La monetazione del Canton VaudI cataloghi attuali che parlano di queste monete usano l'espressione di «moneta cantonali» riguarda le monete coniate da varie autorità nel territorio dell'attuale canton Vaud, dalle origini fino ai giorni d'oggi.

Alla ricerca dell'unità monetaria Prima della creazione dello Stato federale nel 1848, e ad eccezione del periodo dalla Repubblica elvetica (1798-1803), il diritto di battere monete era nelle mani dei cantoni o dei i semi-cantoni, e i pezzi stranieri erano presenti fino all'80% del circolante. Una stima del numero dei differenti tipi di monete utilizzata nel territorio svizzero dà una cifra di circa 860, il che comportava una notevole complessità del commercio intercantonale e internazionale.La Liberté del 09.01.2009, La fabuleuse histoire du franc suisse .

L'Encyclopédie du dix-neuvième siècle riassume la situazione:

Quadro di riferimento

Il territorio dell'attuale canton Vaud era abitato già in tempi preistorici. In seguito, la tribù celtica degli Elvezi popolò l'area, ma fu sconfitta da Cesare nel 58 a.C. e come conseguenza i Romani si insediarono nella regione e fondarono varie centri tra cui Vevey (Viviscus) e Losanna (Lausonium o Lausonna).

Nel 27 a.C. lo stato di Civitas Helvetiorum venne fondato attorno alla sua capitale, Avenches (Aventicum). Tra il II e il IV secolo, l'area venne ripetutamente invasa dalle tribù Alemanne e, nel corso del V secolo, fece parte della Burgundia e poi del Regno di Borgogna. In seguito, i Franchi Merovingi rimpiazzarono i Burgundi e, nell'888, la regione divenne parte dell'Impero Carolingio.

Nel 1032 le truppe degli Zähringen (famiglia feudale tedesca) occuparono il territorio dell'attuale cantone, fino al 1218 quando il territorio passò ai conti di Savoia. In questo periodo il Vaud vede per la prima volta la sua unità politica, all'interno dei domini dei Savoia. Con le guerre borgognone (1474-1477) Berna invase parte del Vaud e, nel 1536 era già completamente annesso. Il controllo di Berna terminò quando le truppe rivoluzionarie francesi conquistarono il cantone nel 1798.

I francesi favorirono la proclamazione della Repubblica del Lemano, che ben presto venne ribattezzata Canton Lemano e nel 1803 si unì alla Confederazione Svizzera.

L'attuale costituzione risale al 1831, ma venne sostanzialmente rivista negli anni 1845, 1861 e 1885. Alla metà del XIX secolo il Canton Vaud si oppose con vigore al movimento separatista promosso dai cantoni cattolici (Sonderbund) ed i suoi soldati vodesi combatterono vittoriosamente nella breve guerra che ne seguì.

Emissioni Prima delle guerre galliche Le prime monete in circolazione nel territorio del Vaud furono prima di tutto il risultato di scambi commerciali con le regioni limitrofe.

I pezzi più antichi ritrovati nel canton Vaud sono gli oboli di Massalia, che sono stati trovati a Vevey e VilleneuveStefanie Martin-Kilcher, Das Keltische Gräberfelder von Vevey, pp. 119-120.

Poco prima dell'invasione romana, il circolante era diviso equamente tra monete galliche e monete della Repubblica romanaC. Martin, Trésors et trouvailles monétaires, pp. 23-25.

Sebbene non sia documentato l'esistenza di nessuna zecca ufficiale, la scoperta di due conii monetari gallici a Avenches e a Mont Vully, suggerisce che alcune monete siano state prodotte in questa regione.

Epoca romana Dopo la conquista romana le popolazioni del territorio del Vaud utilizzarono esclusivamente le monete romane.

Il declino del loro utilizzo fu molto progressivo e si estese dalle prime invasioni barbariche nel 260 alla caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476.

La scoperta a Vidy, un quartiere di Losanna, di 10 quinari di un tipo unico, battuti con un unico conio e attribuiti a Giulio Cesare, suggerisce che queste monete siano state coniate nelle vicinanze, probabilmente a Nyon. Sarebbe l'unico esempio di moneta romana coniata nel territorio vodeseC. Martin, Trésors et trouvailles monétaires, pp. 23-24..

