La finale del campionato mondiale di calcio 2006 si tenne il allo Stadio Olimpico di Berlino tra le nazionali di e . L'Italia era alla sua sesta finale, appuntamento dal quale mancava dal 1994, mentre la Francia era alla sua seconda finale nelle precedenti tre edizioni del torneo; come quattro anni prima, tuttavia, si trattò di una finale inedita perché le due compagini non si erano mai incontrate in precedenza nella gara valida per il titolo: unico precedente tra le due in una gara con trofeo in palio era la finale del campionato europeo di sei anni prima, vinto dai francesi. Per la seconda volta, e sempre con protagonisti gli Azzurri, la gara terminò ai tiri di rigore, ma, a differenza di quanto avvenne 12 anni prima contro il , a vincere fu l'Italia, che si aggiudicò l'incontro, e il suo quarto titolo di campione mondiale, realizzando 5 rigori contro 3 dopo avere terminato 1-1 i tempi supplementari.

La partita segnò inoltre il ritorno a una finale completamente europea, la settima in assoluto nella storia del mondiale di calcio, dopo l'edizione 1982 che vide sempre protagonista l'Italia, vittoriosa in tale occasione sulla .

Le squadre SquadraFinali disputate in precedenza(il grassetto indica la vittoria)5 (1934, 1938, 1970, 1982, 1994)1 (1998)

Antefatti L' arrivò al in una situazione ambientale decisamente complicata. Nel corso di tale anno, infatti, il mondo del calcio italiano era stato pesantemente scosso dallo scandalo Calciopoli, nel corso del quale era emersa, limitatamente al precedente campionato di Serie A 2004-2005, una serie di rapporti illeciti tra dirigenti sportivi e rappresentanti della classe arbitrale. La società maggiormente colpita dalla giustizia sportiva fu la : i bianconeri, come spesso accaduto nella storia azzurra, anche in questo caso rappresentavano l'ossatura della nazionale italiana, allenata nell'occasione dal commissario tecnico Marcello Lippi, altro storico ex juventino; lo stesso Lippi, con un figlio procuratore legato a una società rimasta implicata nello scandalo, fu fatto oggetto di una campagna mediatica volta a spingerlo alle dimissioni per ragioni di opportunità.

Anche la attraversava un momento difficile, più sul versante sportivo. Dopo l'eliminazione dal per mano delloutsider di Otto Rehhagel, futura vincitrice del torneo, il commissario tecnico Jacques Santini era stato allontanato dalla panchina dei Bleus e sostituito con Raymond Domenech, incaricato di portare avanti un ricambio generazionale ormai non più procrastinabile; le prime gare di qualificazione al mondiale 2006 avevano tuttavia dato risultati altalenanti per i galletti, che riuscirono a ottenere il pass solo grazie al successivo ritorno in squadra dei senatori Claude Makélélé, Lilian Thuram e Zinédine Zidane, i quali in precedenza avevano più volte annunciato il loro ritiro dalla nazionale. Alla vigilia della kermesse, circolarono inoltre voci di uno spogliatoio diviso nonché di un cattivo rapporto tra Domenech e alcuni giocatori.

Cammino verso la finale

Una volta iniziata la fase finale, l'Italia seppe isolarsi dal succitato scandalo e raggiunse senza grosse difficoltà la fase a eliminazione diretta, dopo un cammino nel girone E che la vide inanellare due vittorie e un pareggio contro, in sequenza, (2-0), (1-1) e (2-0). Ciò nonostante, queste prime partite non furono esenti da problemi per gli uomini di Lippi: Daniele De Rossi rimediò quattro turni di squalifica per una gomitata allo statunitense Brian McBride, mentre Alessandro Nesta chiuse anticipatamente il suo mondiale per via di un serio infortunio in cui incappò nella sfida contro i cechi. In seguito, agli ottavi, gli azzurri faticarono più del previsto per sconfiggere l' (1-0), avendo la meglio solo grazie a un rigore trasformato da Francesco Totti nei minuti di recupero, mentre rispettò il pronostico l'agevole vittoria ai quarti sull' di Andrij Ševčenko (3-0); in semifinale, a soccombere dinanzi agli azzurri furono i padroni di casa e tre volte campioni del mondo della (0-2), dopo un uno-due di Fabio Grosso e Alessandro Del Piero allo scadere del secondo tempo supplementare.

