Il salto ostacoli è un termine che identifica una disciplina dell'equitazione, la quale vede impegnato il binomio umano-cavallo, nell'interpretazione e risoluzione di un percorso ad ostacoli. Nell'accezione comune, si parla di concorso ippico.
L'altezza degli ostacoli, la difficoltà del percorso e il numero di ostacoli da superare dipende dalla categoria alla quale si partecipa e dalla preparazione atletica di cavallo e cavaliere. L'altezza degli ostacoli varia dai a (e possono superare i 2 metri nelle gare di potenza) con categorie intermedie di 60, 70, 80, 90, 100, 105 (categoria riservata ai pony), 110, 115, 120, 125, 130, 135, 140, 145, 150 e 160 (il gran premio è la categoria di salto di maggiore difficoltà tecnica, dotata del montepremi più alto della giornata e non è sempre e necessariamente la categoria più alta del concorso). Il numero di ostacoli varia da 8 a 13 (per i pony che fanno le 40 gli ostacoli sono solo 8) con eventuali combinazioni di più ostacoli dette gabbie.
Storia L'equitazione è una delle attività più antiche a cui si è dedicato l'essere umano. Il primo manuale a noi pervenuto, La cura e l'alimentazione del cavallo da carro, fu redatto da Kikkuli, maestro di cavalli di origine mitannica, nell'anno 1.350 a.C. Invece, il più antico e più noto manuale in cui è trattato anche il modo di montare a cavallo è Sull'equitazione di Senofonte.
Nella storia greca e romana chi sapeva montare acquistava un "valore aggiunto" nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne espressione di nobiltà, ma anche, per contro, nei secoli successivi, i nobili furono costretti ad imparare l'arte di montare per partecipare alla vita politica e militare (vedi, ad esempio, generale L'Hotte, Caprilli).
L'approfondimento tecnico dell'arte di montare a cavallo fu sempre appannaggio della Cavalleria e per questo motivo chi ha scritto libri di tecnica equestre (Grisone, Fiaschi, Pignatelli, Mazzuchelli, Caprilli, ecc.) è spesso collegato all'ambiente militare. Non vi è altra attività umana su cui, nel corso dei secoli, siano stati scritti tanti testi di approfondimento. Ma il rapporto che si stabilì nei secoli tra umani e cavalli, si modificò gradualmente nell'ultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio trasformò il modo di viaggiare e di fare la guerra. Dal Novecento in poi, l'equitazione perse la propria importanza utilitaristica e si trasformò in attività prevalentemente ludico-sportiva. Nell'Italia della prima metà del Novecento, si segnalò l'opera del conte Paolo Orsi Mangelli, con la sua celeberrima scuderia.
Il salto a ostacoli nasce nella metà del 1700; nato durante le battute di caccia, dove vi erano molti ostacoli, quindi questa disciplina era considerata molto utile e si diffuse in parecchie scuderie. Il primo concorso si svolse a Parigi nel 1900, lo stesso anno in cui viene incluso nel programma olimpico. Fino metà anni '40 però questi concorsi erano riservati solo ai militari, ma poi a partire dal primo campionato mondiale la Fédération équestre internationale non ne è diventata organizzatrice.
Tecnica del salto Fasi del salto.
Nel saltare un ostacolo abbiamo 4 fasi di cui: Ascendente: nell'ultimo tempo di galoppo davanti al salto il cavallo porta sotto i posteriori(chiama i posteriori) che in questo momento saranno appaiati, batte con gli anteriori che consentono l'innalzamento del treno anteriore, allunga l'incollatura verso l'alto e si dà la spinta con i posteriori per sollevarsi. Parabola: Inizia appena il cavallo finisce di darsi la spinta verso l'alto, e stacca gli arti da terra, è la fase in sospensione dove nessun arto tocca terra, è l'apice del salto. Discendente: Inizia nel momento in cui il cavallo si avvicina al terreno e si riceve con gli anteriori abbassando l'incollatura, che poi rileverà per riprendere equilibrio e proseguire la falcata di galoppo; il salto non è altro che un'estensione della falcata di galoppo. Ricezione: Si ricevono gli anteriori in rapida successione, per secondo l'anteriore che dà il nome al galoppo, l'incollatura si distende; segue la fase di sospensione per permettere ai posteriori di raggiungere il terreno e riprendere lo schema del galoppo; l'incollatura si rileva per contro bilanciare. È buona norma per il cavaliere assecondare i l movimento del cavallo mantenendo un costante e morbido contatto con la sua bocca tramite le redini senza disturbarlo in nessun modo, avendo così la prontezza per riprendere a saltare successivamente.
Avvicinamento ad un salto: Nell'avvicinamento al salto, il cavaliere deve mantenere il controllo del cavallo e del proprio corpo nell'affrontare l'ostacolo, mantenendo una regolarità nelle falcate di galoppo allungando o accorciando le falcate in modo da arrivare alla distanza giusta, cercando di evitare di anticipare il salto ma di seguire il movimento naturale del cavallo senza rimanere appeso alle redini, mantenendo le gambe strette e vicine al cavallo per poterlo incitare a saltare; il controllo dell'equilibrio è fondamentale per mantenersi in equilibrio sul cavallo mentre questo si muove, e per facilitare la conduzione dello stesso; a seconda di dove il cavaliere mette peso avrà un certo tipo di risposta (per esempio per eseguire una spalla in dentro) quindi il cavaliere deve disporre il proprio corpo sul cavallo in modo che vi sia un costante equilibrio, ed è ottimale quando il baricentro del cavaliere e quello del cavallo consentono l'insieme.
