La Sezione Propaganda era un ente periferico della F.I.G.C. che organizzava e gestiva i campionati provinciali alle dipendenze dei Direttori di Zona F.I.G.C.
Le nomine dei dirigenti, un presidente, un segretario e i componenti di cui 2 di nomina federale e uno o più membri aggiunti in proporzione al numero delle società affiliate, preposti alla conduzione dei Direttori Locali di Sezione Propaganda era prerogativa del presidente del Direttorio Federale ovvero del luogotenente generale Giorgio Vaccaro (presidente dal 1933 al 1943).
I campionati organizzati dalla Sezione Propaganda si chiamavano: Prima categoria (limite di età 21 anni non compiuti il 1º agosto di ogni anno; Seconda categoria (limite di età a seconda del periodo, vedere nel paragrafo "Storia"); Ragazzi (dai 14 anni compiuti ai 17 non compiuti il 1º agosto di ogni anno.
I campionati della Sezione Propaganda non davano promozioni ai campionati regionali FIGC di Prima e Seconda Divisione, ovvero chi voleva iscriversi ai campionati regionali doveva partire sempre dal livello più basso (Seconda Divisione) salvo deroghe concesse dal Direttorio di zona (come all'epoca si chiamavano gli attuali Comitati Regionali).
Storia La Sezione Propaganda è la conseguenza della trasformazione dell'ex ULIC a seguito di importanti eventi politici italiani.
La rinuncia di molte società a iscriversi ai campionati, a causa della partenza di molti giocatori che seguirono Mussolini nella Guerra d'Etiopia, portò al ridimensionamento dei campionati uliciani da parte della Presidenza Federale che li trasformò in "Sezione Propaganda" togliendo definitivamente la voce "U.L.I.C." da tutti i documenti ufficiali cambiando i "Comitato Locale U.L.I.C." in "Comitato Sezione Propaganda".
La F.I.G.C. per mantenerli in vita dovette cambiare i limiti di età della 2ª Categoria portandoli da 21 a 25 anni non compiuti al 1º agosto di quell'anno. In questo modo i giocatori che non avessero trovato una società federata che li tesserasse potevano accasarsi a livello locale e disputare i campionati della Sezione Propaganda, naturalmente a scapito della qualità del gioco visto che le società federate non li avrebbero mai svincolati se non fossero stati validi per vincere il campionato federale con la prima squadra o con la squadra riserve.
All'inizio della stagione 1935-36 i "Comitati di Sezione Propaganda" diventano "Direttori di Sezione Propaganda" perché il regime deve ricondurre ad una denominazione "forte" tutte le dirigenze di tutte le organizzazioni sportive nazionali.
La guerra è appena iniziata e la perdita di società e giocatori si è notevolmente accentuata. Le iscrizioni ai campionati di Sezione Propaganda vengono chiuse dopo la fine di dicembre/primi di gennaio e sono molti i Direttori che per completare le iscrizioni ai campionati ed organizzare almeno un girone di 4 squadre (numero minimo per poter assegnare un titolo provinciale) sono costretti ad organizzare dei "campionati misti" ovvero composti sia da squadre di 1ª che di 2ª Categoria in modo da mettere in palio entrambi i titoli e mandare 2 finaliste alle finali regionali (se fossero riuscite a organizzare 2 gironi misti avrebbero fatto disputare 2 finali provinciali con le migliori classificate di ogni categoria).
Alla fine della guerra molte delle società rimaste inattive rinacquero, ma molte si iscrissero ai campionati federali sfruttando l'incentivo a iscriversi in Prima Divisione anziché partire dalla Seconda Divisione. Molte altre, ex squadre federali, si affiliarono invece ai Direttori di Sezione Propaganda che tra il 1937 e il 1940 conobbero un notevole sviluppo. In un discorso verbalizzato all'Assemblea delle Società di Sezione Propaganda tenutosi a Milano il 17 ottobre 1937Conservato dall'Archivio Storico del Comitato Regionale Lombardia, presso la sede del C.R.L. in Via Pitteri 95/2 a Milano. il Segretario della F.I.G.C. Ottorino Barassi mise a nudo le contraddizioni di un movimento calcistico che lui giudicava impazzito.
