Agiografia Il santo visse quando l'impero era guidato da Diocleziano. Oriundo di Narbona ed educato a Milano, fu istruito nei principi della fede cristiana. Si recò poi a Roma, dove entrò a contatto con la cerchia militare alla diretta dipendenza degli imperatoriAmbrogio (340-397) nel suo Commento al salmo 118 riferisce che Sebastiano era originario di Milano e si era trasferito a Roma..
Divenuto alto ufficiale dell'esercito imperiale, fece presto carriera e divenne tribuno della prestigiosa prima corte pretoria, di stanza a Roma per la difesa dell'imperatore. In questo contesto, forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte, approfittando della propria carica imperiale.
La Passio racconta che un giorno due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino, furono arrestati su ordine del prefetto Cromazio. Il padre fece appello a una dilazione di trenta giorni per il processo, per convincere i figli a desistere e sottrarsi alla condanna sacrificando agli dei. I fratelli erano ormai sul punto di cedere quando Sebastiano fece loro visita, persuadendoli a perseverare nella loro fede e a superare eroicamente la morte. Mentre dialogava con loro, il viso del tribuno fu irradiato da una luce miracolosa che lasciò esterrefatti i presenti, tra cui Zoe, la moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.
Il prodigio di Sebastiano portò alla conversione un nutrito numero di presenti: Zoe col marito Nicostrato e il cognato Castorio, Tranquillino, il praefectus urbi Agrezio Cromazio e suo figlio Tiburzio, Castulo e Marzia. Cromazio rinunciò alla propria carica di prefetto e si ritirò con altri cristiani convertiti in una sua villa in Campania. Il figlio invece rimase a Roma dove patì il martirio; poi, uno a uno, anche gli altri neocristiani morirono per aver abbracciato la nuova religione: Marco e Marcelliano finirono trafitti da lance, il loro padre Tranquillino lapidato, Zoe sospesa per i capelli a un albero e arsa viva.
Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano, esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell'ombra contro di me.”; Sebastiano fu quindi da lui condannato a morte. Fu legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato, e trafitto da così tante frecce in ogni parte del corpo da sembrare un istrice. I soldati, al vederlo morente e perforato dai dardi, lo credettero morto e lo abbandonarono sul luogo affinché le sue carni cibassero le bestie selvatiche; ma non lo era, e santa Irene di Roma, che andò a recuperarne il corpo per dargli sepoltura, si accorse che il soldato era ancora vivo, per cui lo trasportò nella sua dimora sul Palatino e prese a curarlo dalle molte ferite con pia dedizione. Sebastiano, prodigiosamente sanato, nonostante i suoi amici gli consigliassero di abbandonare la città, decise di proclamare la sua fede al cospetto dell'imperatore che gli aveva inflitto il supplizio. Il santo raggiunse coraggiosamente Diocleziano e il suo associato Massimiano, che presiedevano alle funzioni nel tempio eretto da Eliogabalo, in onore del Sole Invitto, poi dedicato a Ercole, e li rimproverò per le persecuzioni contro i cristiani. Sorpreso alla vista del suo soldato ancora vivo, Diocleziano diede freddamente ordine che Sebastiano fosse flagellato a morte, castigo che fu eseguito nell'ippodromo del Palatino, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Massima. Nella sua corsa verso il Tevere il corpo si impigliò nei pressi della chiesa di San Giorgio al Velabro, dove fu raccolto dalla matrona Lucina che lo trasportò sino alle catacombe sulla via Appia e ivi lo seppellì.
Informazioni e leggende sulla sua vita sono narrate nella Passio Sancti Sebastiani ("Passione di San Sebastiano"), opera a cura di Arnobio il Giovane, monaco del V secolo, e poi nella Legenda Aurea scritta da Jacopo da Varagine.
Culto La salma venne recuperata da mani pietose e sepolta nelle catacombe dette "di San Sebastiano". San Sebastiano sarebbe stato martirizzato sui gradus Helagabali ovvero i gradini di Elagabalo. In quello stesso luogo venne eretta una chiesa in suo nome. I gradini di Elagabalo si identificano, forse, in un tempio romano sul versante orientale del Palatino a Roma
Dato storico certo, che ne testimonia il culto sin dai primi secoli, è l'inserimento del nome di Sebastiano nella Depositio martyrum, il più antico calendario della Chiesa di Roma, risalente al 354.
