Le terme di Montecatini sono l'insieme di stabilimenti e stazioni termali che sorgono nel comune di Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, Toscana. Dal 2021 sono considerate patrimonio dell'umanità UNESCO.
Territorio Le terme di Montecatini si trovano in un'area della Toscana chiamata Valdinievole, famosa per una delle più grandi zone umide dell'entroterra italiano: il Padule di Fucecchio. Zona di alta attrazione turistica, gode di un'ottima posizione per quanto riguarda le località più famose e storiche della Toscana, infatti in un raggio di 50 chilometri si trovano Firenze, Pisa, Lucca e la Versilia.
Storia Il ritrovamento di alcune statuette votive di epoca romana accanto al cratere delle terme Leopoldine fa supporre che lo sfruttamento termale delle acque di Montecatini abbia origini molto remote, risalenti all'antica Roma o forse agli etruschi e all'Italia preromana. Il nome stesso di Montecatini deriva secondo alcuni dal latino mons catinus cioè "monte del catino" (in riferimento ad una conca d'acqua che circonda il colle di Montecatini Alto, ovvero le sorgenti termali), comunque le prime notizie scritte in merito compaiono in una pergamena lucchese del 1201. Le proprietà delle acque dovevano essere già abbastanza rinomate nel 1387, quando il mercante pratese Francesco Datini scrisse al proprio medico chiedendo notizie sulle acque già usate da molti suoi pazienti.
La loro storia vera e propria inizia nel 1417 quando il medico e studioso Ugolino da Montecatini, padre della moderna idrologia, nel trattato manoscritto De Balneorum Italiae Proprietatibus ac Virtutibus (anche noto come Tractatus de Balneis) scrive per la prima volta sui bagni di Monte Catini e ne descrive i benefici. Scrive infatti che la regione era a quel tempo ricolma di acque palustri e sorgenti, ed effettivamente la Valdinievole a quei tempi era una grossa palude, estensione del Padule di Fucecchio, e l'acqua rispettiva veniva utilizzata principalmente per l'irrigazione, l'alimentazione di mulini a vento e l'abbeveramento. Da questo trattato possiamo dedurre l'esistenza di tre bagni: il primo, il più antico e di forma circolare, era privo di muri e scavato direttamente nel terreno, in esso si immergevano i contadini per curare dolori osteo-articolari; il secondo, che era suddiviso in due compartimenti per uomini e donne, era usato per curare la scabbia, e il terzo fu voluto dalla repubblica fiorentina nel 1370 e serviva per ricavare il sale, ma fu in seguito chiuso. Michele Savonarola chiama questi tre stabilimenti Bagno Tondo (chiamato anche Mediceo o Bagnolo), Bagno della Regina e Bagno Nuovo. Mentre l'ubicazione dei primi due bagni è sconosciuta, il terzo corrisponde molto probabilmente con lo stabilimento Tettuccio.
Per molto tempo non si seppe più nulla delle terme, va ricordato infatti che il territorio moderno di Montecatini non era ancora stato bonificato, nonostante i tentativi falliti da parte della repubblica lucchese prima e dei Medici poi, e gli abitanti vivevano in situazione costante di disagio, colpiti da epidemie, carestie e guerre. Nel 1539 la proprietà dei bagni stessi fu affidata al duca e poi granduca Cosimo I de' Medici, che poi la passò per eredità al figlio Francesco I che le concederà ai cittadini, ma bisognerà comunque aspettare l'ascesa degli Asburgo-Lorena per assistere a una vera bonifica del territorio e l'inizio dell'attività termale cittadina.
Nel 1788 fu la volta di Alessandro Bicchierai, che scrisse il trattato Dei Bagni di Montecatini, nel quale identifica la falda acquifera che genera le terme (situata approssimativamente sotto il colle delle Panteraie) e le quattro sorgenti. Riferisce anche di due nuovi bagni sorti in sostituzione dei precedenti menzionati da Ugolino di Montecatini perché ormai abbandonati: il Bagno dei Merli o della Rogna (corrispondente con le terme Leopoldine) e il Bagno dei Cavalli o Regio (ricostruzione dell'antico Bagno Nuovo).
