Col termine di Stato principesco dell'India britannica (detto anche Stato nativo secondo la normativa legislativa inglese, o semplicemente Stato indiano) si intende uno stato sovrano nominalmente Citazione: "Gli inglesi non hanno mai creato dei principi indiani. Prima e durante la penetrazione europea in India, gli indigeni hanno solo goduto di una protezione militare. Gran parte dei governanti indiani esercitava i propri poteri da molti secoli prima della venuta dei britannici sul loro suolo anche se alcuni di questi rafforzarono le loro posizioni con il periodo coloniale. Ciò che mutò l'India durante il XVIII e XIX secolo fu la restrizione dei poteri dei regnanti nativi da parte degli inglesi che a poco a poco si impadronirono di molte funzioni di governo, senza mai comunque negare l'indipendenza ai vari stati. La Compagnia delle Indie Orientali estraeva risorse dall'India in cambio di protezione militare, ricavandone anche il pagamento di un tributo con la possibilità di commerciare largamente con gli Stati inglesi. (p. 85)" facente parte del Raj britannico, il governatorato britannico in India, che non era direttamente amministrato dagli inglesi, ma con un governo indiretto attraverso dei rappresentanti governativi della Gran Bretagna e con l'aiuto dei sovrani già esistenti sul territorio. Gli stati presenti in India che godevano di questa amministrazione erano più di 550, alcuni dei quali erano solo sovranità cittadine.

Storia La formazione dei principati Principati minori e tribù esistevano nel continente indiano già dall'Età del ferro, anche se essi iniziarono ad emergere come centri di potere locale solo tra V e VI secolo a.C., durante il periodo di emergenza dei medi regni dell'India dopo il crollo dell'Impero Gupta.Agarwal, Ashvini (1989). Rise and Fall of the Imperial Guptas, Delhi:Motilal Banarsidass, , pp. 264–9 Molti dei futuri gruppi e clan dell'élite indiana - in particolare i Rajput – iniziarono ad emergere in questo periodo; dal XIII-XVI secolo, molti dei clan Rajput avevano dato vita a Stati affermati e semi-indipendenti a nord-ovest, come pure in alcune aree del nord-est. L'espansione dell'Islam in quel tempo portò molti Stati a divenire tributari di sultanati islamici, in particolare quello di Delhi e il Sultanato di Bahmani. A sud, ad ogni modo, l'Impero Vijayanagara, di fede indù, continuò a rimanere dominante sino alla metà del XVII secolo; tra i suoi tributari aveva anche il futuro Regno di Mysore.

L'impero turco-mongolo dei Moghul portò gran parte dei principati indiani sotto la propria sovranità nel XVII secolo, dopo la sua fondazione all'inizio del XVI secolo. L'avvento del sikhismo portò alla creazione dell'Impero Sikh a nord all'inizio del XVIII secolo, in corrispondenza col declino dell'Impero Moghul. Nel contempo i Maratha ricavarono il loro stato che prese il nome di Impero Maratha. Nel XVIII secolo, gli ex governatori Moghul colsero l'occasione del crollo dell'impero per stabilire loro stati principeschi indipendenti. A nord-ovest – come nel caso di Tonk – si allearono tra loro e con vari gruppi presenti, tra cui i Maratha e l'Impero Durrani (formatosi nel 1747 per l'aggregazione di una serie di tribù e con territori ex Moghul). Nel 1768, Prithvi Narayan Shah, regnante di un piccolo principato nel Gorkha, fondò il Regno del Nepal con una federazione di piccoli stati, espandendo la sua influenza nell'India nord orientale; a sud, i principati di Hyderabad e Arcot vennero formati negli anni '60 del Settecento, anche se rimasero formalmente vassalli dell'imperatore Moghul.

Il Raj britannico e gli Stati indigeni Il Raj britannico dell'Impero Indiano consisteva in due divisioni: l'India britannica e gli Stati Indigeni (Native States). Nell'Interpretation Act del 1889 il Parlamento britannico adottò le seguenti definizioni:.

