Fu anche saggista, critica letteraria e teatrale, giornalista e intellettuale pubblica. Legata all'ambiente dei cosiddetti intellettuali newyorkesi e della sinistra antistalinista, collaborò con riviste quali The Nation, The New Republic, Partisan Review, The New Yorker e The New York Review of Books.

Nella narrativa unì materiali autobiografici, satira sociale e analisi degli ambienti intellettuali, affrontando con particolare franchezza la sessualità, il matrimonio, la maternità e le condizioni dell'autonomia femminile. Fra le sue opere più note figurano The Company She Keeps (1942), il libro di memorie Ricordi di un'educazione cattolica (1957) e il romanzo Il gruppo (1963), che le procurò un vasto successo internazionale.

Biografia

Infanzia e formazione

Mary Therese McCarthy nacque a Seattle il 21 giugno 1912, prima dei quattro figli di Roy Winfield McCarthy e Therese Preston. Nel 1918, durante un trasferimento della famiglia a Minneapolis, entrambi i genitori morirono nell'epidemia di influenza spagnola. Mary e i fratelli furono affidati a parenti paterni e trascorsero alcuni anni in un ambiente severo e violento, successivamente rievocato dalla scrittrice in Ricordi di un'educazione cattolica.

Nel 1923 tornò nello stato di Washington, presso i nonni materni. Frequentò scuole cattoliche e l'Annie Wright Seminary di Tacoma, quindi nel 1929 entrò al Vassar College di Poughkeepsie. Partecipò alle attività letterarie e teatrali studentesche e si laureò nel 1933, venendo ammessa alla società accademica Phi Beta Kappa.

New York e la carriera letteraria

Dopo la laurea sposò l'attore Harald Johnsrud e si trasferì a New York. Cominciò a recensire libri per The Nation e The New Republic e lavorò brevemente per la casa editrice Covici-Friede. Dopo il divorzio da Johnsrud nel 1936 si legò al critico Philip Rahv e nel 1937 entrò nella redazione della rifondata Partisan Review, per la quale si occupò soprattutto di critica teatrale.

L'attività nella rivista la inserì negli ambienti della sinistra antistalinista. Fu per breve tempo coinvolta nella politica trotskista, ma conservò una posizione indipendente sia dal comunismo sovietico sia dall'anticomunismo del maccartismo. La sua formazione cattolica e la sua identità di donna in un ambiente intellettuale prevalentemente maschile contribuirono a mantenerla in una posizione parzialmente marginale all'interno del gruppo.

Nel 1938 sposò il critico e scrittore Edmund Wilson, dal quale ebbe il figlio Reuel. Wilson la incoraggiò a dedicarsi alla narrativa. La sua prima opera narrativa in volume, The Company She Keeps, uscì nel 1942: composta da sei racconti collegati dalla protagonista Margaret Sargent e spesso considerata un romanzo episodico, offriva un ritratto autobiografico e satirico degli ambienti politici e culturali newyorkesi degli anni trenta.

Dopo il divorzio da Wilson nel 1945 insegnò al Bard College e, successivamente, al Sarah Lawrence College. Nel 1946 sposò Bowden Broadwater. Negli anni seguenti pubblicò romanzi e racconti nei quali trasformò in satira le proprie esperienze negli ambienti intellettuali e accademici: The Oasis (1949), The Groves of Academe (1952) e Vita stregata (A Charmed Life, 1955). Dedicò inoltre all'Italia i libri Venice Observed (1956) e The Stones of Florence (1959).

Nel 1957 pubblicò Ricordi di un'educazione cattolica, raccolta di testi autobiografici accompagnati da commenti nei quali discuteva l'attendibilità dei propri ricordi e distingueva i fatti verificabili dalle ricostruzioni e dalle invenzioni narrative. Il libro ripercorre l'orfanezza, l'educazione religiosa e la progressiva perdita della fede cattolica.

