Biografia

Simone de Beauvoir nacque a Parigi alle sette del mattino del 9 gennaio 1908, figlia di Françoise Brasseur e Georges Bertrand de Beauvoir, in una famiglia alto-borghese, segnata presto dalla bancarotta del nonno materno Gustave Brasseur. Il triste evento costrinse i genitori di Simone e di Henriette-Hélène, la sorella di due anni più giovane, ad abbandonare l'appartamento del Boulevard du Montparnasse per uno più piccolo sito in Rue de Rennes..

Simone e Hélène vissero lunghi anni di disagi e ristrettezze economiche: «usavamo i vestiti fino alla corda, e anche oltre». La famiglia riusciva a stento a rinunciare alle consuetudini borghesi cui era stata abituata: continuarono i soggiorni a Meyrignac dai nonni paterni e a La Grillère presso la zia. Dimostrò sin dall'infanzia una grande passione per la natura. A Meyrignac si avventurava nei campi con Henriette e scopriva con stupore le meraviglie del paesaggio. Altrettanto precoce fu la passione per lo studio. Iscritta al cattolico Istituto Désir, diventò un'allieva esemplare, e decise — fatto allora insolito — di continuare a studiare e di dedicarsi all'insegnamento, allontanandosi allo stesso tempo dalla religione. Qui conobbe Elisabeth Lacoin, detta Zaza, che diventò subito sua grande amica.

Si iscrisse nel 1926 alla Sorbona, laureandosi con una tesi su Leibniz e ottenendo nel 1929 l'agrégation (idoneità all'insegnamento riservata ai migliori allievi francesi) in filosofia. Gli anni dell'università coincidono anche con il primo amore: il cugino Jacques Champigneulle. Simone si innamora di lui e al tempo stesso viene introdotta in un nuovo mondo: si appassiona infatti ad autori quali Gide, Radiguet e Proust, interessandosi quindi a una letteratura ribelle e anticonformista. Il cugino spegne però presto i sogni matrimoniali della fanciulla, e si lega a un'altra donna. Simone, ferita nei propri sentimenti, attraversa nell'estate del 1927 un periodo di depressione..

Nel frattempo l'amica Elisabeth Lacoin, detta Zaza, si era fidanzata con un collega di università di Simone: Maurice Merleau-Ponty. Quest'ultimo apparteneva però a una famiglia cattolica della buona borghesia, e dell'unione con Elisabeth nessuno era a conoscenza a La Rochelle, suo luogo di provenienza. Madame Lacoin minacciò di far scoppiare uno scandalo e Merleau-Ponty, impaurito, scappò, lasciando la ragazza sola e disperata. Era l'autunno 1929; la giovane, fuori di sé per il dolore, benché sia reduce dall'influenza vorrebbe andare in piscina nonostante il freddo e un'epidemia in corso, ma viene dissuasa. Decide allora di andare a trovare un amico infetto. Morirà il 25 novembre di encefalite virale..

Simone non perdonò mai Madame Lacoin per l'accaduto, ritenendo che Elisabeth-Zaza sia stata assassinata dall'opprimente ambiente socio-familiare in cui era stata educata.Come scrive la figlia adottiva e esecutrice testamentaria, della Beauvoir, Sylvie Le Bon de Beauvoir, nell'introduzione a Les inséparables: «Zaza est morte parce qu'elle a tenté d'être elle-même et qu'on l'a persuadée que cette prétention était un mal. Dans la bourgeoisie catholique militante où elle est née le 25 décembre 1907, dans sa famille aux traditions rigides, le devoir d'une fille consistait à s'oublier, se renoncer, s'adapter. Parce que Zaza était exceptionnelle, elle n'a pu 's'adapter' – terme sinistre qui signifie s'encastrer dans le moule préfabriqué où un alvéole vous attend, parmi d’autres alvéoles : ce qui déborde sera comprimé, écrasé, jeté comme déchet. Zaza n'a pu s'encastrer, on a broyé sa singularité. Là est le crime, l'assassinat.»