Nel 1765 il nuovo granduca di Toscana divenne Leopoldo II (Pietro Leopoldo), il quale si dedicò interamente alla bonifica della Valdinievole e il potenziamento delle terme di Montecatini: il territorio fu ispezionato da specialisti, le chiuse e le dighe vennero abbattute (in particolare quella di Ponte a Cappiano), le acque furono canalizzate e la città ampliata con nuovi progetti urbanistici e architettonici, dando inizio alla storia moderna della città di Montecatini. Il granduca visitò spesso Montecatini per supervisionare i lavori prima di lasciare Firenze nel 1790 per diventare imperatore del Sacro Romano Impero.
La costruzione del primo stabilimento moderno, il Bagno Regio, viene realizzata nel gennaio 1773; negli anni successivi vedono la luce le terme Leopoldine (inizialmente Bagno caldo) nel marzo 1775, e il Tettuccio, in sostituzione del Bagno Regio nell'agosto 1779. Viene anche eretto l'edificio detto delle Bibite gratuite rivolto ai meno abbienti.
Il 18 giugno 1818 le Terme finirono in mano a una deputazione formata da persone illustri dell'epoca tra cui anche Domenico Giusti, padre di Giuseppe Giusti, mentre nel 1883 furono cedute ad una società che faceva capo all'Onorevole Pietro Baragiola, per opera del quale cominciò la rinascita di Montecatini. Baragiola divenne il proprietario della Torretta, della sorgente Fortuna, del Tamerici, della Salute e delle fonti e i terreni attorno allo stabilimento Excelsior. Inoltre ristrutturò detti stabilimenti rendendoli più attraenti, non permise che il parco termale andasse in mano alla speculazione edilizia e bonificò i campi incolti e paludosi creando giardini degni di una stazione termale ad alto livello.
Lo stabilimento Grocco viene realizzato nel 1903 allo scopo di commercializzare i "sali tamerici" che venivano estratti e confezionati, secondo appositi processi industriali, all'interno dei locali dell'edificio. Nel sottosuolo viene convogliata acqua termale per consentire la creazione di una piscina e rendere possibile un'ulteriore terapia: la riabilitazione motoria in acqua per la cura delle patologie dell'apparato locomotore. Negli anni sessanta venne attrezzato e fu a disposizione della cittadinanza come centro analisi. Numerosi contributi si ebbero dall'architetto Giulio Bernardini, che diede un importante impulso all'urbanistica di Montecatini Terme.
L'ultimo stabilimento costruito è il Redi, iniziato nel 1962.
XX secolo: la notorietà A cavallo fra l'Ottocento e il Novecento, la fama delle acque curative raggiunse l'apice che si mantenne per tutto il XX secolo. Personaggi illustri (fra loro Giuseppe Verdi, Ruggero Leoncavallo, Giacomo Puccini, Vittorio Emanuele II e altri) si recarono a Montecatini Terme a "passare le acque" e vi trascorsero periodicamente lunghi periodi. La città gode di particolare prosperità e si abbellisce con parchi fioriti e ville, edifici e opere d'arte in stile liberty, per accogliere al meglio i forestieri: artisti, intellettuali e aristocratici, non solo italiani, ma anche europei, la città viene frequentata da ogni tipo di diplomatico, presidente, nobile e personalità pubblica, atmosfera ancora oggi rievocata dalla Walk of Fame di Montecatini. L'offerta turistica si perfeziona e si arricchisce: oltre alle cure è previsto anche il relax, il divertimento e lo sport. Sorgono ristoranti, teatri, locali notturni e un casinò.
Le terme diventano proprietà dello Stato (tramite la società Terme di Montecatini s.p.a.Per la storia della gestione dei Bagni di Montecatini cfr.: ) e restano aperte tutto l'anno, attraendo moltissimi turisti da tutto il mondo, Montecatini nella seconda metà del XX secolo trae profitto principalmente dal turismo, grazie all'attività termale, l'industria alberghiera e la vicinanza del paese ai grandi centri della cosiddetta "Toscana minore".
