Biografia Il documento più importante per ricostruire la vita di Lazzarelli è Vita Lodovici Lazzarelli Septempedani poetae laureati per Philippum fratrem ad Angelum Colotium scritto dal fratello Filippo subito dopo la morte di Ludovico, e indirizzato all'umanista Angelo Colocci.Il testo dell'opera può essere letto in M. Meloni, "Lodovico Lazzarelli umanista settempedano e il De Gentilium deorum imaginibus, in Studia picena, 66 (2001):114 ff.
Nato a San Severino Marche, nell'odierna provincia di Macerata, Ludovico Lazzarelli fu educato e visse a Campli, in Abruzzo, dove frequentò la biblioteca del Convento di San Bernardino da Siena, che egli cita nella sua opera i Fasti Christianae Religionis, un lungo poema di ispirazione cristiana.
All'età di 13 anni Ludovico ricevette da Alessandro Sforza, signore di Pesaro, un premio per un poema da lui scritto sulla battaglia di San Flaviano del 1460.
Egli ebbe contatti con i più importanti studiosi dell'epoca e fu seguace dell'ermetismo. Nel 1482 Lazzarelli raccolse il Pimander di Marsilio Ficino, lAsclepio e tre trattati sull'ermetismo, realizzando una versione che ampliava il corpus dei testi ermetici precedentemente tradotti dal Ficino,Josef Lössl, Nicholas J. Baker-Brian, A Companion to Religion in Late Antiquity, John Wiley & Sons, 2018. che poi divenne noto come Corpus Hermeticum.
La difficoltà di ricostruire la sua biografia è dovuta al fatto che Lazzarelli cercò di camuffare la sua attività per non incorrere in accuse di stregoneria o eresia. Alla sua morte gli sarebbe stato ritrovato, cucito addosso, il testo della tabula smaragdina di Ermete Trismegisto, leggendario personaggio di età ellenistica.
Opere
Fu autore di opere a carattere ermetico come il Crater Hermetis (composto tra il 1486 e il 1494), in sintonia con il sincretismo religioso dei suoi tempi e in anticipo sulla filosofia di Pico, con la fusione di Cabala e Cristianesimo, ma anche di poemetti a carattere allegorico come l'Inno a Prometeo o didascalico-allegorici come il Bombyx.
De apparatu Patavini hastiludii (ed. a stampa Padova 1629); De gentilium deorum imaginibus, dedicato prima a Borso d'Este, 1471 poi a Federico da Montefeltro (edito a cura di W.J. O'Neal, Lewiston, NY, 1997); Fasti Christianae religionis, con mss dedicati al pontefice Sisto IV, 1480, poi al re di Napoli Ferrante d'Aragona e infine al re di Francia Carlo VIII (edito a cura di M. Bertolini, Napoli 1991); Epistola Enoch (edita a cura di M. Brini, in Testi umanistici sull'ermetismo, Roma 1955, pp. 34–50; la traduzione delle Diffinitiones Asclepiipubblicato in appendice a C. Vasoli, Temi e fonti della tradizione ermetica in uno scritto di Symphorien Champier, in Umanesimo e esoterismo, a cura di E. Castelli, Padova 1960, pp. 251-259; De bombyce (ed. a stampa a cura di G.F. Lancellotti, Aesii 1765)poi in G. Roellenbleck, Ludovico Lazzarelli Opusculum de Bombyce, in Literatur und Spiritualität. Hans Sckommodau zum siebzigsten Geburtstag, a cura di H. Rheinfelder - P. Christophorov - E. Müller-Bochat, München 1978, pp. 213-231; Crater Hermetis edito in Pimander Mercurii Trismegisti liber de sapientia et potestate Dei. Asclepius eiusdem Mercurii liber de voluntate divina. Item Crater Hermetis a Lazarelo Septempedano, Parisiis 1505anche in edizione moderna integrale in C. Moreschini, Dall'"Asclepius" al "Crater Hermetis". Studi sull'ermetismo latino tardo-antico e rinascimentale, Pisa 1985, pp. 203-265; Vademecum (edito a cura di M. Brini, in Testi umanistici sull'ermetismo, Roma 1955, pp. 75–77). Un carme per la morte della duchessa d'Atri (conservato nel ms. 598 della Biblioteca del Seminario di Padova; Carmen bucolicum (Biblioteca universitaria di Breslavia, Milich Collection, ms. VIII.18); carmi di occasione (tra cui i versi che gli valsero l'incoronazione) (Biblioteca nazionale di Napoli, ms. V. E. 59); epigrammi sullo Pseudo Dionigi l'Areopagita (Walters Art Gallery di Baltimora, ms. W.344).
Studi critici Il primo studioso sistematico di Ludovico Lazzarelli, spesso trascurato dalla critica accademica, è stato Nicola Tenerelli dell'Università di Bari, nella sua tesi di ricerca del 1989, suggerita dalla storica della filosofia Ada Lamacchia.
In essa, attraverso manoscritti inediti della sua epoca, veniva desunta la reale data di nascita del filosofo, che Garin ed altri avevano situato tre anni dopo; assumeva rilevanza l'attività di mago-ermetista che Lazzarelli aveva tenuto nascosta; risulterebbe che avesse ritrovato e tradotto l'ultima parte del Corpus Hermeticum (lAsclepius attribuito ad Apuleio e le Definitiones Asclepii ignote a Ficino); che, con buona probabilità, avesse conosciuto Pico della Mirandola allora diciottenne.
Note
Bibliografia
Guido Arbizzoni, «LAZZARELLI, Ludovico», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 64, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005. Wouter Hanegraff, Ludovico Lazzarelli (1447-1500), The Hermetic Writings and Related Documents, con Ruud M. Bouthoorn, Tempe, Arizona Center for Medieval & Renaissance Studies, 2005.
Voci correlate Filosofia ermetica
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