La genealogia di Gesù, ossia la ricostruzione della stirpe dei suoi ascendenti, è riportata sia nel Vangelo secondo Matteo () che nel Vangelo secondo Luca (), ed è commemorata dalla Chiesa cattolica il 24 dicembre, giorno in cui si ricordano gli antenati del Messia.

Nel Vangelo secondo Matteo la genealogia parte da Abramo e giunge, di padre in figlio, fino a Gesù, saltando gli antenati durante la deportazione a Babilonia; nel Vangelo secondo Luca, al contrario, risale da Gesù, di figlio in padre, fino ad Adamo «figlio di Dio». Il numero di generazioni, pur diverso nelle due genealogie, è in entrambe multiplo di sette, numero con un importante valore simbolico nella letteratura semitica. Le genealogie, quindi, hanno un significato simbolico che potrebbe essere stato raggiunto a spese dell'accuratezza storica, ad esempio saltando alcune generazioni. Per Luca la nascita di Gesù è il compimento della storia dell'intera umanità, mentre Matteo si era limitato a sottolineare il compimento della storia del popolo ebraico.

In entrambe le genealogie Giuseppe non viene presentato come padre biologico di Gesù, ma solo come padre adottivo, in accordo con quanto narrato nei due vangeli. La funzione delle due genealogie, perciò, è quella di evidenziare il legame del Messia con la storia ebraica e soprattutto la sua discendenza legale dal re Davide. Ciò consente di applicare a Gesù la profezia di Isaia, che qualifica il messia come germoglio dell'albero di Jesse ().

Benché abbiano in comune gli antenati fra Abramo e Davide, l'elenco dei discendenti di quest'ultimo è molto diverso fra le due versioni. Sin dall'antichità ciò è fonte di discussione fra gli studiosi, alcuni dei quali hanno proposto che la genealogia di Luca sarebbe quella biologica materna, anche se oggi questa teoria non incontra il favore degli studiosiCfr ad esempio: Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2332, ISBN 88-01-10612-2; Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, pp. 89, 525, 588-589, ISBN 0-385-47202-1; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 156-157, ISBN 978-88-430-7821-9., anche cristiani, come precisato nella sottostante sezione "Attendibilità storica dei vangeli su Natività e genealogia di Gesù".

Genealogia Generazioni antecedenti Abramo Sono elencate solo nel Vangelo secondo Luca, 3,34-38. L'aggiunta del nome "Dio" a quello dei 20 patriarchi della Genesi (come nominati dai LXX) consente di raggiungere 3x7=21 antenati. Ovviamente Dio, che ha dato origine ad Adamo tramite un atto di creazione e non di generazione biologica, è disomogeneo dal resto della lista. Il contrasto serve ad evidenziare che la storia umana che conduce a Cristo è omogenea al piano creatore di Dio. Dio Adamo Set Enos Chenan Malaleèl Iared Enoc Matusalemme Lamec Noè Sem Arfacsad Cainam Sala Eber Falek Ragau Seruc Nacor Tare

Generazioni da Abramo a Davide Le 7×2=14 generazioni sono presentate in buon accordo sia dal Vangelo secondo Matteo 1,1-6 sia dal Vangelo secondo Luca 3,31-34, che, tuttavia, non cita le tre mogli. Fra Esrom e Aminadab alcuni manoscritti lucani inseriscono due generazioni, Arni e Admin, al posto di Aram. In questo modo non occorre duplicare il nome di Davide per ottenere che il numero di generazioni sia multiplo di sette sia in questa lista che in quella successiva. Abramo Isacco Giacobbe Giuda (padre) - Tamar (madre) Fares Esrom Aram (oppure Arni e Admin) Aminadab Naasson Salmon (padre) - Racab (madre) Booz (padre) - Rut (madre) Obed Iesse Davide

