Questore Questore Licata Licata, interpretato da Bruno Torrisi (stagioni 1-8), è il questore di Palermo. Il questore Licata è il superiore e il capo della squadra che indaga sui traffici illeciti, il commercio illegale e i legami segreti della mafia e dirige con ferrea volontà le operazioni e assiste a tutte le vicende che coinvolgono Rosy Abate, la principale criminale a cui la squadra che lui gestisce dà specialmente la caccia. Contrario alle idee e alle azioni di Claudia Mares, ne ostacola spesso e volentieri il lavoro estromettendola dai casi o addirittura sospendendola dal servizio di vicequestore, assecondando così anche l'aspirante capo Calcaterra nella terza stagione. Nonostante il perenne contrasto con la Mares, la morte del vicequestore lo addolora non poco, conscio di aver perduto un eccellente poliziotto. È un personaggio burbero, ligio al dovere e al rispetto delle regole, ma è dotato di una fortissima forza di volontà e di un saldo senso della giustizia, malgrado sia dolorosamente consapevole delle sofferenze e delle poche soddisfazioni che questo lavoro spesso è capace di arrecare. Tuttavia si comporta da padre comprensivo con i ragazzi della Duomo, disposto talvolta a cambiare le sue idee iniziali per loro e a difenderli con forza quando serve. Dalla quinta stagione si trasferisce a Catania con la Duomo per restare in stretto contatto con la squadra nel corso delle indagini. È presente anche in Rosy Abate - La serie, nella prima stagione aiutando il vicequestore Luca Bonaccorso e la dottoressa Livia Cataldi nella caccia a Rosy Abate rimanendo sinceramente sorpreso quando apprende che l'Abate è ancora viva, mentre nella seconda è ormai in pensione ma è ancora presente alle nuove vicende di Rosy.

Vice questori Stefano Lauria Stefano Lauria, interpretato da Massimo Poggio (guest stagione 1), è il primo vicequestore aggiunto della Duomo di Palermo prima dell'arrivo di Claudia Mares con la quale aveva una relazione. Ha una storia segreta con Viola De Santis che interromperà per non mettere la ragazza in pericolo. Ha richiamato proprio la Mares da Roma per rivelare i segreti di Cosa Nostra, ma viene ucciso per ordine del boss Giacomo Trapani da Marino Scalia, detto lo Sciancato nell'ascensore di un centro commerciale.

Claudia Mares Claudia Mares, interpretata da Simona Cavallari (stagioni 1-4, cameo st. 6), è il secondo vicequestore aggiunto della Duomo di Palermo dopo la morte di Lauria. Donna molto coraggiosa, determinata, intuitiva e testarda, il suo operato, non sempre ligio alle regole, la porta ad avere un rapporto conflittuale con il questore Licata, che nonostante tutto vi è del reciproco rispetto, e la induce a intrattenere un rapporto ambiguo anche con la mafiosa Rosy Abate, sua amica/nemica, cui principalmente dà la caccia. È sempre decisa a catturare i sospettati e a raggiungere i suoi obbiettivi e non esita a mettere in pericolo sé stessa in nome della verità. Compagna del collega Ivan Di Meo nelle prime due serie, con il quale ha intrattenuto una tanto travagliata ed intensa relazione, dopo la sua morte che la segnerà profondamente, si lega sentimentalmente al subentrato Domenico Calcaterra del quale resta incinta. Convinta a lasciare la Duomo per proseguire la sua gravidanza lontano da Palermo e dal compagno (che non riesce a spiegarsi questa radicale scelta), si lascia convincere da Rosy a prestarle aiuto per l'ultima volta e muore tragicamente in quest'occasione, insieme al bambino che porta in grembo, in seguito all'esplosione di un pacco bomba indirizzato all'Abate, lasciando tutti i suoi colleghi, ma soprattutto Rosy e Domenico, con un grande senso di smarrimento, dolore e vuoto. Appare anche nella sesta stagione sotto forma di fantasma per un ultimo confronto con Rosy Abate e nella settima stagione nei ricordi del suo ex compagno Domenico Calcaterra.