Lo stravolgimento dei valori per questo importante dirigente federale era troppo evidente e il danno arrecato all'attività federalePerché un danno per la Federazione ?. Perché una delle principali riforme sancite dalla Carta di Viareggio stava nell'attività di controllo svolta da tutti gli organi periferici della F.I.G.C. (Direttorio Divisioni Superiori, Inferiori e Direttori Regionali) a cui era devoluta l'esazione di una sorta di tassazione obbligatoria alla fonte sugli incassi delle partite giocate in casa in ragione del 15% a partita a favore della Federazione. Il controllo veniva effettuato attraverso l'obbligo delle società di esibire i registri relativi con cadenza mensile staccando un foglio a ricalco e chi non lo faceva subiva delle sanzioni oppure l'esclusione dal campionato. Per l'U.L.I.C. questo obbligo non sussisteva perché la maggior parte dei campi sportivi erano privi di muri di cinta e per queste partite (prima del 1927 e in molti campi anche fino al 1934) non era dovuto alcun corrispettivo per assistere allo spettacolo oppure una modica spesa. notevole visto che...
E prosegue con
I problemi sono molti e dall'analisi fatta da Ottorino Barassi emerge il problema più importante: a condizionare e cambiare lo sport è la vita di tutti i giorni ma soprattutto le scelte politiche fatte dal Regime. Però di tutto questo Barassi non fa autocritica, perché fu lui uno dei propugnatori al cambiamento che nel 1934 ha obbligato la Federazione a togliere l'ex U.L.I.C. ai giovani per trasformare i campionati in qualcosa che oggi possiamo paragonare ad un "torneo aziendale" dove troppo spesso gli ex giocatori di Serie B e C trovarono subito un posto fisso offerto da un mecenate/presidente e un cospicuo premio per vincere il campionato di 2ª Categoria.
La guerra e altri problemi Nel maggio 1940 molti giocatori partirono per il conflitto, e per molte società fu la fine anticipata della stagione sportiva "per causa di forza maggiore" ovvero per la chiamata alle armi non prevista o quasi.
Molti campi di calcio, chiusi perché le società calcistiche sospendevano l'attività sportiva, venivano dalle autorità fasciste riciclati come orti di guerra, coltivando ortaggi oppure il grano. Per la maggior parte dei campionati nei Direttori S.P. di provincia fu tutto sospeso fino al 25 aprile 1945, mentre per i capoluoghi più grossi, dove il campo sportivo era quello utilizzato da una squadra partecipante da una squadra di Serie A, B e C che disputarono campionati regolari fino alla stagione 1942-43, si riuscì a giocare anche il Campionato di Guerra 1943-44 e i Tornei Benefici del 1944-45 ovvero a Torino, Milano, Genova e molte altre città del nord Italia mentre al sud i campionati ripresero subito dopo l'arrivo delle truppe alleate.
Ritornano i campionati La ripresa del dopo-guerra fu immediata. Anche i pochi Tornei Benefici, terminati ai primi di luglio 1945, videro la partecipazione di molte squadre della Sezione Propaganda rimaste attive durante entrambe le stagioni anche se i propri Direttori erano rimasti chiusi. Alla riapertura dei nuovi "Comitati di Sezione Propaganda", a cui era stata tolta l'iniziale parola "Direttori", tutte le società affiliate tornarono ad eleggere democraticamente i propri rappresentanti e nel 1946 il Rappresentante Regionale della Sezione Propaganda.
