Manfredonia (IPA: , Mambredònje in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Foggia in Puglia.
Situata nel parco nazionale del Gargano, sorge sull'omonimo golfo ed è sede arcivescovile dell'arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. La città deve il suo nome a Manfredi di Sicilia, figlio dell'imperatore Federico II, che la fondò nel XIII secolo.Serricchio, C., Note su Siponto antica, Manfredonia 1976; Id., Iscrizioni romane, paleocristiane e medievali di Siponto, Manfredonia 1978."
Geografia fisica Territorio
Immediatamente a sud del promontorio del Gargano, è il ventisettesimo comune italiano per estensione territoriale, nonché il sesto più esteso della Puglia. Il territorio è caratterizzato sia dalla bassa costa sabbiosa del golfo di Manfredonia balneabile che da quella più alta e rocciosa a nord; tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento ebbe una interessante stagione turistica che portò all'insediamento di importanti strutture ricettive progettate secondo canoni architettonici e tecnologici all'avanguardia per quegli anni. Il territorio è anche caratterizzato da una natura montuosa nella parte settentrionale, inclusa nel parco nazionale del Gargano. Fino agli anni '30 del Novecento nel suo territorio ricadevano varie zone umide interessate poi da bonifiche; è ancora presente il lago Salso, entro cui è sorta un'oasi naturalistica; in tali aree era diffusamente praticata la caccia quantomeno fino agli anni '60, ma attualmente il fenomeno è molto limitato grazie all'azione delle forze dell'ordine. A nord e a sud dell'oasi scorrono il torrente Candelaro e il fiume Cervaro; è soprattutto quest'ultimo ad alimentare il lago.
Il territorio di Manfredonia è stato, nella seconda metà del secolo scorso, protagonista di modifiche riguardanti i confini. Apparteneva al comune di Manfredonia, infatti, la lingua di costa situata immediatamente a nord della città. Oggi questo territorio appartiene amministrativamente al comune di Monte Sant'Angelo nonostante tutta la fascia costiera che si muove da Manfredonia a Macchia (frazione di Monte Sant'Angelo) sia situata a pochi km da Manfredonia e geograficamente si affacci sul golfo di Manfredonia. Le vicende che hanno portato alla cessione di quella parte di territorio sono ancora oggi controverse, appesantite anche dal placet che il comune di Monte Sant'Angelo diede sul finire degli anni '60, per l'installazione, nel territorio ceduto e di notevole pregio naturalistico, di un petrolchimico dell'Eni, disattendendo il parere negativo dei consigli comunali di Manfredonia e Mattinata.
Il territorio comunale è attraversato da tre fiumi: Candelaro. È lungo 70 km, nasce nell'alto Tavoliere.Oro-idrografia dell'Italia, Vallardi, 1873, pag. 286.Origini - XXXI - Aa.Vv., Alessandra Manfredini - 2011 - pag. 104. Cervaro è un corso d'acqua a carattere prevalentemente torrentizio, con piene anche rovinose (piena del 2003: 682 m²/sFoggia: Piena del Cervaro. Comitato spontaneo: dopo un anno nessun intervento - CITTÀ - Teleradioerre.it >), della lunghezza di 107 km. Le sue sorgenti si trovano nei monti della Daunia.Oro-idrografia dell'Italia, Vallardi, 1873, pag. 285.Epigrafia e territorio, politica e società: temi di antichità romane, Mario Pani - 1983 - pag. 54. Carapelle Spesso classificato come torrente, nasce nei monti dell'Irpinia.Salpia Vetus: Archeologia di una città lagunare - pag. 63 e 76.Atti parlamentari, Volume 1, Italy. Parlamento Tip. E. Botta, 1904, pagg 171, 188, 190.
Classificazione sismica: tutto il territorio di Manfredonia è stato classificato dal Dipartimento di protezione civile nel 2015 "Zona 2", in cui possono verificarsi forti terremoti. La sismicità del territorio è attestata da terremoti e maremoti avvenuti in passato. In particolare, la stessa città di Siponto, che sorgeva nella zona sud dell'attuale Manfredonia, fu colpita da maremoti e fenomeni bradisismici. Questo fece sì che nascesse la nuova città di Manfredonia, per volere del principe svevo, Manfredi, figlio di Federico II di Svevia.
