Biografia Nel 1970 Mori scrisse 不気味の谷, Uncanny valley ("valle misteriosa"). Nell'articolo egli ipotizzò che, diventando i robot sempre più simili all'uomo, essi apparirebbero più familiari fino ad un punto nel quale le piccole imperfezioni li farebbero sembrare strani e inquietanti. Ciò portò Mori a credere che i fabbricanti di robot non dovrebbero cercare di creare automi troppo realistici nell'aspetto e nel movimento.

Nel 1974 Mori pubblicò Buddha nei robot: pensieri di un ingegnere robotico su scienza e religione in cui discusse le implicazioni metafisiche della robotica. Nel libro scrisse "Io credo che i robot hanno entro sé la natura di Buddha cioè il potenziale per arrivare alla buddhità".

Nel 1988 fondò la prima competizione nazionale giapponese di costruzione di robot e promosse le competizioni negli anni successivi. Fu presidente dell'Istituto di ricerca Mukta che egli fondò a Tokyo per promuovere le sue teorie su religione e robot, nonché per fornire consulenza sull'uso dell'automazione e della robotica nell'industria.

Voci correlate Uncanny valley

Note

Bibliografia Mori, Masahiro (1970). The uncanny valley (Bukimi no tani), in Energy, n° 7, pp. 33–35. Pietro Conte, Unheimlich. Dalle figure di cera alla Uncanny Valley, in Psicoart, n° 2, 2011-12, pp. 2-21

Collegamenti esterni

Androids as an experimental apparatus: Why is there an uncanny valley and can we exploit it?(2005). CogSci-2005 Workshop: Toward Social Mechanisms of Android Science, 106-118. IEEE-RAS Humanoids-2005 Workshop: Views on the Uncanny Valley.

Categoria:Robotica