Patronati
San Sebastiano è invocato come patrono delle Confraternite di Misericordia italiane, poiché si rileva in lui l'aspetto del soccorritore che interviene in favore dei martirizzati, dei sofferenti (l'agiografia vuole che fosse proprio lui a soccorrere i suoi colleghi uccisi in odio alla fede cristiana e/o a provvedere almeno alla loro sepoltura). Questo tipo di confraternita infatti ha tuttora un preciso carisma assistenziale e gestisce direttamente, con l'opera dei propri volontari, una fitta e variegata rete di servizi socio-sanitari di precisa ispirazione e collocazione cristiana e cattolica. San Sebastiano è anche patrono degli Agenti di Polizia locale e dei loro comandanti, ufficiali e sottufficiali (Breve apostolico del 3 maggio 1957 di papa Pio XII) e degli schützen.
Insieme a san Rocco viene invocato e raffigurato a protezione contro la peste, sia in pale d'altare, sia in affreschi nei cimiteri, sia nella dedicazione di numerose chiese. Questo perché l'agiografia sostiene che san Sebastiano sopravvisse alle frecce (morì infatti successivamente, per fustigazione), facendone così delle immagini di salvati da una morte che generava piaghe o ferite, analoga alla peste.
Località San Sebastiano è il patrono di numerose località, in particolare dei seguenti comuni in Italia: Patrono Accadia (FG) Acireale (CT) compatrono Aiello del Sabato (AV) Albagiara (OR) Albaretto della Torre (CN) Altilia (CS) Anoia Superiore (RC) Arbus (VS) Arnara (FR) Assolo (OR) Augusta (SR) compatrono Avella (AV) Aversa (CE), compatrono Avola (SR) Barano d'Ischia (NA) Barcellona Pozzo di Gotto (ME) Barumini (VS) Berchidda (OT) Bonate Sotto (BG) Bracciano (RM) Brusciano (NA) Bulzi (SS) Campolattaro (BN) Camporosso (IM) Capodimonte (VT) Capracotta (IS) Cardeto (RC) Carlentini (SR) Cascina (PI) compatrono Caserta compatrono con sant'Anna Casnigo (BG) Castel Gandolfo (RM) Castelnuovo Nigra (TO) Cavalese (TN) Cerreto Laziale (RM) Chiomonte (TO) Pastena di Amalfi (SA) "compatrono"* Collimento, Lucoli (AQ) Conca della Campania (CE) compatrono Copertino (LE) compatrono con san Giuseppe da Copertino Coriano (RN) Cosoleto (RC) Cropani (CZ) Curcuris (OR) Dignano (UD) Elmas (CA) compatrono Escalaplano (CA Fagnano Castello (CS) Falcade (BL) Ferentillo (TR) Ferla (SR) Fiamignano (RI) compatrono con san Fabiano Forano (RI) compatrono con san Biagio Fosciandora (LU) Fossato di Vico (PG) Fumone (FR) Gaggi (ME) Galatone (LE) Gallipoli (LE) Patrono insieme a sant'Agata Catania compatrono insieme a sant'Agata Gambassi Terme (FI) Gemmano (RN) Gerocarne (VV) Giarre (CT) compatrono Gonnoscodina (OR) Gragnano (NA ) Graniti (ME) Grondona (AL) San Giovanni la Punta (CT) compatrono Jacurso (CZ) Lama dei Peligni (CH) Lardirago (PV) Lauro (AV) compatrono con san Rocco Lavezzola (RA) Pernocari (VV)
Limina (ME) Maniace (CT) Marigliano (NA) Marmirolo (MN) compatrono Martirano (CZ) Marzio (VA) Massa d'Albe (AQ) Melilli (SR) patrono Milis (OR) Mistretta (ME) Mongiuffi Melia (ME) compatrono Montano Antilia (SA) Monteciccardo (PU) Montemonaco (AP) Montescudo (RN) Montottone (FM) compatrono con san Fabiano Navelli (AQ) Nespolo (RI) Noviglio (MI) Ollastra (OR) Onifai (NU) Ovindoli (AQ) Pagliara (ME) Palazzolo Acreide (SR) Protettore Pernocari (VV) Petilia Policastro (KR) Piedipaterno di Vallo di Nera (PG) Pieve di Teco (IM) Pofi (FR) Poggio Moiano (RI)
