LIstituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea (noto anche come ISREC Bergamo) è un ente di ricerca storica associato all'Istituto nazionale Ferruccio Parri. Rete degli istituti per la Storia della Resistenza e dell'età contemporanea.

Dal 1970 la sua sede è in Via Torquato Tasso 4 a Bergamo.

L'Istituto è nato nel 1968La registrazione dello Statuto ha luogo il 25 marzo 1968 nello studio del notaio dott. Luciano Colombo a Bergamo col n. 38867 di repertorio con lo scopo di promuovere e favorire lo studio del movimento di Liberazione, nella città e nella provincia di Bergamo, interessandosi a fondo delle cause e delle conseguenze dell'esperienza resistenziale.

Nel corso del tempo il campo di studio e di ricerca dell'Istituto si è allargato a tutto il periodo che può essere definito storia contemporanea.Ricerche di storia contemporanea bergamasca, n. 1, luglio- dicembre 1970, Tipo-Litografia Foresti, Bergamo Infatti l'Istituto, fondato con la denominazione Istituto Bergamasco per la Storia del Movimento di Liberazione, nel 1994 ha modificato il suo nome in quello attuale.

L'ISREC svolge attività di ricerca scientifica, di divulgazione storica, pubblica monografie, saggi, guide e cataloghi, nonché la rassegna semestrale Studi e ricerche di storia contemporanea; promuove borse di studio; organizza in proprio o in collaborazione con altri enti cicli di lezioni, corsi d'aggiornamento, seminari, mostre di carattere storico e fornisce assistenza e consulenza per insegnanti e studenti.

Origini Il 22 dicembre 1967 a seguito di invito diramato a numerose persone, tutte facenti parte della Resistenza, ha luogo una prima riunione, alla quale partecipa anche il prof. Massimo Legnani di Milano – direttore dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia. Alla riunione del 2 febbraio 1968 svoltasi nella sala conferenze del teatro Donizetti di Bergamo, emerge l'orientamento di costituire un organismo autonomo a base associativa, sostenuto dal comune di Bergamo e dall'amministrazione provinciale e l'esigenza di affiliare l'Istituto in fase di costituzione all'INSMLI.

Il 30 marzo 1968 in palazzo Frizzoni viene tenuta la riunione del Consiglio Generale, nel corso della quale viene nominato il primo Consiglio Direttivo, che risulta composto da: Giuseppe Brighenti, Franco Carnazzi, Gian Battista Cortinovis, Enea Fergnani, Mario Invernici, Salvatore Parigi, Ottavio Perico, Roberto Petrolini e Natale Verdina. Nella susseguente riunione del Consiglio Direttivo viene nominato presidente Mario Invernici

Servizi al pubblico Archivio L'archivio raccoglie innanzitutto l'eredità della Resistenza bergamasca con quanto essa comporta di documenti sulle formazioni partigiane, sulla vita sotto il regime fascista, sull'esercito, sulla guerra e sugli episodi di violenza sui civili. Nel tempo, si sono però anche aggiunte documenti fondamentali per lo studio della questione del lavoro a Bergamo e del suo territorio in età contemporanea, dell'emigrazione, della vita dei partiti dal dopoguerra ai nostri giorni, degli anni Sessanta - Settanta.

Il patrimonio documentario dell'Istituto si fonda, oltre che su una capillare ricerca, su donazioni di molte persone e associazioni che hanno affidato all'Istituto stesso il materiale in loro possesso. Tra questi occorre ricordare Giulio Alonzi, Giovanni Brasi e don Antonio Milesi, l'ANPI, gli archivi Cvl e l'Ufficio Patrioti. Sono inoltre depositati e ordinati gli archivi del PCI, Pda, il manifesto – Pdup di Bergamo, del consiglio di fabbrica della Dalmine, del periodico "La Cittadella", dell'Associazione "Giustizia e Libertà", del Comitato Antifascista bergamasco, dell'Udi e del movimento degli studenti.

All'interno dell'archivio di particolare importanza è il fondo fotografico, che raccoglie oltre 10000 immagini dal primo Novecento agli anni Sessanta-Settanta.

La fonoteca è ricca di oltre 1000 registrazioni di testimonianze dell'antifascismo, della Resistenza, delle due guerre mondiali, del movimento operaio e contadino.

