La Convenzione Democratica Romena (, CDR) fu una coalizione elettorale di centro-destra attiva in Romania dal 1991 al 2000.

Nata all'indomani della rivoluzione romena del 1989 per contrastare il dominio assoluto del partito postcomunista del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), che occupò ininterrottamente tutte le principali posizioni di potere del paese tra il 1989 e il 1996, la CDR si costituì su iniziativa del Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD), guidato da una delle maggiori figure di riferimento dell'opposizione anticomunista in Romania, Corneliu Coposu.

Vi presero parte diversi partiti che avversavano il FSN e il presidente della repubblica Ion Iliescu, ritenuto continuatore dell'ideologia comunista antiliberale che aveva caratterizzato gli anni di dittatura. Tra i partiti membri della CDR, composta da numerosi raggruppamenti politici e associazioni civiche di stampo democratico-liberale, seppur in tempi e con modalità diverse, vi furono anche il Partito Nazionale Liberale (PNL), il Partito Social Democratico Romeno (PSDR), l'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) e il Partito Ecologista Romeno (PER).

Alle elezioni parlamentari in Romania del 1992 la CDR riuscì a diventare la seconda forza politica del paese, mentre la candidatura a presidente della repubblica di Emil Constantinescu, professore dell'Università di Bucarest vicino al mondo delle associazioni civiche, costrinse Iliescu al ballottaggio. Nonostante la vittoria del centro-sinistra, la CDR riuscì a scardinare il dominio assoluto degli avversari.

Quattro anni più tardi, in occasione delle elezioni parlamentari e presidenziali del 1996 la CDR e Constantinescu riuscirono a battere il partito erede del FSN, il Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR), formando un ampio governo di coalizione con il Partito Democratico di Petre Roman e con l'UDMR. Personalismi di partito e problemi di tenuta interna della coalizione, tuttavia, portarono ad un periodo di crisi e al susseguirsi di tre governi (Ciorbea, Vasile e Isărescu), che non riuscirono a dare impulso ad una netta opera di liberalizzazione e democratizzazione del paese. Travolta dalle difficoltà, la CDR si disciolse al termine della legislatura.

Nel 2000 il PNȚCD cercò di rifondare la coalizione insieme ad altre forze minori con la denominazione di Convenzione Democratica Romena 2000, ma non riuscì a superare la soglia di sbarramento in occasione delle elezioni legislative di quell'anno.

Storia Contesto e nascita della CDR In seguito alla rivoluzione romena del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceaușescu il potere fu assunto ad interim da un governo provvisorio (il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, CFSN) costituito principalmente da ex membri del Partito Comunista Romeno (PCR) che, nel febbraio 1990, formarono il partito del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), grande gruppo politico che, guidato da Ion Iliescu, dominò la presenza nelle istituzioni e i mezzi di informazione nel primo periodo di transizione alla democrazia. Il 31 dicembre 1989 il CFSN emanò il decreto di abolizione del partito unico, consentendo la formazione di nuovi gruppi. I primi furono quelli "storici", che si basavano su una precedente tradizione politica, cioè il Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD), il Partito Nazionale Liberale (PNL) e, malgrado un peso politico minore, il Partito Social Democratico Romeno (PSDR).

La trasformazione del FSN in partito politico fu fonte di timori per tutti i partiti "storici" che si configuravano come opposizione al governo provvisorio e reputavano il FSN il continuatore diretto del PCR e delle sue politiche antiliberali. PNL e PNȚCD appoggiarono l′organizzazione di ampie proteste in funzione anti-FSN che, nei primi mesi del 1990, condussero all'apparizione delle prime mineriade, violente incursioni a Bucarest da parte dei lavoratori del settore minerario, mirate a fare pressione sul governo per delle concessioni materiali, o in risposta all'appello delle forze politiche della maggioranza.

Una più ampia protesta, iniziata nell'aprile 1990 e che prese il nome di golaniada, fu brutalmente repressa dai minatori convocati a Bucarest da Iliescu nel giugno del 1990, in quella che passò alla storia come terza mineriada, evento che causò 6 morti e centinaia di feriti ed ebbe una risonanza internazionale tale da essere criticata dalla stampa e dai governi di tutto il mondo. In maggio il FSN vinse con una maggioranza bulgara le prime libere elezioni e formò un governo monocolore con a capo Petre Roman. Iliescu fu eletto alla presidenza della repubblica con l'85% delle preferenze.

La comune diffidenza nei confronti di Iliescu e il ruolo marginale riservato agli altri partiti in seno alle istituzioni, spinsero le opposizioni ad organizzarsi intorno ad un'alleanza politica definita Convenzione nazionale per l'instaurazione della democrazia (Convenția Națională pentru Instaurarea Democrației, CNID) sotto la guida del leader del PNȚCD Corneliu Coposu. Il 15 dicembre 1990 PNȚCD, PNL, PSDR, Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) e Partito Ecologista Romeno (PER) siglarono il protocollo di creazione del CNID, mentre in un secondo momento anche il Partito Alleanza Civica (PAC) fece il proprio ingresso nel gruppo. Gli obiettivi principali del nuovo organismo, come da programma, erano «l'instaurazione di una società profondamente democratica, la promozione del vero in tutti i campi della vita pubblica, l'instaurazione di un clima di comprensione, tolleranza, armonia sociale e patriottismo autentico».

