Gli orchi (orcs) sono una razza dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. Assieme agli umani furono introdotti fin dal primo videogioco della serie Warcraft, Warcraft: Orcs & Humans, restando una presenza costante e venendo ulteriormente sviluppati in tutti i titoli successivi e nel restante materiale della serie. In World of Warcraft sono una delle razze giocabili per la fazione dell'Orda.

Originari del mondo di Draenor, molti orchi sono rimasti ad Azeroth in seguito alla Seconda Guerra. Buona parte degli orchi presenti ad Azeroth fanno parte della nuova Orda fondata da Thrall, mentre molti di quelli che rimasero nelle Terre Esterne dopo la loro creazione formano l'Orda Demoniaca. Gli orchi sono noti soprattutto per la loro forza, il loro coraggio e la loro abilità in combattimento.

Storia

In origine, gli orchi erano una popolazione pacifica che abitava il mondo di Draenor. Erano divisi in clan, ognuno retto da un capo militare e da uno sciamano. La loro cultura si basava infatti sullo sciamanesimo, ovvero l'adorazione degli spiriti della terra: lo sciamano era una figura molto rispettata, molto più dei guerrieri. Ad un certo punto, a Draenor giunsero i draenei, una razza di creature dedite al culto della Luce Sacra e in fuga dagli agenti della Legione Infuocata. Gli orchi e i draenei convissero in pace per cinquemila anni, pur non avendo molti contatti.

La corruzione Il cambiamento avvenne quando Kil'jaeden, uno dei demoni più importanti della Legione Infuocata, che da migliaia di anni inseguiva i draenei ed il loro capo Velen per distruggerli, li localizzò a Draenor. Sullo stesso pianeta adocchiò anche gli orchi, che considerò un'ottima razza da aggiungere alle armate della Legione

Così contattò il capo del clan Torvaluna, Ner'zhul, e lo convinse ingannadolo ad utilizzare la magia demoniaca. Col tempo Ner'zhul cominciò a sospettare qualcosa, dato che gli spiriti non gli parlavano più: così viaggiò fino al monte Oshu'gun a Nagrand, sacro agli orchi, dove gli spiriti gli rivelarono la verità, facendogli comprendere che Kil'jaeden lo aveva usato e ingannato. Kil'jaeden capì che Ner'zhul non gli avrebbe più obbedito e si servì così di Gul'dan, discepolo di Ner'zhul. Gul'dan fondò il Concilio dell'Ombra, un'organizzazione volta al comando dei clan orcheschi e all'adorazione demoniaca, e cominciò ad insegnare agli orchi a far emergare la loro natura più violenta.

Riunendo sotto la guida di Manonera (una marionetta del Concilio) tutti i clan degli orchi, Gul'dan formò l'Orda e, su ordine di Kil'jaeden, attaccò i draenei. Tramite Gul'dan, Kil'jaeden fece bere agli orchi il sangue del demone Mannoroth, dando inizio alla corruzione di questo popolo, nota come "Maledizione del Sangue". Il primo a bere fu Grom Malogrido, con il suo clan Cantaguerra, seguito da Varok Faucisaure e Kilrogg Occhiotetro, infine tutti i restanti capiclan e il popolo intero. Alcuni orchi non bevvero, fra cui Orgrim Martelfato e l'intero clan dei Lupi Bianchi, guidato da Durotan. Gli orchi vennero quindi pervasi da una folle sete di sangue, che solo il massacro poteva colmare. Questa sete, unita alla loro naturale propensione alla battaglia e ai poteri demoniaci li rese una potenza spaventosa. Inoltre accelerarono la rapidità di crescita di molti loro figli, in modo da avere guerrieri pronti a combattere in poco tempo. Successivamente i draenei furono soverchiati e pressoché sterminati in un vero e proprio genocidio, e l'uso smodato delle magie demoniache insegnate da Gul'dan rovinò e contaminò molti dei territori di Draenor, come la Penisola del Fuoco Infernale e la Valle di Torvaluna.

A quel punto Kil'jaeden si disinteressò degli orchi, ed essi cominciarono a lottare fra di loro, rischiando di distruggersi a vicenda. Gul'dan temeva inoltre per la sua vita, perché gli orchi gli attribuivano la colpa della devastazione di Draenor causata dalla magia demoniaca. Il signore della Legione Sargeras, però, decise di sfruttarli per distruggere il mondo di Azeroth, e nei panni del mago umano Medivh contattò Gul'dan e aprì un portale fra i due mondi, permettendo all'Orda di invadere Azeroth. Il clan dei Lupi Bianchi venne inviato in esplorazione, anche se era solo uno stratagemma per liberarsene. Quasi tutto il resto dell'Orda attraversò il portale, eccettuati i clan Cantaguerra e dei Guerci Insanguinati, dando così inizio alla Prima Guerra.