Ivan Di Meo Ivan Di Meo, interpretato da Claudio Gioè (stagioni 1-2), è un vicequestore aggiunto della Squadra mobile di polizia di Palermo. Quest'ultimo è un tipo misterioso, dotato di grande intelligenza e specializzato nella tecnica del doppio gioco. È sempre pronto e abile a servirsi della menzogna, senza destare il minimo sospetto nella persona che gli sta di fronte. Ma è anche soprattutto un poliziotto molto coraggioso e astuto, disposto a mettere costantemente a rischio la propria vita in nome della giustizia. Decide di infiltrarsi tra le file di Cosa Nostra, prima passando informazioni al boss Giacomo Trapani e poi diventando il braccio destro di Nardo Abate. Diviso tra la sua relazione, contorta ma profonda ed autentica, con Claudia Mares e la finzione con Rosy Abate, sorella di Nardo, è protagonista di una guerra di sangue che alla fine porterà alla sua morte per mano della stessa Abate, che lo uccide per vendetta. Quest’ultima, nella terza stagione, scopre che il bimbo che ha dato alla luce, Leonardo, non è figlio di Vincent Truebla ma proprio di Di Meo. Nella seconda stagione dello spin-off Rosy Abate - La serie, Ivan ricompare sotto forma di visione a Rosy.

Domenico Calcaterra Domenico "Mimmo" Calcaterra, interpretato da Marco Bocci (stagioni 3-7), è il terzo vicequestore aggiunto che comanda la squadra Duomo di Palermo dopo la sospensione di Claudia Mares. Inizialmente il suo rapporto con la squadra è teso, ma poi le cose vanno sempre più migliorando tanto che con Claudia inizierà una relazione romantica, durante la quale la Mares aspetterà un bambino che non vedrà mai la luce in quanto rimane uccisa nel corso di un attentato rimanendone devastato. Sempre nella quarta stagione si innamora di Rosy Abate, con la quale intratterrà un rapporto molto altalenante e travagliato seppur colmo di passione. Salvato in extremis da un cunicolo dove era stato rinchiuso con De Silva da Tito Nerone, Calcaterra si ritrova a doversi trasferire con la squadra a Catania per ritrovare il piccolo Leonardo, figlio di Rosy Abate, che è stato rapito. Qui scopre che Lara Colombo, il vicequestore di Catania, è colei che gli ha salvato la vita dalla botola in cui era rinchiuso. Dopo un primo rapporto scontroso, si legherà sentimentalmente alla donna e si convince che la responsabilità della morte di Leonardo, al quale era teneramente affezionato, sia della sorella di Lara, Veronica. Andando contro i regolamenti, darà giustizia alla povera Rosy e farà arrestare Veronica. Nella sesta stagione deve pensare a bloccare Crisalide, un'organizzazione occulta operante all'interno delle istituzioni che fa affari con la mafia, ritrovando il nemico di un tempo Filippo De Silva. La sua missione di fermare Crisalide diviene quasi un'ossessione ed il rapporto che ha con Rosy, però, finisce per scaturire la gelosia di Lara, che lo tradisce con Pietrangeli. Calcaterra arriva a fare gesti estremi per scoprire la vera mente di Crisalide. Nella settima stagione viene sequestrato dal clan Maglio per trovare la chiave dell'archivio di Crisalide su ordine di Veronica Colombo e, nel tentativo di salvare la giudice Ferretti e sua figlia, verrà ferito alla testa da Graziano Maglio. In seguito a questo colpo ne deriva un trauma emotivo e mentale dal quale non riuscirà mai a riprendersi completamente, tanto che sarà affetto da momenti di amnesia a causa dei quali arriverà a uccidere il commissario Barca, un uomo dei Maglio, il commercialista Ferlito e don Vanzini, prima di essere scoperto dal collega Pietrangeli ed essere rinchiuso in un ospedale psichiatrico, dal quale infine scapperà grazie all’aiuto di Rosy Abate riuscendo a far perdere totalmente le proprie tracce.

