Campi Salentina (Càmpie in dialetto salentino, fino al 1864 chiamata Campi) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Sorge nel Salento, in una fertile zona coltivata a vigneti. Dal 1998 si fregia del titolo di città (D.P.R. settembre 1998).

Geografia fisica

Territorio Il territorio comunale, confinante con la provincia di Brindisi, è parte della depressione carsica della Valle della Cupa. Il centro urbano sorge in un'ampia conca naturale delimitata dalle serre di Sant'Elia e della Madonna dell'Alto, dalle quali si domina l'area urbana.

Il territorio, quasi interamente antropizzato, è caratterizzato soprattutto da piantagioni di ulivi, vigneti, piante di tabacco e girasoli. Piccole e circoscritte sono le aree boscose di querce vallonee e cespugliose di timo e altre piante selvatiche (finocchio, menta, asparago, cicoria). La vegetazione tipica della macchia mediterranea contraddistingue anche le aree di villeggiatura, nelle quali si incontrano fichi d'India, piante di cappero, salvia, menta, rosmarino, origano, alberi da frutto (fico, gelso, mandorlo), oltre a pini e cipressi.

L'irrigazione dei campi avviene mediante pozzi artesiani che attingono dalla profonde cavità carsiche presenti nel sottosuolo. Il suolo di una tonalità rossastra deriva dalla dissoluzione dei calcari che costituiscono l'ossatura principale del territorio comunale.

Il territorio comunale di Campi Salentina confina a nord con i comuni di Cellino San Marco e Squinzano, a est con il comune di Trepuzzi, a sud con i comuni di Novoli e Veglie, ad ovest con i comuni di Salice Salentino e Guagnano.

Clima

Dal punto di vista meteorologico Campi Salentina rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,5 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.

Classificazione climatica di Campi Salentina: Zona climatica: C Gradi giorno: 1119

Origini del nome Il nome deriva dal termine greco kampia, che significa "piccoli campi", divenuto poi Campie e quindi Campi. La specifica identifica la zona.

Storia

La piana di Campi era popolata già nell'età del Bronzo, come attestano i numerosi menhir diffusi in tutto il territorio comunale.

Dopo lo stanziamento nel Salento dei Messapi, popolazione di origine illirica o egeo-anatolica, intorno all'VIII secolo a.C. e con la successiva conquista romana, nel 280 a.C., anche la vasta e rigogliosa area campiota fu abitata e vissuta e questo è testimoniato dai reperti presenti: le testimonianze dell'antico culto di Afrodite, tra IV e III secolo a.C. (prima dell'arrivo dei Romani), sulla serra della Madonna dell'Alto e, a nord-est della città, i resti del sistema viario messapico e romano che collegava i più importanti centri della penisola salentina.

È noto che sulle serre intorno a Campi sorgevano i piccoli borghi di Afra, Bagnara, Firmigliano, Ainoli (Aglioli in alcuni documenti) e Terenzano, che furono invasi e distrutti dai saraceni nel 926. Le origini dell'attuale centro urbano si fanno risalire a questo evento, quando i profughi trovarono le condizioni ideali per la sopravvivenza e la difesa tra le aree boscose della conca.

Nell'XI secolo con la conquista normanna, Campi entrò a far parte della contea di Lecce e nel XII secolo divenne sede della diocesi, dopo che Tancredi d'Altavilla, re di Sicilia, fece dono della città al vescovo di Lecce.

Dopo l'epoca normanna, Campi passò sotto il dominio degli Svevi e nel 1220 l'imperatore Federico II vi fece costruire un castello che scelse come residenza estiva, insieme al notaio Pier della Vigna.

I primi signori di Campi furono i Capece: nel 1272 governava la città Giovanni, cui successe il figlio Pietro. Nel 1351 Raffaele Maremonti ebbe l'investitura del feudo da parte dei monaci basiliani e nel 1404 la città fu donata a Carlo, divenutone barone e rimase fino al 1522 sotto la guida della famiglia, passando poi al governo di Ferrante I, capostipite della famiglia Paladini e cugino di Giovanna Maremonti, figlia di Bellisario. L'antico castello federiciano, divenuta dimora dei Maremonti, fu interessato da opere di rifacimento in stile tardo-gotico e successivamente da modifiche di gusto rinascimentale. Questo fu un periodo di grande crescita per la città che con Bellisario raggiunse il massimo sviluppo, soprattutto artistico e culturale, avvenuto in epoca medievale.

