Il piano montano è un piano altitudinale, situato al di sotto del piano alpino e al di sopra del piano sub-montano, e quindi fra gli 800–1200 m.Annali dell'Istituto sperimentale per la selvicoltura (voll. 17-19), Istituto sperimentale per la selvicoltura, 1986, digitalizzato dall'Università del Minnesota il 18 agosto 2011, p. 81. e i 2000–2200 m s.l.m.

Iniziando dal basso, il Piano montano corrisponde ai primi rilievi, che presentano una morfologia palesemente montuosa e alpina, nonché alle zone montuose più basse che restano innevate solo durante l'inverno meteorologico (dicembre - marzo), mentre in quelle più elevate l'innevamento anticipa e si prolunga di almeno un mese. Le sue pendici sono ammantate da una ricca vegetazione arborea, da boschi originariamente continui e fitti.Patrick L. Osborne, Tropical Ecosystems and Ecological Concepts, Cambridge University Press, 2000, ISBN 978-05-21-64523-2, p. 280. Tale vegetazione è detta "oròfila" (dal greco όρος = monte e φιλέιν = amare, cioè che ama la montagna).Laszlo Nagy; Georg Grabherr; Christian Körner; Desmond B.A. Thompson, Alpine Biodiversity in Europe, Springer Science & Business Media, 2012, ISBN 978-36-42-18967-8, p. 106. A tutt'oggi, però, essa risulta ampiamente e frequentemente interrotta e alterata dai grandi disboscamenti (sorprendenti in negativo i dati dell'impatto antropicoM. Bonell; L. A. Bruijnzeel, Forests, Water and People in the Humid Tropics, Cambridge University Press, 2005, ISBN 978-11-39-44384-5, pp. 12-13.) che, sia in epoche remote sia in tempi recenti, hanno permesso la colonizzazione delle zone montuose da parte dell'uomo, con i suoi insediamenti stabili e le sue attività di utilizzazione della terra e dei suoi prodotti, naturali o coltivati.

Orizzonti del piano montano

Il piano montano è compreso fra due "orizzonti" (o linee convenzionali di confine):Fabio Cammelli; Werner Beikircher, Alpi Aurine. Brennero, Gran Pilastro, Vetta d'Italia, Touring Editore, 2002, ISBN 978-88-36-52603-1, p. 45.Università di Torino. Istituto Botanico, Lavori di botanica (vol. 7), 1941, digitalizzato dalla Cornell University il 25 agosto 2010, pp. 5 e 32. quello superiore, a quota 2000–2200 m, detto "orizzonte alpino"May Theilgaard Watts, Reading the Landscape of Europe, Nature Study Guild Publishers, 2009, ISBN 978-09-12-55030-5, p. 145. che lo separa dal sovrastante piano alpino, e quello inferiore, detto "orizzonte montano", a quota 800-1200, che lo distingue dal sottostante piano sub-montano (o pedemontano, o collinare). Nella sua parte alta, 1200–1400 m di quota sino all'orizzonte alpino (2000–2200 m di quota), i boschi sono formati da conifere, o aghifoglieFrancesco Adamo, Fondamenti di geografia (vol. 2), G. Giappichelli Editore, 2017, ISBN 978-88-92-10865-3, p. 33. (pecci, larici, cembri), mentre nella parte bassa, dagli 800 ai 1400 m circa,Yves Laumonier, The Vegetation and Physiography of Sumatra, Springer Science & Business Media, 2012, ISBN 978-94-00-90031-8, p. VI. i popolamenti arborei a bosco fitto sono costituiti da latifoglie mesofile (faggi) o da altre specie vicarianti, fra cui altre conifere e/o latifoglie tipiche di quote più basse (abeti bianchi, pini silvestri, carpini).

La differenza fra boschi di aghifoglie e boschi di latifoglie indica la suddivisione del piano montano in piano montano superiore (o "sub-alpino"), tra i 1400 e i 2000 m s.l.m., e piano montano inferiore, tra gli 800 e i 1400 m. La linea irregolare che li divide prende il nome di "orizzonte delle conifere" e si pone a quota 1200–1400 m.Università di Pavia. Istituto Botanico, Atti, 1970, pp. 201-207.