Nel 1961, dopo il divorzio da Broadwater, sposò il diplomatico James Raymond West, con il quale visse fra Parigi e Castine, nel Maine. Nel 1963 uscì Il gruppo, dedicato alle vicende di otto donne diplomatesi al Vassar College nel 1933. Attraverso le loro esperienze il romanzo affrontava il lavoro, il matrimonio, la sessualità, la contraccezione, la maternità e l'influenza delle nuove idee sociali e scientifiche sulla vita quotidiana. Rimase per quasi due anni nella lista dei libri più venduti del New York Times e fu pubblicato in ventitré paesi.

Negli anni successivi pubblicò i romanzi Uccelli d'America (1971) e Cannibali e missionari (1979), oltre a raccolte di saggi e di critica letteraria. Intrattenne una lunga amicizia intellettuale con la filosofa Hannah Arendt, iniziata nel 1949 e proseguita fino alla morte di Arendt nel 1975; la loro corrispondenza fu pubblicata postuma con il titolo Between Friends.

Impegno politico e ultimi anni

Nel corso degli anni sessanta e settanta McCarthy acquistò crescente rilievo come intellettuale pubblica. Nel 1967 visitò il Vietnam del Sud e pubblicò sulla New York Review of Books una serie di reportage critici nei confronti dell'intervento militare statunitense, poi raccolti in Vietnam. L'anno seguente si recò ad Hanoi e dedicò un secondo volume alle condizioni del Vietnam del Nord durante i bombardamenti.

Nel 1971 seguì per il New Yorker il processo al capitano Ernest Medina per le responsabilità nel massacro di Mỹ Lai, al quale dedicò il libro Medina (1972). In The Mask of State: Watergate Portraits (1974) descrisse invece i protagonisti dello scandalo Watergate. Nei reportage criticò tanto la politica del governo statunitense quanto il linguaggio degli esperti e degli intellettuali che cercavano di giustificarla.

Nel 1980 una sua dichiarazione televisiva contro la scrittrice e drammaturga Lillian Hellman, accusata da McCarthy di avere mentito nelle proprie opere autobiografiche, provocò una lunga causa per diffamazione. Il procedimento terminò senza processo alla morte di Hellman nel 1984.

Nello stesso anno McCarthy ricevette la Medaglia Edward MacDowell e la National Medal for Literature. Nel 1987 pubblicò How I Grew, primo volume di un progettato ciclo autobiografico sulla propria formazione. Morì a New York il 25 ottobre 1989 mentre lavorava alla continuazione delle memorie, pubblicata postuma nel 1992 con il titolo Intellectual Memoirs: New York, 1936–1938.

Opera e temi

La produzione di McCarthy comprende narrativa, autobiografia, critica letteraria e teatrale, reportage politico e scrittura di viaggio. Una costante della sua opera è l'osservazione dei comportamenti sociali e del modo in cui le idee politiche, le convenzioni morali e l'appartenenza di classe intervengono nelle relazioni private.

McCarthy difese una concezione realistica del romanzo, fondata sul rapporto con il mondo concreto, sulla verificabilità dei fatti e sull'esattezza dei particolari. Pur appartenendo all'ambiente degli intellettuali newyorkesi, rimase distante sia dall'ortodossia marxista sia dall'estetismo modernista e indicò fra i propri modelli autori quali Jane Austen, Charles Dickens, Honoré de Balzac, George Eliot, Lev Tolstoj e Fëdor Dostoevskij.

La sua narrativa utilizza frequentemente esperienze personali e figure riconoscibili degli ambienti frequentati dall'autrice. I confini fra racconto, romanzo, saggio e autobiografia sono quindi spesso mobili: diversi capitoli apparvero inizialmente come racconti autonomi, mentre opere come The Company She Keeps acquistano unità attraverso la continuità della protagonista e dei temi.

Un motivo ricorrente è il rapporto fra l'individuo e il gruppo. La comunità utopica di The Oasis, il corpo docente di The Groves of Academe, le ex studentesse di Il gruppo e gli ostaggi di Cannibali e missionari costituiscono microcosmi nei quali principi ideologici, rivalità personali e convenzioni sociali entrano in conflitto. La struttura assume spesso una forma corale, distribuendo la narrazione fra personaggi diversi e facendo emergere figure che restano almeno parzialmente estranee al gruppo cui appartengono.