La Prima e la Seconda Guerra La Prima Guerra fu un successo assoluto per gli orchi: inizialmente vennero sconfitti in un assalto alle porte di Roccavento ma poi, comandati da Manonera, sconfissero a più riprese gli umani comandati da Anduin Lothar e da re Llane Wrynn. L'apprendista di Medivh, Khadgar, e la spia orchessa Garona scoprirono il coinvolgimento del mago nell'invasione degli orchi, e aiutati da Lothar lo uccisero. In seguito Garona uccise re Llane Wrynn, determinando la vittoria dell'Orda nella Prima Guerra. Nel giro di poco tempo Manonera venne ucciso da Orgrim Martelfato che, con Gul'dan in coma per aver cercato di scandagliare la mente di Medivh mentre moriva, lo sostituì come capo dell'Orda e sterminò i membri del Concilio dell'Ombra.

Sotto la guida di Martelfato, l'Orda avanzò verso nord, invadendo Khaz Modan e Lordaeron e dando inizio alla Seconda Guerra. Durante la guerra l'Orda strinse alleanza con i troll di Zul'jin, inimicandosi così gli alti elfi. Sia questi ultimi che i nani e gli gnomi unirono i propri sforzi a quelli della neonata Alleanza per respingere l'Orda. La situazione per gli orchi precipitò quando Gul'dan e Cho'gall, alla ricerca della Tomba di Sargeras, presero i loro clan e abbandonarono l'Orda, segnandone la disfatta. La maggioranza degli orchi, compreso Martelfato, vennero catturati dalle forze dell'Alleanza, mentre altri riuscirono a ritornare a Draenor, seguiti da una spedizione dell'Alleanza. Lì Ner'zhul, aprendo una serie di portali rese instabile il pianeta, causando un immane cataclisma che lo trasformerà nelle Terre Esterne.

L'internamento e l'arrivo a Kalimdor Gli orchi che erano stati catturati vennero rinchiusi in campi di prigionia, controllati dagli umani. Senza energia demoniache a cui attingere, caddero in una specie di apatia. Antonidas, arcimago di Dalaran, fu uno dei pochi altri a capire il perché di questa strana apatia, ma non riuscì a trovarne una cura. Thrall, figlio del capo dei Lupi Bianchi Durotan, venne allevato dagli umani nel Forte di Durnholde, nelle Alture di Colletorto; riuscito a fuggire, incominciò a cercare Orgrim Martelfato, aiutato da Grom Malogrido, che considerava Thrall come suo fratello minore. Thrall capì che per liberare gli orchi dal loro "letargo" bisognava ristabilire l'antica cultura sciamanica del suo popolo, e si fece istruire dai Lupi Bianchi sullo sciamanesimo. Thrall divenne un potentissimo sciamano e, assieme a Martelfato e Malogrido liberò gli orchi dai campi d'internamento. Durante l'assedio di Durnholde Orgrim venne ferito e, in punto di morte, nominò Thrall capo dell'Orda, consegnandogli il suo martello. Più avanti Thrall, divenuto capo assoluto dell'Orda, prese con sé alcuni clan e partì per Kalimdor, come gli era stato consigliato in sogno da Medivh. Sulla strada per il continente all'Orda si unirono anche i troll della tribù Lanciascura, e poco dopo l'arrivo a Kalimdor strinsero alleanza anche con i tauren.

La fine della Maledizione del Sangue Il clan Cantaguerra e il suo capo, Grom Malogrido, vennero inviati da Thrall nella foresta di Valtetra per procurare del legname, causando l'ira degli elfi della notte e del loro semidio Cenarius. Per sconfiggerlo, Grom e il clan Cantaguerra bevvero da una fontana corrotta dal sangue di Mannoroth, riuscendo a respingere gli elfi ma cadendo di nuovo sotto il giogo della Legione Infuocata. Aiutato da Jaina Marefiero, Thrall riuscì a liberare Grom dalla possessione demoniaca, e i due orchi si confrontarono poi con Mannoroth stesso, uccidendolo grazie al sacrificio di Grom e liberando così gli orchi dalla Maledizione del Sangue.