Il piano montano superiore, delimitato superiormente dall'orizzonte alpino e inferiormente dall'orizzonte delle conifere, si distingue per il verde cupo, compatto e perenne dei pecci (abete rosso), nel quale compare il verde più chiaro dei larici che, all'inizio dell'autunno, mutano in un giallo brillante prima di perdere le foglie.Tommaso Sitzia, Ecologia e Gestione dei Boschi di Neoformazione nel Paesaggio del Trentino, Provincia di Trento, 2009, ISBN 978-88-77-02233-2, p. 110.

Il piano montano inferiore, delimitato superiormente dall'orizzonte delle conifere e inferiormente dall'orizzonte montano, è riconoscibile dal colore verde luminoso e dalla forma irregolare e frondosa della chioma dei faggi, oltre che i manti erbosi che fanno bella mostra di sé soprattutto nelle stagioni calde.Peter Douglas Elias, From Grassland to Rockland, Rocky Mountain Books Ltd, 1999, ISBN 978-09-21-10262-5, p. 153. In inverno, risulta visibile il grigiore dei rami denudati.

In sintesi: 2000–2200 m: orizzonte alpino: Piano montano superiore. Boschi di conifere (peccete e lariceti) 1200–1400 m: Orizzonte delle conifere; Piano montano inferiore. Boschi di latifoglie (faggete), o abetaie e pinete; 800–1200 m: orizzonte montano.

A ogni orizzonte, dovrebbe corrispondere il limite altitudinale di un determinato tipo di vegetazione: con l'eccezione della pecceta e del lariceto, alle quote iniziali suddette dei rilievi montuosi, tale corrispondenza è assai incostante e varia molto al mutare delle condizioni morfologiche, di presenza antropicaA. Giardina, Annali Istituto «Alcide Cervi», EDIZIONI DEDALO, 2000, ISBN 978-88-22-04158-6, p. 162. e climatiche.Vincenzo Viscosi; Franco Baraldi; Stefano Benni, Le trasformazioni dei paesaggi nel territorio rurale: le ragioni del cambiamento e possibili scenari futuri, Gangemi Editore spa, ISBN 978-88-49-29380-7, p. 49. La presenza della faggeta nel piano montano inferiore non è né esclusiva né continua.Ugolino Martelli, Webbia (voll. 55-56), Istituto botanico dell'Università di Firenze, 2000, p. 380. Esso, pertanto, accoglie spesso boschi di faggio, ma ospita anche altre coperture boschive, dovute alla colonizzazione da parte di specie arboree diverse.

L'orizzonte alpino (2000–2200 m) segna il limite superiore della vegetazione arborea forestale (boschi di conifere), l'orizzonte delle conifere (1200–1400 m) il limite superiore delle latifoglie mesofile sciafile,Giovanni Bovio; Piermaria Corona; Vittorio Leone, Gestione selvicolturale dei combustibili forestali per la prevenzione degli incendi boschivi, Compagnia delle Foreste Srl, 2014, ISBN 978-88-90-55779-8, p. 33. ma anche di alcune aghifoglie (abete bianco, pino silvestre) e l'orizzonte montano (800–1200 m) costituisce il limite superiore delle latifoglie meso-termofile eliofile (querce e castagni, che appartengono al sottostante piano sub-montano).

Clima Il piano montano ha nella sua parte inferiore un clima temperato fresco e piuttosto costante, che diviene progressivamente più freddo e moderatamente variabile quanto più si sale di quota avvicinandosi al piano alpino.Andrea Cardarelli; Luigi Malnati, Atlante dei Beni Archeologici (vol. 2), All’Insegna del Giglio, 2006, ISBN 978-88-78-14318-0, p.18. È comunque poco soggetto a variazioni improvvise e consistenti, pur mantenendosi nella gamma dei climi di montagna. Ciò permette la presenza di una variegata fauna e flora.Aaron M. Ellison; Frank S. Gilliam, Causes and Consequences of Species Diversity in Forest Ecosystems, MDPI, 2019, ISBN 978-30-39-21309-2, p. 103.

