Il Partito del Benessere (, RP), è stato un partito politico turco d'ispirazione islamista sciolto nel 1998 dalla Corte Costituzionale turca. Tra i suoi appartenenti di spicco vi furono Necmettin Erbakan, leader storico dell'islamismo turco, Recep Tayyip Erdoğan, Abdullah Gül, Bülent Arınç e Recai Kutan. Il partito del Benessere rappresentò una delle fasi principali dell'esperienza politica di Necmettin Erbakan e del movimento del Millî Görüş, nonché una delle principali esperienze dell'islamismo politico turco.

Il partito giunse a governare nel 1996, evento dopo il quale l'esercito turco, tradizionale difensore dei principi del kemalismo e della laicità dello Stato, pronunciò un memorandum che asseriva l'incompatibilità del partito a governare. Venne in seguito sciolto nel 1998 dalla Corte Costituzionale turca sotto l'accusa di violare gli articoli della Costituzione che sancivano la laicità dello Stato e il leader Erbakan venne bandito dalla vita politica per i seguenti cinque anni. I confidenti di Erbakan diedero vita nel 1997 al Partito della Virtù, nella quale confluirono gran parte degli organi e dei membri del Partito del Benessere.

Storia Origini Le radici del partito sono da identificarsi nelle idee del movimento del Millî Görüş, originatosi negli ambienti della congregazione di İskenderpaşa, e nell'esperienza dei due precedenti partiti guidati da Necmettin Erbakan e poi banditi dalla Corte Costituzionale: il Partito dell'Ordine Nazionale, attivo tra il 1970 e il 1971, e il Partito della Salvezza Nazionale, fondato nel 1972 e sciolto nel 1981, in seguito al colpo di Stato del 1980 del generale Kenan Evren. L'esperienza politica di Erbakan e la fondazione del Partito dell'Ordine Nazionale furono avviate con il benestare di Mehmet Zahit Koktu, una delle principali figure di riferimento della congregazione di İskenderpaşa..

La fondazione del partito e il successo Il Partito del Benessere venne fondato nel 1983 da Ahmet Tekdal, sotto la guida di Erbakan, allora bandito dalla vita politica in seguito al colpo di Stato. Il partito raccolse buona parte dell'elettorato islamista, il cui supporto dopo lo scioglimento del Partito della Salvezza Nazionale era confluito nel Partito della Madrepatria di Turgut Özal; Özal è stato infatti membro sia della congregazione di İskenderpaşa che del Partito della Salvezza Nazionale.

Il partito cominciò ad organizzarsi territorialmente in tutto il paese e presentò i suoi candidati per la prima volta in occasione delle elezioni locali del 1984, nelle quali riscosse il 4,4% dei voti, conquistando Şanlıurfa, Van e Konya. Necmettin Erbakan diventò segretario del partito a partire dal 1987, dopo che il risultato del referendum costituzionale del 1987 tolse il divieto allora vigente ai politici antecedenti al colpo di Stato del 1980 di partecipare alla vita politica.

In occasione delle elezioni parlamentari del 1991, il partito iniziò ad organizzare una vasta rete di supporto su scala nazionale, diretta all'elettorato conservatore disilluso della classe politica turca. Il partito si alleò con il Partito del Movimento Nazionalista e con il Partito della Nazione, conquistando, con il 16,87% dei voti, 62 seggi. Il nuovo soggetto politico ottenne l'appoggio di una parte consistente della classe media provinciale e conservatrice, nonché di molti membri delle confraternite islamiche, in particolare quella naqshbandi. A differenziare il Partito del Benessere dal Partito della Salvezza Nazionale era in particolare la strategia elettorale del partito obiettiva ad integrare politicamente anche le classi lavoratrici più svantaggiate e marginalizzate, recettive ai temi dello Stato sociale; una fonte cospicua dell'appoggio al movimento proveniva infatti dalle centinaia di migliaia di famiglie giunte negli anni precedenti dalle zone rurali a Istanbul e nelle altre grandi città della Turchia e che risiedevano nelle gecekondular.

