La prima battaglia navale di Narvik venne combattuta il 10 aprile del 1940 tra una flottiglia di cacciatorpediniere della Royal Navy britannica guidata dal capitano Bernard Warburton-Lee, ed una squadra navale tedesca sotto il comando del Kommodore Friedrich Bonte, nei fiordi antistanti il porto norvegese di Narvik.

La flottiglia di Warburton-Lee riuscì ad infiltrarsi non vista nell'Ofotfjord (il fiordo che conduce a Narvik) ed a portare un attacco a sorpresa contro la squadra tedesca, che il giorno prima aveva preso possesso del porto piegando la debole resistenza dei norvegesi; le unità britanniche inflissero gravi perdite alla squadra di Bonte, riuscendo di fatto a bloccarla nel porto. Le unità tedesche sopravvissute saranno poi attaccate da una più potente squadra navale britannica il 13 aprile successivo, e definitivamente eliminate nella cosiddetta seconda battaglia navale di Narvik.

Antefatti L'importanza strategica di Narvik

Fin dallo scoppio della seconda guerra mondiale, il porto di Narvik aveva assunto una notevole importanza strategica per la Germania. L'industria tedesca dipendeva enormemente dalle importazioni di minerali ferrosi provenienti dalle miniere di Kiruna e Gällivare, nella neutrale Svezia: quasi il 70% del ferro di cui necessitavano i tedeschi proveniva da questa fonte di rifornimento.. Nei mesi estivi, i carichi di minerale seguivano la rotta più breve, venendo imbarcati nel porto di Luleå dai mercantili tedeschi che, discendendo il golfo di Botnia, giungevano poi nei porti del mar Baltico, senza timore di attacchi da parte delle forze alleate; nei mesi invernali, tuttavia, il golfo di Botnia gelava quasi completamente, obbligando i carichi di minerale a seguire un'altra strada: caricati su ferrovia, attraversavano le montagne della Scandinavia e giungevano nel porto di Narvik, sempre libero dai ghiacci, dove venivano imbarcati su mercantili che poi discendevano la lunga costa della Norvegia alla volta dei porti della Germania settentrionale, mantenendosi all'interno delle acque territoriali norvegesi per evitare attacchi da parte delle forze navali britanniche..

Già nel corso della prima guerra mondiale gli Alleati avevano provveduto a creare, con il consenso della Norvegia, sbarramenti di mine nelle acque territoriali norvegesi, al fine di bloccare questa importante via di approvvigionamento dei tedeschi.; quando sul finire del settembre 1939 Winston Churchill venne nominato Primo Lord dell'Ammiragliato, il piano venne riproposto ma, nonostante l'appoggio degli ambienti militari, fu fortemente osteggiato dal ministero degli Esteri britannico, timoroso delle reazioni da parte delle nazioni neutrali.. La situazione mutò sul finire del novembre seguente, quando l'Unione Sovietica invase la Finlandia, dando avvio alla guerra d'inverno; i governi di Regno Unito e Francia espressero solidarietà ai finlandesi e si riproposero di inviare una spedizione militare in loro appoggio.. Churchill propose quindi di occupare Narvik con truppe alleate per poi muovere in Finlandia attraverso la ferrovia svedese, ottenendo così al contempo l'interruzione delle vie di approvvigionamento tedesche.; l'operazione venne tuttavia osteggiata dal governo britannico, preoccupato per la doppia violazione della neutralità norvegese e svedese che essa implicava.

La minaccia alle importazioni di minerali ferrosi era ben nota anche agli ambienti militari tedeschi; inizialmente, Adolf Hitler non aveva intenzione di intraprendere operazioni militari contro la neutrale Norvegia, ma eventi come l'incidente dell'Altmark lo convinsero che un'azione degli Alleati contro il paese scandinavo era possibile e forse imminente.. Il 1º marzo 1940, Hitler approvò quindi un piano d'invasione di Danimarca e Norvegia (Operazione Weserübung) approntato dal generale Nikolaus von Falkenhorst, volto ad occupare militarmente le due nazioni con una serie di audaci sbarchi navali e lanci di paracadutisti.. In quegli stessi giorni, decisioni analoghe avevano luogo anche in campo alleato: il 28 marzo, durante una riunione dei vertici franco-britannici, il nuovo primo ministro francese Paul Reynaud, che aveva preso il posto del più cauto Édouard Daladier, si disse pienamente favorevole al piano proposto da Churchill (Operazione Wilfred), che infine venne accettato anche dal governo britannico; l'operazione puntava più che altro alla realizzazione di campi minati nelle acque norvegesi, ma una sua appendice (Piano R.4) prevedeva, in caso di reazione tedesca contro la Norvegia, di occupare il porto di Narvik con un contingente misto franco-britannico.

