Il Casato dei Sanseverino è stata una delle più importanti famiglie aristocratiche italiane ed europee (crearono la Certosa di Padula, la più grande d'Europa ed il secondo castello fortificato più esteso del continente) e la prima per importanza storica delle sette grandi casate del Regno di Napoli, con un ramo della famiglia che ottenne feudi anche nella Valle Padana Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Svizzera e in Francia. A partire dal XV secolo fino al 1806, anno di promulgazione della "Legge di Eversione del Feudalesimo", che stabiliva la fine del Feudalesimo.
Nel complesso la famiglia arrivò a dominare su più di 300 feudi, 40 contee, 9 marchesati, 12 ducati e 10 principati, distribuiti soprattutto tra Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. Nessun'altra famiglia della storia del Sud Italia ha avuto un'estensione territoriale ed una potenza militare a loro paragonabile. Fra i suoi membri si annoverano cardinali, viceré, marescialli e condottieri. Di questa storica famiglia sussiste il solo ramo dei baroni di Marcellinara.
Storia La casata ebbe origine dal cavaliere normanno Turgisio, discendente dai duchi di Normandia, che ebbe in dono da Roberto il Guiscardo la contea di Rota (l'odierna Mercato San Severino), posta in una posizione strategica che poneva in comunicazione il Principato di Salerno con il Ducato di Napoli e di Benevento. Avendo questi stabilito la sua dimora nel castello di Sanseverino, che si trovava nei suoi nuovi possedimenti, ne assunse anche il nome. Per la fedeltà al papa ed al partito guelfo, la famiglia fu quasi distrutta prima dagli Svevi e poi dai Durazzo, ma riuscì sempre a sopravvivere ed a ritornare all'antico splendore.
Nel XV secolo i Sanseverino si divisero nei due grandi rami di Salerno e di Bisignano. Altri rami furono quelli dei Sanseverino conti di Lauria e duchi di Scalea, Sanseverino duchi di San Donato, Sanseverino conti di Tricarico, Sanseverino conti di Caiazzo e conti di Colorno, Sanseverino baroni di Calvera, Sanseverino baroni di Marcellinara e molti altri rami minori. Da questa famiglia discendono inoltre le famiglie Sangineto (dimorante anticamente in Napoli e Calabria, che prese il nome dal feudo di Sangineto) e Lauro (dimorante in Amantea, Tropea, Cosenza e Napoli che prese il nome dal feudo di Lauro ricadente nell'attuale provincia di Avellino).
I Sanseverino ebbero, nel Regno di Napoli, un trattamento semi-sovrano. Ne è dimostrazione il privilegio, concesso ai Sanseverino e confermato alla casata anche da Carlo V nel 1520, secondo il quale in mancanza dell'erede maschio i feudi non si dovevano mai disperdere per successione femminile, dovendo essi passare al parente maschio più vicino:
Infatti, quando nel 1606 il principe di Bisignano Nicolò Bernardino Sanseverino morì senza eredi (l'unico figlio premorì al padre), il feudo fu ereditato dalla nipote Giulia, in seguito a un lungo processo presso il tribunale Regio di Napoli. Alla morte di Giulia, fu ripristinato il privilegio e Luigi Sanseverino conte di Saponara, cugino di sesto grado, viene riconosciuto erede. Non fu così per la contea di Tricarico, che per volontà sovrana fu messa all'asta, in tal modo sottraendo alla famiglia la principale fonte delle proprie entrate.
Rami dei Sanseverino Baroni del Cilento Il capostipite Turgisio morì nel 1081. A lui succedette Ruggero che sposò Sica, una nipote di Guaimario IV di Salerno; rimasto vedovo, finì i suoi giorni nel 1125 come monaco benedettino della Badia di Cava, alla quale fece importanti donazioni. Ruggero ebbe due figli: Roberto, signore di Lauro; Enrico, signore di Sanseverino e del Cilento. Dei successori del primo si ricordano il nipote Ruggero Sanseverino, conte di Tricarico, che nel 1188 diede un numero considerevole di uomini e cavalieri per la terza crociata e Riccardo Sanseverino (1220-1267), conte di Caserta e vicario imperiale di Federico II.