Importante fu il contributo delle sezioni femminili: le donne del partito ricoprirono un ruolo importante nel costruire la popolarità del partito nelle periferie urbane, passando casa per casa a presentare il programma politico del movimento alle famiglie. In molti quartieri era una donna a ricoprire un ruolo fondamentale in ogni sezione locale del partito, conosciuta da tutta la comunità locale che si rivolgeva a lei per assistenza economica e alimentare e per richiedere borse di studio. Un tema importante che fece avvicinare molte donne fu la campagna favorevole al velo islamico, allora bandito dai luoghi pubblici. Una parte consistente del supporto politico proveniva poi generalmente dalla componente più giovane della popolazione turca, tendenzialmente più aperta alle nuove idee dell'Islam politico...

Il partito si presentava come anti-sistema e favoriva un maggiore intervento dello stato in economia.. La retorica del partito includeva poi numerosi riferimenti al riconoscimento della lingua curda, all'ambientalismo e alla lotta alla corruzione e nell'ambito della politica estera, proponeva un forte euroscetticismo unito ad un programma panislamico fortemente critico verso Israele, l'Occidente e il capitalismo e volto a rafforzare i rapporti della Turchia con il resto del Mondo islamico. Numerosi esponenti del partito furono attivi nel condannare i massacri dei bosniaci musulmani nella guerra in Bosnia ed Erzegovina.

Nell'ambito delle elezioni locali del 1994, il partito riscosse il 19,14% dei voti e conquistò 327 municipalità, specie nelle regioni della Turchia interna e nelle zone curde. Il partito, tra le tante, conquistò le città di Ankara, Istanbul, Konya, Sivas, Şanlıurfa, Van, Kayseri, Diyarbakır, Erzurum e Gaziantep... La militanza nel partito raggiunse numeri enormi: in occasione delle elezioni locali del 1994, circa 160.000 attivisti parteciparono nel diffondere il programma politico del partito, distribuendo in tal senso volantini e audiocassette prodotte in Germania e nei Paesi Bassi. Diecimila predicatori si recarono nei caffè e nei luoghi di aggregazione per diffondere il messaggio politico del partito; il numero di questi ultimi raddoppiò negli anni seguenti. I volontari, che raggiunsero le 300.000 unità in occasione delle elezioni parlamentari del 1995, si occuparono inoltre di controllare il conteggio dei voti, informando poi gli organi del partito..

Le amministrazioni locali del Partito del Benessere si caratterizzarono per un rapporto più stretto con la popolazione, organizzarono eventi di beneficenza rivolti ai meno abbienti, introdussero nuovi servizi pubblici, migliorarono quelli già esistenti e ottennero importanti successi nella lotta alla corruzione. Le amministrazioni aprirono nuovi spazi per la nascente classe media, tra i quali numerosi parchi pubblici e finanziarono ristoranti e stabilimenti balneari, limitando però la vendita di alcol, in modo che le nuove aree si presentassero più invitanti per le famiglie e più compatibili con i precetti islamici. Il partito introdusse il concetto della sosyal belediyecilik ("municipalità sociale"): tra le iniziative più importanti a ricoprire maggiore risonanza furono le beyaz masa ("tavola bianca"), mediante le quali i cittadini ordinari potevano riportare alle amministrazioni le richieste più urgenti; con le halk meclisleri ("assemblee popolari"), la cittadinanza veniva invitata a partecipare alla ristrutturazione della municipalità e della vita pubblica. Con queste iniziative, il partito riuscì a costruire un solido supporto territoriale.