Gli ostacoli Gli ostacoli sono formati da barriere poggiate su sostegni (detti "pilieri"), e da elementi riempitivi e/o decorativi. La differenza principale tra i salti è quella tra "verticali" e "larghi". Verticali: ne fanno parte tutti quei salti sviluppati in senso verticale comprese le parti che lo compongono come i piedi, definiti anche da cancelletti o da barriere a terra. oxer: gli elementi sono posti su due linee verticali diversi. Tra i due elementi che formano l'oxer Largo invitante: nel largo invitante la barriera del primo elemento viene posta leggermente più in basso rispetto a quella della seconda linea verticale. Passaggio di sentiero: sono quei larghi dove al loro centro viene posta una piccola siepe e al loro centro vi ci può passare una persona tanto sono ampi.
I salti possono essere combinati tra di loro per formare altri tipi di ostacoli. gabbia: ostacolo formato da due elementi (solitamente un verticale ed un largo) posti ad una distanza fissa. doppia gabbia: ostacolo formato da 3 elementi (solitamente 2 verticali ed un largo) posti ad una distanza fissa. verticale su fosso riviera linee: sono due salti rispettivamente uno in fronte all'altro, ma con una distanza superiore ai 7m, in una linea troveremo sempre più di 2 falcate di galoppo.
Gli ostacoli possono essere di diversi tipi: verticale: ostacolo basilare del salto ostacoli, può essere formato da barriere o tavole con eventuale cancelletto sotto Barriere incrociate (o croce): ostacolo formato da due barriere incrociate, in cui per regolamento FISE i cucchiai porta barriera non possono essere più in alto di per non creare un fronte troppo stretto. croce di sant'andrea: croce messa parallela e orizzontalmente rispetto al campo. oxer squadrato: formato da un verticale con una barriera supplementare posta posteriormente, richiede un buon addestramento perché nel punto più alto della parabola il cavallo si trova a metà delle due barriere. oxer a scalare: identico all'oxer, con la differenza che la barriera posteriore viene posta più in alto rispetto all'anteriore. triplice: ostacolo simile all'oxer a scalare, con l'aggiunta di una barriera posteriore. muro: ostacolo con la forma di un muro di mattoni, formato da blocchi di plastica. Utilizzato principalmente nella categoria di potenza. riviera: ostacolo costituito da un piccolo laghetto artificiale di forma rettangolare, interrato. Ferro da stiro: L'attenzione del cavallo è posta sul 3º elemento che invita ad una maggior distensione del rachide e l'abbassamento dell'incollatura, è composto da 3 barriere di cui due a terra e una sollevata. Fosso: ostacolo (solitamente un verticale), ha al di sotto delle barriere una sorta di piccola riviera (questo tipo di ostacolo inizia ad essere presente nelle gare da in poi).
Classificazione A partire dal 2006, i cavalieri e le amazzoni tesserati presso un centro autorizzato FISE o un centro affiliato FISE vengono classificati in base all'età (considerando l'anno solare):
Giovanissimi: età compresa tra i 4 anni e i 12 anni; Children: età compresa tra i 12 e i 14 anni; Juniores: età compresa tra i 14 e i 18 anni; Young riders: età compresa tra i 18 e i 21 anni; Seniores: età superiore a 21 anni; Veterani: amazzoni di età non inferiore ai 45 anni e cavalieri di età non inferiore ai 49 anni; Amazzoni: concorrenti di sesso femminile a partire dal 19º anno di età.
Classificazione patenti Per poter gareggiare nei concorsi autorizzati dalla FISE, i cavalieri e le amazzoni devono essere tesserati presso un centro autorizzato FISE o affiliato, e devono essere titolari di una "patente" che ne attesti l'idoneità a gareggiare in determinate categorie.
Le patenti FISE per il salto ostacoli sono così suddivise: FISE: autorizzazioni a montare
A (patentino ludico): viene rilasciata dal centro ippico, consente di partecipare, dopo 6 mesi dal rilascio, a categorie fino di altezza. B (brevetto): permette di poter partecipare a categorie di altezza massima 115; il brevetto viene rilasciato dall'istruttore o può essere conferito con esame teorico e pratico. G1 (primo grado): autorizza a partecipare a categorie di altezza compresa tra e . Per il conseguimento di questa patente bisogna raggiungere un punteggio prestabilito secondo una determinata tabella predisposta dalla FISE. I cavalieri juniores devono anche sostenere un esame teorico sui principi fondamentali di tecnica equestre e regolamenti sportivi. G2 (secondo grado): consente di saltare da 135 in su. È necessario conseguire 150 punti (in base ad una tabella prevista nel regolamento FISE).
È prevista anche la possibilità di retrocedere alla patente di grado inferiore. Per l'eventuale successivo reintegro alla patente di grado superiore è necessario solo fare richiesta al proprio Comitato Regionale all'atto del rinnovo annuale della patente.
Concorsi I concorsi ai quali si può partecipare si differenziano tra loro per la progressiva difficoltà (altezza e complessità del percorso), per il tipo (a tempo, di precisione, ecc.) in numerose combinazioni che sono raccolte all'interno del Prontuario FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) che ne regola lo svolgimento. Gli ostacoli possono variare in altezza e complessità di presentazione. Pertanto ciò richiede una buona preparazione sia del cavallo che del suo cavaliere.
Tipologia In Italia esistono vari tipi di concorsi sia nazionali che internazionali.
Concorsi nazionali Concorsi sociali: realizzati all'interno di un circolo FISE sono riservati ai soci del circolo e agli invitati di circoli della stessa provincia, sono concorsi che si svolgono in una giornata Concorsi "C": sono concorsi di un giorno e comprendono categorie ludiche e agonistiche Concorsi "B": sono concorsi che si svolgono su due giornate Concorsi "A": sono concorsi che si svolgono su 3 giorni comprendono categorie da 40 a Concorsi internazionali: CSI si distinguono per il numero di stelle (fino a 5)