centrale, chiamato labello, è molto diverso da tutti gli altri) sono più piccoli a forma triangolare e con bordi pubescenti; sono disposti in modo alternato a quelli esterni. Colore dei tepali: a rosa pallido a violetto con una nervatura verde centrale. Labello: il labello (la parte più vistosa del fiore) è pubescente a forma vagamente trapezoidale; si presenta con un portamento pendente. La parte terminale è formata da due lobi di colore ocra scuro al centro dei quali è presente un apicolo (parte terminale del labello) verdastro. In questa specie non è presente lo sperone. Colore del labello: bruno-rossiccio (ai bordi è vistosamente pubescente/vellutato), con macchie lucide più chiare al centro (quasi bianche o grigie o rossatre contornate da bordi più chiari) a forma di “H” e disegni simili all'addome di un insetto. Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto (o adnato) con lo stilo e lo stigma e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio".. Quest'organo esternamente di colore verde, è posizionato all'interno-centro del fiore ed ha un portamento incurvato in avanti; è corto e ottuso. Il polline ha una consistenza gelatinosa; e si trova nelle due logge dell'antera, queste sono fornite di una ghiandola vischiosa (chiamata retinacolo). I pollinii sono inseriti su due retinacoli distinti tramite delle caudicole, mentre i retinacoli sono protetti da due borsicole.. La cavità stigmatica di questa orchidea è colorata di rosso scuro. L'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme. L'ovario non è contorto. Fioritura: da aprile a maggio.

Frutti Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio..

Biologia La riproduzione di questa pianta può avvenire in due modi: per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi: come per altre specie di Ophrys anche in questa l'impollinazione avviene tramite un ben definito maschio di imenottero del genere Andrena che riconosce (o crede di riconoscere) nella figura disegnata sul labello una propria femmina e quindi tenta una copulazione col solo risultato di trasferire il polline da un individuo floreale all'altro. Anche il profumo (non sempre gradevole per noi umani) emesso dall'orchidea imita i ferormoni dell'insetto femmina per incitare ulteriormente l'insetto maschio all'accoppiamento. Questo fiore è privo di nettare per cui a impollinazione avvenuta l'insetto non ottiene nessuna ricompensa; questa specie può quindi essere classificata tra i “fiori ingannevoli”.. La germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume). La disseminazione è di tipo anemocora. per via vegetativa in quanto uno dei due bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui (l'altro bulbo generalmente è di riserva).

Distribuzione e habitat Questa entità è un raro endemismo della Puglia del sud.

Il suo habitat tipico sono le garighe, le radure e macchie su substrato calcareo.

Tassonomia Sinonimi Ophrys × lambrechtsiana P.Delforge Ophrys × silvanae Lumare & Medagli Ophrys × tardans O.Danesch & E.Danesch

Conservazione Come tutte le orchidee è una specie protetta e quindi ne è vietata la raccolta e il commercio ai sensi della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).

Note

Bibliografia

Voci correlate Orchidee selvatiche in Italia

Collegamenti esterni Ophrys tardans G.I.R.O.S. - Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee - Database. Ophrys tardans Tropicos Database. Ophrys tardans Royal Botanic Gardens KEW – Database. Ophrys tardans IPNI Database.

Categoria:Orchideae Categoria:Taxa descritti nel 1984