L'evoluzionismo teista (in inglese: theistic evolutionism), talora anche noto con evoluzionismo teistico, creazione continua, creazione evolutiva, darwinismo cristiano,American Scientific Affiliation; Commission on Creation; B. Dembski, K. Miller, P. Nelson, B. Newman, D. Wilcox (August 2000) è una corrente di pensiero filosofica e teleologica, sviluppatasi all'interno della teologia cristiana, che considera compatibili l'esistenza di Dio Creatore e la teoria scientifica dell'evoluzione.

Tale corrente sostiene quindi che la vita ebbe origine per volontà divina. L'entità divina, vista come benevola e creatrice, avrebbe quindi scelto e calibrato il meccanismo dell'evoluzione, per creare ogni tipo di essere vivente, dalle creature invisibili a occhio nudo come microbi, sino alle piante e ai mammiferi.

I fautori dell'evoluzionismo teista cercano di promuovere una filosofia della vita e della persona umana che tenti di conciliare scienza, filosofia e teologia."L'evoluzione: crocevia di scienza, filosofia e teologia"; autore: Raphael Pascual; ISBN 8838239223; ISBN 9788838239229Convegno internazionale "Galileo 2009"; atti; Firenze; org.:Istituto Stensene.

L'evoluzionismo teista, nella sua accezione generale, suppone che valori generalmente considerati molto significativi per la vita dell'uomo, come quelli morali ed estetici (cognizione del "bene" e del "male", empatia, etc.), non sarebbero accessibili mediante una lettura esclusiva delle scienze naturali.

L'evoluzionismo teista è suddiviso in due tipologie:

integrale, che ipotizza la creazione, da parte di un'entità superiore, di uno o pochi organismi semplicissimi, i quali, una volta creati, avrebbero avuto le capacità e le proprietà necessarie al fine di potersi evolvere fino a produrre il corpo umano“Evoluzione e creazione”; autore: Fiorenzo Facchini; L'Osservatore Romano; 16 gennaio 2006, l'anima sarebbe stata infusa dal creatore (salto ontologico"Messaggio del Santo Padre alla Pontificia Accademia delle Scienze del 1996"; Giovanni Paolo II). parziale, che suppone la creazione, da parte di un'entità superiore, di più organismi, i quali avrebbero dato origine agli altri organismi appartenenti però allo stesso genere, o sottordine, o ordine, ecc..., secondo la maggiore o minore estensione concessa all'evoluzione, escluso però l'uomo, non solo quanto all'anima, ma anche quanto al corpo"Doctrine according to Godliness: A Primer of Reformed Doctrine" autore: Ronald Hanko; ISBN 091620684X ISBN 9780916206840.

Gli approcci filosofici rispettivamente teista e teleologico non dovrebbero essere confusi con l'approccio utilizzato dal metodo scientifico. Gli stessi esponenti dell'evoluzionismo teistico sostengono che si dovrebbe sempre distinguere, nelle riflessioni filosofiche e teleologiche, tra la vita intesa come fenomeno biologico della vita, da un lato, e la vita intesa come l'insieme delle vicende e delle esperienze di un singolo individuo, dall'altro; E mentre all'indagine scientifica spetterebbe il compito della spiegazione del fenomeno biologico della vita, alla teleologia spetterebbe la comprensione della vita intesa come la comprensione dell'insieme delle vicende e delle esperienze di un singolo individuo, le quali si collocherebbero in una dimensione personale, nella quale viene assegnato un ruolo anche ai sentimenti religiosi. Alcuni filosofi hanno criticato tale posizione definendola un'ingerenza della Chiesa all'interno della comunità scientifica.