Storia
L'antica genitrice, Siponto
È dalla antica città dauna di Siponto che Manfredonia discende in linea diretta per volontà del principe svevo Manfredi, suo primo fondatore. Siponto infatti era ed è (per ciò che rimane ancora inesplorato dell'antica città) situata ormai appena a ridosso dell'attuale centro abitato. Alcune campagne di scavo hanno portato alla luce parte delle strutture medievali, visitabili in quello che è uno dei siti archeologici presenti nel territorio, ma le parti più antiche sono ancora da portare alla luce.
Numerosi reperti, tra i quali l'abito e i sepolcri neolitici di Masseria Candelaro, che risalngono al VI millennio a.C., attestano che la piana a sud del Gargano e la costa del Golfo, erano abitate sin da epoca neolitica. L'area fu poi interessata da un importante insediamento daunio, i cui resti più significativi sono le stele daunie (reperti riferibili alla antica civiltà daunia che vanno dallo VIII - VI secolo a.C.) che in seguito fu ellenizzato, diventando sede di uno dei porti più rilevanti a settentrione della Magna Grecia; come lo fu per la Regio II in epoca romana. Al periodo greco si fa risalire il mito della fondazione ad opera dell'eroe omerico Diomede. Conquistata prima dai Sanniti e poi da Alessandro I nel 335 a.C., nel 189 a.C. divenne colonia romana mantenendo viva la sua importanza strategica, militare, culturale e commerciale.
Fu una delle prime sedi vescovili della cristianità. Fu centro di primaria importanza tra il IV e il V secolo. Tra le strutture attualmente conosciute, che ne attestano il valore, c'è una basilica paleocristiana, recentemente oggetto di una ricostruzione artistica di pregio. A lungo contesa fra Longobardi e Bizantini, fu distrutta da questi ultimi nel VII secolo durante il regno di Costante II. Ricostruita, fu per breve tempo possedimento saraceno nel IX secolo; divenne poi sede di una delle 12 contee normanne.
Subì pesanti distruzioni per i terremoti del 1223 e del 1255, i quali probabilmente causarono i fenomeni di bradisismo che fecero cadere in rovina la città.
Età medievale
Fondazione di Manfredonia Nel gennaio 1256 il principe di Taranto Manfredi giunto a Siponto durante una battuta di caccia sul Gargano, trovò la città distrutta e gli abitanti costretti a vivere in case non più adatte all'uso abitativo, in un'area resa malarica dall'impaludamento. Decise quindi di ricostruire la città due miglia a nord dell'insediamento originario dove alcune fonti attestano già la presenza di abitazioni. Le sue intenzioni erano duplici: da un lato, creare uno dei più importanti centri di governo di tutto il Regno, secondo gli evoluti canoni amministrativi ormai consolidati dal padre, l'imperatore Federico II, dall'altro, presidiare il territorio la cui posizione era strategica anche per via della vicinanza all'Oriente bizantino.
Le conferì il proprio nome in segno di futuro prestigio, onore e potenza. In marzo i lavori vennero affidati al maestro costruttore Marino Capece, che riutilizzò i ruderi della città più antica e organizzò l'importazione via mare dalla Schiavonia di legname, calce, pietre e sabbia. Nel complesso furono impiegati 700 operai e molti buoi. Il 23 aprile 1256, giorno di san Giorgio, fu posata la prima pietra e nel 1257, convocato il Parlamento di Puglia a Barletta, Manfredi, divenuto re di Sicilia nel 1258, ottenne di costruire la nuova città a spese dell'erario reale e della sua cassa privata. Nel novembre 1263 venne consegnato il Datum Orte, ossia l'atto notarile col quale la città veniva ufficialmente riconosciuta. Manfredi successivamente affidò i lavori a suo zio Manfredi Maletta.