La scrittura e l'impegno nei movimenti di trasformazione sociale All'università incontra, nel luglio 1929, colui che, senza matrimonio né convivenza, diventerà il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre. Sono, questi, gli anni in cui conosce, oltre a Merleau-Ponty, Lévi-Strauss, Raymond Aron, Paul Nizan.

Inizia a insegnare nel 1930, prima a Marsiglia ed infine a Parigi, dove nel 1943 venne licenziata e interdetta a vita dall'insegnamento per corruzione di minore, per una relazione lesbica con una delle sue studentesse. La relazione risaliva al 1939, quando de Beauvoir aveva circa 30 anni e l'amante, Nathalie Sorokin, 17 anni. I genitori della Sorokin denunciarono la scrittrice, che non subì processi penali in quanto l'età del consenso in Francia era (ed è) di quindici anni, ma in quanto insegnante subì un procedimento disciplinare che si concluse con l'espulsione e l'inibizione dall'attività.

Poco prima era già stata sospesa in seguito alla sua relazione con Bianca Lamblin (Bienenfeld), una sua allieva sedicenne, figlia di un ebreo polacco rifugiatosi in Francia con le due figlie e la moglie gravemente ammalata. Bianca rivelò come Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre abusarono di lei all'età di sedici anni in un ménage à trois nelle sue Memorie di una ragazza disturbata (Mémoires d'une jeune fille dérangée) nel 1993, in risposta alla pubblicazione nel 1990 delle Lettere al Castoro e ad altre amiche. 1926-1963 (Lettres au Castor et à quelques autres) di Jean-Paul Sartre, in cui aveva notato di essere indicata con lo pseudonimo di Louise Védrine. Nelle Memorie scrive: «Ho scoperto che Simone de Beauvoir prelevava dalle sue classi di giovani ragazze della "carne fresca" che lei "assaggiava" prima di passarla, o dovremmo dire ancora più crudamente, "scaricarla" a Sartre».

Simone de Beauvoir parla, invece, nelle sue memorie, di un rapporto di semplice amicizia con Nathalie Sorokin. Afferma anche che l'accusa di corruzione di minore è falsa, una vendetta della madre di Nathalie in seguito al rifiuto da parte della scrittrice di usare la sua influenza sulla figlia per farle accettare un "matrimonio vantaggioso"."La madre di Lise [Nathalie], furiosa per il fatto che sua figlia si fosse lasciata sfuggire un matrimonio vantaggioso e che convivesse con Bourla, mi esortò a usare la mia influenza per riportarla dal suo primo amante. Al mio rifiuto mi accusò di corruzione di minorenne. Prima della guerra la faccenda non sarebbe continuata, ma con la cricca di Abel Bonnard era diverso".

Nel 1977 sottoscriverà assieme a Sartre, Michel Foucault, Jacques Derrida e Roland Barthes, una petizione indirizzata al Parlamento, chiedendo l'abrogazione di numerosi articoli di legge e la depenalizzazione di qualsiasi rapporto consenziente tra adulti e minori di quindici anni (la cosiddetta Pétitions françaises contre la majorité sexuelle).

Molto importanti sono dal 1930 in poi le sue esperienze di viaggio in vari continenti per la sua formazione intellettuale. Con Sartre compie i suoi primi viaggi, in Spagna, in Italia, in Grecia, in Marocco; nulla sfugge a questi due intellettuali degli eventi culturalmente significativi di questo periodo, si appassionano al cinema e al jazz e vivono con partecipazione i grandi rivolgimenti politici di quegli anni: il nazismo in Germania, la guerra civile spagnola del 1936, la seconda guerra mondiale. Durante la guerra, Simone de Beauvoir rimane a Parigi, occupata dai nazisti, e condivide con Sartre la breve esperienza del gruppo di Resistenza "Socialismo e Libertà". A questa breve esperienza de Beauvoir affiancò un periodo molto più lungo come direttrice della radio collaborazionista di Vichy. [fonte?] Dopo la Liberazione lascia quindi l'insegnamento ed entra a far parte del comitato di redazione della rivista Les Temps Modernes, insieme a Sartre, Leiris, Merleau-Ponty e altri.