L'evoluzionismo teistico poggia il suo paradigma su due pilastri portanti:

Interdisciplinarità – che viene proposta come esercizio dello sguardo al fine di renderlo capace di considerare l'oggetto di studio, cioè la persona umana, da diverse angolazioni metodologiche e ottenerne, in questo modo, una visione sintetica più completa.Quest'approccio solleva problemi riguardanti i metodi, fondamenti e presupposti delle diverse scienze, e afferma e sottolinea un'evidenza di complementarità tra esse e, quindi, si propone di correggere i pregiudizi identificati come causa dell'isolamento tra le varie discipline. Viene sottolineata, inoltre, la necessità di evitare di ridurre alcune scienze ad altre, specialmente le scienze naturali e le scienze umane. Compatibilità – che si richiede sussista tra le interpretazioni teoretiche, scientifiche e filosofiche delle evidenze sperimentali; il Teismo evoluzionista pone una distinzione fra una teoria di natura più propriamente scientifica (la quale va ricercata in autori come Lamarck, Darwin e Wallace) e un sistema filosofico che si vuole applicare a tutta la realtà (come in Herbert Spencer e, in qualche modo, anche in Pierre Teilhard de Chardin). La lettura materialistica o quella anti-finalistica dell'evoluzione (contro il Disegno intelligente, per esempio) appartengono alla letteratura scientifica in senso proprio, divulgata da riviste quali Nature e Science.Una lettura filosofica materialistica e anche quella esclusivamente finalistica del creazionismo sono viste come non compatibili con la fede cristiana,MAGISTERO DELLA SANTA CHIESA "Lamentabili sane exitu" san Pio X (3 luglio 1907) in quanto quella materialistica viene rimproverata di escludere la sfera spirituale dell'uomo, mentre il finalismo puro del creazionismo viene considerato in contrasto con la spiegazione razionale delle evidenze sperimentali, pertanto ad entrambe viene imputato di giungere ad una specie di "suicidio epistemologico".

Visioni generali

La Creazione di un universo in Evoluzione Il teismo evoluzionista presuppone l'esistenza di un'entità superiore ed onnipotente, generalmente identificata con la figura di Dio Creatore e sostiene che la vita ebbe origine per volontà divina, l'entità, vista come benevola e creatrice, avrebbe quindi scelto e calibrato il meccanismo dell'evoluzione, per creare ogni tipo di essere vivente, dalle creature invisibili ad occhio nudo come microbi, sino alle piante ed ai mammiferi.

Anche se non si conosce ancora il preciso meccanismo dell'origine della vita, il meccanismo dell'evoluzione supporrebbe la creazione; anzi la creazione si pone nella luce dell'evoluzione come un avvenimento che si estende nel tempo, come una ‘creatio’ continuaGiovanni Paolo II, simposio su "Fede cristiana e teoria dell'evoluzione"(1985); La creazione pertanto non sarebbe uscita dalle mani del Creatore interamente compiuta, ma in stato di via verso la sua perfezione ultima. Questo divenire comporta assieme alla comparsa di certi esseri la scomparsa di altri, con le costruzioni della natura, anche le distruzioni.Catechismo della Chiesa Cattolica; n. 302; n. 310

La ‘creatio’ continua può realizzarsi attraverso cause seconde quali per esempio: selezione e variabilità, con il corso naturale degli eventi, senza dover pensare necessariamente ad interventi miracolosi; "Dio non fa le cose, ma fa in modo che si facciano"(P. Teilhard de Chardin). Pertanto il Creatore figurerebbe come la causa prima che opera nelle e per mezzo delle cause secondeCatechismo della Chiesa Cattolica; n. 308..

Inoltre è facile intuire una natura evolutiva della creazione già nel pensiero teologico di Sanrt'Agostino in cui afferma: "Al principio furono creati solo i germi, o le cause, delle forme di vita, che in seguito si sarebbero sviluppate gradualmente" dove emerge chiaramente uno sviluppo di una creazione in maniera progressiva. Mariano Artigas, fisico e filosofo assieme Juan J. Sanguineti, filosofo della natura sostengono che Dio non muove il mondo dandogli un impulso iniziale sovrapposto alla sua natura, ma crea l'intero sistema insieme a tutte le sue forze, di modo che esso fin dal primo momento agisce di per se stesso e in virtù della propria natura, e insieme tutto il suo agire dipende dall'opera creatrice di Dio. La natura appare così come un'opera d'arte di un "Artista creatore", senza per questo ridursi ad un meccanismo artificiale senza forze autonome. Dio non è un artista al modo umano, cioè non ordina delle realtà preesistenti, bensì istituisce sia l'ordine sia le cose ordinate e le loro leggi operative: egli causa in quanto Creatore, poiché crea la natura stessa". Da tale pensiero emerge che il Creatore opera solo creando le opportunità affinché la creazione possa realizzarsi, la casualità degli eventi opera entro limiti fissati da Dio.

