Monte Sant'Angelo (Mónde in dialetto montanaro) è un comune italiano di abitanti della provincia di Foggia in Puglia, famoso per il santuario di San Michele Arcangelo meta dei pellegrinaggi dei fedeli cristiani dal VI secolo, e per la Riserva naturale Foresta Umbra, entrambi patrimonio dell'UNESCO.
Geografia fisica Territorio Il centro urbano sorge sul Gargano in una zona boscosa non distante dal mare. La natura calcarea del suolo si manifesta in una pluralità di fenomeni carsici, tra i quali la famosa grotta dell'arcangelo Michele. Una delle particolarità geografiche di Monte Sant'Angelo è che il suo territorio include, oltre a terreni montuosi, anche terreni pianeggianti bagnati dal mare (la piana di Macchia, frazione di Monte Sant'Angelo, composta da due contrade: Macchia Posta e Macchia Libera). La cittadina si affaccia sul golfo di Manfredonia.
Sismicità L'intero territorio comunale di Monte Sant'Angelo è parte integrante del distretto sismico del Gargano.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media)
Clima
Il clima della città risente della sua altitudine, ha estati miti e solo in casi estremamente rari afose ed inverni freddi con nevicate. Molti giorni invernali altresì si accompagnano con una fitta nebbia. Anche il vento è spesso presente (senza alcuna distinzione di stagioni).
Dati climatologici 1981-2010
Storia Sebbene il centro urbano sia stato fondato attorno all'anno 1000, la storia di Monte Sant'Angelo è precedente di almeno cinque secoli. Secondo la tradizione, un certo Elvio Emanuele, ricco proprietario e signore del Monte Gargano, aveva smarrito un toro di sua proprietà. Dopo vari giorni di ricerca lo trovò inginocchiato all'interno di una spelonca quasi inaccessibile. Vedendo l'impossibilità di dargli soccorso, il ricco pastore scoccò una freccia che inspiegabilmente, tornò indietro, ferendolo. L'uomo rimase assai turbato dell'accaduto e raccontò il tutto al vescovo di Siponto, san Lorenzo Maiorano. Questi così ordinò ai fedeli tre giorni di penitenza. Al terzo giorno, l'8 maggio del 490 l'arcangelo Michele apparve al santo vescovo e gli ordinò di dedicare la grotta al culto cristiano in suo nome. Dopo questa apparizione (detta del Toro) l'Arcangelo si manifestò al vescovo Maiorano nel 492 e nel 493. Nel VII secolo i longobardi,In tale periodo l'Italia del mezzogiorno era dominata dai longobardi particolarmente devoti di san Michele, elevarono la grotta a loro santuario nazionale. Attraverso una diramazione della Via Francigena si sviluppò un intensissimo flusso di pellegrini.
Saccheggiata dai saraceni nell'871, nella seconda metà dell'XI secolo la "Sacra Grotta" divenne meta obbligata dei crociati diretti in Terrasanta.
Di lì a poco, nei pressi della grotta, andò sviluppandosi il centro urbano che, fra il 1086 e il 1105, divenne capitale di un vasto possedimento normanno fondato da Enrico, figlio di Roberto conte di Lucera. Il possedimento comprendeva l'intero Gargano.
Nel 1177 Guglielmo II, re di Sicilia, dona alla sua giovane moglie, Giovanna d'Inghilterra, Monte Sant'Angelo, appellandolo Honor Montis Sancti Angeli.
Nel 1401 Monte Sant'Angelo ottenne da papa Bonifacio IX il titolo di città.
Nel 1466 la città, in qualità di centro parte del Regno di Napoli, fu concessa in feudo da Federico I di Napoli al campione della resistenza albanese contro gli ottomani e athleta Christi, Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, insieme a San Giovanni Rotondo e Trani.
Nel corso del Seicento, il disastroso terremoto del Gargano del 1646, causò a Monte Sant'Angelo il crollo di oltre 100 edifici e la morte di cinque persone. Secondo la tradizione, durante l'epidemia di peste del 1656, l'Arcangelo si sarebbe manifestato al vescovo della diocesi, Giovanni Alfonso Puccinelli, dispensando grazie e guarigioni.