Ponti (AL) Pozzolo Formigaro (AL) Preitoni di Nicotera (VV) Prossedi (LT) Compatrono con Sant'Agata Roma compatrono Quadri (CH) Quiliano (SV) nella popolosa parrocchia di Valleggia Racale (LE) Rancio Valcuvia (VA) compatrono con san Fabiano
Sabbioneta (MN) Salvitelle (SA) Samugheo (OR) San Fele (PZ) San Paolo Bel Sito (NA) San Pietro di Caridà (RC) San Sebastiano al Vesuvio (NA) San Sebastiano Curone (AL)
Santa Croce del Sannio (BN) Sant'Arcangelo Trimonte (BN) Savigliano (CN) Seneghe (OR) Sessame (AT) Serralunga d'Alba (CN) Simeri Crichi (CZ) compatrono Siracusa (SR) compatrono Sogliano al Rubicone (FC) Solarolo (RA) Sorradile (OR) Spinazzola (BT) Taverna (CZ) Tertenia (NU)
Tonadico (TN) Tortorici (ME) Torrice (FR) compatrono con San Bernardino da Siena Tremensuoli di Minturno (LT) compatrono con San Nicandro Turri (VS) Ussana (CA) Valfabbrica (PG) Villa di Chiavenna (SO) Villorba (TV) compatrono con san Fabiano Visciano (NA)
Festeggiamenti Sebastiano è stato sempre invocato come protettore contro la peste e tutte le malattie contagiose, ed è anche invocato contro le epidemie in generale, insieme a san Rocco.
Nelle province di Trento, Bolzano, nel Land Tirol (Euregio - Tirolo) ed in Baviera san Sebastiano è patrono delle milizie locali o schützen (bersaglieri immatricolati): ogni anno viene festeggiato con sfilate in tracht e sparata la salva d'onore in sua memoria. In ogni chiesa dedicata al santo oppure nella chiesa di riferimento della Compagnia. Viene festeggiata da oltre 30.000 miliziotti e tale tradizione risale ancora al XVI sec. e probabilmente antecedente. La cerimonia prevede lo schieramento iniziale della Compagnia, la marcia fino all'entrata della chiesa, il saluto con la bandiera e due ufficiali all'altare, al termine della funzione religiosa all'esterno la salva dei fucilieri e la sfilata finale fino in piazza. Per l'occasione viene esposta la bandiera del Tirolo (bianca-rossa a righe verticali). Nel 2021 è stato ideato il "biscotto di San Sebastiano ", o "biscotto degli schützen" per arricchire la tradizione nella memoria del santo ispirandosi al biscotto di San Giorgio (altro patrono degli schützen): i biscotti sono stati ideati e donati alla popolazione di Cavalese, ma l'iniziativa è stata copiata da quasi tutte le Compagnie della Provincia di Trento ed alcune della Provincia di Bolzano con la richiesta da parte delle diocesi di farlo divenire parte integrante della tradizione alpina.
San Sebastiano è poi particolarmente venerato ad Acireale perché, durante la prima guerra mondiale, gli acesi che dovevano partire per il fronte, incrociarono la statua del martire di passaggio alla stazione, era il 20 gennaio 1916, giorno della solennità del Santo e tutti i soldati presenti in quel treno tornarono. Ogni anno, alla vecchia stazione di Acireale, un treno fischiando saluta il passaggio del Santo accolto dallo sventolio dei fazzoletti e dai fuochi pirotecnici. San Sebastiano è compatrono di Acireale: il 20 gennaio si svolge una festa a lui dedicata.
Ad Accadia, in provincia di Foggia, il 20 gennaio si svolge la festa patronale di san Sebastiano animata da tipici falò rionali. Dopo la solenne processione del santo e la benedizione di tutti i falò si tiene il palio di San Sebastiano giunto nel 2013 alla XXX edizione a cui partecipano i vari rioni e le frazioni del comune.