Herrera è una provincia panamense situata nel nord della penisola di Azuero e il cui capoluogo è la città di Chitré. Confina a nord con le province di Veraguas e Coclé, a sud con Los Santos, a est con il golfo di Parita e a ovest ancora con Veraguas, in particolare con il distretto di Mariato. Ha una superficie di 2 340,7 km² e nel 2008 aveva una popolazione di 111 647 abitanti (la stima del 2010 si ferma a 107 911 abitanti).

Luogo di passaggio tra importanti sottoregioni della penisola di Azuero, due fondamentali rotte stradali percorrono la provincia di Herrera: da sud a nord, l'autostrada nazionale, da est a ovest, la panamericana.

Denominazione

Il nome della provincia è legato a quello del generale Tomás Herrera, prima militare e politico neogranadino, poi presidente della Repubblica di Colombia e capo di Stato dello Stato libero dell'istmo durante il 1840 e il 1841. L'etimologia di Herrera deriva dal cognome patronimico castigliano Herrera, a sua volta derivante dal termine latino ferrum, ovvero ferro.

Geografia

Posizione

La provincia di Herrera occupa una superficie di 2 340,7 km², che equivale al 3% del territorio panamense, fattore che la rende la più piccola suddivisione amministrativa della sua categoria della nazione. Si trova nella parte settentrionale della penisola di Azuero e a settentrione confina con la provincia di Veraguas e con Coclé, dove il fiume Santa María la separa da quest'ultima. A ovest, il massiccio dell'Azuero funge da confine naturale con il sud della provincia di Veraguas, mentre a meridione il fiume La Villa funge da demarcazione con la vicina Los Santos. Su entrambe le sponde del fiume si riscontra il medesimo paesaggio, in quanto il bacino idrografico del corso d'acqua sopraccitato è ripartito tra le due province. Infine, a est, l'oceano Pacifico bagna la provincia che si affaccia sullo stesso con una vasta piana costiera, che occupa uno spazio compreso tra le foci dei fiumi Santa María e La Villa, nella baia di Parita: da un punto di vista biologico, quest'area è tra le più variegate in tema di flora e fauna.

Clima

Poiché una parte della catena montuosa di Azuero giace nella parte occidentale della provincia, la provincia si trova esposta agli alisei, i quali condizionano il clima nella provincia rendendolo tropicale secco, così come identificato dalla classificazione di Köppen (Awi). Nella zona orientale, facente parte delle piane costiere del golfo di Panama, trovano spazio la foresta secca pedemontana, quella umida pedemontana e quella decidua tropicale. Negli altopiani di ponente sono presenti microclimi con un'altra condizione ambientale, come nel caso della riserva forestale di Montuoso al confine con il Quebro.

La stagione secca si verifica tra la fine di novembre e l'inizio di maggio; invece, la stagione delle piogge si estende per tutto il resto dell'anno. Essendo situata nella zona tropicale, la differenziazione delle stagioni può essere incerta, con temperature che variano tra i 23 °C e i 32 °C.

Geologia

Panama è il settore dell'istmo formatosi più di recente: le sue montagne risultano l'unione definitiva tra le Sierras Madres del nord e le Ande del sud. Essendo situata a ridosso di alcune faglie, i terremoti sono frequenti, così come i fenomeni vulcanici, poiché alcuni crateri sono tuttora attivi. Durante il Cenozoico, il legame tra l'Atlantico e il Pacifico venne troncato a causa delle volate magmatiche solidificatesi e della costituzione di calcari marini grazie alle barriere coralline e ai sedimenti trasportati dai fiumi. La fetta più consistente del territorio si presenta pianeggiante ed è solcata da una spina dorsale centrale di montagne e vulcani: si tratta delle alture meno elevate dell'istmo.

Le colline e i monti circondano il Paso de la Culebra, dove ha sede il canale di Panama. Dal confine con la Costa Rica a ovest, i rilievi scendono di quota e si restringono nella zona del canale, per salire e allargarsi nuovamente fino al confine con la Colombia a est.

