Secondo la sua vida, compose "distici mentre si trovava nel monastero e sirventesi su soggetti che erano popolari nella regione"Egan, 70.

Vita

Il Monge richiede e riceve la prioria di Montaudon dall'Abate di Aurillac. Montaudon può essere identificato con MontaubanEgan, 70 n1. o forse con un Mons Odonis a sud-est di Clermont. Diviene così popolare nell'ambito della nobiltà locale che viene prelevato dal suo monastero e messo al loro servizio, ricevendo in cambio onori e donazioni.: In questo modo migliorò enormemente lo stato del priorato e, dietro sua richiesta, l'abate lo sciolse dalla sua vocazione monastica consentendogli così di seguire Alfonso II di Aragona, di cui era vassallo il visconte di Carlat e signore di Vic. Questo è quanto si legge nella sua vida; può avere semplicemente abbandonato gli ordini sacri. I riferimenti interni alle sue poesie fanno trasparire un esteso "vagabondaggio", per il Périgord, Languedoc e Catalogna, e anche il mecenatismo di Dalfi d'Alvernha e Maria de Ventadorn.

Alla corte di Alfonso, secondo la sua vida, non mangia carne, corteggia le donne e compone canzoni e poesie. Al ritorno viene nominato signore della società poetica di Puy Sainta Maria (Puy-Sainte-Marie) a Le-Puy-en-Velay (Podium Aniciense) e riceve in premio uno sparviero, che la società gli conferisce per la superba poesia. In base a quanto leggiamo nella sua vida, egli tenne la "sovranità" della "corte di Puy" (cour du Puy) fino all sua estinzione.

Successivamente arriva nel Rossiglione, dove diventa priore del priorato benedettino di Saint-Pierre de Belloc, nei pressi di Villafranca, anche se questa fondazione non era, contrariamente a quanto si afferma nella sua vida, alle dipendenze di Aurillac.Egan, 71. Egli diceva di avere "arricchito e migliorato [la prioria]" prima di "terminarvi i suoi giorni".

Canzoni

La prima canzone del Monge che può essere datata con attendibilità si riferisce alla prigionia di Riccardo I d'Inghilterra in Austria (1192–1194). Anche se ci sono pervenute sette delle sue cansos, egli era molto meglio conosciuto per i generi che probabilmente ha inventato lui stesso: l'enueg e il plazer. Ha scritto quattro enuegz, tra cui: Be m'enuejan, per saint Marsal e Be m'enueja, per saint Salvaire. Le sue cansos sono "ricche di metafore feudali".

Tra gli altri lavori del Monge si trovano Mout me platz deportz e gaieza e Be m'enueia, s'o auzes dire. Ha scritto tenzones immaginarie con Dio (come in Lautrier fui en paradisLautrier fui en paradis, per qu'eu sui gais e joios, car tan mi fon amoros deus a cui tot obezis, terra, mars, vals e montanha; em dis "monge, quar venguis, ni cum estai Montaudos, lai on as major companha?" Senher, estat ai aclis en claustra un an o dos, per qu'ai perdutz los baros; sol car vos am eus servis, me fan lor amor estranha: en Randos cui es Paris no fon anc fals ni ginhos; el e mos cors crei qu'en planha. "Monge, ges eu non grazis s'estas en claustra rescos ni vols guerras ni tensos ni pelej' ab tos vezis, per quel bailiat remanha; ans am cu lo chant el ris, el segles en es plus pros e Montaudos i gazanha". [...]). Intorno al 1192–1194 scrive Pos Peire d'Alvernh' a chantat, una famosa parodia di una satira di Peire d'Alvernha.. In essa oltraggia i suoi contemporanei, quali Arnaut Daniel, Arnaut de Maruelh, Folchetto di Marsiglia, Gaucelm Faidit, Guilhem Ademar, Guillem de Saint-Didier, Peire Vidal, Peirol, Raimon Jordan e Raimon de Miraval.: Delle sue melodie ne restano due. Una di queste, la musica per l'enueg Fort m'enoja, so auzes direBartsch, Chrestomathie provençale, accompagnée..., op. cit., p.128-130.Fort m'enoja, so auzes dire, parliers quant es avols servire, et hom que trop vol autr' aucire m'enoja, e cavals que tire, et enojam, si deus m'ajut, joves hom quan trop port' escut, que negun colp noi a avut, capellan e monge barbut, e lauzengier bec esmolut. [...] venne presa in prestito da un sirventese, Rassa, tan creis e mont, di Bertran de Born: il solo "brano musicale" di Bertran pervenutoci.. Soltanto una melodia dello stesso Monge — per una canso intitolata Ara pot ma dona saber — sopravvive. Ciò nonostante, questo pezzo unico è caratterizzato dalla variazione del fraseggio e dalla trasformazione del motivo, con un finale inaspettato..