Nel 2021, durante la 44ª Assemblea Generale del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO tenutasi a Fuzhou, in Cina, dal 24 al 28 luglio la città di Montecatini è entrata a far parte della lista delle Grandi città termali d'Europa insieme ad altre dieci città europee, le Terme di Montecatini sono così riconosciute come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
XXI secolo: crisi e futuro incerto A partire dal secondo dopoguerra, sebbene le terme attrassero moltissime persone e Montecatini fu un centro molto movimentato per i decenni successivi, allo stesso tempo si ebbe un graduale ridimensionamento delle attività termali e un lento declino, perché infatti Montecatini iniziò a sperimentare anche altre attività, ma soprattutto molti degli stabilimenti furono chiusi o lasciati alla propria sorte (su più di undici stabilimenti, oggi rimangono aperti solo le Tettuccio e le Redi), il comune ha più volte mostrato interesse nel rinnovare gli stabilimenti e rilanciare la moda delle terme, senza successi concreti però, a testimonianza del disinteresse generale da parte dei cittadini nelle attività termali, ciò fece però in modo che la società proprietaria accumulasse moltissimi debiti, tra i 40 e i 45 milioni di euro, a causa di progetti incompiuti e cantieri protratti per anni e mai conclusi (più della metà dei debiti furono a causa del progetto di restaurazione delle Leopoldine, ormai del tutto abbandonato) portando a una grave crisi finanziaria che fece sfiorare alla società il fallimento nel 2023.
Il prefetto di Pistoia, per non far fallire la società, ha avviato una procedura di concordato preventivo di continuità, poi prorogata dal tribunale, per cercare un nuovo gestore. Tutte le terme di Montecatini (ogni stabilimento, immobile, e altri edifici minori) andarono all'asta per il totale di 42 milioni di euro a luglio 2024, ma l'asta andò deserta, una seconda asta si svolse a marzo 2025, stavolta con il prezzo di 35 milioni, ma anche questa non andò da nessuna parte e si iniziò a considerare di vendere gli stabilimenti a lotti singoli. La situazione è migliorata nel 2026 grazie all'intervento di enti pubblici e privati – la regione Toscana ha stanziato 17,5 milioni di euro per acquistare Tettuccio ed Excelsior, il comune si è mosso sulla Torretta mentre la fondazione Caript ha espresso interesse per le Tamerici. Tutti gli altri stabilimenti sono finiti sotto un'offerta d'acquisto irrevocabile di 1,5 milioni di euro, proposta da Claudio Cardini, capo di Human Company, che intende riqualificare gli edifici abbandonati e aprire nuovi resort di lusso per riattivare il turismo, unito agli sforzi del comune di migliorare la sicurezza e il decoro pubblico. Il futuro delle terme di Montecatini quindi, rimane per il momento in bilico, in attesa di una nuova asta giudiziaria fissata al 22 settembre 2026.
Le fonti termali
Le fonti sono alimentate da quattro sorgenti che nascono da una falda a 60-80 metri di profondità; durante il loro viaggio verso la superficie si arricchiscono gradualmente dei sali minerali che conferiscono loro il caratteristico sapore salino. Le sorgenti danno il nome ad altrettante differenti acque suddivise in acque forti, medie e deboli.
Acqua Leopoldina (acqua forte): viene usata per la cura idropinica, terapia storica delle Terme di Montecatini, basata sull'assunzione in dosi prescritte dal medico; è un'acqua purificante, con azione diretta sulla parete intestinale, e su tutte le patologie legate a un cattivo funzionamento dell'apparato gastroenterico (dispepsia, stipsi, intestino irritabile). Viene utilizzata anche per la balneoterapia, la fangoterapia e le cure inalatorie. Acqua Regina (acqua media): agisce prevalentemente sul ripristino del flusso biliare, indicata quindi per le disfunzioni delle vie biliari e l'insufficienza epatica. Acqua Tettuccio (acqua debole): favorisce la depurazione del fegato, utile nei dismetabolismi e nell'ipercolesterolemia. Ha anche un'azione sulla mucosa gastrica favorendo la digestione. Acqua Rinfresco (acqua debole): favorisce la diuresi, l'eliminazione delle scorie e il ripristino dei sali minerali. È usata anche per la fango-balneoterapia.