Generazioni da Davide a Giuseppe Luca elenca 6×7= 42 generazioni; Matteo 4×7=28. nºVangelo secondo Luca 3,23-31nºVangelo secondo Matteo 1,6-161Davide1Davide (padre) - Betsabea (madre)2Natam2Salomone3Mattatà3Roboamo4Menna4Abia5Melèa5Asaf6Eliachim6Giosafat7Ionam7 Joram8Giuseppe8 Ozia9Giuda9 Jotham10Simeone10 Acaz11Levi11 Ezechia12Mattàt12 Manasse13Iorim13 Amon14Elièzer14 Giosia15Gesù15 Ieconia16Erdeportazione a Babilonia17Elmadàm18Cosam19Addi20Melchi21Neriritorno dalla deportazione a Babilonia22Salatiel16Salatiel23Zorobabèle17Zorobabèle24Resa18Abiud25Ioanan19Eliachim26Ioda20Azor27Iosec21Sadoc28Semèin22Achim29Mattatìa23Eliud30Maat24Eleazar31Naggài25Mattan32Esli26Giacobbe33Naum34Amos35Mattatìa36Giuseppe37Innài38Melchi39Levi40Mattàt41Eli42Giuseppe27Giuseppe43Gesù28Gesù

Il numero delle generazioni nel simbolismo ebraico Sia Matteo sia Luca presentano un numero di generazioni multiplo di 7 (6×7=42 Matteo e 11×7=77 Luca). Questo risultato è ottenuto in modo trasparente, ad esempio indicando Dio come "capostipite" in Luca oppure saltando alcuni re di Giuda in Matteo. Il numero 7 nelle letterature semitiche indica completezza; l'artificio letterario, quindi, è solo un simbolo per segnalare che con la nascita di Gesù "il tempo è compiuto" (cfr. Mt 1,22).

Il numero delle settuple è collegato in entrambi i casi al numero 12 (6=12/2 in Matteo e 11=12-1 in Luca). Anche il dodici è universalmente un simbolo di completezza: 12 mesi, 12 patriarchi, 12 fatiche di Ercole, ecc. In alcune fonti rabbiniche la storia del mondo viene suddivisa in dodici "settimane".La Bibbia, via, verità e vita, San Paolo ed., 2009, p. 2167 nota a margine. Matteo quindi sembra indicare che Gesù è il centro della storia, mentre Luca segnala che egli inaugura l'ultima settimana, quella escatologica.

Matteo, inoltre, suddivide esplicitamente la genealogia in una terna di quattordici generazioni ciascuna (Mt 1,17) e anche in Luca i numeri delle generazioni di antenati e di successori di Davide sono multiple di 14, numero che nella ghematria è il valore che corrisponde proprio al nome Davide. In ebraico ogni consonante ha un valore numerico. La somma dei valori numerici delle consonanti di Davìd da 14. La ripetuta ricorrenza del numero 14 vuole sottolineare la discendenza davidica di Gesù e quindi l'avverarsi delle profezie che annunciavano l'arrivo di un messia della stirpe di Davide.

Le tre serie di 14 generazioni ( rinviano alla gematria del nome Davide (le cui tre consonanti ebraiche d-w-d che hanno il valore numerico di 4+6+4, cioè 14). In questo modo, viene ripetuto per tre volte che Gesù è figlio di Davide, come si afferma all'inizio del capitolo.

Il numero 42 La suddivisione della genealogia nel Vangelo di Matteo è divisa tre gruppi di quarantadue nomi. Esistono tuttavia significative complicazioni con questo tipo di suddivisione, infatti in realtà vi sono soltanto 41 nomi nella lista (compreso lo stesso Gesù) e non 42 (14×3). Sono state date diverse interpretazioni per dare una spiegazione a questa caratteristica numerica. Una prima spiegazione è che il nome di Davide dovrebbe essere contato due volte poiché egli viene menzionato due volte nella genealogia, sia nei primi 14 nomi risalenti al periodo dei Re sia nei 14 nomi successivi. Questa logica, però, implicherebbe che venga contato due volte anche il re Ieconia, che compare sia prima sia dopo l'esilio a Babilonia e ciò farebbe salire a 43 il numero dei nomi nella lista.

Una spiegazione più attendibile e accettata consiste nell'ipotizzare una confusione di Ieconia con un altro personaggio dal nome simile. Secondo l'antico testamento, infatti, un re di nome Jehoiakim si trova tra Giosia e Ieconia e dato che la seconda teoforia nel nome Ieconia (Jeconiah) la -iah è trasposta nel mezzo del nome nel Libro dei Re, come Jehoiachin, è plausibile che l'autore del vangelo di Matteo, o un trascrittore successivo, abbiano confuso Jehoiakim con Jehoiachin. Ciò spiegherebbe anche perché il testo identifica Giosia come padre di Ieconia invece che come suo nonno e perché Ieconia, solitamente considerato figlio unico, sia elencato come avente numerosi fratelli, una descrizione altrove considerata più appropriata per Jehoiakim.