La stagione invernale generalmente corrisponde a quella meteorologica (dicembre - marzo), con temperature massime che si mantengono di poco al di sopra degli 0 °C, ma che possono salire sino ai +10 °C, o scendere ai -10 °C.Neil G. Sugihara; Jan W. van Wagtendonk; Kevin E. Shaffer; Andrea E. Thode; JoAnn Fites-Kaufman, Fire in California's Ecosystems, University of California Press, 2006, ISBN 978-05-20-24605-8, p. 281. Nei mesi di transizione, le improvvise variazioni di temperatura sono attutite dall'inerzia termica dell'aria. La differenza fra notte e giorno è di solito contenuta (salvo località particolarmente esposte al sole o alle correnti fredde) entro i 10 - 15 °C e quella fra parti soleggiate e parti in ombra non supera i 5 - 7 °C.Gabriele Broll; Beate Keplin, Mountain Ecosystems, Springer Science & Business Media, 2006, ISBN 978-35-40-27365-3, p. 61. Il valore massimo estivo, costantemente superiore agli 0 °C, può scendere di 5 - 8 °C per la copertura del cielo o per venti freschi, mentre la temperatura giornaliera estiva oscilla fra i 27 e i 10 °C a 1000 m di altitudine, e fra i 20 e i 5 °C a 1800 m. Le pendici del piano montano, inoltre, possono risentire di venti caldi sia di caduta sia di risalita dalle piane sottostanti.

L'umidità dell'aria (normalmente fra il 50 e il 100%) spesso può stazionare, in estate per mancanza di vento, in inverno per subsidenza delle masse d'aria fredda. Lo stesso ragionamento vale per le nebbie.International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, Communities and Forest Management in Southeast Asia, IUCN, 1999, p. 32.

Nel complesso, per il piano montano si può parlare di un clima fresco, lento a mutare, che ben si adatta alle specie mesofile. Ovviamente, con l'aumentare dell'altitudine, assume progressivamente i caratteri del più rigido clima alpino.

Popolamenti forestali Piano montano superiore Cembrete

Il pino cembro o cirmolo (Pinus cembra) è assieme al larice la specie arborea eretta che cresce più in alto, e svetta spesso solitaria ben oltre il limite superiore della vegetazione arborea.Erwin Thoma, Il linguaggio segreto degli alberi, Edizioni LSWR, 2017, ISBN 978-88-68-95522-9. Nelle Alpi italiane, contrariamente a quelle svizzere, forma raramente boschi di grande estensione, preferendo aggruppamenti di media o piccola ampiezza. Il cembro è pianta protetta, poiché, per il suo legname di eccezionali prestazioni statico-dinamiche, è stato per secoli il materiale più ricercato per le parti lignee strutturali delle costruzioni,Guglielmo Giordano, Tecnica delle costruzioni in legno, HOEPLI EDITORE, 1999, ISBN 978-88-20-32549-7, p. 760. nonché per opere di scultura. Le sue foreste, pertanto, sono state decimate. Per di più, la ricrescita del cembro sino a dimensioni utilizzabili richiede diverse centinaia di anni (a 200 conclude la sua crescita in altezza).Susanne Fischer-Rizzi, Profumi celestiali, Tecniche Nuove, 1995, ISBN 978-88-48-10122-6, p. 157. Ciò spiega la rarefazione delle nostre cembrete, un tempo diffusissime. Nell'ombra di quelle rimaste, o mescolate alle peccete, crescono rododendri e muschi, e si può incontrare la Linnaea borealis, così chiamata perché lo stesso Linneo ne ornò lo stemma di famiglia.John Wright, The Naming of the Shrew, Bloomsbury Publishing, 2014, ISBN 978-14-08-82035-3. Se la cembreta è su terreno calcareo nel sottobosco, si troveranno:

Rhododendron hirsutum (Ericaceae) - Rododendro irsuto Erica carnea (Ericaceae) - Erica carnicina o Erica rosa o Erica scopina Clematis alpina (Ranuncolaceae) - Clematide alpina Daphne alpina (Timeleaceae) - Olivella (dal greco δαφνή = alloro). La ninfa Dafne, insidiata da Apollo, fu tramutata in un cespuglio di alloro da Zeus. Si veda la bella scultura di Lorenzo Bernini al Museo Borghese. Helianthemum oelandicum subsp. alpestre (Cistaceae) (dal greco έλιος = sole e ανθός = fiore) assieme ad altre specie provenienti dai pascoli calcarei.

Se invece la cembreta si trova in terreno siliceo, nel sottobosco vi saranno:

Rhododendron ferrugineum (Ericaceae) - Rododendro ferruggineo o Rosa delle Alpi Calluna vulgaris (Ericaeae) - Brugo o Calluna Vaccinium myrtillus (Ericaceae) - Mirtillo nero Alnus viridis (Betulaceae) - Ontano verde o di monte Linnaea borealis (Caprifoliaceae) - Linnea (specie sciafila, vive nell'ombra dei boschi umidi)

Peccete e lariceti