Per quasi un secolo Campi rimase sotto la baronia Paladini, fino al governo dei figli di Ferrante II, Muzio e Maria.

Nel 1625 Maria Paladini, unica erede della famiglia e vedova del barone Emilio Guarini, con il quale aveva dato avvio ad un'ulteriore fase di fermento per la città, con l'istituzione di conventi (francescani e carmelitani), l'erezione di varie chiese e i primi interventi di rifacimento architettonico e decorativo della collegiata Santa Maria delle Grazie, sposò Giovanni Enriquez, reggente del supremo consiglio di Madrid nel Regno di Napoli. Sotto la sua dinastia la città venne elevata a Marchesato, con Regio Decreto del 1627 di Filippo IV di Spagna e in questa occasione il castello fu trasformato in palazzo marchesale con architetture esterne e apparati interni di elegante gusto barocco. Fu per volontà di Giovanni (una sua lettera fu inviata il 6 novembre 1628 direttamente a san Giuseppe Calasanzio) che il 24 marzo 1629 venne fondato a Campi il convento degli Scolopi, con l'adiacente biblioteca e vi fu istituita una sede delle Scuole Pie: la prima scuola aperta al popolo in Puglia. Il marchesato Paladini-Enriquez e la seconda fase artistico-culturale di Campi, furono caratterizzate anche da importanti committenze: celebri le richieste di opere, per la collezione di famiglia, a grandi pittori dell'ambito artistico napoletano del tempo tra i quali, Jusepe de Ribera e Agostino Beltrano. Questo periodo storico fu il più fiorente per la città e ne segnò profondamente la storia, conferendole notevole prestigio.

Altri importanti mecenati, nella Campi tra sei e settecento, furono la nobildonna Cecilia Capece Minutolo, moglie di Giovanni II Enriquez e il figlio, cardinale Enrico, che continuarono l'opera culturale e artistica intrapresa dai Maremonti e proseguita con i Paladini, in particolare fornendo di sontuosi apparati la chiesa maggiore e gli istituti religiosi e culturali presenti in città, sostenuti fortemente dai marchesi. In questo periodo anche altre famiglie nobili della città, Magi, Maddalo, Perrone, Tornatola, contribuirono, al fermento esistente a Campi, con finanziamenti e committenze e la costruzione di nuovi palazzi cittadini e di ville suburbane.

Teresa, unica erede Enriquez, sposò Giovanni Filomarino, ma alla sua morte il marchesato si costituì in Comune ed entrò a far parte del regno borbonico, fino all'arrivo di Garibaldi. Campi fu sede di una significativa attività antiborbonica e di sostegno a Napoleone Bonaparte, che scatenò, con il ritorno a Napoli di Ferdinando IV di Borbone, una dura politica di repressione da parte della corona. Si rimisero in funzione le antiche forche di via Taranto, nella località ancora oggi detta "Le Furche".

Nel 1788 con un decreto, il re Ferdinando IV stabilì che fossero fissati i prezzi dei cereali e del vino a Campi, dove già dal 1747, sempre per volontà del sovrano, si teneva un'importante fiera dei cereali e del bestiame. Lo stemma di Campi raffigura un covone, simbolo di quella fertilità e quell'abbondanza di grano che ne hanno fatto "Il granaio di Terra d'Otranto".

La storia medievale e moderna di Campi hanno inciso poi sulla storia degli ultimi decenni nella città, confermando sempre il suo spirito e il suo vigore, nonostante le brutte vicende che l'hanno resa, negli anni ottanta e novanta, una delle "capitali" della Sacra Corona Unita in Puglia.