Fino al 1011

Una prima zecca fu situata a AvenchesC. Martin, Trésors et trouvailles monétaires, p. 37, e coniò dei tremissi (un terzo di solido) a nome del monetario, AGIULFUS. La zecca fu spostata a Losanna, contemporaneamente allo spostamento della sede vescovile, sotto la pressione delle invasioni degli Alamanni, verso la fine del VI secolo.

La zecca di Losanna coniò dei tremissi per il re merovingio GontranoCoraggioni, p. 127. Guillaume Combrouse cita una moneta con la legenda Lausonna.Combrouse Monétaires des rois Mérovingiens tav. 27, n. 4

Dei denier a nome di Corrado III, re di Borgogna, furono coniati nella zecca di OrbeC. Martin et al.: Monnaies au pays de Vaud, p. 138.

Monetazione locale (1011 – 1536) Vescovi di Losanna

Il diritto di battere moneta dei vescovi di Losanna deriva dalla concessione dei diritti di regalia da parte di Rodolfo III di Borgogna al vescovo Enrico di Schwänis il 25 agosto 1011, assieme al titolo di conte del VaudLes pays romands au Moyen-Âge, p. 380.

Negli anni 1260 il vescovo Jean de Cossonay aveva fatto coniare delle monete e dato ordine che circolassero in tutta la diocesi. Il conte di Neuchâtel, Rodolfo IV, non le trovò di buona qualità e il vescovo scomunicò lui e mise l'interdetto sulla città. Per risposta Rodolfo convocò un'assemblea con prevosti, canonici, signori feudali che approvarono tutti la resistenza del conte, risoluto a non cedere, compresi i prevosti e i canonici anche perché i due dei figli del conte facevano parte di questi gruppi. La situazione si appianò dopo la morte del conte, grazie all'azione della vedova, Sybille de Montfaucon, che trovò un accordo con il vescovo.Schmitt, Gremaud, Mémoires historiques sur le Diocèse de Lausanne, p. 40

Negli anni 1270 i vescovi di Losanna ottennero anche il titolo di principiSchmitt, Gremaud, Memoires historiques sur le diocèse de Lausanne, pp. 44–45.

Monete anonime Le prime monete coniate furono denier anonimi, con due tipi: quello con il tipo "del tempio" e quello con il tipo della "Vergine".

I denier detti "del tempio" presentavano al dritto il tempietto carolingioIl "tempietto carolingio" era già stato usato da Carlo Magno, nella sua quarta monetazione (812-814) e era presente anche in quella di Ludovico il Pio.

Un denaro di Ludovico il Pio.. La legenda era SEDES LAVSANE (sede –sottinteso vescovile– di Losanna, in latino).

Al rovescio era raffigurata una croce potenziata dentro la legendaCIVITAS EQ'STRI (città equestre)Secondo Dolivo (Monnaie au pays de Vaud, p. 31), il titolo di città equestre era stato destinato alla città di Nyon, ma fu probabilmente "recuperato" da un vescovo di Losanna. La croce è accantonata a volte da un tortello o da altra figura araldica.Adolphe Blanchet, Monnaies de Lausanne, p. 196.

Il tipo della "Vergine" aveva al dritto la Vergine Maria e la legenda BEATA VIRGO e al rovescio la croce accantonata da luna e sole.

Esistono anche altri tipi monetari meno frequenti.

Accanto ai denier furono coniati anche degli oboli, che valevano la metà dei denier, con gli stessi tipi.

Il peso era di circa un grammo per i denier e di mezzo grammo per gli oboli.

Monete firmate Guy di Prangins 1375-1394 È stato anche il primo a mettere il nome sulle monete.

Le monete di Guy di Prangins sono: il mezzo grosso da sei denari, il denier e l'obolo. Le monete non hanno indicazione dell'anno.

Questo vescovo, nel 1375, appena nominato vescovo, fece venire a Losanna Pierre Manfrèd, un fiammingo, cui affidò le zecca.Coraggioni: Münzgeschichte der Schweiz, p. 128.

Coniò denier, oboli o maglie –in francese maille– cioè monete dal valore di ½ denaro.

Oltre a queste monete, che erano già state coniate in precedenza, introdusse anche un mezzo-grosso, cioè una moneta dal valore di 6 denier, per questo chiamata anche sesino.HMZ Katalog, p. 169 Il mezzo-grosso fu battuto imitando i tipi delle coeve monete di Milano che circolavano in Svizzera ed erano particolarmente apprezzate.Un ambrosino piccolo. Le monete milanesi, chiamate ambrosini mostravano il protettore della città, Ambrogio, seduto in trono.