Idrografia

Nella provincia scorre il fiume più importante della penisola di Azuero, La Villa, che nasce nel distretto di Las Minas e funge da confine tra Herrera e Los Santos per un vasto tratto. Altri corsi d'acqua importanti sono il Santa María e il Parita.

Flora e fauna

La varietà di animali selvatici è discreta; tra le specie principali si possono citare l'armadillo a nove fasce (Dasypus novemcinctus), il coccodrillo americano (Crocodylus acutus), lo scoiattolo variegato (Sciurus variegatoides), l'iguana verde (Iguana iguana) e varie specie ittiche presenti lungo la costa. Tra le specie addomesticate dall'uomo e funzionali alle attività zootecniche rientrano bovini, cavalli e pollame.

Storia

Prima del 1492

In epoca precolombiana, la penisola di Azuero era abitata da un gran numero di nativi americani, in particolare da un ramo dei Guaymí, distribuiti in vari centri abitati in diversi luoghi stabiliti come Parita o París, Usgaña, Burning e altri insediamenti minori. Le attività principali consistevano nella pesca, nella caccia e nell'agricoltura, in particolare con riguardo alla coltivazione del mais..

Epoca spagnola

La conquista della regione di Azuero cominciò nel 1515, diretta dal governatore di Castilla de Oro, Don Pedrarias Dávila. In tale area geografica si insediò tra i primi europei il capitano Gonzalo de Badajoz, il quale si interfacciò con le comunità locali che in quel momento stavano vivendo un periodo florido in ambito culturale ed economico. Il viaggio di Badajoz attraverso i territori dei cacicchi sul versante Pacifico fu contrassegnato da scontri e nefandezze.

Badajoz venne battuto dal capo di Paris, perdendo il bottino ottenuto ad Antataura. Il governatore del regno di Castilla de Oro spedì Gaspar de Espinosa a recuperare il tesoro, riuscendo a sottomettere la regione di Azuero. Vari gruppi di indigeni locali si spostarono nella fitta vegetazione del Pacifico in regioni considerate di scarsa rilevanza dai conquistadores, specie le foreste della regione orientale e quelle presenti lungo versante atlantico dell'istmo; un altro numeroso nucleo di nativi fuggì in direzione delle alture situate nei pressi della Cordigliera Centrale.

Fondazione di Natá de los Caballeros

La fondazione di Natá de los Caballeros come nucleo dell'espansione spagnola si annovera tra gli eventi più importanti nella storia della provincia: è da tale città che iniziò l'insediamento della penisola di Azuero, spopolatasi dopo la conquista..

Periodo di colonizzazione spagnola

La regione oggi identificata come Azuero, è nata con la fusione di tre insediamenti prima precipui per le popolazioni indigene: Santa Cruz de Cubita, Santa Helena de Parita e Santiago de Olá. Quando la schiavitù indigena fu abolita nella città di Natá de los Caballeros, la suddivisione amministrativa costituita fu quella di Tierra Firme. La prima fondazione di una lunga serie per quest'unità territoriale accadde forse il 3 maggio 1558 per opera del governatore Juan Ruiz de Monjarraz e di Fray Pedro de Santa María sulle rive del fiume chiamato Cubita (attualmente noto come Río La Villa), a circa tre chilometri dal luogo dell'attuale città di Los Santos, anche se sulla sponda opposta.

Di fronte all'idea di ripristinare la schiavitù a Natá, alcuni coloni abolizionisti lasciarono Natá de los Caballeros alla ricerca di nuove opportunità nelle fertili terre di quello che oggi vengono chiamate Azuero. I coloni, provenienti da varie destinazioni della penisola iberica e delle isole Canarie, iniziarono subito a introdurre nella regione una serie di prodotti artigianali tipici delle loro regioni di origine. Successivamente sarebbero stati raggiunti da soldati spagnoli disertori, senza vocazione militare, che si erano arruolati nell'esercito per combattere nella guerra di Arauco in Cile, all'unico scopo di giungere in America in cerca di un futuro migliore..

