Il K-pop (abbreviazione di Korean popular music, in lingua coreana ) è la musica popolare della Corea del Sud..
Le origini del K-pop vengono fatte risalire all'ultimo ventennio del 1800, quando alcune popolari canzoni occidentali vennero riscritte in coreano. Fortemente condizionata dall'occupazione giapponese negli anni venti del 1900, la scena musicale locale fiorì con la ripresa dell'economia al termine della Guerra di Corea negli anni cinquanta, e i contatti con gli americani e il movimento hippy portarono alla ribalta una produzione più scanzonata fatta di trot e ballad. All'inizio degli anni novanta, le sperimentazioni dei Seo Taiji and Boys con diversi stili e generi e l'integrazione di coreografie ed elementi musicali provenienti dall'estero come il rap aiutarono a ridare forma e a ringiovanire la scena musicale del Paese. Nel 1996 ai cantanti tradizionali si affiancò la figura dell'idol con il debutto degli HOT, e da lì il K-pop divenne una subcultura in grado di riunire enormi fandom di adolescenti e giovani adulti. Dopo una fase di recessione, nel 2003 i TVXQ e BoA diedero il via ad una nuova generazione di artisti che esportarono il K-pop nel vicino mercato giapponese e che continuano a diffonderlo a livello internazionale grazie anche all'avvento delle reti sociali... Nel 2018 ha sperimentato una significativa crescita, venendo indicato come sesto mercato musicale più grande al mondo dalla International Federation of the Phonographic Industry.
Origine e uso del termine Nel mondo, "K-pop" è ampiamente interpretato come termine intercambiabile per richiamare sia la musica popolare sudcoreana, sia il pop coreano, con particolare riferimento alle canzoni dei gruppi idol, le più esportate globalmente.. Quest'uso è tuttavia dibattuto, poiché raggruppa tipicamente artisti che si dedicano a generi musicali completamente differenti sotto un'unica definizione. Alcuni critici l'hanno ritenuto riduttivo e geograficamente limitante, oltre che un riflesso delle dinamiche di potere nel mercato musicale globale, che tende a dare nomi specifici ai generi provenienti da culture considerate "altre". Esperti del settore musicale sudcoreano hanno espresso rammarico che la musica degli idol sia considerata rappresentativa dell'intera scena musicale nazionale, mentre molti artisti indie preferiscono non essere identificati come "K-pop".
In Corea del Sud, la musica popolare è stata chiamata esclusivamente gayo () fino agli anni Duemila; il termine "K-pop" è diventato comune soltanto in seguito ed è utilizzato in senso ristretto per riferirsi solo alla musica prodotta dalle major, destinata all'esportazione sul mercato globale e influenzata non dalla musica tradizionale coreana, quanto piuttosto da stili e generi provenienti da tutto il mondo, come sperimentale, rock, jazz, gospel, hip hop, R&B, reggae, electronic dance, folk, country e classical.. La musica indie e la musica mainstream non suonata dagli idol non vengono chiamate "K-pop" in Corea.
Il primo utilizzo noto della parola "K-pop" è avvenuto nell'edizione del 9 ottobre 1999 di Billboard da parte di Cho Hyun-jin, allora corrispondente per la rivista, che l'ha utilizzata per tradurre gayo in un articolo intitolato "La Corea del Sud permetterà alcuni spettacoli dal vivo giapponesi". Cho stesso non è sicuro di aver coniato il termine, avendo letto che veniva già usato dagli addetti ai lavori dell'industria musicale, ma ha affermato che non l'aveva mai sentito personalmente prima. Secondo altre fonti, la parola "K-pop" è stata coniata dai giapponesi sull'esempio di "J-pop" per vendere la musica popolare coreana nel proprio Paese..
Storia Le origini della musica popolare coreana L'inizio della storia della musica popolare coreana può essere fatto risalire al 1885, quando il missionario statunitense Henry Appenzeller iniziò ad insegnare nelle scuole le canzoni folk americane e britanniche. Queste canzoni, chiamate changga () in coreano, erano basate su una melodia occidentale popolare e avevano testi in lingua coreana. Per esempio, Oh My Darling, Clementine divenne nota con il titolo di Simcheongga.Da non confondersi con l'omonima opera di genere pansori. Il primo album pubblicato in Corea fu una raccolta di trenta canzoni del periodo Joseon edita nel marzo 1907 dalla statunitense Columbia. Con l'inizio della dominazione giapponese nel 1910, il Giappone assunse il controllo del mercato musicale locale, occupandosi di tutte le incisioni,. pubblicando i propri libri di testi dopo aver confiscato le raccolte esistenti di changga giacché i coreani esprimevano attraverso la musica tradizionale i loro sentimenti contro l'oppressione coloniale..Il primo album pop coreano conosciuto è Yi pungjin sewol (Questi tempi tumultuosi) di Park Chae-seon e Lee Ryu-saek, pubblicato nel 1925 e comprendente canzoni popolari tradotte dal giapponese. Hymn of Death di Yun Sim-deok, pubblicata nell'agosto 1926, fu la prima canzone pop coreana commercializzata in Giappone, mentre si ritiene che il primo pezzo pop scritto da un compositore coreano sia Nakhwayusu (), cantata da Lee Jeong-suk nel 1929.. A metà degli anni Venti, il compositore giapponese Masao Koga mischiò la musica tradizionale coreana con il gospel introdotto dagli Evangelisti americani negli anni 1870: questo tipo di musica divenne noto in Giappone come enka, e in Corea si sviluppò in seguito nel trot (). Fu Tears of Mokpo di Lee Nan-young (1935) a porre le basi del trot coreano, stabilendone ritmo, tempo e tecnica vocale.