Ai primi del 1258 erano state costruite la metà delle mura che guardano verso il mare e verso l'entroterra, con fortini e baluardi, la grande torre di San Francesco, la piccola chiesetta della Maddalena e la grande campana, il cui suono era percettibile a distanze notevoli, per chiamare a raccolta i pochi abitanti di Manfredonia in caso di pericolo. Nel 1264 Manfredi inaugurò solennemente il castello e la città.
La nuova città ottenne benefici fiscali (franchigie) che la resero un porto franco e la sua popolazione si accrebbe, con il trasferimento di abitanti delle vicine città di San Paolo di Civitate, Trani, Carpino, Monte Sant'Angelo, Barletta, Ischitella, Andria e Corato. Sin dalla sua costituzione fu dotata di una zecca che coniò e impresse diverse monete (doppio tarì, dinari d'oro, di rame e di biglione).
Si attesta, sin dalla sua fondazione, una forte presenza ebraica, comunità che in precedenza abitava l'antica città di Siponto sin dal secolo VIII e da lì trasferitasi per invito del re svevo.Siponto · ITALIA JUDAICA, Attestazione comunità ebraica presso Siponto., Studio di Pasquale Ognissanti sulla comunità ebraica a Manfredonia. Sinteticamente si può affermare con certezza che la presenza della comunità ebraica è attestata almeno fino al 1540, quando l'imperatore Carlo V d'Asburgo decretò l'espulsione degli ebrei dal Regno., Attestazione comunità ebraica presso Manfredonia. Tra gli ebrei presenti a Manfredonia si segnala Raffaele Cohen da Lunel, per il quale nel 1472 Giuda Ben Salomone da Camerino copiò a Lucera l'opera Sefer Yosippon.C. Sirat, M. Beit-Arié, Manuscrits médiévaux en caractères hébraiques portant des indications de date jusq’à 1540, Jerusalem-Paris 1972, I, 132."
Il periodo angioino
I primi decenni della dominazione angioina sono caratterizzati da una vivace attività per realizzare strutture civili, religiose e infrastrutture utili all'economia cittadina. Risale infatti a questo periodo la costruzione delle mura di cinta della città, del castello, del porto e di una torre a suo servizio. Le mura che perimetravano la città, lunghe circa due chilometri, furono realizzate con particolare celerità: l'intero lavoro fu completato dopo cinque anni."Architettura primoangioina in Capitanata: cantieri, prothomagistri, ingegnerii, magistri" di Nunzio Tomaiuoli
Nel 1269 Carlo I confermò i privilegi che Manfredi diede alla città. Il 7 febbraio 1270 iniziarono i lavori del nuovo duomo, sotto l'arcivescovo Giovanni VII (Freccia da Ravello).
Nel 1272 papa Gregorio X visitò Manfredonia; in questa occasione Carlo I, dietro consiglio del papa, fece collocare una lapide a Porta Puglia e ribattezzò la nuova città col nome di Sypontum Novellum o Sipontum Nova, denominazione che tuttavia non si affermò.
Il 7 maggio 1273 fece costruire a spese della città un ulteriore torrione al lato nord e perfezionare le mura a due ordini, rendendole praticabili con la costruzione di una strada tra il primo e secondo muro; tra il 1279 e il 1282 venne completato il castello con bastioni, mura di cinta e fossato.
Nel 1274 fu terminato il duomo. Sin dal periodo della prima fondazione della città sorsero discordie, durate almeno fino al 1327, in merito alla giurisdizione ecclesiastica, per via della già presente e più antica diocesi di Siponto. A tal proposito il Sarnelli riferisce che la "vetere Siponto", nel 1327 è ancora abitata. "Ma non lasciarono in tutto il Duomo di S. Maria dell'antica Siponto, ch'era il Metropolitano, e stava in piedi colla commoda habitazione per li canonici, e per l'Arciuescovuo. Vi restarono adunque parte de' canonici ad ufficiare, e parte cominciò ad habitare nella nuoua Siponto, o Manfredonia".
Carlo II, succeduto a Carlo I, fece erigere altri tre torrioni lungo le mura e modificò il progetto originario del castello con Nel 1292 stabilì i confini della città e sistemò le difese; nel 1299 incominciarono i lavori per la costruzione del porto e dell'episcopio che sarebbe stato terminato soltanto nel 1316.