Peculiarità della squadra italiana fu la rotazione continua dei titolari, in quanto, ad eccezione dei due portieri di riserva Angelo Peruzzi e Marco Amelia, gli altri giocatori convocati vennero tutti schierati in campo almeno una volta; per tutta la durata dell'edizione, in particolare, in avanti si alternarono Del Piero, Alberto Gilardino, Vincenzo Iaquinta, Filippo Inzaghi, Luca Toni e Totti, sostenuti da un solido centrocampo e soprattutto da una difesa quasi imperforabile (un solo gol subito, per di più su autorete), con il portiere Gianluigi Buffon rimasto imbattuto per 453'.

I Bleus, invece, conquistarono con qualche difficoltà il secondo posto del gruppo G, con due pareggi e una vittoria contro (0-0), (1-1) e (0-2). Già in queste prime tre partite la Francia mostrò tutti i suoi limiti, fisici e tecnici, e Domenech non fu esente da critiche: tra le altre cose, il selezionatore non fece mistero di schierare la squadra anche con un occhio all'oroscopo e lasciò regolarmente in panchina David Trezeguet, tra i migliori attaccanti della sua generazione, sia per motivi tecnici, preferendo lo schieramento che vedeva Thierry Henry come unica punta, sia proprio per motivi legati all'astrologia; la squadra fu invece accusata di essere vecchia e logora – o «vecchia e sdentata», come dichiarò il commissario tecnico della Luis Aragonés –, con diversi giocatori ancora reduci dal trionfo al .

Nella fase a eliminazione diretta, trascinati da un ritrovato Zidane (in ombra fino a quel momento), i francesi superarono agli ottavi la Spagna (1-3), ai quarti i campioni in carica del (0-1) e in semifinale il di Luís Figo e di un giovane Cristiano Ronaldo, quest'ultimo alla sua prima esperienza mondiale (0-1). Italia e Francia si ritrovarono così a distanza di sei anni dalla finale del e otto anni dopo l'ultimo confronto in un campionato mondiale, il quarto di finale dei Mondiali 1998, entrambi incontri vinti dalla Francia.

Tabella riassuntiva del percorso Note: In ogni risultato sottostante, il punteggio della finalista è menzionato per primo. Turno AvversarioRisultatoFase a gironiAvversarioRisultato2–0 Giornata 10–01–1Giornata 21–12–0Giornata 32–01ª classificata del Gruppo E Squadra1.7321051 +42.6320143 +13.3310234−14.1301226−4Piazzamenti finali2ª classificata del Gruppo G Squadra1.7321040 +42.5312031 +23.4311134−14.0300316−5AvversarioRisultatoFase a eliminazione direttaAvversarioRisultato1–0Ottavi di finale3–13–0Quarti di finale1–02–0 Semifinale1–0

Il prepartita Impossibilitato a testare il prato dell'Olympiastadion di Berlino allentato dalla pioggia, Lippi mise a punto le ultime mosse al campo sportivo del ; qui provò diversi giocatori e in più ruoli, specialmente Del Piero nell'insolito ruolo di esterno sinistro di centrocampo. Aggregò in allenamento anche il suo vice Ciro Ferrara, ex difensore, per sopperire all'assenza di Nesta, che non riuscì a recuperare dall'infortunio rimediato contro i cechi, cedendo di fatto il suo posto a Marco Materazzi, il quale ben aveva figurato nel torneo sino a quel momento. Lippi infine confermò lo stesso undici che aveva sconfitto la Germania in semifinale: Totti e Toni in attacco, Mauro Germán Camoranesi centrocampista di destra, Gennaro Gattuso e Andrea Pirlo centrocampisti centrali, Simone Perrotta centrocampista di sinistra, Gianluca Zambrotta sulla fascia destra, Fabio Grosso su quella sinistra, Fabio Cannavaro e Materazzi al centro della difesa e Buffon in porta.