La sovranità sui 175 Stati principeschi esistenti in India, alcuni dei quali grandi e rilevanti per la politica nazionale, venivano radicalmente distinti dai veri e propri "dominions" britannici si trovavano appunto sottoposti anche alla legislazione inglese.

Status principesco e titoli I governanti indiani avevano diversi titoli a seconda dei loro domini: maharaja ("gran re"), badshah ("imperatore"), raja ("re"), nawwāb ("governatore"), niẓām, wāli e molti altri. È curioso comunque notare come gli britannici definirono questi sovrani sempre come "principi" per evitare implicazioni di definizione di "re" il che avrebbe portato a un raffronto politico con il monarca britannici.

Molti regnanti induisti usavano il titolo di thakur o la sua variante thakore.

Molti prestigiosi regnanti indù avevano il titolo di "raja" o altre varianti: rana, rao, rawat o rawal, anche se gli onori più alti spettavano a maharaja o maharana o maharao.

I sovrani di religione musulmana, invece, utilizzavano il titolo di "nawwāb" (corrispondente all'arabo nāʾib, "governatore"), con le preminenti eccezioni del Niẓām di Hyderābād & Berar, il wāli/khan di Kalat e il wāli di Swat.

Precedenza e prestigio L'importanza di uno Stato principesco, in relazione con il British Raj, non era basata esclusivamente sul titolo posseduto dal suo governante, che spesso veniva garantito (o perlomeno riconosciuto) come segno di favore e benevolenza, ma sovente essa era definita dalla lealtà e dai servizi resi all'Impero Moghul prima ed a quello britannico poi. Anche se diversi governanti si videro "aumentare di titolo", altri videro perdere il loro prestigio.

Oltre ai loro titoli tutti i principi indiani potevano essere ammessi negli ordini cavallereschi britannici associati all'Impero indiano come l'Ordine della Stella d'India e l'Ordine dell'Impero indiano. Anche le donne potevano essere ammesse al grado di "cavaliere" (anziché dame) di questi ordini. I governati che ottenevano dal governo inglese la possibilità di un saluto ufficiale con 21 o 19 colpi di cannone a salve erano normalmente appartenenti ai ranghi più alti degli ordini cavallereschi.

Molti principi indiani prestarono servizio nel British Army, nell'Indian Army, o nelle locali forze di guardia o polizia, spesso raggiungendo i ranghi più alti; alcuni prestarono servizio mentre si trovavano sul trono. Molti di loro vennero nominati aiutanti di campo dei sovrani britannici in quanto re-imperatori. Molti presero parte alla prima ed alla seconda guerra mondiale nelle file dell'esercito britannico.

A parte coloro che si distinsero sul campo, un buon numero di principi ricevette ranghi puramente onorari. Questi ranghi venivano concessi sulla base di diversi fattori, tra cui il loro lignaggio, la presenza o meno di colpi a salve come saluto ufficiale, il carattere personale o la propria condotta militare. Dopo le guerre mondiali, i principi di alcuni tra i principali Stati come Gwalior, Patiala, Bikaner, Jaipur, Jodhpur, Jammu e Kashmir e Hyderābād, ottennero il rango onorario di generale per il loro contributo agli sforzi di guerra.

Ecco una ripartizione dei gradi:

Tenente/Capitano/Maggiore/Caposquadra (membri ultrogeniti delle case principesche o principi minori) Comandante/Tenente Colonnello/Colonnello/Capitano di Gruppo (concesso a principi, spesso con 15 colpi di cannone a salve come saluto) Commodoro/Brigadiere/Commodoro dell'Aria (concesso a principi, spesso con 15 colpi di cannone a salve come saluto o più) Maggiore generale/Vice maresciallo dell'aria (conferito a principi, spesso con 15 colpi di cannone a salve come saluto o più; conferito ai regnanti dei maggiori Stati principeschi come Baroda, Kapurthala, Travancore, Bhopal e Mysore) Tenente generale (conferito ai principi degli stati più grandi ed importanti dopo la prima e la seconda guerra mondiale come loro contributo agli sforzi di guerra) Generale (concesso molto raramente; i maharaja di Gwalior e Jammu & Kashmir vennero creati generali onorari dell'esercito britannico nel 1877, il maharaja di Bikaner venne creato nel 1937, e il Niẓām di Hyderābād nel 1941)

Non era raro vedere dei principi nominati anche a incarichi coloniali, spesso nei loro stessi Stati nativi, oppure vedersi inseriti nei corpi diplomatici.