Il 26 novembre 1991 le formazioni del CNID si avvicinarono a quelle che costituivano il Forum Democratico Antitotalitarista di Romania (Forum Democratic Antitotalitar din România), piattaforma che raggruppava numerose associazioni civiche, politiche, studentesche e sindacali: Partito dell'Unità Democratica (Partidul Unității Democratice), Unione Democratico-Cristiana (Uniunea Democrat-Creștină), Alleanza Civica (Alianța Civică), Associazione degli ex detenuti politici di Romania (Asociația Foștilor Deținuți Politici din România), Solidarietà Universitaria (Solidaritatea Universitară), Associazione 21 Dicembre (Asociația 21 Decembrie), Movimento Romania Futura (Mișcarea România Viitoare), Sindacato Politico Fratellanza (Sindicatul Politic Fraternitatea, fondato il 5 febbraio 1990 a Timișoara), Unione Mondiale dei Romeni Liberi (Uniunea Mondială a Românilor Liberi) e Unione Nazionale dei Disoccupati di Romania (Uniunea Națională a Șomerilor din România). Dall'accordo nacque la Convenzione Democratica Romena (Convenția Democratică din România, CDR), alleanza elettorale che mirava a sovvertire l'egemonia politico-istituzionale del FSN.

Elezioni del 1992 Amministrative di febbraio

Le prime elezioni amministrative locali dell'era democratica celebratesi nel febbraio 1992 segnarono un cambio politico rilevante. Nonostante il FSN risultasse comunque il primo partito del paese, tale vantaggio fu ottenuto principalmente nelle aree rurali, tradizionalmente più vicine alle idee di protezione sociale garantite dallo stato rappresentate dal partito di Iliescu, mentre la CDR vinse nelle città principali e nei centri urbani più grandi, tra i quali Bucarest (il cui sindaco divenne Crin Halaicu), Timișoara, Costanza e Brașov. I primi discreti successi della CDR furono l'indicatore di crescita di una popolazione urbana dinamica, aperta all'economia di mercato e delusa dall'amministrazione in mano al FSN, nonché segnale dell'apparizione di un sistema politico basato sulla frattura desta-sinistra, con il superamento del sistema a partito unico.

Nel complesso la coalizione ottenne 8.182 consiglieri municipali, 405 consiglieri di distretto e 246 sindaci, cui si aggiungevano altri numerosi mandati conquistati in alcune zone dove i partiti della CDR si erano presentati individualmente fuori dalla coalizione.

Parlamentari e presidenziali di settembre Conseguito un buon risultato alle elezioni amministrative, la CDR si preparò alla tornata elettorale autunnale per il rinnovo del parlamento e l'elezione del presidente della repubblica.

Mentre in aprile il FSN si separò in due, con la nascita del nuovo partito di Iliescu, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), nello stesso mese anche la CDR subì un'importante defezione. Su decisione del proprio presidente Radu Câmpeanu, infatti, il PNL abbandonò l'alleanza per motivazioni politiche. Tale scelta causò ulteriori scissioni e spinse due ali dissidenti del PNL ad unirsi alla CDR: il Partito Nazionale Liberale - Convenzione Democratica (Partidul Național Liberal-Convenția Democratică, PNL-CD), che entrò nella coalizione in aprile, e il Partito Nazionale Liberale - Ala Giovanile (Partidul Național Liberal - Aripa Tânără, PNL-AT, dal 1993 chiamato Partito Liberale '93, PL93), che vi entrò nel mese di giugno. Successivamente, in agosto, anche la piccola Federazione Ecologista di Romania (FER) decise di legarsi alla CDR.

L'addio del PNL costrinse la CDR ad una riorganizzazione, che fu realizzata per mezzo di un protocollo firmato il 24 giugno 1992, che confermò la leadership di Coposu e il ruolo trainante del PNȚCD. Il 27 giugno la coalizione annunciò la candidatura alla presidenza della repubblica di Emil Constantinescu, rettore dell'Università di Bucarest, attivo in diverse associazioni civiche e intellettuali (Alleanza Civica), ma poco conosciuto dall'elettorato.

In agosto fu reso pubblico il documento programmatico per le elezioni chiamato "Piattaforma-programma della Convenzione Democratica di Romania per far uscire il Paese dalla crisi attraverso la Legge, il Vero, la Riconciliazione e la Riforma" (Platforma-program a Convenției Democratice din România pentru scoaterea Țării din criză prin Lege, Adevăr, Reconciliere și Reforma). Il 24 dello stesso mese Constantinescu registrò ufficialmente la propria candidatura alla presidenza presso l'Ufficio elettorale centrale (BEC), presentando lo slogan «Ricostruiamo insieme la speranza» (Să reclădim împreună speranța). Tra i punti principali del proprio programma enunciò il rispetto della legge, la garanzia della proprietà privata, l'eliminazione della corruzione, una riforma del sistema agricolo, l'arresto del declino economico, dell'inflazione e della disoccupazione.

Alle elezioni parlamentari di settembre fu confermato il trend di quelle locali di febbraio. Il FDSN fu il primo partito, ma la CDR si confermò come principale forza di opposizione, ottenendo il 20% delle preferenze e scardinando la totale egemonia del partito che aveva guidato il governo fino a quel momento. Alle presidenziali Constantinescu costrinse Iliescu al ballottaggio, nel quale conseguì il 38,6% dei voti contro il 61,4% dell'avversario. Il FDSN (dal 1993 ridenominato Partito della Democrazia Sociale di Romania, PDSR), quindi, formò un governo con il sostegno di altre forze nazionaliste e populiste (PUNR, PRM, PSM) in appoggio al primo ministro Nicolae Văcăroiu.

PartitiCameraSenatoPartito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD)Partito Alleanza Civica (PAC)Partito Nazionale Liberale - Ala Giovanile (PNL-AT)Partito Social Democratico Romeno (PSDR)Partito Nazionale Liberale-Convenzione Democratica (PNL-CD)Partito Ecologista Romeno (PER)Federazione Ecologista di Romania (FER) Totale Con proprie listeUnione Democratica Magiara di Romania (UDMR)

Opposizione e preparazione alla campagna elettorale del 1996