La satira è rivolta tanto alle convenzioni della società borghese quanto alle contraddizioni degli ambienti progressisti. In The Oasis e The Groves of Academe McCarthy rappresenta l'incapacità degli intellettuali di tradurre le proprie convinzioni in una condotta coerente; in Il gruppo sottopone invece a verifica l'idea di progresso osservandone gli effetti nella vita quotidiana delle donne.

Secondo Nancy K. Miller, la rappresentazione della corporeità e della sessualità femminile costituisce una forma di «realismo femminile». Scene riguardanti la contraccezione, il parto, l'allattamento e i rapporti sessuali portarono nella narrativa esperienze comuni, ma fino ad allora raramente raccontate dal punto di vista delle donne. In Il gruppo la sfera privata diviene così parte della storia sociale: ciò che poteva sembrare un semplice dettaglio domestico rivela i limiti giuridici, medici e culturali posti all'autonomia individuale.

McCarthy prese le distanze dal movimento femminista e rifiutò la definizione di «scrittrice donna», pur sostenendo l'uguaglianza giuridica, la parità salariale e la libertà di aborto. La sua posizione è stata quindi interpretata come ambivalente: critica verso l'identità politica collettiva, ma autrice di personaggi femminili che mostrano le difficoltà incontrate dalle donne colte e indipendenti nelle relazioni private e nella vita professionale.

La stessa esigenza di verificare le idee attraverso la realtà concreta caratterizza i suoi saggi e reportage. Dalla critica teatrale agli scritti sull'Italia, dalla guerra del Vietnam al Watergate, McCarthy pose al centro il rapporto fra verità, responsabilità individuale e giudizio politico.

Ricezione critica

La notorietà di McCarthy fu accompagnata da giudizi fortemente polarizzati. La franchezza con cui rappresentò la sessualità femminile e l'uso aggressivo della satira contribuirono alla sua fama di scrittrice brillante ma distruttiva. Parte della critica descrisse la sua intelligenza attraverso immagini di aggressività e minaccia oppure svalutò le sue opere come narrativa destinata prevalentemente alle donne.

L'accoglienza di Il gruppo fu particolarmente controversa. Alcuni recensori considerarono l'abbondanza di informazioni sulla vita domestica, la contraccezione e la corporeità femminile un limite estetico e ridussero il romanzo a documento sociologico. Miller ha osservato che questi giudizi tendevano a considerare letterariamente inferiore proprio il materiale nel quale molte lettrici riconoscevano esperienze fino ad allora escluse dalla rappresentazione pubblica.

Secondo Abrams, la reputazione legata alla lingua tagliente, all'aspetto e alla vita privata di McCarthy contribuì a oscurarne il lavoro di narratrice, critica culturale e intellettuale pubblica. Anche la sua dichiarata distanza dal femminismo rese inizialmente difficile la sua ricezione negli studi sulle donne, che hanno successivamente rivalutato la rappresentazione della sessualità, delle disuguaglianze e dell'autonomia femminile presente nelle sue opere.

Una prima ripresa dell'interesse critico si verificò dopo la sua morte, con la pubblicazione delle opere autobiografiche postume, delle biografie e della corrispondenza con Hannah Arendt. La pubblicazione nel 2017 della sua narrativa completa nella collana della Library of America ha rappresentato un ulteriore riconoscimento della sua posizione nella letteratura statunitense del Novecento.

Opere

Narrativa

La narrativa di McCarthy è stata raccolta integralmente nel 2017 dalla Library of America in due volumi curati da Thomas Mallon.

The Company She Keeps (1942); in italiano Gli uomini della sua vita. The Oasis (1949); in italiano L'oasi. Cast a Cold Eye (1950), raccolta di racconti. The Groves of Academe (1952). A Charmed Life (1955); in italiano Vita stregata. Il gruppo (The Group, 1963). Uccelli d'America (Birds of America, 1971). Cannibali e missionari (Cannibals and Missionaries, 1979). The Hounds of Summer and Other Stories (1981), raccolta ampliata di racconti.

Memorie e autobiografia

Ricordi di un'educazione cattolica (Memories of a Catholic Girlhood, 1957).