Biblioteca ed Emeroteca Specializzata nella storia contemporanea, essa consta di più di 20000 volumi, che si accrescono di anno in anno grazie a una costante politica di acquisto e a importanti donazioni da parte di soci e amici dell'Istituto.

La biblioteca comprende le sezioni fascismo e antifascismo, resistenza, storia dell'Italia repubblicana, storia del movimento operaio, emigrazione e deportazione.

L'Istituto conserva fondi librari di particolare importanza, tra cui è doveroso ricordare almeno le donazioni di Riccardo Bauer, di Mario Pacor, di Arialdo Banfi e di Luigi Cortesi.

Conserva inoltre una cospicua raccolta di tesi di laurea. L'emeroteca ha una notevole dotazione di testate – locali e nazionali – pregresse e oltre 100 abbonamenti in corso a riviste di settore.

Pubblicazioni Studi e ricerche di storia contemporanea La rivista Studi e ricerche di storia contemporanea è nata nel 1970, a ridosso della fondazione dell'Istituto e quasi come sua filiazione. Il suo sottotitolo, "Rassegna dell'Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea" rappresenta l'orgogliosa proposta di leggere nella rivista l'autobiografia dell'Istituto.

L'antifascismo è il punto distintivo della rivista, colto soprattutto nelle sue caratteristiche salienti degli anni Quaranta, con un approfondimento particolare alla transizione dal fascismo alla Repubblica, e quindi alla guerra, alla Resistenza armata, alla definizione della nuova carta costituzionale, alla costruzione della sua memoria.

La rivista, oltre ai saggi, alle schede di lettura, alle note e ai resoconti di mostre e convegni, contiene un Notiziario che ricostruisce la vita e le scelte dell'Istituto. Emerge la direzione di un lavoro di ricerca in cui la dimensione locale incontra quella nazionale per interrogare i temi e le problematiche della storiografia contemporanea.

La rosa dei collaboratori ha potuto vantare anche il contributo di storici importanti, tra i quali Enzo Collotti, Giorgio Rochat, Massimo Legnani, Luigi Ganapini, Mimmo Franzinelli e Nicola Labanca e Santo Peli.

La rivista è diretta dal numero 5 da Angelo Bendotti.

Il filo di Arianna L'associazione editoriale Il filo di Arianna è nata a Bergamo nel 1983, affiancando l'attività editoriale dell'ISREC di Bergamo, con lo scopo di offrire uno sbocco agli studi di saggistica storica, focalizzandosi sul segmento della storia contemporanea locale. ‘'Il filo di Arianna'’ si occupa di pubblicazioni di storia locale, dedicando particolare attenzione alle tematiche legate alla Resistenza, al movimento operaio e all'emigrazione.

Le Collane Le pubblicazioni de ‘'Il filo di Arianna'’ sono divise in diverse collane: "Collana di storia", la più importante, nella quale emerge un forte interesse verso l'approfondimento delle tematiche resistenziali; "Calendario", il cui elemento caratterizzante è il recupero della memoria attraverso i racconti e le memorie dei protagonisti; "Quaderni della biblioteca Di Vittorio CGIL Bergamo", realizzati con i materiali delle mostre realizzate in collaborazione con la biblioteca CGIL; "Il punto", che offre uno sguardo su Bergamo, affrontando problemi di diversa natura, sia istituzionale che artistica; "Dossier", dedicati alla storia della scuola e alla didattica della storia; "Segmenti", caratterizzata da opere di agile lettura, degli spunti critici in cui sono proposti degli studi di materiali documentari e visivi; "Strumenti", pensata per dare spazio agli studi e alla descrizione di archivi di rilievo dislocati sul territorio; "I segni", che ha all'attivo l'importante ricerca di Luciano Galmozzi sulla storia del Premio Bergamo; "Gocce", che raccoglie opere di letteratura nelle quali le suggestioni delle esperienze di vita partigiana assumono una veste romanzata. "Delbo", dedicata a far conoscere la voce della scrittrice francese Charlotte Delbo. "Tracce partigiane", in collaborazione con Sotto Alt(r)a Quota, la collana vuole aprire un dialogo nella ricerca di forme artistiche per raccontare la storia come tessuto di eventi umani.