La colonizzazione della penisola di Azuero, la costruzione di case e l'edificazione di fattorie furono relativamente lente: iniziate intorno al 1553, continuarono per più di un decennio. Si rendeva a scegliere luoghi lontani da Natá, al fine di rimanere esenti da tasse municipali e decime pesanti, così da poter meglio soddisfare i loro bisogni in quei tempi di scarsità. In seguito si diede il via alla stagione delle esplorazioni nell'ancora misterioso Ducato di Veragua (Ducado de Veragua) e, tra le conseguenze, rientrò la nascita della città mineraria di Concepción. Anziché arricchire chi si era trasferito in loco, i benefici derivanti dalle estrazioni finirono nelle mani degli abitanti di Panama e Nombre de Dios, che possedevano schiavi neri da poter impiegare come manodopera..

La città mineraria di Concepción divenne un centro importante per i cereali e il bestiame dei produttori sparsi in tutta la penisola di Azuero, circostanza che migliorò le condizioni socio-economiche degli abitanti. Una siffatta prosperità nella regione coincise col turbinio delle contravvenzioni pecuniarie arbitrariamente inflitte dall'ufficio del governatore di Natá ai residenti, comportando lo sviluppo di frizioni tra governo centrale e popolo.

Fondazione di Parita

Parita è il più antico insediamento indigeno ispanico localizzato nella regione Azuero: fu fondata nel 1558 come conseguenza di una serie di operazioni amministrative avviate dalla corona di Spagna già il 21 marzo 1551. Tra i promotori della nascita rientravano il governatore Juan Ruíz de Monjaraz e il frate domenicano Pedro de Santamaría.. In origine venne chiamata Tacita De Oro per via dei suoi grandi giacimenti aurei, poi Santa Elena, fino a raggiungere il nome di Parita grazie al capo Paris.

I paritegni celebrano il 18 agosto come giorno di fondazione del distretto, sebbene non vi sia alcuna documentazione ufficiale che affermi il giorno esatto della costituzione di Santa Elena, una delle denominazioni sopraccitate con cui era noto l'agglomerato urbano.

Chiesa di San Domenico

La chiesa di San Domenico a Parita si trova nel distretto omonimo. Si distingue perché presenta pregevoli altari in stile coloniale o pale dove abbondano motivi stilizzati a forma di frutti come melograni e fiori, tra cui girasoli; altri dettagli emulano il pizzo in una scultura in legno policromo con vernice dorata. La maggior parte dello stile churrigueresco barocco risale al XVIII secolo e la scultura è figlia del suo periodo storico, intriso di simbolismo cattolico. Il sito è stato dichiarato monumento storico nazionale nel 1926.

Fondazione La Villa de Los Santos

Ai coloni emigrati da Coclé presso le foreste di Azuero fu severamente vietato fondare città; nonostante tale divieto, un gruppo di natariani e abitanti di Parita, Cubita, Mensabé e Guararé decise di insediarsi sulle rive del fiume Cubita e di chiamare il posto Los Santos, perché fondato il 1º novembre 1569, il giorno di Ognissanti.

La città di Natá si oppose a tale fondazione, perché da quel momento non pervenne più una fetta consistente di introiti. Per questo il governatore di Natá, Rodrigo de Zúñiga, radunò un contingente in direzione dell'insediamento da poco fondato. Intorno al 5 novembre si svolse un incontro tra le fazioni rivali sulle rive della Quebrada de Rabelo, probabilmente perché di proprietà di uno dei fondatori di Los Santos, Ambrosio Rabelo. I "sovversivi", come vennero etichettati dalle autorità spagnole, furono arrestati e le loro abitazioni distrutte, mentre il primo sindaco della città di Los Santos, D. Francisco Gutiérrez, uomo assai carismatico, venne inizialmente condannato all'impiccagione, ma poi si scelse di costringerlo al solo esilio.