Origene scrisse a proposito della natura del testo sacro della BibbiaThe Philocalia of Origen. tradotta da George Lewis, Edinburgh, T & T Clark, 1911, § 17, p. 18. "… quale uomo ragionevole crederebbe che possa esserci stato un primo, e un secondo, e un terzo giorno della creazione, ciascuno con il suo mattino e la sua sera, prima che il sole fosse creato?" (Gn 1,1-13; Gn 1,14-19). La Bibbia appare non come un testo scientifico ma vuole semplicemente ed unicamente comunicare attraverso un linguaggio simbolico-sapienziale, comprensibile per gli uomini del tempo, e attraverso le vicende della loro storia, un messaggio spirituale.

Il teologo, Vescovo, astronomo francese Nicola Oresme, basandosi sui principi musico-matematici di incommensurabilità, irrazionalità e complessità, finalmente creò una dinamica struttura-modello per la formazione di sostanziali specie e individui della natura, la cosiddetta "teoria della perfectio specierum" (De configurationibus qualitatum et motuum, Quaestiones super de generatione et corruptione, Tractatus de perfectionibus specierum). Utilizzando un'analogia delle qualità musicali con le “prime e seconde qualità” di Empedocle, un individuo oresmiano si trasforma in un sistema che si autorganizza e che si preoccupa di raggiungere il suo stato ottimale difendendosi dagli influssi negativi dell'ambiente in cui vive. Questo "controllo iterativo automatico" influenza la forma sostanziale (forma substantialis), già presente, nel senso moderno, nei principi di evoluzione, "adattamento" e "mutazione" del materiale geneticoLa rivoluzionaria teoria di Oresme superò il dogma Aristotelico-Scolastico della immutabilità della specie sostanziale e sembra anticipare i principi della "teoria dei sistemi", dell'auto-organizzazione e della evoluzione biologica di Charles Darwin..

L'essere umano sarebbe parte di questo processo, anche se non può considerarsi un prodotto necessario dell'evoluzione, si distinguerebbe per alcune caratteristiche uniche e proprie. Queste caratteristiche come "la legge morale", la cognizione del "bene" e del "male", la "ricerca del divino", sarebbero comuni a tutte le civiltà della terra e sottolineerebbero la natura spirituale dell'uomo.Trattato tripartito;“codice Jung”, quarto scritto, (150-180 d.C.)

La natura spirituale non potrebbe emergere dalle potenzialità della materia. È il "salto ontologico", la "discontinuità" che il Magistero ha sempre riaffermato per la comparsa dell'uomo.Fiorenzo Facchini: “Evoluzione e creazione”; L'Osservatore Romano, 16 gennaio 2006

Evoluzione, ma non autoevoluzione

Il Teismo Evoluzionista non ha mai accusato nessuna delegittimazione dei testi biblici della Genesi di fronte alle teorie evoluzioniste, in quanto essi ritengono che la fede parte dall'incontro con Cristo; diviene pertanto certezza dei Teisti che una verità scientifica, una volta veramente accertata, non si oppone alla Scrittura, in quello che la Scrittura vuole veramente dire; L'idea di evoluzione, secondo questa visione risulta in piena sintonia con il testo biblico (Gn 1,1-31), il quale presenta una successione nel tempo delle opere create. Prima il mondo vegetale (terzo giorno), poi i pesci e gli uccelli (quinto giorno), poi gli animali terrestri con al vertice l'uomo fatto ad immagine e somiglianza con Dio (sesto giorno).

Principali autori ed interpreti Alcuni autori hanno espresso, specialmente in seno ai congressi annuali presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, posizioni vicine, ed in alcuni casi sostanzialmente identiche, al Teismo Evoluzionista: