Lucio o l'asino è un breve romanzo greco del II secolo, sulle vicende di un uomo tramutato in asino.

Contenuto e paternità Lo scritto, diviso in 56 brevi capitoli, ci è giunto tra le opere di Luciano di Samosata, ma oggi la paternità lucianea è generalmente rifiutata e quindi il suo ignoto autore viene indicato come "Pseudo-Luciano".

La trama del romanzo presenta delle evidenti correlazioni con lAsino d'oro latino di Apuleio; è oggetto di discussione se lo Pseudo-Luciano sia stato fonte di Apuleio, o se entrambi abbiano attinto a una fonte precedente, forse le Metamorfosi di Lucio di Patre, per noi perdute ma sulla cui esistenza ci informa Fozio.Fozio di Costantinopoli, Biblioteca, cod. 129.

Il rapporto tra questi tre testi è stato ampiamente dibattuto dalla filologia classica: sulla base di alcuni passaggi condensati e dello stile non sempre curato, in genere si ritiene che il Lucio o l'asino a noi pervenuto sia l'epitome di un'opera più lunga, forse il perduto romanzo di Lucio di Patre.

Trama La vicenda, ambientata nella Grecia di epoca romana, è narrata in prima persona.

Il giovane Lucio è diretto per una commissione a Larissa, capitale della Tessaglia; lungo il cammino fa sosta a Ipata, ove consegna una lettera del sofista Decriano al ricco Ipparco che, benché avaro, lo ospita nella casa ove vive con sua moglie e la serva Palestra (§ 1-3). Lucio vorrebbe assistere alle arti magiche per cui la Tessaglia è famosa; in strada viene avvertito da Abrea, un'amica di sua madre, che la moglie di Ipparco è una maga dedita a pratiche occulte. A questo punto Lucio decide di servirsi di Palestra per avvicinare la sua padrona (§ 4-5) e seduce la serva, impegnandola a renderlo testimone della pratica magica (§ 6-11).

Qualche giorno dopo, Palestra fa assistere di nascosto Lucio a un incantesimo notturno con cui la padrona si trasforma in corvo e vola via. Poiché anche Lucio desidera farne esperienza, Palestra lo cosparge di un unguento ma per errore sbaglia barattolo e il giovane viene tramutato in asino, mantenendo la sua coscienza umana ma risultando impossibilitato a parlare. Palestra si rammarica per l'accaduto, ma subito rivela a Lucio che per tornare alla normalità basterà mangiare delle rose, quindi lo conduce nella stalla ripromettendosi di portargli i fiori il mattino seguente (§ 12-15).

La notte stessa, però, dei ladroni irrompono nella casa, ne legano tutti gli occupanti e la rapinano, quindi portano via con sé la refurtiva servendosi delle cavalcature trovate nella stalla, incluso Lucio-asino; i briganti raggiungono il loro nascondiglio, da cui Lucio tenta di fuggire assieme a una fanciulla da loro presa in ostaggio, ma senza successo (§ 16-25). Tuttavia i predoni vengono sgominati dai soldati, guidati al nascondiglio dal promesso sposo della fanciulla; quest'ultima, grata all'asino, dopo le nozze lo raccomanda a suo padre, che come ricompensa lo manda a vivere presso una sua proprietà in campagna. Qui Lucio dovrebbe essere dedito al riposo, anche se ben presto non solo i fattori lo mettono al lavoro, ma viene anche tormentato da un garzone crudele. Mentre, a causa delle menzogne del ragazzo, si sta meditando la castrazione per l'asino, alla fattoria sopraggiunge la notizia della morte dei padroni, quindi i villici si sollevano, saccheggiano la proprietà e fuggono a Berea in Macedonia,Intendendo indifferentemente la regione o la provincia romana. portandosi dietro Lucio (§ 26-34), che viene venduto all'asta, passando nelle mani prima di sacerdoti erranti della dea Siria, poi di un fornaio, di un ortolano e infine di Menecle, possidente di Tessalonica, che lo conduce nella sua città (§ 35-50).

Qui Lucio, che ha già dato mostra di comportamenti umani inconsueti per un asino, viene esibito a pagamento dal suo custode; inoltre una donna, invaghitasi di lui, lo affitta per passarci una notte; a questo punto Menecle, che già era in procinto di offrire dei giochi gladiatori alla città, venuto a sapere dal custode delle prestazioni di Lucio, decide di includere nello spettacolo anche l'asino, che dovrà unirsi a una condannata a morte (§ 50-53); mentre tutto è pronto, nell'arena Lucio riesce fortunosamente a mangiare delle rose, tornando al suo aspetto umano. La trasformazione suscita grande clamore nel pubblico, ma Lucio riesce a salvarsi appellandosi al governatore romano lì presente, riassumendo la sua vicenda e dichiarando il suo nome e la sua città, Patre in Acaia.Intendendo indifferentemente la regione o la provincia romana. Il magistrato, amico di suo padre, ne decreta la liberazione; Lucio è soccorso dal fratello Gaio e i due tornano a casa, dove il protagonista decide di ripresentarsi alla donna che aveva sedotto come asino: tuttavia costei lo scaccia in malo modo perché dell'asino non resta la prestanza che l'aveva incantata (§ 54-56).

Note

Bibliografia Traduzioni italiane "Lucio o l'asino", in "Lucio o l'asino", in ; riedito all'interno di .

Voci correlate Letteratura greca alto imperiale Luciano di Samosata Le metamorfosi (Apuleio)

Collegamenti esterni

Categoria:Romanzi del I secolo a.C. Categoria:Opere di Luciano di Samosata