Principali pubblicazioni de Il filo di Arianna Angelo Bendotti, Giuliana Bertacchi, Il difficile cammino della giustizia e della liberta : l'esperienza azionista nella Resistenza bergamasca, 1983 Gabriella Cremaschi, Per il maggior bene del popolo: il Partito popolare a Bergamo, 1919-1926, 1986 Angelo Bendotti, Giuliana Bertacchi, Mario Pelliccioli, Eugenia Valtulina, Prigionieri in Germania: la memoria degli internati militari, 1990 Il pane degli altri: emigrati ed immigrati nella provincia di Bergamo dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri, 1995 Tino Simoncini, Al balcone di una piccola città. Autobiografia di un sindaco (1960-1965), a cura di Carlo Simoncini, 1999 Lavoro/Lavori. Attività, impiego, mestiere, professione, fatica, impegno. Fotografie di Uliano Lucas, 2000 Giuliana Bertacchi, Vita di scuola. La scuola a Bergamo dalla fine dell'Ottocento agli anni Cinquanta, 2003 Sotto altri cieli. Emigranti di ieri e immigrati di oggi a Onore, a cura di Paola Antonini e Giovanna Schiavi, 2004 Angelo Bendotti e Elisabetta Ruffini, Gli ultimi fuochi : 28 aprile 1945, a Rovetta, 2008 Andrea Pioselli, La diserzione : i "mongoli" nella Resistenza bergamasca e la strage di Monte di Nese, 2010 Dario Carta, "Né elemosina, né pietà". Solidarietà e previdenza nella storia dell'Associazione generale di mutuo soccorso di Bergamo. (1860-1890)", 2011 Montagne e alpinisti a Bergamo. 1873-2013, Catalogo della mostra, a cura di Stefano Morosini, progetto grafico di Dario Carta, 2013 Une mémoire à mille voix. Charlotte Delbo. Una memoria, mille voci, Catalogo della mostra, a cura di Elisabetta Ruffini, progetto grafico Dario Carta, 2014 Il ritorno, Catalogo della mostra, a cura di Elisabetta Ruffini e Dario Carta, progetto grafico di Dario Carta, 2015 Strade. Antifascismo e Resistenza nella toponomastica di Bergamo, a cura di Paolo Rizzi, progetto grafico di Dario Carta, 2015 Angelo Bendotti, Banditen. Uomini e donne nella Resistenza bergamasca, 2015

Attività di ricerca e di divulgazione storica Borse di studio Dal 1996, ogni anno l'ISREC Bergamo, con il patrocinio del Comitato antifascista bergamasco, dell'ANPI, della Camera del Lavoro CGIL di Bergamo, per ricordare la figura del partigiano Brach, bandisce una borsa di studio annuale "Giuseppe Brighenti" a tesi di laurea inedite sulla storia del Novecento. Brighenti è stato figura chiave della Resistenza bergamasca. Nel dopoguerra ha ricoperto incarichi istituzionali di rilievo: funzionario della CGIL e del PCI, segretario responsabile della Camera del Lavoro, consigliere e parlamentare per due legislature. Brighenti ha partecipato alle attività dell'Istituto, dapprima come membro del Consiglio direttivo, poi come vicepresidente, contribuendo a renderlo un centro vitale di ricerca scientifica e cultura antifascista. Dal canto suo l'ISREC si è impegnato ad onorarne la memoria intestandogli la borsa di studio ormai giunta alla XIV edizione, che viene assegnata ogni anno a Endine Gaiano, con la collaborazione del comune. Mostre E sulla terra faremo libertà, 1985 In occasione del 40º anniversario della Liberazione, dal 25 aprile al 30 giugno 1985 nel Palazzo della Ragione a Bergamo, è stata organizzata la mostra fotografica e documentaria E sulla terra faremo libertà. Immagini e documenti della Resistenza bergamasca. I visitatori sono stati oltre 30000, 117 scuole hanno effettuato visite guidate con un totale di quasi 4000 studenti.Studi e Ricerche di storia contemporanea, n. 24, dicembre 1985, stamperia Stefanoni, Bergamo, pag. 103 Partigiani, 2006