Agiografia

Le notizie agiografiche su Prassede derivano da alcuni "Leggendari" romani, ossia racconti composti tra il V e il VI secolo, particolarmente diffusi in epoca medievale. Il periodo in cui è vissuta è ancora oggetto di discussione, ma è solitamente identificato nel II secolo, forse al tempo di Antonino Pio (138-161). Fu figlia di Pudente e Savinilla, e sorella di Timoteo, Novato e di Pudenziana, tutti poi canonizzati dalla Chiesa cattolica.

Secondo la sua agiografia, nascose nel suo titulus molti cristiani che vennero però scovati, arrestati e condannati a morte dall'imperatore Antonino Pio. La santa è quindi rappresentata solitamente mentre raccoglie il sangue dei martiri, talvolta viene raffigurata assieme alla sorella Pudenziana.

Culto Dal Martirologio Romano: «A Roma, commemorazione di santa Prassede, sotto il cui nome fu dedicata a Dio una basilica omonima sul colle Esquilino». Il suo nome è stato tolto dal calendario dei santi cattolico nel 1969. Il suo culto è mantenuto nella basilica omonima, e nel paese di Oliveto Sabino in provincia di Rieti, di cui è patrona.

È spesso accompagnata dalla sua presunta sorella, Santa Pudenziana, anch'ella martirizzata prima di lei.

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