Come per gli azzurri, anche lundici francese non riservò sorprese. Domenech insistette con uno schieramento per molti versi speculare a quello della squadra di Lippi: in porta il veterano Fabien Barthez – preferito sin dall'inizio e tra i mugugni della stampa a Grégory Coupet –, William Gallas e Thuram difensori centrali, Willy Sagnol sulla fascia destra, Éric Abidal su quella sinistra, Makélélé e Patrick Vieira centrocampisti centrali, Florent Malouda esterno sinistro, Franck Ribéry esterno destro e Thierry Henry unica punta a cercare le finalizzazioni di Zidane. Il tecnico francese consentì alla stampa di assistere solo al primo quarto d'ora dell'ultimo allenamento, cercando di nascondere il più a lungo possibile la formazione titolare che sarebbe scesa in campo contro l'Italia.

La FIFA intanto designò l'argentino Horacio Elizondo come arbitro per la finale, con Dario Garcia e Rodolfo Otero come guardalinee e lo spagnolo Luis Medina Cantalejo come quarto uomo; la commissione FIFA ritenne che, in presenza di quattro semifinaliste tutte europee, le terne arbitrali non dovessero essere formate da soggetti provenienti da tale continente negli ultimi quattro match. Per Elizondo fu la quinta partita al mondiale 2006, la prima con le due finaliste.

Descrizione della partita

Dopo l'esibizione d'apertura con Shakira e Wyclef Jean, che cantarono una versione speciale di Hips Don't Lie chiamata The Bamboo Version, cominciò la finale. Le formazioni italiane e francesi erano le stesse ipotizzate alla vigilia, capitanate rispettivamente da Cannavaro – uno dei due titolari azzurri, assieme a Totti, ancora reduci dalla finale europea del 2000 – e da Zidane, giunto all'ultima gara di una carriera durata diciannove anni. Dei 28 giocatori scesi in campo quella notte, ben 8 erano tesserati della società italiana della Juventus: il club bianconero eguagliò così il primato stabilito settantadue anni prima dai cecoslovacchi dello .

Il primo tempo fu acceso e vivace, ma soprattutto molto duro e falloso. A farne le spese fu inizialmente Henry, il quale restò a terra dopo uno scontro fortuito con Cannavaro già a pochi minuti dal fischio d'inizio. Subito dopo gli azzurri rimediarono la prima ammonizione, per un fallo di Zambrotta su Vieira. La partita si sbloccò al 7', quando il francese Malouda si guadagnò – non senza astuzia – un calcio di rigore su un'entrata di Materazzi: sul dischetto si presentò Zidane, il quale azzardò una sorta di cucchiaio, mandando il pallone a picchiare contro la traversa prima di rimbalzare oltre la linea di porta;.. un tiro su cui Buffon non poté fare nulla. Per la prima volta durante questa edizione dei Mondiali, l'Italia si trovò in svantaggio.

Gli azzurri provarono immediatamente a reagire, ma con scarsi risultati. La squadra italiana era lunga e disordinata, a dispetto di una formazione transalpina più compatta e corta.. Thuram neutralizzò un insidioso cross di Pirlo; Totti non riuscì a trovare lo spunto giusto, anche a causa della marcatura stretta di Makélélé e Vieira; Grosso faticò a marcare un insidioso e imprevedibile Ribéry; Pirlo cercò di tenere le redini di un gioco azzurro che non poteva amministrare come nelle precedenti partite.

Il pareggio arrivò dopo 12 minuti di sofferenza, al 19', sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Pirlo, quando Materazzi, riscattandosi dal rigore provocato in precedenza, batté in elevazione Vieira e insaccò alle spalle di Barthez. Il gol diede la carica agli azzurri. La Francia si fece sorprendere dal gioco alto della nazionale azzurra, riducendo la portata offensiva e favorendo il possesso di palla italiano. Chiusi i varchi a Ribery e Henry, anche su Zidane il pressing degli italiani fu molto efficace. La Francia si riaffacciò dalle parti dell'area avversaria al 25', con un traversone di Ribery neutralizzato da Materazzi. Al 36' Toni sfiorò il vantaggio per l'Italia, trovando la traversa con un colpo di testa su calcio d'angolo battuto da Pirlo. Intorno alla mezz'ora del primo tempo, inoltre, un black out elettrico spense i maxischermi nell'Olympiastadion e oscurò i monitor della tribuna stampa, rendendo difficoltoso il lavoro dei giornalisti. Il primo tempo, nel complesso favorevole agli azzurri, si chiuse sull'1-1.