Ophrys argolica subsp. biscutella (O. Danesch & E. Danesch) Kreutz, 2004 è una pianta erbacea spontanea in Italia, appartenente alla famiglia delle Orchidacee.
Etimologia Il nome generico (Ophrys), secondo quanto scrive lo scrittore romano Plinio il Vecchio (23 – 79), deriva da un'antica parola greca “οφρύς” e significa “sopracciglio”. Gli antichi (scrive sempre il naturalista latino) usavano appunto questa pianta per produrre una tintura per colorare le sopracciglia. Può essere però che il vero significato derivi molto più semplicemente dalla forma delle lacinie interne del perigonio., oppure dalla pelosità del labello (carattere molto più evidente del primo).
Il primo nome specifico (argolica) si riferisce ad una regione greca (l'Argolide) del Peloponneso, luogo dei primi ritrovamenti di questa orchidea; il secondo nome specifico (biscutella = due piccoli scudi – in latino) deriva dalla forma del disegno centrale del labello.
Descrizione È una pianta erbacea alta da 15 a 30 cm. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia è una pianta perenne che porta le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, strutture di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.
Radici Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo e consistono in sottili fibre radicali posizionate nella parte superiore dei bulbi.
Fusto Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da due tuberi bulbosi a forma ovoidale e arrotondati; il primo svolge delle importanti funzioni di alimentazione, mentre il secondo raccoglie materiali nutritizi di riserva per lo sviluppo della pianta che si formerà nell'anno venturo. Parte epigea: la parte aerea del fusto è semplice, eretta, e slanciata.
Foglie Sono presenti sia foglie radicali formanti una rosetta basale, che foglie cauline del tipo amplessicaule. La forma delle foglie è più o meno ovato-lanceolata. Sulla pagina fogliare sono presenti delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie).
Infiorescenza L'infiorescenza è “indefinita” (senza fiore apicale o politelica) del tipo spiciforme con 3 – 8 fiori. Questi ultimi sono posti alle ascelle di brattee a forma lanceolata; sono lunghe mediamente come l'ovario. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra; in questo caso il labello è volto in basso.
Fiore
I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)..
Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula
Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). I tre segmenti esterni sono patenti a forma oblunga. Quello centrale è leggermente incurvato in avanti a protezione degli organi di riproduzione (il ginostemio). I due tepali interni (il terzo, quello centrale, chiamato labello, è molto diverso da tutti gli altri) sono più piccoli a forma oblunga-triangolare e con bordi ondulati e cigliati. Questi tepali sono disposti in modo alternato a quelli esterni. Colore dei tepali esterni: da bianco a rosa (ma anche violacei) con nervature centrali verdi. Colore dei tepali interni: sono più scuri di quelli esterni con bordi ancora più scuri. Labello: il labello (la parte più vistosa del fiore) ha una forma variabile da rotondeggiante a quadrangolare (spesso la maggiore larghezza è nella parte inferiore assumendo così la forma di un pentagono con la punta rivolta verso il basso). In questa specie non è presente lo sperone, mentre le gibbosità della zona centrale del labello sono appena evidenti. Nella parte terminale del labello è presente un “apicolo” verde a forma appuntita e rivolto in avanti. Colore del labello: marrone al centro e più chiaro ai bordi (dovuto ai peli biancastri); al centro è presente una macchia formata da due elementi più o meno romboidali a volte collegati a volte separati, colorati di grigio-bluastro e circondata da bordi ancora più chiari. Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto (o adnato) con lo stilo e lo stigma e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio".. Quest'organo, simili a un becco corto e acuminato di colore verde, è posizionato all'interno-centro del fiore sopra la cavità stigmatica che in questa specie non è molto grande. Il polline ha una consistenza gelatinosa; e si trova nelle due logge dell'antera, queste sono fornite di una ghiandola vischiosa (chiamata retinacolo). I pollinii sono inseriti su due retinacoli distinti tramite delle caudicole, mentre i retinacoli sono protetti da due borsicole.. Ovario: l'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme. L'ovario non è contorto. Fioritura: da aprile a giugno.
Frutti Il frutto è una capsula deiscente: a maturità la capsula si divide lungo la circonferenza per lasciare uscire i semi. I semi sono numerosi, molto minuti e piatti. Sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio..
Biologia La riproduzione di questa pianta può avvenire in due modi: per via sessuata grazie all'impollinazione entomogama: l'insetti impollinatori sono imenotteri apoidei del genere Anthophora.) che riconoscono (o credono di riconoscere) nella figura disegnata sul labello una propria femmina e quindi tentano una copulazione col solo risultato di trasferire il polline da un individuo floreale all'altro. Anche il profumo emesso dall'orchidea imita i ferormoni dell'insetto femmina per incitare ulteriormente l'insetto maschio all'accoppiamento. Questo fiore è privo di nettare per cui a impollinazione avvenuta l'insetto non ottiene nessuna ricompensa; questa specie può quindi essere classificata tra i “fiori ingannevoli”. e il tipo di impollinazione viene definita come impollinazione a pseudo-copulazione. La successiva germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra). La disseminazione è di tipo anemocora. per via vegetativa in quanto uno dei due bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui (l'altro bulbo generalmente è di riserva).
Distribuzione e habitat Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico - Centromediterraneo. Distribuzione: questa orchidea si trova nell'Italia del sud (soprattutto nel Gargano). Forse è presente anche nell'isola di Curzola (Croazia), ma è da verificare. Habitat: l'habitat tipico di questo fiore sono le pinete, le garighe, pascoli rocciosi e bordi delle strade e sentieri. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 ; frequentano quindi il piano vegetazionale collinare.
Tassonomia Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature: Ophrys biscutella O. Danesch & E. Danesch, 1970 (basionimo) Ophrys crabronifera subsp. biscutella (O.Danesch & E.Danesch) Klaver & Kreutz Ophrys exaltata subsp. sundermannii Soó
Specie simili Tutte le orchidee del genere Ophrys ad una prima occhiata sono molto simili tra di loro. L'elemento più distintivo è la forma (e il disegno) del labello. Di seguito sono elencate alcune orchidee con il labello abbastanza simile: Ophrys sphegodes Philip Miller, 1768 (comprese le varie sottospecie); Ophrys × arachnitiformis Gren. & M.Philippe, 1860.
Del gruppo argolica (la specie nominale non è presente in Italia) fa parte un'altra sottospecie: Ophrys argolica subsp. crabronifera (Sebast. & Mauri) Faurh., 2002;
Conservazione Come tutte le orchidee è una specie protetta e quindi ne è vietata la raccolta e il commercio ai sensi della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).
Note
Bibliografia
Voci correlate Orchidee selvatiche in Italia Orchidee del Gargano
Collegamenti esterni Ophrys argolica biscutella Royal Botanic Gardens KEW - Database. Ophrys argolica biscutella Tropicos Database. Ophrys argolica biscutella IPNI Database. Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh) Database.
Categoria:Orchideae Categoria:Taxa descritti nel 2004