La duchessa di Leyra è un romanzo incompleto di Giovanni Verga, del quale ci rimangono il primo capitolo e un brevissimo frammento del secondo pubblicati entrambi nel 1922 a cura di Federico De Roberto, amico dell'autore.
Storia Il romanzo doveva essere il terzo di una serie di cinque romanzi denominata il Ciclo dei Vinti; nelle carte di Verga compare anche il titolo alternativo di La duchessa delle Gargantas. Le ragioni che portarono Verga a non completare la stesura del ciclo furono con tutta probabilità editoriali, letterarie e stilistiche. Innanzi tutto negli anni novanta del 1800 si era affermata una generazione di giovani autori, tra i quali Fogazzaro e D'Annunzio, che incontrava il favore del pubblico con storie assai distanti dal mondo verista; l'artificio della regressione, poi, con cui Verga era riuscito a descrivere oggettivamente il mondo umile de I Malavoglia e quello borghese di Mastro-don Gesualdo, era inadatto a rappresentare la psicologia complessa delle classi aristocratiche. Inoltre la critica più recente ha ipotizzato che Verga, trovandosi davanti a figure come l'onorevole Scipioni e l'uomo di lusso, dovesse andare a trattare di persone appartenenti a classi sociali elevate e, quindi, il rischio maggiore era quello di mettersi in cattiva luce rischiando ripercussioni da parte della critica a lui contemporanea.
Trama La duchessa che dà il titolo al romanzo è Isabella Motta-Trao, figlia di Gesualdo Motta e di Bianca Trao, che ha sposato il duca di Leyra dopo una contrastata relazione, nel corso di Mastro-don Gesualdo, col cugino Corrado La Gurna.
Nel primo capitolo, si descrive una scena concitata a Palermo. È il 1849, il vapore "Nettuno" attracca con a bordo il Cardinale Pignatelli arcivescovo di Palermo e amico di papa Pio IX.La folla è in subbuglio e vengono descritti brevemente alcuni personaggi della nobiltà cittadina che si raccolgono al Foro Borbonico, per accogliere il Ministro della Pubblica Sicurezza, mentre un drappello di guardie porta in prigione il Baronetto Sghemberi. Vaghi sono i riferimenti alla famiglia di Leyra, che é presente all'arrivo del Cardinale.
Nel secondo incompiuto capitolo, la scena si sposta nel palazzo dei Motta-di Leyra, col duca che si rivolge alla duchessa.
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