Tra le più grandi vittorie del partito alle elezioni locali del 1994 si cita quella di Istanbul, nella quale fu eletto sindaco Recep Tayyip Erdoğan. Il nuovo sindaco di Istanbul riuscì a risolvere problematiche che affliggevano la città da decenni, che includevano la mal gestita raccolta dei rifiuti, il traffico caotico e problemi relativi alle risorse idriche; questi ultimi vennero risolti mediante la realizzazione di centinaia di chilometri di nuovi condotti, il problema dei rifiuti venne gestito con la creazione di impianti di riciclaggio all'avanguardia, mentre il traffico cittadino e gli ingorghi furono ridotti con la costruzione di più di cinquanta ponti, viadotti e autostrade e con un rinnovo del trasporto pubblico. Numerosi furono gli interventi per prevenire la corruzione e venne ripagata una parte importante del debito di due miliardi di dollari della municipalità metropolitana di Istanbul e vennero investiti quattro miliardi di dollari nella città.

Le elezioni parlamentari del 1995 e il governo Erbakan Alle elezioni parlamentari del 1995, il partito guadagnò oltre sei milioni di voti, diventando, con il 21,38% dei voti, il primo partito della Turchia. Le difficoltà di Tansu Çiller e di Mesut Yılmaz a formare un governo convinsero il presidente Süleyman Demirel ad affidare l'incarico a Necmettin Erbakan. Erbakan divenne primo ministro con l'appoggio del Partito della Retta Via di Tansu Çiller. Il partito, nel corso della fase governativa, rinunciò a molte delle sue posizioni più radicali. Il programma economico del nuovo governo, definito Refahyol (dall'unione di Refah e Dogru Yol, i nomi in lingua turca dei due partiti), individuò come obiettivi l'abbassamento dell'inflazione, un tasso di cambio più ragionevole, l'incremento del prodotto interno lordo, una tassazione più giusta in aiuto agli imprenditori, investimenti nelle infrastrutture, la realizzazione di centrali nucleari, il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo con l'Unione europea e priorizzare le privatizzazioni in modo da attrarre investimenti esteri.

Il governo Erbakan si impegnò a rafforzare il sistema di Stato sociale. Il governo intervenne poi per conciliare gli orari lavorativi con il tradizionale digiuno del Ramadan e si impegnò a incrementare il numero delle İmam Hatip, scuole che propongono un programma educativo nell'ambito dell'istruzione secondaria che include un'educazione religiosa. Nell'ambito della politica estera Erbakan si impegnò a rafforzare i rapporti della Turchia con i Paesi islamici, in particolare con la Libia di Muʿammar Gheddafi, l'Iran, la Malaysia e l'Indonesia, in un'ottica panislamica.

L'immagine di Erbakan venne danneggiata dal suo famoso discorso che derideva le manifestazioni contro lo scandalo di Susurluk, per il quale venne ampiamente accusato di essere indifferente.

Il memorandum del 1997 e lo scioglimento del partito L'esercito turco, tradizionale difensore dei principi del kemalismo e della laicità dello Stato e fortemente critico nei confronti del governo Erbakan, pronunciò un memorandum il 28 febbraio 1997, che convinse infine il presidente Demirel ad affidare l'incarico di formare un nuovo governo a Mesut Yılmaz.

Il partito venne sciolto nel 1998 dalla Corte Costituzionale turca sotto l'accusa di perseguire un programma fondamentalista e di violare gli articoli della Costituzione che sancivano la laicità dello Stato. Necmettin Erbakan venne bandito dalla vita politica per i seguenti cinque anni. Numerosi esponenti del partito, tra i quali il sindaco di Kayseri, furono messi sotto investigazione. Il sindaco di Sincan fu incarcerato per avere autorizzato una manifestazione contro Israele, nella quale furono pronunciati discorsi religiosi. Venne processato anche Recep Tayyip Erdoğan, per aver recitato a Siirt una poesia di Ziya Gökalp, che secondo la corte incitava all'odio religioso.

La direzione del partito si rivolse alla Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale confermò la decisione della Corte Costituzionale turca. I confidenti di Erbakan diedero vita nel 1997 al Partito della Virtù, nella quale confluirono gran parte dei membri e degli organi del Partito del Benessere.

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