Secondo Canfora il tratto dominante della sua opera storica è lo sforzo di comprensione delle dinamiche del potere e della lotta politica.

Biografia Non sono molte le notizie relative alla vita di Appiano, perché la sua autobiografia, menzionata alla fine della prefazione della sua opera, è andata perduta.

Le uniche informazioni su Appiano che abbiamo oggi provengono, dunque, dai suoi scritti e una lettera dal suo amico Marco Cornelio Frontone.. Allo stato, è certo che Appiano fosse nato intorno all'anno 95 d.C. ad Alessandria d'Egitto e che si sarebbe trasferito intorno al 120 a Roma, dove divenne un avvocato.

In seguito, Appiano sarebbe tornato in Egitto, almeno fino alla fine del regno di Traiano (117). Nella lettera di Cornelio Frontone, viene rivelato che una richiesta per conto di Appiano per ricevere il rango di Procuratore si è verificato durante la co-reggenza di Marco Aurelio e Antonino Pio, tra 147 e 161. Anche se Appiano ottenne questo incarico, non è chiaro se sia stato un vero e proprio lavoro o un titolo onorifico. Questo il testo della lettera:

Nell'introduzione alla sua Storia romana, inoltre, si vanta di aver perorato varie cause davanti agli imperatori, probabilmente Antonino Pio e Marco Aurelio.

Opere

Appiano scrisse una Autobiografia, ora perduta, citata nella prefazione alla sua Storia RomanaPar. 15.:

L'opera principale di Appiano, nonché l'unica conservatasi, è la Storia Romana (Ῥωμαικά), in 24 libri, conclusa intorno al 160 d.C. Il piano di Appiano è abbozzato nelle sezioni 14-15 della prefazione:

L'opera, dunque, aveva un impianto non propriamente cronologico ma etnografico, costituita da monografie corrispondenti alle guerre condotte dai Romani con altre nazioni e tra loro, di cui undici sono giunte fino a noi complete, o quasi, vale a dire: il Libro Iberico, il Libro annibalico e quello punico, l'illirico, il siriaco, il mitridatico e cinque libri delle guerre civili. Estratti da altri libri sono stati conservati in due compilazioni bizantine fatte per ordine dell'imperatore Costantino Porfirogenito intorno al 950 d.C., una intitolata Sulle ambasciate e l'altra Sulle virtù e i vizi.

Nella Storia Romana, Appiano si basa su fonti che non è agevole ricostruire, visto che menziona Polibio, Cesare, Augusto e Asinio PollioneSui rapporti tra Appiano e la Storia di Asinio Pollione, cfr. E. Gabba, Appiano e la storia delle guerre civili, Firenze, La Nuova Italia, 1956. come autori, in un modo che implica che li stia citando, anche se menziona casualmente i nomi di Varrone, Fabio Pittore, Cassio Emina e Rutilio Rufo, ma non in termini che implichino alcun uso delle loro opere.

Note

Bibliografia Appiani Alexandrini Historia, Editio princeps, 1551.

Altri progetti

Collegamenti esterni

di Appiano su LacusCurtius Appiani alexandrini historia romana, Immanuel Bekker (a cura di), 2 voll., Lipsiae, in aedibus B. G. Teubneri, 1852-53: , .

, Venezia, 1472, presso la Biblioteca Nazionale del Portogallo

Categoria:Alessandrini di epoca romana