Weserübung e Wilfred

Alle 03:00 del 7 aprile 1940, l'avanguardia della forza d'invasione tedesca lasciò il porto di Wilhelmshaven alla volta delle coste norvegesi: sei distinti gruppi navali vennero inviati verso altrettanti porti della Norvegia, impegnando nell'operazione quasi tutte le unità disponibili della Kriegsmarine.. Narvik era l'obiettivo del Marinegruppe 1 del Kommodore Friedrich Bonte, composto da 10 cacciatorpediniere: cinque della classe Zerstörer 1934 (Z2 Georg Thiele, Z9 Wolfgang Zenker, Z11 Bernd von Arnim, Z12 Erich Giese, Z13 Erich Koellner) e cinque della classe Zerstörer 1936 (Z17 Diether von Roeder, Z18 Hans Lüdemann, Z19 Hermann Künne, Z21 Wilhelm Heidkamp, Z22 Anton Schmitt); ciascun cacciatorpediniere imbarcava circa 200 soldati del Gebirgsjägerregiment 139 ("139º Reggimento fanteria da montagna"), con il generale Eduard Dietl come comandante della forza terrestre. Per la prima parte del percorso il Marinegruppe 1 avrebbe navigato in formazione con il Marinegruppe 2 (l'incrociatore pesante Admiral Hipper e quattro cacciatorpediniere) diretto a Trondheim, all'altezza della quale le due formazioni si sarebbero divise; come scorta ulteriore, l'intera formazione sarebbe stata affiancata dalle due navi da battaglia Scharnhorst e Gneisenau, che avrebbero accompagnato le unità di Bonte fino a Narvik.

I due Marinegruppe vennero avvistati dai ricognitori britannici verso le 07:00 al largo dello Jutland, ma due tentativi della RAF di bombardare la formazione andarono a vuoto; verso le 13:00 le navi tedesche si infilarono sotto un esteso fronte temporalesco, sfuggendo così alla ricognizione aerea nemica. In quel momento, al largo della costa norvegese erano presenti tre gruppi navali britannici, in procinto di dare inizio all'operazione Wilfred: tra questi, al largo di Bodø si trovava il gruppo WAV, composto da quattro cacciatorpediniere carichi di mine scortati dalle quattro unità della 2ª Flottiglia cacciatorpediniere del capitano Bernard Warburton-Lee, a loro volta appoggiati da lontano dall'incrociatore da battaglia HMS Renown del viceammiraglio William Whitworth con due cacciatorpediniere di scorta. Tra le 04:30 e le 05:00 dell'8 aprile la forza di Warburton-Lee iniziò le operazioni di minamento, mentre il Governo britannico ne dava comunicazione ad Oslo.; intorno alle 08:30 tuttavia, il cacciatorpediniere HMS Glowworm, rimasto isolatoUna delle due unità di scorta alla Renown, si era separata dal resto della squadra per recuperare un uomo finito in mare, entrò in contatto con le unità del Marinegruppe 2 al largo di Trondheim, e prima di essere affondato riuscì a comunicarne la posizione al comando.

La notizia indusse l'Ammiragliato a Londra a mobilitare l'intera Home Fleet, in quanto si riteneva che i tedeschi stessero per attuare il temuto "sfondamento atlantico", un attacco in massa da parte della flotta di superficie contro i convogli diretti in Gran Bretagna.; Whitworth ricevette l'ordine di riunirsi con i cacciatorpediniere di Warburton-Lee per prepararsi a contrastare le unità tedesche. Il ricongiungimento tra le due formazioni britanniche avvenne alle 18:15; inizialmente Whitworth si diresse a sud, verso l'ultima posizione nota della Glowworm, ma dall'Ammiragliato gli giunsero istruzioni di dirigersi invece verso nord-ovest per difendere gli approdi al fiordo di Narvik, che si riteneva uno degli obiettivi dei tedeschi.. Le unità del viceammiraglio incapparono quindi in una tremenda bufera di neve, che ne ostacolò notevolmente i movimenti.

La cattura di Narvik

Il mare forza 10 e le burrasche di acqua e nevischio avevano reso il viaggio del Marinegruppe 1 piuttosto disagevole ed impegnativo, ma al tempo stesso lo avevano protetto dalla ricognizione nemicaNassigh 2010, pp. 32 - 33; alle 20:00 dell'8 aprile Bonte si separò dalle due navi da battaglia e con nove dei suoi cacciatorpediniere (la Erich Giese era in ritardo a causa di problemi ai motori) si diresse verso l'imboccatura del fiordo di Narvik. Verso le 3:00 del 9 aprile, le unità tedesche fecero il loro ingresso nell'Ofotfjord, protette dall'oscurità e dai banchi di nebbia. Bonte lasciò la Diether von Roeder a sorvegliare l'imboccatura del fiordo, inviò tre unità, Wolfgang Zenker, Erich Koellner ed Hermann Künne nello Herjangsfjord (il braccio nord dell'Ofotfjorden) per sbarcare le loro truppe; l'obiettivo era catturare un deposito di armi norvegese a livello reggimentale ad Elvegårdsmoen ed altre truppe dovevano essere sbarcate da due unità, Hans Ludemann ed ancora Hermann Künne, per impadronirsi di alcune presunte batterie costiere a nord del fiordo principale che si rivelarono inesistenti, anche per la mancata volontà del comandante norvegese del 15º reggimento fanteria, colonnello Konrad Sundlo, a combattere i tedeschi tanto che dopo la guerra verrà condannato per collaborazionismo; il comandante tedesco proseguì invece verso il Post Pier (il molo principale del porto di Narvik) con le ultime tre unità, la Wilhelm Heidkamp (nave ammiraglia della squadra), la Georg Thiele e la Bernd von Arnim.