La battaglia di Prochorovka (in russo Сражение под Прохоровкой, Sraženie pod Prochorovkoj) fu combattuta il 12 luglio 1943 sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale, nella pianura a sud-ovest della piccola cittadina di Prochorovka in Unione Sovietica; questo combattimento rappresenta uno dei più violenti scontri tra carri armati della storia militare, ed è considerata dagli storici la battaglia che coinvolse il maggior numero di mezzi corazzati in uno spazio relativamente ristretto...
Lo scontro ebbe un importanza decisiva per l'esito finale della battaglia di Kursk nel settore meridionale del saliente, e si concluse, dopo combattimenti particolarmente accaniti tra carri armati anche a distanza ravvicinata, e gravi perdite per entrambe le parti, con una sostanziale sconfitta per i reparti corazzati tedeschi della Wehrmacht e delle Waffen-SS. Pur subendo perdite molto inferiori infatti, l'esercito tedesco, dopo questa battaglia, fu costretto a sospendere il suo tentativo di avanzata su Kursk da sud, e passare sulla difensiva per contenere i ripetuti e tenaci contrattacchi dell'Armata Rossa sovietica...
Operazione Cittadella
Il 5 luglio 1943 aveva avuto inizio la cosiddetta operazione Cittadella, la terza offensiva d'estate della Wehrmacht sul Fronte orientale; dopo le catastrofiche perdite di uomini e mezzi subite dai tedeschi nella campagna d'inverno 1942-43 culminata con la disastrosa sconfitta di Stalingrado, gli obiettivi dell'offensiva erano questa volta molto più limitati rispetto ai grandi piani dell'operazione Barbarossa e dell'operazione Blu delle precedenti campagne d'estate all'est. Su iniziativa in particolare del generale Kurt Zeitzler, capo di stato maggiore dell'esercito tedesco, era stato deciso di concentrare l'offensiva sui due lati del grande saliente di Kursk raggruppando gran parte delle migliori divisioni della Wehrmacht e soprattutto la maggior parte delle Panzer-Division con una grande quantità di carri armati, compresi i modelli nuovi medi e pesanti Panzer V Panther e Panzer VI Tiger I; con il supporto degli aerei della Luftwaffe, l'alto comando tedesco sperava di poter rapidamente accerchiare e distruggere con una veloce avanzata delle forze corazzate la gran quantità di armate sovietiche schierate a difesa del saliente..
Il feldmaresciallo Günther von Kluge, comandante del Gruppo d'armate Centro che avrebbe dovuto attaccare il lato settentrionale del saliente di Kursk, e in parte anche l'abile feldmaresciallo Erich von Manstein, che guidava il Gruppo d'armate Sud con la missione di attaccare il lato meridionale, approvarono i piani stabiliti dal Oberkommando des Heeres, mentre altri generali, come il generale Heinz Guderian e il generale Walter Model, espressero dubbi e segnalarono le difficoltà di un offensiva contro le potenti linee difensive sovietiche nel settore di Kursk. Adolf Hitler diramò la sua direttiva N. 16 per l'operazione Cittadella fin dal 15 aprile 1943 in cui scriveva in termini altisonanti che "la vittoria di Kursk deve fare l'effetto di un faro per il mondo intero" e dimostrare l'intatta potenza della Wehrmacht, ma in realtà manifestò a sua volta fin dall'inizio uno scarso entusiamo per questo piano; egli quindi rinviò ripetutamente l'inizio dell'offensiva, prevista in un primo momento a partire dal 3 maggio 1943, per avere tempo di concentrare un maggior numero di forze corazzate e accrescere la quantità di carri armati moderni disponibili..
Il 12 aprile 1943 Stalin aveva finalmente approvato, non senza dubbi e incertezze, i piani proposti dal maresciallo Georgij Žukov, vice-comandante in capo, e dal maresciallo Aleksandr Vasilevskij, capo di stato maggiore generale; l'Armata Rossa secondo questi piani avrebbe dovuto evitare offensive premature e invece passare alla difesa strategica, organizzando metodicamente e sistematicamente, solide linee difensive nel settore del saliente di Kursk dove si prevedeva correttamente l'offensiva estiva tedesca. Contemporaneamente sarebbe state organizzate grandi forze di riserva per passare alla controffensiva in un secondo momento, dopo il fallimento dei piani tedeschi e il logoramento delle loro forze. Per settimane quindi l'Armata Rossa aveva ammassato truppe, armi ed equipaggiamenti nel saliente di Kursk, costituendo una serie di linee difensive e di posizioni anticarro per fermare i temuti panzer tedeschi.. Il generale Konstantin Rokossovskij aveva preso il comando del Fronte Centrale per difendere, con 667.000 soldati e 1.745 mezzi corazzati, il lato settentrionale del saliente, mentre il generale Nikolaj Vatutin aveva assunto la guida del Fronte di Voronež schierato con 420.000 soldati e 1.530 carri armati sul lato meridionale; infine era stato costituito anche un potente raggruppamento di riserva, il Fronte della steppa al comando del generale Ivan Konev, con altre cinque armate, 449.000 soldati e 1.509 mezzi corazzati..