Il clima euforico della fine della guerra sommato alla riorganizzazione dell'attività ufficiale fu il fattore determinante del boom delle iscrizioni ai campionati regionali federali di Prima Divisione. Per molte società spinte da nuovi "ricchi" mecenati, che misero mano a portafogli pieni di banconote da mille troppo spesso frutto di illeciti guadagni in ambito borsa nera, si spalancò la nuova ribalta a cui presero parte moltissimi giocatori che preferirono i facili guadagni nei campionati regionali mentre altri giovanissimi prendevano il loro posto nei campionati Misti di Serie A-B della Lega Nazionale Alta Italia e Centro-Sud. Fu proprio grazie a molti mecenati che diverse società sportive nacquero oppure emersero dall'anonimato della Sezione Propaganda anche se fondate 20 o 30 anni prima, cambiando denominazione, eliminando tutto ciò che del passato fascista si poteva occultare, dando alle società una nuova data di nascita mentre i vecchi "Campi Sportivi del Littorio" diventavano i moderni "Comunali".
Di fronte ai gravi problemi derivati dalla fine del conflitto (difficoltà di spostamento e campi sportivi danneggiati o da recuperare rimettendo a posto il terreno reduce da coltivazione) la F.I.G.C. per 4 stagioni accettò i vecchi campi della Sezione Propaganda e successivamente stabilì una percentuale di tolleranza del 4% sulle misure minime ammesse per l'omologazione (86,40x48 invece di 90x50).
La riorganizzazione della Sezione Propaganda fu cosa più lenta, i loro campionati in passato erano sempre partiti con 2 mesi di ritardo ed in ogni caso le forze assorbite dalla F.I.G.C. furono tali che molti dei protagonisti degli anni ante guerra fecero disputare i campionati di 1ª e 2ª Categoria alle proprie squadre riserve.
Quando a Ottorino Barassi eletto quale Presidente nel 1946 si prospettarono le nuove cifre del bilancio di fine stagione 1945-46 una cosa saltò subito evidente: i problemi del passato non erano stati risolti ma soprattutto i giovani erano fuggiti verso i campionati federali lasciando nella S.P. i ragazzi troppo giovani e le "vecchie" glorie che passavano i 30 anni e che nulla a loro avrebbero concesso.
Nasce la Lega Giovanile La stagione 1946-47 non subì grossi cambiamenti, le Leghe Regionali alla seconda cospicua valanga di iscrizioni proposero alle società la possibilità di optare per il campionato di Prima Divisione oppure di iscriversi al ripristinato campionato di Seconda Divisione organizzato su base regionale. Come già fatto la stagione precedente le vincenti i campionati della Sezione Propaganda disputarono i titoli regionali di 1ª e 2ª Categoria mentre i Ragazzi vincenti il campionato provinciale disputarono le finali delle Leghe Regionali ed in seguito furono avviati dalla F.I.G.C. a giocare le finali per il titolo nazionale.Per motivi contingenti non fu disputato il Campionato Federale Ragazzi per 2 stagioni consecutive e anche le società di Serie A furono incluse nelle qualificazioni gestite dai Comitati di Sezione Propaganda. Dalla stagione 1947-48 tutto tornò alla normalità ovvero prima del 1940.
Le società affiliate alla Sezione Propaganda già pregustavano l'assegnazione dei contributi F.I.G.C. e montavano le aspettative per un miglioramento del campionato sulla falsariga dei vecchi campionati uliciani quando, il Presidente Ottorino Barassi indisse un'Assemblea Nazionale per la costituzione della Lega Giovanile FIGC che si tenne a Perugia il 15 settembre 1947. In assemblea le società che volevano mantenere lo status quo furono messe in minoranza e i delegati approvarono la proposta di cambiamento che portava all'istituzione delle categorie Ragazzi, nati tra il 1º gennaio 1930 e il 31 dicembre 1932; Juniores, nati tra il 1º gennaio 1927 e il 31 dicembre 1929. Alle squadre della ex Sezione Propaganda non furono date molte possibilità di scelta: o partecipare ai campionati provinciali giovanili oppure iscriversi ai campionati regionali partendo dalla Seconda Divisione.