Da Enrico (1099c.-1150) discesero: Guglielmo Sanseverino (1144 -1190) che sposò Isabella Guarna, figlia di Silvestro Guarna, conte di Marsico e ministro del re Guglielmo I di Sicilia. Tommaso Sanseverino (1180c. - 1246), conte di Marsico (dal 1241); partecipò alla congiura contro Federico II; rifugiatosi a Capaccio, fu catturato e giustiziato. Ruggero Sanseverino (1237c.- † Marsico, 1285); partecipò valorosamente alla battaglia di Benevento (1266) che vide l'avvento degli Angioini; Capitano Generale del re Carlo I d'Angiò nel 1285. Sposò Teododra d'Aquino dei signori di Roccasecca, sorella di san Tommaso d'Aquino. Tommaso II Sanseverino (1255c. - 1324), conte di Tricarico per matrimonio, in seconde nozze, con Sveva de Bethsan, conte di Marsico, barone di Sanseverino, signore di Centola, Polla e Cuccaro dal 1291, signore di Atena dal 1295, signore di Postiglione dal 1295 (ma rinuncia nel 1298), signore di Sanza dal 1294, signore di San Severino di Camerota, Casal Boni Ripari, Pantoliano, Castelluccio, Cosentino, Corbella, Monteforte (di Vallo), Serre e Padula dal 1301, signore di Policastro dal 1305; ebbe la conferma sull'intera baronia del Cilento, Diano, Lauria, Sant'Angelo a Fasanella e Magliano Vetere, che divise tra i figli. Scortò il Duca di Calabria per accogliere il nuovo re Roberto di Napoli di ritorno da Avignone (ottobre 1310). Nel 1271 sposò Margherita di Vaudémont, figlia di Enrico di Vaudémont, conte di Ariano. Nel 1306 fondò la certosa di Padula. Enrico Sanseverino (1275c.-1314), conte di Marsico, fu Gran Connestabile del Regno di Napoli nel 1313. Sposò Ilaria, figlia dell'Ammiraglio Ruggero di Lauria, Signora di Maratea, Ravello, Nicotera, Scalea, Mileto, Laino e Lagonegro. Tommaso III Sanseverino (1310-1358) e Ruggero III Sanseverino (1312 - 1376), fratelli, si spartirono i beni dei genitori: il primo tenne il titolo di conte di Marsico, barone di Sanseverino e del Cilento, il secondo i titoli di conte di Mileto, di Belcastro e di Terranova. Dal ramo di Mileto, e precisamente dal figlio di Ruggero, Guglielmo, nacque Nicolò, primo barone di Marcellinara il 3/2/1445, unica linea attualmente superstite. Antonio Sanseverino (1328c-1384) sposò Isabella Del Balzo (m. 1379) che gli diede Tommaso IV e Bertrando, da cui ebbe inizio il ramo dei Sanseverino di Colorno. Tommaso IV Sanseverino (1360c.-1387) Ludovico Sanseverino (1380c.-1400) Giovanni Sanseverino (1399c.-1445) Roberto Sanseverino (1430c.-1474), I principe di Salerno
Principi di Salerno
Roberto Sanseverino (1430c.-1474), figlio di Giovanni dei conti di Marsico, ebbe il titolo di principe di Salerno dal 1463. Sposò Raimondella del Balzo Orsini. Comandò la flotta aragonese nella battaglia di Ischia (1465): il ritorno della flotta è raffigurato nella famosa "tavola Strozzi", prima veduta "a volo d'uccello" della città di Napoli: tutte le galee inalberano a prua i colori Sanseverino (fascia rossa in campo argento) e a poppa le armi aragonesi. Fece costruire nel 1470 in Napoli, da Novello da S. Lucano, il famoso palazzo con bugnato a punta di diamante, il primo in Italia (precedente a quello di Ferrara), ora chiesa del Gesù Nuovo. Antonello Sanseverino (1458-1499), grande ammiraglio del Regno di Napoli (1477), capo della Congiura dei baroni (1485). Sposò Costanza di Montefeltro, figlia di Federico Duca di Urbino. Roberto II Sanseverino (1485-1509), sposò Maria d'Aragona, figlia di Alfonso, fratello di Ferdinando il Cattolico. Ferdinando o Ferrante Sanseverino (1507-1572) fu l'ultimo del ramo dei principi di Salerno. Contrario all'introduzione dell'Inquisizione spagnola entrò in conflitto con Carlo V che nel 1553 pose fine al principato di Salerno. Morì in esilio in Francia. I beni dei Sanseverino di Salerno furono confiscati, suddivisi e quindi donati o venduti a numerosi signori, segnando l'inizio di un lungo periodo di decadenza per la città di Salerno.