Nel 1927, Lee Cheol fondò la Okeh Records, la prima casa discografica coreana, in partnership con la compagnia fonografica imperiale giapponese.
1940-1960: l'arrivo della cultura occidentale
Divisa la penisola coreana in seguito alla liberazione nel 1945 dall'occupazione giapponese, iniziarono ad aprire delle piccole case discografiche coreane e la Okeh pubblicò il primo album registrato e prodotto interamente in Corea. La cultura occidentale venne introdotta nel Paese su piccola scala, con alcuni bar in stile occidentale e discoteche che suonavano musica dell'Occidente. Al termine della Guerra di Corea (1950-53), le truppe statunitensi rimasero in Corea del Sud, portando alla diffusione nel Paese della cultura americana e del mondo, e alla graduale accettazione della musica occidentale. Figure di spicco dell'intrattenimento americano come Nat King Cole, Marilyn Monroe e Louis Armstrong parteciparono agli spettacoli organizzati dalla USO in Corea del Sud per l'esercito statunitense. Tali visite generarono l'attenzione del pubblico coreano. Nel 1957 iniziarono le trasmissioni della radio American Forces Korea Network, che espanse la popolarità della musica occidentale. La musica americana cominciò a influenzare quella coreana: la scala pentatonica venne gradualmente sostituita dall'eptacordo occidentale e le canzoni popolari presero ad essere modellate su quelle statunitensi..
Negli anni Sessanta, lo sviluppo degli LP e le migliorie apportate alla tecnologia per le registrazioni portarono alla ricerca di timbri di voce diversi. Furono organizzate audizioni aperte per assumere musicisti che si esibissero nei club dell'esercito statunitense, i quali arrivarono ad ammontare a 264. Giacché la Corea del Sud era uscita impoverita dalla Guerra di Corea, i cantanti coreani abili consideravano le esibizioni per i soldati una buona fonte di reddito, e in molti si fecero avanti. Si esibivano in diversi generi come country, blues, jazz e rock & roll. L'economia sudcoreana iniziò a fiorire e la musica seguì la stessa tendenza, spinta dalle prime radio commerciali, che divennero il mezzo principale per ascoltare musica. Tutte le produzioni erano soggette a censura su vari livelli per difendere la morale e prevenire disordini politici.
Anche il cinema coreano cominciò a svilupparsi e i musicisti ad esibirsi per platee più ampie: artisti che prima si esibivano per l'esercito, come Shin Jung-hyeon, le Pearl Sisters e Patti Kim, raggiunsero il pubblico locale. Quando la Beatlemania approdò sulle coste coreane a metà del decennio, crebbe l'idea di "sound di gruppo" e apparvero le prime band locali, come gli Add4 e i Key Boys. Gli Add4, il primo gruppo rock coreano, vennero fondati nel 1962 da Shin Jung-hyeon e produssero la prima canzone rock coreana, The Woman in the Rain.. Durante gli anni 1950 e 1960, in Corea del Sud coesistevano la musica pop occidentale, il rock coreano e il trot.
Alcuni cantanti coreani ottennero la popolarità internazionale. Nel 1959, le Kim Sisters si esibirono a Las Vegas e divennero le prime artiste coreane a pubblicare un album sul mercato pop statunitense; la loro cover di Charlie Brown raggiunse la settima posizione della Billboard Single Chart. Il trio andò in tour negli Stati Uniti e in Europa e apparve in radio e in TV, totalizzando venticinque apparizioni al The Ed Sullivan Show, sette in più delle star americane Patti Page e Louis Armstrong. La canzone del 1961 di Han Myeong-suk The Boy in The Yellow Shirt venne rifatta dalla cantante francese Yvette Giraud e fu popolare anche in Giappone..
1970-1980: le influenze hippy e il periodo delle ballad Sul finire degli anni Sessanta, la musica pop coreana subì un'altra trasformazione. La generazione più giovane nata dopo gli anni Cinquanta era cresciuta con l'influenza della cultura e dello stile di vita americano (in particolare dal movimento hippy), dando perciò origine ad una "cultura giovanile" espressa attraverso capelli lunghi, jeans, chitarre acustiche e musica folk, il genere preferito dalla gioventù politicizzata; sempre più musicisti erano studenti universitari e laureati che facevano musica scanzonata, al contrario dei loro predecessori, condizionati dalla guerra e dall'oppressione giapponese. Essi protestavano contro la Guerra del Vietnam tanto quanto gli hippy americani, perciò il governo coreano bandì il folk poiché associato ai movimenti studenteschi di ribellione. Ciononostante, il pop influenzato dal folk rimase popolare tra i giovani, e la MBC organizzò un concorso canoro per universitari nel 1977, segnando la nascita di diversi festival musicali moderni.. Una delle figure di spicco di questo periodo fu Hahn Dae-soo, la cui canzone Mul jom juso (, 1974) divenne un'icona tra i giovani coreani. Le sue esibizioni audaci e lo stile di canto unico sconvolgevano spesso il pubblico e gli fu proibito di esibirsi in Corea.. Il governo di Park Chung-hee bandì il pop americano e il rock coreano poiché associati a sesso e droghe, così come il trot e lo stile ppongjjak, influenzati dalle canzoni enka, per sostenere le sue politiche anti-giapponesi... Sempre durante gli anni Settanta, iniziarono ad acquisire popolarità i DJ.