Storicamente fu feudo della famiglia Grimaldi che vi ebbero incardinato il titolo di conte. A metà del XIX secolo il titolo di Conte di Montesantangelo era di Nicola Serra dei duchi di Cassano e da costui passò alla figliastra Cecile de Palézieux dit Falconnet moglie del principe Giuseppe Friozzi Spinelli di Cariati.
La peste aveva decimato la popolazione locale e in uno scritto del religioso Bernardo Banfi si legge:
Tra questi religiosi versiliesi, in tanti provenivano dai borghi di Terrinca e Retignano.
Dal 1700 in poi nacquero molti quartieri nuovi che modificarono in parte l'aspetto originale delle antiche mura dell'VIII secolo, che fino ad allora erano rimaste immutate. Nell'Ottocento Monte Sant'Angelo, come il resto del Regno delle Due Sicilie, entrò a far parte del Regno d'Italia.
Il comune è stato sede fino al 2010 della Comunità montana del Gargano (soppressa nello stesso anno).
Dal 2014 è presente invece una delle sedi di un'agenzia della Regione Puglia, l'ARIF (Agenzia regionale attività irrigue e forestali).
Nel 2015 il consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.
Le visite dei santi
La città è stata oggetto di visite anche di numerosi Santi: san Bernardo di Chiaravalle, san Guglielmo da Vercelli, san Tommaso d'Aquino, santa Caterina da Siena, san Francesco d'Assisi (recatosi per la preparazione alla Quaresima del 1221), san Francesco Antonio Fasani, santa Brigida di Svezia con sua figlia santa Caterina di Svezia, il taumaturgo San Gerardo Maiella, il beato Gonario II di Torres.
Il 3 luglio 1917 fu la volta di padre Pio da Pietrelcina il quale si recò in pellegrinaggio alla grotta santa per venerare San Michele. San Pio era molto devoto dell'Arcangelo.
Le visite papali Molti i papi che nel tempo si sono recati nel comune garganico. Il primo papa recatosi in visita è stato Gelasio I (492-496). A seguire Agapito I, Leone IX, Urbano II, Pasquale II, Callisto II (1119-1124), Innocenzo II, Alessandro III, Gregorio X, Celestino V.
Il 2 novembre 1974 si reca in città Papa Giovanni Paolo II per la prima volta (ancora cardinale di Cracovia) e in quell'occasione celebrò messa al Santuario di San Michele. Il 24 maggio del 1987 vi ritorna, ma questa volta da papa.
L'espansione del centro abitato Dagli inizi degli anni novanta Monte Sant'Angelo ha visto aumentare in modo esponenziale il centro abitato con l'edificazione di nuovi quartieri che rispecchiano un'architettura moderna.
Il riconoscimento dell'UNESCO
Il 25 giugno 2011 il Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant'Angelo è stato riconosciuto patrimonio dell'umanità UNESCO all'interno del sito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere, entrando così a far parte della lista del patrimonio mondiale.
Il riconoscimento della National Geographic Il 5 gennaio 2014 la National Geographic Society ha riconosciuto la Grotta di San Michele Arcangelo come una delle grotte sacre più belle del mondo. Per la precisione la grotta micaelica è stata posizionata all'ottavo posto nella top ten mondiale redatta dall'ente scientifico. Inoltre essa è l'unica grotta italiana inserita nella lista delle prime dieci.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono disciplinati e così previsti dallo statuto del comune garganico, approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 8 del 22 marzo 2013.
Stemma
Lo stemma inquartato riporta nel primo e quarto riquadro la figura del santo patrono della città ossia l'arcangelo Michele, nel secondo e terzo una croce.
Gonfalone Il gonfalone consiste in un drappo di colore bianco, ornato di ricami di argento e caricato dello stemma sopra descritto, con l'iscrizione centrata, ossia convessa, in argento . Vi è poi la fascia tricolore verticale sul lato destro e fascia azzurra verticale sul lato sinistro che fuoriescono a punta dal lato inferiore del drappo. Le parti di metallo e i nastri sono di colore argentato e la lancia terminale porta lo stemma della città.
