Esordì con un breve libro di versi, Frutteto di crocevia (1912), che passò inosservato. Scarso successo toccò anche alle ricercate trasposizioni polacche di alcune favole delle Mille e una notte (1913). Solo con Prateria (1920) suscitò interesse e consensi. Seguirono Benda ombrosa (1936) e, postumi, Accadimento boschivo (1938) e Leggende polacche (1956).
Bolesław Leśmian filtra la realtà attraverso il prisma del sogno, trasformandola in immagini oblique e scintillanti, non di rado grottesche. Il suo stile è assai elaborato, ricco di metafore e neologismi.
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