La poesia S'eu vos voill tan gen lauzar venne aggiunta ad altre quattro dal Monge nel XIII secolo, ma probabilmente è un lavoro di Jausbert de Puycibot..

Componimenti

Cansos Aissi com cel qu'a estat ses seignorNel ms. P attribuita a Raimon Jordan, in f a Jausbert de Puycibot Aissi com cel qu'a plait mal e sobrier Aissi com cel qu'es en mal seignoratge Aissi com cel qu'om men' al jutjamenNel ms. N attribuita ad Arnaut de Mareuil Ara pot madomna saberNel ms. U attribuita a Cadenet Cel qi qier cosseil e·l cre Mos sens e ma conoissensa

Cobla esparsa Seigner, s'aguessetz regnat

Satira L'autre jorn m'en pogei el cel

Sirventes Amics Robertz, fe que dei vos Be·m enuejan, per saint Marsal Be·m enueja per saint Salvaire Be·m (Fort m') enoja, s'o auzes dire Mout me platz deportz e guayeza Pois Peire d'Alvergn' a chantat

Tensos immaginarie Autra vetz fui a parlamen L'autrier fui en paradis Manens et frairis foron compaigno

Componimenti contesi ad altri trovatori Ades on plus viu, mais aprenAttribuita nei mss. A I K d al Moine de Montaudon (canso di Gui d'Ussel) Aissi quon hom que senher ochaizonaAttribuita solo nel ms. R al Moine de Montaudon, in C a Guillem de Berguedan, in E a Guillem Magret, in f ad Aimeric de Belenoi (canso di Berenguier de Palazol) Car no m'abellis solatzAttribuita solo nei mss. a1 e a2 al Moine de Montaudon, in P a Folquet de Marselha e in Q a Peirol (canso di Jausbert de Puycibot) Gasc, pecs, laitz joglars e fersAttribuita solo nei mss. C R al Moine de Montaudon (sirventes di Jausbert de Puycibot) Per mantener joi e can e solatz (canso di Elias Cairel) S'ieu vos voill tan gent lauzarAttribuita solo nel ms. Da al Moine de Montaudon (canso di Jausbert de Puycibot)

Rapporti intertestuali e datazione Studi recenti hanno messo in rilievo l'intenso dialogo metrico e tematico tra alcune poesie del Monge e componimenti di Bertran de Born, Folquet de Marselha e il trovatore Palais. In particolare, la tenso immaginaria L'autrier fui en paradis sembra inserirsi in una piccola sequenza testuale costituita dal sirventese Be·m platz car trega ni fis di Bertran, dalla risposta di Folquet Si tot m'ai tort e faillensa e dalla cobla di Palais che ne riprende la struttura.Mantovani 2009, pp. 197–216.

Tutte queste poesie condividono lo stesso schema metrico (Frank 541:2) e un sistema comune di parole-rima, elementi che suggeriscono una circolazione ravvicinata e una relazione di dipendenza fra i testi. Sulla base di queste corrispondenze, Mantovani propone una cronologia relativa nella quale il componimento del Monge dipenderebbe da quello di Bertran e precederebbe la risposta di Folquet.

La tenso del Monge, inoltre, contiene allusioni al ritorno di Riccardo I d'Inghilterra dalla prigionia, fatto che consente di collocarla verosimilmente subito dopo l’estate del 1194. Questa datazione si armonizza con i percorsi biografici del poeta e con la sua presenza nell'area alverniate e occitana in quegli anni.

Un ulteriore elemento significativo è offerto dalla tradizione manoscritta: nel codice C (Parigi, BnF, fr. 856) un copista reintegra un verso lacunoso della tenso con la rima sofraigna, parola condivisa dall’intero microciclo poetico. Ciò indica che le quattro poesie circolavano insieme e che la tenso del Monge era recepita come parte integrante del medesimo contesto dialogico.

Note

Bibliografia Monaco di Montaudon, le poesie, a cura di Massimo Sannelli, la Finestra editrice, 2011, ISBN 978-8895925-32-5

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