A partire quindi dal 5 luglio 1943 ebbe inizio l'offensiva generale della Wehrmacht nel saliente di Kursk; fin dall'inizio i combattimenti furono accaniti e divenne subito difficile l'avanzata per le forze tedesche di fronte ai successivi sistemi trincerati organizzati dai sovietici; in particolare il Gruppo d'armate Centro del feldmaresciallo von Kluge, costituto da 267.000 soldati e circa 800 mezzi corazzati, riuscì solo gradualmente a guadagnare terreno con le sue Panzer-Division ma senza effettuare un vero sfondamento e subendo notevoli perdite di uomini e mezzi. Entro il 10 luglio nel settore settentrionale del saliente la spinta offensiva tedesca era già esaurita e il Gruppo d'armate Centro non era più in grado di proseguire la sua offensiva...
La battaglia ebbe un andamento più favorevole ai tedeschi nel settore meridionale del saliente di Kursk, dove il Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo von Manstein, con 167.000 soldati e 1.221 mezzi corazzati, aveva concentrato un maggior numero di divisioni corazzate e di forze aeree della Luftwaffe.. Nei primi giorni quindi la 4. Panzerarmee dell'esperto generale Hermann Hoth avanzò in direzione di Obojan con le Panzer-Division del XXXVIII. Panzerkorps e del II SS-Panzerkorps, coperta sul suo fianco destro dalle divisioni mobili del "Distaccamento d'armata Kempf", guidato dal generale Werner Kempf. Nonostante i continui contrattacchi delle numerose riserve corazzate del generale Vatutin, i sovietici si trovarono in difficoltà e persero terreno. il generale Vatutin stava combattendo con la massima tenacia e riferiva regolarmente allo Stavka la difficile situazione delle sue forze sotto la pressione tedesca.. Nella notte del 8-9 luglio Stalin e i marescialli Vasilevskij e Žukov presero la decisione di assegnare di rinforzo al generale Vatutin due armate delle riserve del Fronte della steppa; la 5ª Armata della Guardia del generale Aleksej Žadov e soprattutto la potente 5ª Armata corazzata della Guardia al comando del capace generale Pavel Rotmistrov, equipaggiata con quasi 800 carri armati; queste armate dovevano affluire subito con urgenza sul Fronte di Voronež e passare al contrattacco, arrestando l'avanzata tedesca..
Il generale Hoth aveva guadagnato terreno ma aveva subito perdite rilevanti senza riuscire ancora a sfondare completamente e raggiungere il terreno aperto verso Kursk; egli quindi prese la decisione di modificare i suoi piani tattici originari e deviare le sue forze più potenti, il II SS-Panzerkorps, verso nord-est per aggirare le linee difensive principali del nemico che ancora sbarravano la via per Obojan.. A partire dal 10 luglio quindi l'obiettivo delle divisioni Waffen-SS divenne la cittadina di Prochorovka dove però stavano per arrivare anche i rinforzi per il generale Vatutin, la 5ª Armata della Guardia e soprattutto i carri armati della 5ª Armata corazzata della Guardia. Il momento era critico per entrambe le parti, sia per i tedeschi che dovevano affrettare i tempi e sfruttare i primi successi, sia per i sovietici che dovevano fermare a tutti i costi l'avanzata nemica ed evitare uno sfondamento operativo in profondità..
La battaglia
Situazione critica per i sovietici
Il 10 luglio 1943 era stato un giorno difficile per le forze sovietiche del generale Nikolaj Vatutin; i mezzi corazzati del II SS-Panzerkorps del generale Paul Hausser, dopo un rapido e abile raggruppamento, avevano deviato la loro direzione di avanzata e, secondo gli ordini del generale Hoth, avevano marciato verso nord-est lungo la strada per Prochorovka. La 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" del generale Theodor Wisch in particolare aveva fatto notevoli progressi respingendo continui contrattacchi dei mezzi corazzati sovietici, supportata sul fianco destro dalla 2. SS-Panzer-Division "Das Reich" del generale Walter Krüger. Il generale Vatutin, estremamente preoccupato per l'avanzata tedesca, aveva fatto intervenire, in attesa dell'arrivo delle riserve promesse dallo Stavka, il 2º Corpo corazzato del generale Aleksej Popov che aveva affrontato i carri armati delle Waffen-SS ma alla fine della giornata era stato respinto indietro con pesanti perditeLa "Leibstandarte Adolf Hitler" rivendicò la distruzione di 53 carri armati nemici il 10 luglio; in: .. La difesa di Prochorovka era stata affidata nella notte del 10-11 luglio ai primi reparti finalmente in arrivo dei fucilieri della 5ª Armata della Guardia del generale Aleksej Žadov..
Il generale Vatutin era un ufficiale energico e determinato; egli era deciso a non cedere, al contrario stava cercando di prendere l'iniziativa passando al contrattacco con i carri armati in arrivo della 5ª Armata corazzata della Guardia del generale Pavel Rotmistrov che stavano completando nelle stesse ora la loro marcia di trasferimento di oltre 400 chilometri per raggiungere le posizioni designate di raggruppamento nelle retrovie della 5ª Armata della Guardia.. I carri armati del generale Rotmistrov si mossero autonomamente con i loro mezzi e riuscirono a completare con pieno successo il movimento strategico, conservando gran parte delle loro forze grazie soprattutto all'efficienza delle squadre di manutenzione e recupero che rimisero in funzione entro 36 ore quasi tutti i mezzi corazzati in difficoltà durante la marcia di avvicinamento...