Conti di Tricarico Il capostipite della casata è Ruggiero († 1189?)figlio di Roberto, conte di Lauro († 1183) e di Agnese (†1178?). che acquisisce il feudo per matrimonio con Rogazia (o Rogasia), figlia di GosfridoO forse sorella del conte: le fonti non sono precise al riguardo.. Segue Giacomo, che sposa, l'8 settembre 1188, Mabilia degli Annibaldi, nobile famiglia di Ceccano. Il dominio si interrompe nel '200, allorquando la contea di Tricarico risulta tra le donazioni di Federico II di Svevia alla moglie Bianca Lancia passate, poi, al figlio Manfredi. La contea passa poi ai de Bethsan (de Bezzano o de Bazzano). Tommaso II (n. 1252 circa † 25-9-1324), sposa in seconde nozze Sveva de Bethsan, contessa di TricaricoFiglia ed erede di Grimaldo (Grimaud de Bethzan) Conte di Tricarico e di Elvira della Marra (+ post 1308). e la discendenza dei Sanseverino è così nuovamente a capo del feudo. La numerazione dei conti della famiglia alla guida del feudo riparte da questa discendenza. Suo figlio Giacomo (†1348) è, quindi, 1º conte di Tricarico.
Segue Ruggero (†1348), e poi il figlio Venceslao (†1404)Fu catturato ed ucciso per ordine del re Ladislao d'Angiò-Durazzo.. Nel 1412 e per un breve periodo, il feudo viene sottratto alla famiglia Sanseverino ed infeudato a Francesco Sforza, divenuto, in seguito, duca di Milano. Tornò ai Sanseverino con Ruggero II († 9 maggio 1430), figlio di Venceslao. Ai precedenti titoli si aggiungerà quello di 1º duca di San MarcoRiceve questo titolo dalla regina Giovanna II d'Angiò.. Sposa, nel 1394, Covella Ruffo di CalabriaÈ la figlia di Antonio, 4º Conte di Montalto e di Corigliano e di Giovannella Sanseverino dei Conti di Mileto: Sylvie Pollastri, L'aristocratie comtale sous les Angevins (1265-1435), Mélanges de l'École française de Rome: Moyen Âge: 125, 1, 2013, p. 112.. Segue Antonio che sposa Giovannella del Balzo Orsini (detta Cella)È la figlia di Gabriele, duca di Venosa e di Giovanna Caracciolo dei conti di Melfi. 6º conte di Tricarico è Luca Sanseverino (†1472) che nel 1462 acquisisce il titolo di 1º principe di Bisignano. Sposa Orsolina RuffoÈ la figlia di Nicola Conte di Catanzaro e di Margherita di Poitiers dei Signori di Saint-Vallier..
Con la morte di Luca il feudo passa al figlio Geronimo (o Girolamo) (n. 1448 - †1487) che sposa Mandella Gaetani de Aragona e che verrà giustiziato per ordine di re Ferrante d'Aragona per aver capeggiato la cosiddetta congiura dei baroni. A lui si deve la costruzione, nel feudo di Tricarico, del convento di Sant'Antonio di Padova per il quale, il 27 settembre 1479, ottiene da papa Sisto IV la facoltà di erigere il complesso religioso fuori dalle mura della cittàIl complesso monastico, dopo la morte del conte, viene completato con i contributi della comunità tricaricese nel 1491. A ricordo verrà collocato uno stemma in marmo con iscrizione - vedi, nella galleria fotografica della pagina di Tricarico, la foto "antico stemma della città".. Il feudo passa, quindi, al figlio Berardino (o Bernardino) († 1516?È la data del suo testamento.), 8º conte di Tricarico, 3º principe di BisignanoEgli è anche conte di Chiaromonte, Altomonte e Corigliano, 5º duca di S. Marco, signore di Castrovillari ed Eboli (1496), conte di Mileto (1507).. Sposa Eleonora (o Dianora) Todeschini PiccolominiFiglia di don Antonio 1º duca di Amalfi e di Maria da Marzano dei duchi di Sessa..