La fondazione di Durotar In seguito gli orchi di Thrall, assieme agli umani di Jaina Marefiero e agli elfi della notte, riuscirono a sconfiggere le forze della Legione durante la battaglia del Monte Hyjal, uccidendo anche l'eredar Archimonde. A questa battaglia seguì poi la fondazione di Durotar, la nazione degli orchi a Kalimdor, con capitale Orgrimmar. Durante la costruzione di Orgrimmar, gli orchi vennero attaccati dalle armate di Kul Tiras, guidate dall'ammiraglio Daelin Marefiero. La guerra, che terminò con l'uccisione di Daelin da parte di Rexxar, influì pesantemente sui rapporto fra gli orchi e gli umani di Theramore.

In World of Warcraft

Quando Thrall seppe che il Portale Oscuro si era riaperto, riunì immediatamente i suoi consiglieri per pianificare una spedizione, ansiosi di trovare nuove intuizioni nella storia del suo popolo sull'altro lato. Dopo che le forze dell'Orda, a fianco di quelle dell'Alleanza, respinsero l'invasione della Legione Infuocata attraverso il Portale Oscuro, varcarono la porta dimensionale giungendo nelle Terre Esterne, i resti del pianeta natale degli Orchi, Draenor. Lì, la spedizione dell'Orda, guidata dal fidato consigliere di Thrall Nazgrel, fondò l'avamposto di Thrallmar. Nella Penisola del Fuoco Infernale, l'Orda entrò in contatto con la Vilorda - Orchi corrotti dal sangue del Signore delle Fosse Magtheridon, e servitori del sovrano delle Terre Esterne, Illidan Grantempesta, comandati da Kargath Manotagliente, capoclan dei Manomozza e uno dei più grandi eroi della storia degli orchi. Le forze dell'Orda presero d'assalto la fortezza della Vilorda, la Cittadella del Fuoco Infernale, e uccisero Kargath. La sua caduta nella corruzione e la morte fu un duro colpo per gli Orchi, ma comunque onorarono in sua memoria ciò che era una volta, così come la lezione appresa dalla sua caduta. Tuttavia, i Vilorchi non erano gli unici Orchi nelle Terre Esterneː l'Orda incontrò i Mag'har - un gruppo di Orchi dalla pelle marrone che erano completamente sfuggiti alla corruzione demoniaca che aveva colpito il resto della loro razza. Tra questi Orchi erano presenti Jorin Occhiotetro, figlio del leggendario Kilrogg Occhiotetro; Dranosh Faucisaure, figlio di Varok Faucisaure e il figlio di Grommash Malogrido, Garrosh Malogrido. L'Orda si alleò con i Mag'har e Thrall convinse Garrosh a venire su Azeroth come suo consulente.

In Wrath of the Lich King, Thrall apprese della venuta del Re dei Lich e mandò Garrosh insieme Varok, ora capoclan dei Cantaguerra, in una missione personale per dimostrare a sé stesso di essere come suo padre, in quanto Garrosh pensava che essere figlio del primo Orco corrotto dal sangue di Mannaroth era una vergogna, ma quando incontrò Thrall il capoguerra gli raccontò di come suo padre si era sacrificato per estirpare dalla sua gente la Maledizione del Sangue, diventando un eroe. Durante la guerra Dranosh Faucisaure guidò un gruppo di Orchi ad aiutare gli umani guidati da Bolvar Domadraghi al Cancello dell'Ira. Dranosh venne ucciso dal Re dei Lich stesso sotto gli occhi di tutti, mentre Bolvar e alcuni membri di entrambe le forze furono vittime della nuova piaga dei Reietti guidati dal Gran Speziale Putress. Durante l'assalto a Rocca della Corona di Ghiaccio, Varok rivide il figlio trasformato dal Re dei Lich nel Cavaliere della morte Faucisaure, il più forte tra i suoi Cavalieri della morte e non ebbe altra scelta che ucciderlo per dargli finalmente pace.

Tornati a Orgrimmar, Thrall, dato che era uno sciamano, si accorse di vari disturbi e squilibri negli elementi dovuti al Cataclisma, ma non poteva lasciare il suo posto come Capoguerra. Decise quindi di eleggere come suo sostituto Garrosh, certo che sarebbe diventato un vero condottiere dell'Orda. Ma il giovane Malogrido si dimostrò più impulsivo e aggrassivo rispetto al suo diplomatico predecessore, guadagnandosi il malcontento anche tra gli altri membri dell'Orda.