Nel 1947 si reca negli Stati Uniti per una serie di conferenze e incontra lo scrittore Nelson Algren, con cui stabilisce un intenso rapporto d'amore. Compie anche un viaggio di "esplorazione" di quattro mesi negli Stati Uniti utilizzando vari mezzi di trasporto: automobile, treno e Greyhound. Durante il viaggio compilò dettagliatamente un diario, che fu pubblicato in Francia nel 1948 con il titolo L'Amérique au jour le jour (L'America giorno per giorno).Algren fu la sua guida attraverso i bassifondi di Chicago, tra drogati e ladruncoli. Compie altri viaggi significativi (Brasile, Cuba, Cina, Unione Sovietica) e ritorna molto spesso in Italia con Sartre. Dopo Il secondo sesso (1949), ormai famosa in tutto il mondo, Simone de Beauvoir, per le particolari posizioni assunte come scrittrice e come donna, è oggetto di grande ammirazione ma anche di aspre polemiche. Allo scoppio della guerra di liberazione algerina, prende posizione a favore di questa lotta, cosa che renderà il suo isolamento ancora più pesante.

Il femminismo Simone de Beauvoir è considerata la madre del movimento femminista, nato in occasione della contestazione studentesca del maggio francese del 1968, che seguirà con partecipazione e simpatia. Gli anni Settanta la vedono fervidamente in prima linea in varie cause: la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l'aborto, il Cile, la donna (è presidente dell'associazione Choisir e della Lega dei diritti della donna).

Nel 1971 redige il "Manifesto delle 343" (Le manifeste des 343) firmato appunto da 343 fra intellettuali, attrici, e donne comuni che si autodenunciavano per avere fatto ricorso all'aborto ("Je me suis faite avorter"). All'epoca era in vigore la legge del 1920 che puniva da 3 mesi a 6 anni chi avesse fatto ricorso all'aborto o avesse procurato aborti. Nel 1943, sotto il regime di Vichy, si erano registrate le ultime due esecuzioni capitali di Marie-Louise Giraud e di Désiré Pioge, condannate per avere procurato aborti.

Simone de Beauvoir ha, quindi, parlato della condizione della donna, alla luce dell'esistenzialismo; affermando che "L'esistenza precede l'essenza" si può ammettere che "non si nasce donna ma lo si diventa" ("On ne naît pas femme : on le devient")Simone de Beauvoir Le Deuxième Sexe (Il secondo sesso), Gallimard 1949, tomo II, "L'expérience vécu" (L'esperienza vissuta), p. 13.. La scrittrice ha dato un grande contributo alla filosofia dell'esistenzialismo, affermando che l'uomo vive in un'ambiguità ontologica e il modo per realizzarsi è quello di accettare tale ambiguità e non cercare di eliminarla.

Nell'ultimo periodo della sua vita, Simone de Beauvoir affronta con coraggio un altro problema sociale, quello della vecchiaia, cui dedica un importante saggio, La terza età (1970).

Lei stessa si descrisse così:

Una vita in due

Nel 1981, in seguito alla morte di Sartre, scrisse La cerimonia degli addii (La Cérémonie des adieux), cronaca degli ultimi anni del celebre pensatore.

Simone de Beauvoir morì il 14 aprile 1986 e venne seppellita nel cimitero di Montparnasse di Parigi accanto al suo compagno di vita Jean-Paul Sartre, deceduto sei anni prima, il 15 aprile 1980. Radicalmente atea come Sartre, ne La Cérémonie des Adieux aveva scritto a riguardo della morte di colui col quale aveva condiviso gran parte della sua esistenza e delle sue idee: «La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo».S. de Beauvoir, La Cérémonie des adieux, 1981, p. 159: «Sa mort nous sépare. Ma mort ne nous réunira pas. C'est ainsi; il est déjà beau que nos vies aient pu si longtemps s'accorder».

Molti studiosi si sono interrogati circa il tipo di amore che legasse Jean-Paul a Simone e molte sono state le risposte. Ciò che emerge è soprattutto una grande e reciproca stima intellettuale. Durante il loro lungo sodalizio entrambi hanno comunque avuto costanti rapporti "extraconiugali" in base a un comune accordo, talvolta anche condividendo la stessa amante.

Percorso letterario