Lara Colombo Lara Colombo, interpretata da Ana Caterina Morariu (stagioni 5-7), è il vicequestore aggiunto dell'Antimafia di Catania e appare all'inizio della quinta stagione quando, durante un'operazione sotto copertura, salva Calcaterra dalla botola in cui è rinchiuso. Costretta da Licata a collaborare, insieme alla sua squadra, con la Duomo di Palermo, si abitua ben presto ai metodi del vicequestore palermitano e s'innamora di lui. La relazione che instaura con Calcaterra incontra delle difficoltà quando Domenico scopre che Veronica, la sorella maggiore di Lara, è collusa con la mafia. Riconoscere le responsabilità della sorella è per Lara difficile inizialmente ma, convinta dalle continue prove che l'accusano, è in prima fila al suo arresto sull'Etna alla fine della quinta stagione. Nella sesta stagione Lara, positiva sulla prospettiva di un recupero per Veronica, è costretta nuovamente ad accettare che la sorella sia implicata nella mafia sino al collo. Lasciatasi con Domenico con il quale è in crisi, ha delle tresche con il collega Sandro Pietrangeli, migliore amico del vicequestore. Alla fine della stagione ufficializza la relazione con Pietra, che Domenico, legato a momenti alterni alla mafiosa Rachele Ragno e alla collaboratrice di giustizia Rosy Abate, è costretto ad accettare. Nel corso della settima stagione, sostituita dal vicequestore Tempofosco nella direzione della sua squadra, convinta della colpevolezza del magistrato Ada Ferretti collusa con la mafia e poco fiduciosa nelle capacità del collega, lo pedina sino a una chiesa isolata in cui si deve incontrare proprio con Ada e, nel corso di un attacco mafioso, organizzato proprio da sua sorella Veronica per rapire la Ferretti, viene colpita nel tentativo di far da scudo al collega con un colpo di pistola all'addome, esploso dall'arma di Giovanni Spagnardi, compagno della sorella Veronica. Muore poche ore più tardi in ospedale, dopo che il compagno Pietrangeli le ha messo al dito l'anello con cui la sera prima l'aveva chiesta in sposa.

Davide Tempofosco Davide Tempofosco, interpretato da Giovanni Scifoni (stagione 7, guest 8), è il quarto vicequestore aggiunto della squadra Duomo (che durante la guida di Calcaterra si è trasferita da Palermo a Catania, fondendosi con la squadra comandata da Lara Colombo), che sostituisce Calcaterra durante la convalescenza per il colpo alla testa. Appena arrivato, entra in conflitto con Lara Colombo per il suo metodo di gestione delle indagini, riuscendo però ad acquisire la fiducia del magistrato Ada Ferretti, collusa con i Maglio. Durante un incontro celato con la donna, che vuole rivelargli scomode verità, viene pedinato da Lara Colombo e, in uno scontro a fuoco con Spagnardi, intervenuta sul posto per rapire la Ferretti, si vede salva la vita grazie a Lara che gli fa da scudo col suo corpo morendo. In conflitto, dopo questo avvenimento, con il compagno di Lara, Pietrangeli, e con il resto della squadra, riesce lentamente a riconquistare la fiducia della Duomo e chiama a supporto nelle indagini una vecchia collega, genio dei computer, Anna Cantalupo. Innamoratosi di lei, ne copre l'operato fuori dalle regole in più occasioni, fino all'arresto di Saverio Torrisi, acerrimo nemico della donna. Finalmente ricambiato il suo sentimento e terminato il suo ruolo in Duomo, si congeda ringraziando la squadra, ma viene richiamato al suo posto dal questore Licata dopo l'arresto e la dichiarata infermità mentale di Calcaterra. Muore all'inizio dell'ottava stagione per via di un attentato architettato dal boss Giovanni Reitani (in realtà si chiama Ulisse Mazzeo). Il suo posto viene preso da Anna Cantalupo.

Anna Cantalupo