Vita In base a quanto si legge nella sua vida, Peire era figlio di un cittadino della Diocesi di Clermont,Egan, 71. e la sua popolarità fu grande durante e dopo la sua vita. Considerato di bell'aspetto, affascinante, sapiente e colto, fu egli "il primo buon inventore di poesia che andasse oltre le montagne" (vale a dire i Pirenei), fino in Spagna, laddove trascorse il suo tempo alla corte di Alfonso VII di Castiglia e in quella di suo figlio Sancho III nel 1157–1158.Lang, 105. È possibile che nel 1158 egli fosse presente a un riunione tra Sancho di Castiglia, Sancho VI di Navarra e Raimondo Berengario IV di Barcellona.Pattison, "The Background of Peire D'Alvernhe's Chantarai D'Aquest Trobadors", 29. L'autore della vida, nel suo commento, considera le sue poesie le più belle fino a Giraut de Borneill e le sue melodie le migliori in assoluto. L'anonimo biografo ricorda che le sue informazioni, riguardo agli anni successivi di Peire, provengono da Dalfi d'Alvernha, per cui qualcuno ipotizza che possa essere stato proprio Dalfi l'autore della vida di Peire.
Secondo un'affermazione del collega trovatore Bernart Marti, Peire entrò presto nella vita religiosa, ma abbandonerà gli ordini sacri in cambio di una vita da menestrello itinerante. Peire potrebbe essere lo stesso Petrus d'Alvengue e Petrus de Alvernia che compare nei documenti che ci sono pervenuti da Montpellier, risalenti all'anno 1148. Peire sembra avere coltivato il favore della famiglia governante della Corona di Aragona, mentre le sue poesie contengono allusioni ai conti di Barcellona e alla Provenza. Forse egli, stava seguendo l'usanza dei signori di Montpellier del suo tempo, i quali, sebbene vassalli del Conte di Tolosa, erano favorevoli all'Aragonese. Allo stesso tempo Peire ottenne il sostegno di Raimondo V di Tolosa. Nei suoi vagabondaggi può aver trascorso un certo periodo a Cortezon, alla corte del nobile minore e trovatore Raimbaut d'Aurenga.Aubrey, The Music of the Troubadours, 9.
Peire visse a lungo fino a tarda età, e fece penitenza prima di morire.
Poesia Peire scrisse in massima parte cansos, che ai suoi tempi, come la sua vida pone in rilievo, venivano chiamate vers. Inventò anche la "canzone pia", scrivendone sei che trattavano scrupolosamente argomenti di religione, devozione e spiritualità.Léglu, 53. Anche nei suoi lavori più profani, tuttavia, si può rilevare l'influenza moralizzante dell'anziano Marcabru, con cui forse era in rapporti. Una delle ultime canzoni di Marcabru è una satira di una delle prime cansos di Peire d'Alvernhe. La complessità di Marcabru è così anche trasmessa a Peire.
Sul tema dell'amor cortese, Peire, che aveva abbandonato presto la vita religiosa, arrivò ad abbandonare più tardi le pretese del fin'amor.Paterson, 37–38. Quando Peire sposa l'amore dello Spirito Santo nel cortez' amors de bon aire ("amor cortese di buon aria"), egli è l'unico trovatore che abbia mai usato il termine "amor cortese". Anche qui, può essere vista l'influenza marcabruniana. In una successiva canzone di crociata, Peire difendeva l'abbandono di Marcabru del carnal amar. Egli sostiene il gran sabers ni purs ("grande e puro sapere") attraverso il bon'amor.Paterson, 32. Insieme a Bernart Marti, Bernart de Venzac e Gavaudan, Peire faceva parte di una "scuola marcabruniana".Léglu, 49. Ciò nonostante, come menzionato precedentemente, Bernart Marti attacca Peire per rivendicare uno stato spirituale superiore:
La filosofia estetica di Peire teneva in gran conto la "canzone intera" (vers entiers), come egli definiva i suoi componimenti completati, denigrando tutte le altre opere in quanto incomplete e imperfette.Spence, 172. Tuttavia, da Marcabru, Peire riprende la nozione del trobar braus come un formato legittimo per temi "ruvidi".
Una canzone anonima della quinta crociata, Lo Senhre que formet lo tro, scritta tra la primavera del 1213 e il luglio del 1214 è stata attribuita a Peire d'Alvernhe, ma la datazione rende impossibile questa attribuzione.Puckett, 885. In una tenzone tra un Bernart (probabilmente Bernart de Ventadorn) e un innominato Peire, forse proprio Peire d'Alvernhe, quest'ultimo argomenta che "non si conviene alle signore fare richieste d'amore; è giusto che gli uomini si dichiarino a loro implorando la loro misericordia".Shapiro, 563.
Di gran lunga, tuttavia, l'opera più famosa di Peire è Chantarai d'aquest trobadors, un sirventes scritto a Puivert (Puoich-vert) in cui ridicolizza dodici trovatori contemporanei ("una galleria poetica") elogiando sé stesso.Aubrey, "References to Music", 117. I dodici sono: Bernatz de Saissac, Bernart de Ventadorn, Eble de Saignas, Grimoart Gausmar, Guillem de Ribas, Guiraut de Bornelh, Guossalbo Roitz, Limozi, Cossezen, Peire de Monzo, Peire Rogier e Raimbaut d'Aurenga. Si è ipotizzato che questo componimento fosse stato per la prima volta recitato alla presenza di tutti e dodici i poeti ridicolizzati nella tarda estate del 1170, mentre Eleonora, figlia di Enrico II d'Inghilterra, portava un'ambasceria ad Alfonso VIII di Castiglia ospitato a Puivert.Pattison, "The Troubadours of Peire D'Alvernhe's Satire in Spain". Se la data precedente non viene accettata, si può forse fornire una data successiva al 1165 — considerando il fatto che Giraut de Borneill era attivo solo a cominciare dal 1170 ca. — e certamente prima del 1173, quando Raimbaut d'Aurenga muore. Il Monge de Montaudon successivamente compone una parodia della satira di Peire, Pos Peire d'Alvernhl a chantat.Aubrey, The Music of the Troubadours, 17.