Da Campi e dal suo fertile humus culturale sono usciti un genio del teatro contemporaneo, Carmelo Bene, che nel 1995 ricevette le chiavi della sua città e Roberto Cappello, uno dei più affermati pianisti italiani in Europa.

Nel settembre del 1998 il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, con apposito decreto concesse al comune di Campi Salentina il titolo di Città «…per il ruolo che Campi ha sempre svolto nel corso della storia, per il ruolo che oggi svolge nei confronti del circondario, per la concentrazione di tutti gli uffici e gli enti, per la storia, per la sua cultura.»

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 aprile 1999. Stemma

Gonfalone

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre Santa Maria delle Grazie, parrocchiale (XIV-XVIII secolo) Santuario di San Pompilio Maria Pirrotti con annesso complesso conventuale dei padri Scolopi (XVII secolo) Chiesa di Santa Maria del Carmine o di San Francesco, parte del complesso conventuale dei padri Cappuccini (già dei Carmelitani) (XVI secolo) Chiesa di San Giuseppe Patriarca (XV-XVII secolo) Chiesa di Sant'Oronzo (XVII secolo) Chiesa della Madonna del Bosco (XVI secolo) Chiesa della Madonna dell'Alto, chiesa romanica (XII secolo, con rimaneggiamenti nel XVII secolo) Chiesa di Santa Maria degli Angeli (XV secolo) Chiesa dell'Assunta (XVII secolo) Chiesa di Sant'Antonio di Padova (XVII secolo) Chiesa di San Leonardo (XVII secolo) Chiesa di San Rocco (XVII secolo) Chiesa di (XVII secolo) Chiesa di San Pietro (già XV secolo) Chiesa dei Sacri Cuori (XVII secolo) Chiesa di San Francesco d'Assisi (XVII secolo) Chiesa di Santo Stefano, ora dedicata anche alla compatrona Santa Maria della Mercede (già XVII secolo) Edicola votiva "Perrone-Gallelli": affresco della Madonna col Bambino e Angeli (ultimo resto del distrutto palazzo Gallelli, fatto costruire dalla famiglia Perrone nel 1616) Chiesa della Madonna del Buon Consiglio (XIX secolo) Chiesa di Sant'Antonio di Padova fuori le mura (XIX secolo) Chiesa e complesso conventuale delle suore Calasanziane (XX secolo)

Architetture civili e militari Castello Hohenstaufen, poi palazzo baronale Maremonti, ora palazzo marchesale Paladini-Enriquez (già XIII secolo, attuale: XVII secolo) Complesso de “L'isola della cultura”: palazzo Leccisi (detto “Casa Calabrese-Prato”) ed ex convento di Sant'Anna (tra XV e XVII secolo) Cineteatro Excelsior (XX secolo), attuale oggetto di studi, da parte di un gruppo di tecnici locali, per il suo restauro e recupero funzionale da destinare ad attività teatrali, corali e socio educative. Palazzi Bari, Calabrese, Maddalo, Magi, Occhineri, Prato (tra XVII e XVIII secolo) Case gentilizie e case a corte del centro storico Masserie fortificate: Candido, Pezzuti, Sirsi "grande", Timuerra (tra XV e XVIII secolo) ex complesso conventuale di Sant'Elia, grangia basiliana (già XII secolo, attuale: XVI secolo): sito nel territorio del comune di Trepuzzi Ville e casine agresti della Valle della Cupa (XVIII e XIX secolo)

Masserie

Masseria Antoglietta Masseria Arco Masseria Bellaromana Masseria Bellisario Masseria Candido Masseria Caperrone Masseria Carritelli Masseria Chimienti Masseria Chino La Chiara Masseria La Macchia

Masseria Monaci Masseria Occhineri Masseria Ospedale Masseria Pezzuti Masseria Polita Masseria San Giovanni Masseria Santa Croce Masseria Sirsi Grande Masseria Fortificata Timuerri

Altro Piazza Libertà, recentemente restaurata; centro storico con assetto urbano “a vicoli e corti”, risalente ai secoli tra XIII e il XX secolo.

Siti archeologici