Guy mise dunque al dritto l'immagine di un vescovo in trono, con il bastone pastorale nella mano sinistra e con la destra alzata per la benedizione; ai piedi lo scudo con le armi della famiglia (un'aquila) ed intorno la legenda GVIDO EPS' LAVSAN' o simile.

Al rovescio c'era la croce patente dentro un quadrilobo e la legenda SIT NOMEN DNI BENEDICTV. Alcune monete recano come segno di zecca un'aquila..

Le monete di minor valore recavano il nome del vescovo con i tipi classici del periodo: tempio al dritto e la croce al rovescio.

Guillaume di Menthonay 1394-1406 Armi di Guillaume di Menthonaydi rosso al decusse d'argento accantonato da 4 conchiglie dello stesso

Le monete di Guillaume di Menthonay sono: il mezzo grosso da sei denari, il tresel (pari a 3 denier), il forte (1½ denier), il denier e il mezzo forte. Le monete non hanno indicazione dell'anno.HMZ Katalog, p. 170. I mezzi grossi di questo periodo hanno lo stesso valore di quelle coniate da Guy di Prangins.

Guillaume concluse nel 1396 un contratto con il maestro monetiere Giovanni da Canturio da Milano. Il contratto prevedeva la coniazione di monete d'oro, 61 pezzi in un marco troy (ca. 185 g), con una purezza di 23 1/2 carati, dal valore di 20 sol. Inoltre erano previste le monete d'argento già citata. Il rapporto tra oro e argento era fissato a 1: 10,4. Nel 1397 Guillaume a Giovanni donò come feudo la torre di Gourze (a Riex).

I tipi erano simili a quelli di Guy di Prangins. Nelle denominazioni minori la legenda CIVITAS EQ'STRIfu sostituita da CIVITAS LAVSANE.

Nei valori maggiori la legenda al dritto è GUILL EPS LAVSAN ed il tipo usato è quello con il vescovo e lo stemma di Guillame (di rosso al decusse d'argento accantonato da conchiglie).

Al rovescio c'è la croce patente in un quadrilobo e la legenda SIT NOMEN DNI BENEDITVM; il segno di zecca è una croce.

Guillaume di Challant 1406-1431 Armi di Guillaume di Challantd'argento, al capo di rosso sul tutto alla banda di nero carica di una stella d'oro (6) ritirata verso il capo Le monete di Guillaume di Challant sono il mezzo grosso da sei denari, il tresel (3 denier) e il denier. Le monete non hanno indicazione dell'anno.

Inizialmente continuò a usare un piede simile a quello dei suoi predecessori.

In questo periodo coniò mezzi-grossi, tresel con i tipi usati dai suoi predecessori.

Al dritto il tipo del vescovo in trono con il pastorale e la mano benedicente e in basso le armi degli Challant. La legenda G D CHALAT EPS LAVS. Al rovescio la croce cardata dentro un quadrilobo e la legenda SIT NOMEN DNI BENEDICTV. Il segno di zecca era una croce..

Coniò anche danari con il tipo del tempio dal dritto e la croce al rovescio

Verso il 1420 effettuò una riforma monetaria per avvicinare le sue monete a quelle della Savoia.

Il tasso fu di 30 unità vecchie per 17 unità nuove. Le monete vecchie continuarono tuttavia a circolare.

Guillaume cambiò contemporaneamente il tipo monetario

Nel mezzo grosso il tipo del vescovo fu sostituito dall'immagine della Madonna, con il figlio in braccio e lo scudo con le armi di Guillaume davanti.

Anche nel tresel fu usato il tipo della Madonna; in alcuni al rovescio ci sono le armi del vescovo, in altri una croce fiorita.

Nel denaro rimase il tipo del tempio, ma al rovescio furono rappresentate le armi di Guillaume.

Jean di Prangins 1433-1440 Al vescovo Jean di Prangins è attribuito un denier anonimo al tipo detto "à la rosace" (al rosone).

Georges di Saluzzo 1440-1461 Armi di Giorgio di Saluzzod'argento al capo d'azzurro Giorgio di Saluzzo apparteneva alla famiglia dei marchesi di Saluzzo. Lo stemma era d'argento al capo d'azzurro.

La zecca, dopo un periodo di inattività, riprese a funzionare nel 1449.

Le monete di Giorgio di Saluzzo sono la parpagliola, la mezza parpagliola e il mezzo grosso d'argento e il tresel, il denier e l'obolo, tutti di biglioneHMZ Katalog, p. 171.