Onorificenze Monte Sant'Angelo nel 1401 ottenne da papa Bonifacio IX il titolo di città.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario di San Michele Arcangelo (patrimonio UNESCO), antico centro di culto d'epoca romano-bizantina che raggiunse una grande notorietà nel VII secolo in epoca longobarda, divenendo uno dei maggiori centri di pellegrinaggio d'Europa dedicato al culto dell'arcangelo-guerriero, San Michele, particolarmente venerato dalle popolazioni nordiche come i normanni, il santuario assunse la configurazione attuale nel XIII secolo durante il regno di Carlo I d'Angiò. Il portale ha battenti in bronzo (1076) dove sono raffigurate scene del vecchio e del nuovo testamento. Attraverso l'aula interna si accede alla grotta dell'apparizione. Qui si trova un altare e una statua realizzata da Andrea Sansovino raffigurante l'arcangelo. Recentemente, però, la critica ha attribuito l'opera allo scultore fiesolano Andrea di Pietro Ferrucci, contemporaneo del Sansovino. L'altare della Madonna risale al XI-XII secolo; il santuario è custodito oggi dai padri micaeliti.
Battistero di San Giovanni in Tumba, è un battistero del XII secolo, collegato alla chiesa di San Pietro, di cui resta visibile solo la facciata, l'abside e le fondamenta. Sull'architrave del portale che conduce al battistero vi sono preziosi rilievi; Abbazia di Santa Maria di Pulsano, edificata nel 591. In essa si pratica la religione cattolica con rito latino e bizantino. Gli eremi di Pulsano sono stati eletti "Luogo del cuore" FAI 2010.
Tempio di Sant'Apollinare, la chiesetta risale al VII-VIII secolo. Originariamente costituita da una cappella scavata nella roccia, in parte ancora esistente, nel 1910 su iniziativa dell'asceta Antonio Ricucci è stata in parte ampliata. Chiesa di Santa Maria Maggiore, la chiesa è situata nei pressi della basilica. Di origine molto antica, fu fatta ricostruire nel secolo XI da Leone Garganico, Arcivescovo di Siponto e di Monte Sant'Angelo. In seguito, sotto la reggenza di Costanza d'Altavilla, madre di Federico II di Svevia, si intraprese la ristrutturazione globale della chiesa. Chiesa di Santa Maria del Carmine, nasce come struttura conventuale dei padri dell'Ordine del Monte Carmelo nel 1577 su suolo esterno alla cinta muraria della città (oggi invece pieno centro urbano). Solo però nel 1780 la chiesa venne completata. Chiesa di San Francesco D'Assisi, si può far risalire al periodo compreso fra il 1343 e il 1352, quando Giovanna I d'Angiò, sovrana del Regno di Napoli, su richiesta dell'arcivescovo sipontino-garganico Pietrone commissionò i lavori di costruzione. Chiesa di San Salvatore, la chiesa longobarda è situata all'interno del rione Junno. Si afferma che essa risalga all'età longobarda. Al suo interno si trovano iscrizioni murarie datate dal XII al XIII secolo. Nel 2012 è stata candidata "Luogo del cuore" FAI. Chiesa della Santissima Trinità, in origine la chiesa con annesso convento apparteneva alle monache clarisse che lo fondarono nei primi anni del Quattrocento. Nel 1700 la chiesa fu ampliata nello stile del barocco pugliese. Il complesso claustrale è in parte adibito a biblioteca comunale e in parte sede del centro studi di Giorgio Otranto. La chiesa è stata affidata alla confraternita della Santissima Trinità. Chiesa di San Giovanni Evangelista popolarmente chiamata di San Benedetto, il complesso monastico con annesso hospitium, nel quale trovavano ospitalità i pellegrini e i bisognosi, venne fatto costruire dalla principessa angioina Agnese di Durazzo nel 1342 su di precedente sito di monaci Benedettini. Giovanna I d'Angiò affidò la struttura ai Celestini che la ressero fino al 1806. Da allora la chiesa è officiata dalla Confraternita laica di Sant'Antonio Abate. Rifatta più grande nel 1600 presenta un'unica e spaziosa navata. L'interno ospita una statua di Sant'Antonio abate di metà del XIX secolo venerata dalla popolazione locale. Il campanile del XVIII secolo è stato ricavato da uno dei torrioni delle mura di cinta cittadine. Attualmente, il grande complesso monastico è stato adibito a palazzo comunale.