I corpi di Negri sono piccole inclusioni citoplasmatiche acidofile che si osservano caratteristicamente al microscopio ottico nei neuroni di animali rabidi. Prendono il nome da Adelchi Negri, il medico italiano che per primo li descrisse nel 1903.

Morfologia I corpi di Negri sono gli aspetti istologici più caratteristici della patologia rabbica. Consistono in piccoli corpiccioli acidofili di solito rotondeggianti o ovali, e di solito numerosi, che si possono osservare in tutti i neuroni, ma soprattutto nel corno d'Ammone (ippocampo) e nel lobo temporale. Possono essere interessati inoltre i gangli spinali e quelli del simpatico.

Storia Adelchi Negri (1876-1912), assistente di Camillo Golgi nell'istituto di Patologia generale di Università di Pavia, individuò la presenza di inclusioni citoplasmatiche intensamente eosinofile nelle cellule del sistema nervoso di numerosi animali rabidi (coniglio, cane, equini, bovini, uomo). La comunicazione, avvenuta in una seduta della Società Medico Chirurgica di Pavia il 27 marzo 1903Adelchi Negri, 1904. «Contributo allo studio dell'eziologia della rabbia». Bollettino della Società medico-chirurgica di Pavia 2:88-115, venne diffusa poco dopo attraverso riviste tedescheNegri A., 1903. «Beitrag zum Studium der Aetiologie der Tollwuth». Zeitschrift für Hygiene und Infektionskrankheiten, Leipzig, 43: 507-528 dando notorietà al giovane studioso italiano. Negri riteneva, erroneamente, che i questi corpuscoli citoplasmatici fossero gli agenti patogeni della rabbia, e che fossero di natura protozoaria. Tuttavia furono poco dopo Di Vestea a NapoliDi Vestea A., 1905. «Sul trovato della filtrabilità del virus della rabbia», Annali di igiene sperimentale, n. s., XV, pp. 147 e Remlinger a CostantinopoliRemlinger, P., 1903. «Isolement du virus rabique par filtration», CR Soc. Biol., 55, pp. 1433 a dimostrare, indipendentemente l'uno dall'altro, la filtrabilità attraverso le candele Berkefeld e Chamberland, e quindi la natura virale dell'agente eziologico della rabbia. Il virus fu infine visto al microscopio elettronico nel 1962 da Sokolov e Vanag i quali mostrarono l'aspetto caratteristico del virus della rabbia «a proiettile» e dimostrarono che i corpi di Negri erano frammenti dello stesso virusSokolov NN, Vanag KA. «The nature of intranuclear inclusions in experimental rabies», Acta Virol. 1962 Sep;6:452-7, PMID 14039409.

Note

Bibliografia Alfredo Margreth, «Adelchi Negri and Schools of General Pathology in Italy between the end of the nineteenth and beginning of the twentieth century». Rendiconti Lincei 14(4):251-262 (2003) (free text) Derakhshan I, «Is the Negri body specific for rabies? A light and electron microscopical study», Arch Neurol. 1975 Feb;32(2):75-9, PMID 1122180 Miyamoto K, Matsumoto S., «The nature of the Negri body», J Cell Biol. 1965 Dec;27(3):677-82, PMID 5328376 (free text)

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