Biografia Poetessa epica, elegiaca e lirica, nacque o visse a Bisanzio. Fu moglie del grammatico Andromaco e madre del poeta Omero, uno dei poeti della PleiadeSuda (sotto la voce Μοιρώ)..

Opere Merò compose, tra l'altro, una raccolta di MaledizioniCitata nell'annotazione marginale a Partenio, Passioni d'amore, XXVI: «Si racconta che Alcinoe, figlia del corinzio Polibo e moglie di Anfiloco figlio di Driante, per l'ira di Atena si invaghì follemente di uno straniero di Samo, di nome Xanto. [Atena si era adirata] perché Alcinoe, dopo aver preso a servizio per un salario una donna che viveva del proprio lavoro manuale, di nome Nicandra, ed averla fatta lavorare per un anno, l'aveva poi scacciata da casa senza corrisponderle l'intera ricompensa dovuta. Nicandra aveva allora rivolto molte preghiere ad Atena affinché la vendicasse per quell'ingiusta privazione. Per questo motivo [Alcinoe] giunse a tal punto [di follia] da abbandonare la casa e i figli ormai cresciuti, e salpare insieme a Xanto. Ma quando si trovò a metà del tragitto in mare, si rese conto di ciò che aveva fatto e scoppiò subito in un pianto dirotto, invocando ora il legittimo sposo, ora i figli. Alla fine, nonostante Xanto cercasse a lungo di confortarla e le dicesse che l'avrebbe presa in moglie, non lasciandosi persuadere, si gettò nel mare». (trad. A. D'Andria), in cui probabilmente riferiva esempi mitologici secondo un modulo poi ripreso da Callimaco e da Euforione, e un Inno a PoseidoneCitato da Eustath. ad Iliad. II, 711.; una citazione senza titolo di PausaniaIX 5, 4. sembrerebbe ricondurre ad altri inni o elegie: «Miro di Bisanzio, che ha composto in esametri e distici elegiaci, dice che Anfione per primo eresse un altare a Ermes e che per questo ricevette da lui la lira».

Di lei restano, comunque, pochi frammenti, a partire da due epigrammi inclusi nellAntologia PalatinaVI, 119 e 189., stilisticamente simili alle poesie dedicatorie di Anite: uno è indirizzato a un grappolo d'uva, colto e offerto come ex-voto alla dea dell'amore, l'altro chiede alle ninfe Anigriadi, figlie del fiume, di proteggere Cleonimo, che ha dedicato loro degli xoana.

Abbiamo, inoltre, un frammento della MnemosineFr. 1 Powell. a proposito dell'infanzia di Zeus e con un Áition relativo alla costellazione delle Pleiadi e a quella dell'Aquila:

Caratteristiche poetiche Nonostante ne rimangano pochi versi, Merò sembra aver goduto di un'alta reputazione come poetessa nell'antichità: Antipatro di TessalonicaAP, IX 26. la include nella sua lista di famose poetesse, e il proemio di Meleagro alla sua Ghirlanda la definisce un "narciso", mettendola accanto a Saffo e AniteAP, IV 1, 5-6.. Inoltre, TazianoCfr. Orato ad Graecos, 33. riferisce che Cefisodoto, figlio di Prassitele, ne scolpì un ritratto.

Non sarebbe, quindi, stata una figura marginale, bensì una precorritrice della poetica ellenistica, incarnando perfettamente il modello del poeta-filologo ben prima della scuola di Alessandria e di figure come Callimaco, mostrando nei suoi testi un profondo coinvolgimento nei dibattiti dotti del tempo. Merò avrebbe anticipato la successiva stagione alessandrina sia attraverso la sperimentazione e la versatilità tra generi diversi come l'epica, l'elegia e la lirica, sia attraverso la predilezione per miti non tradizionali, varianti locali ed elementi eziologici che spiegavano l'origine di riti e costellazioni, utilizzando la poesia per fare vera e propria critica letteraria; alludendo a Omero e a Esiodo, Merò offriva soluzioni poetiche ingegnose a problemi interpretativi complessi, come, appunto, nel caso del mito delle colombe che nutrivano Zeus, da lei reinterpretate come l'ammasso stellare delle PleiadiCfr. T. J. Nelson, Moero of Byzantium, in M. Perale, J. Kwapisz, G. Taietti and B. Cartlidge (eds.), Hellenistic Poetry Before Callimachus, Cambridge, Cambridge University Press, 2026..

Note

Bibliografia J.U. Powell, Collectanea Alexandrina, Oxford, Clarendon Press, 1925 (repr. 1970), pp. 21-23.

T. J. Nelson, Moero of Byzantium, in M. Perale, J. Kwapisz, G. Taietti and B. Cartlidge (eds.), Hellenistic Poetry Before Callimachus, Cambridge, Cambridge University Press, 2026.

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