Biografia Dopo essere stato vescovo di Trebisonda, si recò a Costantinopoli; grazie all'intercessione dell'imperatrice Teodora fu eletto patriarca alla morte di Epifanio di Costantinopoli.

Dopo la sua adesione al monofisismo, papa Agapito I lo fece deporre dall'imperatore Giustiniano e fu scomunicato durante il concilio di Costantinopoli del 536. La condanna fu rinnovata da un concilio presieduto dal suo successore nel patriarcato Mena (marzo-giugno 536).

In seguito condusse una vita ascetica presso il palazzo imperiale.

Delle sue opere restano tre lettere scritte in siriaco, frammenti in greco del Sermo ad Iustinianum e gli anatemi contro la dottrina cristologica ortodossa, conservati nella Panoplia Dogmatica dello storico bizantino Niceta Coniata.

Note

Bibliografia

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Categoria:Patriarchi di Costantinopoli Categoria:Teologi bizantini