Saluti militari Il sistema dei saluti militari era utilizzato per definire la precedenza dei maggiori governanti nelle aree già della British East India Company. Come capi di Stato, certi principi ottennero il privilegio dei saluti militari nelle occasioni ufficiali con colpi di cannone a salve, di cui i più prestigiosi ne ottennero 21. Generalmente, il numero dei colpi a salve rimaneva il medesimo per tutti i regnanti di uno specifico Stato, anche se alcuni principi ottennero questi onori a livello personale come segno di particolare riconoscenza. Alcuni regnanti ottennero un saluto militare specifico nel loro territorio, status inteso come una semi-onorificenza. Gli Stati titolati a ricevere dei saluti militari di tale tipologia (circa 120) erano noti col nome di salute states.

Dopo l'Indipendenza indiana, il maharana di Udaipur scalzò il Niẓām di Hyderābād come principe più importante dell'India, dal momento che lo Stato di Hyderabad aveva deciso di non entrare a far parte del nuovo Dominion dell'India, come pure il titolo onorifico di Altezza venne esteso a tutti i regnanti con almeno 9 colpi di cannone come saluto militare. Quando gli Stati principeschi vennero integrati nell'Unione Indiana i loro governanti continuarono a mantenere i loro privilegi e le loro entrate (note come Privy Purse). Successivamente, il governo indiano abolì la Privy Purse nel 1971, e pertanto tutti gli ex principi cessarono di essere riconosciuti da parte della legge indiana nel loro status, anche se molte famiglia continuarono a mantenere seppur informalmente il loro prestigio sociale; alcuni discendenti ancora oggi sono integrati nella politica nazionale, nella diplomazia, nel mondo degli affari e nell'alta società indiana.

All'epoca dell'indipendenza indiana, solo cinque governanti – il Niẓām di Hyderābād, il Maharaja di Mysore, il Maharaja di Jammu e Kashmir, il Maharaja Gaekwad di Baroda e il Maharaja Scindia di Gwalior – avevano un saluto a 21 colpi di cannone a salve. Cinque altri – il Nawwāb di Bhopal, il Maharaja Holkar di Indore, il Maharana di Udaipur, il Maharaja di Kolhapur e il Maharaja di Travancore – avevano un saluto a 19 colpi di cannone a salve. Il più importante dei principi indiani era il Niẓām di Hyderābād, che aveva il titolo personale di Sua Altezza Esaltata. Gli altri principi avevano un saluto ad 11 o 9 colpi di cannone col titolo di Sua Altezza. Per i governanti minori non era previsto un saluto a salve con cannoni.

Come capo supremo e successore dei Moghul, il re imperatore britannico dell'India, aveva il titolo riservato di maestà e godeva del saluto "imperiale" di 101 colpi di cannone secondo la tradizione europea che pure prevedeva questo trattamento anche per la nascita degli eredi al trono.

Stati senza saluti militari I regnanti degli Stati principeschi indiani che vantassero meno di 9 colpi di saluti militari a salve di cannone solitamente erano coloro che avevano la prerogativa di sceicchi arabi oppure del protettorato di Aden, sempre sotto la protezione britannica.

I cosiddetti "stati senza saluto" erano solitamente quelli con minor prestigio. Il totale degli stati con saluto a salve era di 117 su 500 stati principeschi e quindi la maggior parte non godeva di tale onore. Non tutti questi comunque erano regnanti minori: lo Stato di Surguja ad esempio era più grande e popoloso dello Stato di Karauli, ma il Maharaja di Karauli aveva ottenuto un saluto di 17 colpi mentre il Maharaja di Surguja non ne aveva affatto.