Considerando che gli intervalli di tempo citati da Matteo () sono troppo ampi per contenere solo 14 generazioni e che la sua genealogia è quasi del tutto differente da quella lucana e inoltre che la stessa natività di Gesù descritta non è storica ma introdotta dallo stesso Matteo con motivazioni teologiche, si può supporre che l'evangelista abbia unito liste genealogiche diverse che gli erano pervenute e le abbia modificate ulteriormente per i suoi scopiCfr: Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2178, ISBN 88-01-10612-2; Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, pp. 69-70, 74-75, 81-82, 590, ISBN 0-385-47202-1; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 826-827, ISBN 88-399-0054-3; Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 37-38, ISBN 978-0-06-186327-1; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 123-126, ISBN 978-88-430-7821-9., come meglio precisato nelle sottostante sezione "Attendibilità storica dei vangeli su Natività e genealogia di Gesù".

Differenze tra le genealogie da Davide e Giuseppe Come illustrato nella precedente tabella, le genealogie di Luca e Matteo si dividono a Davide. Matteo continua con Salomone e i re seguenti, saltandone diversi sino a Zorobabele, ultimo esponente della dinastia che raggiunse la notorietà, pur senza diventare re. I nomi fra Zorobabele e Giuseppe non appaiono in alcun punto dell'Antico Testamento o altri testi, a parte un paio di eccezioni. Luca, invece, si collega a Nathan, il figlio di Davide meno conosciuto, e continua elencando 40 persone prima di Giuseppe, pressoché nessuno dei quali corrisponde a quelli di Matteo o appare in altri documenti storici.

Zorobabele e Salatiel sono elencati sia nella genealogia secondo Luca, sia in quella secondo Matteo, ma in Luca Salatiel non è riportato come figlio di Ieconia, ma piuttosto come figlio di Neri. Trattandosi di nomi allora molto diffusi lo Zorobabele e il Salatiel di Matteo potrebbero essere persone diverse da quelle di Luca. La genealogia è ulteriormente complicata dal fatto che il primo libro delle Cronache 3,19 afferma che il padre di Zorobabele era Pedaià, un fratello di Salatiel ("Sealtiel" nel testo masoretico), ma ciò potrebbe essere spiegato con la legge del levirato.A.E. Rüthy, in Bo Reicke, Leonhard Rost (Hrsgs.), Biblisch-historisches Handwörterbuch (BHH), Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, vol. III, 1966, 1777-78.

Entrambe le genealogie terminano con nomi diversi, con Luca che termina con Eli e Matteo con Giacobbe. Molte teorie sono state proposte per spiegare quest'ultima discrepanza. La più antica, attribuita a Giulio l'Africano, usa il concetto di Legge del Levirato, e suggerisce che Mattatia (nonno di Giuseppe secondo Luca) e Mattan (nonno di Giuseppe secondo Matteo) fossero fratelli e avessero sposato la stessa moglie (uno dopo l'altro). Questo vorrebbe dire che il figlio di Matthan (Giacobbe) potrebbe essere il padre biologico di Giuseppe e che il figlio di Mattan (Eli) era il suo padre legale o viceversa.

Armonizzazioni e altre spiegazioni Gesù erede legale del trono di Giudea L'autore del Vangelo secondo Matteo comincia con Salomone e procede attraverso i re del Regno di Giuda, fino ad includere Ieconia (=Ioiachin). Alcuni dei re di Giuda sono omessi. In particolare Ozia è definito figlio di Ioram, saltando quindi quattro generazioni, mentre Ieconia è detto figlio di Giosia, pur essendone solo il nipote, saltando Ioiakim. Con Ieconia la linea dei re termina, perché Israele fu conquistato dai Babilonesi. I nomi continuano con il figlio di Ieconia e suo nipote Zorobabele, che è una figura importante del Libro di Esdra: egli guidò parte del rientro a Gerusalemme e dal 520 a.C. diresse la ricostruzione del Tempio.

Gesù, infine, è indicato come figlio adottivo di Giuseppe e perciò erede legale del trono di Giudea. Il salto di molte generazioni avrebbe solo lo scopo di mantenere il numero di generazioni regali pari a 14, il numero che rappresenta Davide secondo la ghematria.