Chantarai d'aquest trobadors è quasi unanimemente considerata oggi come una parodia giocosa e non come un'opera di letteratura impegnata o di critica artistica.Pattison, "The Background of Peire D'Alvernhe's Chantarai D'Aquest Trobadors", 19. L'oscurità della maggior parte dei poeti ridicolizzati e l'attacco portato su tali caratteristiche personali, come l'aspetto e le maniere, è stata citata a sostegno della tesi che la parodia fosse stata fatta alla presenza di tutti e dodici le vittime e che fosse, in ultima analisi, di buon cuore.Pattison, "The Background of Peire D'Alvernhe's Chantarai D'Aquest Trobadors", 20. Oltre alla critica di natura personale, molti degli attacchi lanciati da Peire alludono alle opere altrui, in particolare a quelle di Bernart de Ventadorn e Raimbaut d'Aurenga.Per Bernart, vedi Harvey, 21–22. Per Raimbaut, vedi Pattison, "The Background of Peire D'Alvernhe's Chantarai D'Aquest Trobadors", 21–22.
Musica Nella sua vida Peire viene acclamato cantore provetto e il più grande compositore di melodie per poesie fino allora conosciuto.Aubrey, "References to Music", 124. La famosa Chantarai d'aquestz trobadors di Peire contiene una tornada finale che ne indicherebbe la natura musicale, sebbene la sua melodia non sia sopravvissuta:
Tuttavia non è l'unica interpretazione data al termine «enflabotz»: il filologo Aniello Fratta lo traduce "gonfiavesciche" (boriosi), correlandolo al «vilanetz enflatz» che occorre al v. 64.
Esistono tuttora soltanto due melodie di Peire: una di Dejosta.ls breus jorns e.ls lonc sers,Anche scritta Deioste as bries jors o Deiosta.ls breus iorns. una canso, e un'altra della sua tenzone. Entrambe le loro notazioni moderne sono fornite da Aubrey, in The Music of the Troubadours.
Complessivamente, la musica di Peire è più melismatica di quella tipica dei trovatori e imita lo stile trobar clus dei suoi testi poetici.Aubrey, The Music of the Troubadours, 235.
Opere ...vieill trobar [n]ovel
Cansos Ab fina joia comenssa Al dessebrar del pais Chantarai pus vey qu'a far m'er De Dieu non puesc pauc ben parlar (canzone religiosa) Deiosta·ls breus iorns e·ls loncs sers Deu lau car resta·l ... (canzone frammentaria) Dieus, vera vida, verais (canzone religiosa) En estiu, qan crida·l iais Gent es, mentr' om n'a lezer (canzone religiosa) Lo fuelhs e·l flors e·l frugz madurs (canzone religiosa) L'airs clars e·l chans dels auzelhs Lauzatz si' Emanuel (canzone religiosa) Lo senher que formet lo tro (canzone di crociata)
Romanza Rossinhol, el seu repaireLa seconda parte della romanza comincia con il verso Ben ha tengut dreg viatgeTesto integrale su
Sirventes Abans queill blanc puei sion uertAttribuito nel ms. Dc a Peire Rogier, in C Q R Sg a Guiraut de Bornelh Belha m'es la flors d'aguilenAttribuito nel ms. C a Marcabrun, in R a Bernart Marti Bels m'es lo chans per la faiaAttribuito nel ms. C a Bernart de Venzac Bel m'es, quan la roza floris Belh m'es qui a son bon sen Belh m'es qu'ieu fass' huey mays un vers Be m'es plazenAttribuito nel ms. a1 e a2 Raimbaut de Vaqueiras Chantarai d'aquestz trobadors Cui bon vers agrad' a auzir (sirventese religioso) Sobre·l vieill trobar e·l novel
Tensos Amic Bernart del VentadornAttribuita nei mss. A D I K a Peirol e Bernart de Ventadorn; in W a Peire Vidal
Componimenti contesi ad altri trovatori Dieus verays, a vos mi ren (canzone religiosa di Arnaut Catalan) Dona, dels angils rehina (canzone religiosa di Peire de Corbiac) Ges per lo freg temps no m'iraisAttribuita solo nel ms. E a Peire d'Auvergne, in L a Bernart de Ventadorn, in N a Gaucelm Faidit e in S a Peire Vidal (canso di Cercamon) Se totz los gaugz els besAttribuita solo nel ms. R a Peire d'Auvergne (canso di Pons de Capduoill)
Note
Bibliografia d'Alvernha, Peire. Liriche. Alberto Del Monte (curato e tradotto in ing.) Torino: Loescher-Chiantore, 1955. Aubrey, Elizabeth. "References to Music in Old Occitan Literature." Acta Musicologica, 61:2 (May–Aug., 1989), pp. 110–149. Aubrey, Elizabeth. The Music of the Troubadours. Indiana University Press, 1996. ISBN 0-253-21389-4. Egan, Margarita (ed. e trad.) The Vidas of the Troubadours. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9. Gaunt, Simon, and Kay, Sarah. "Appendix I: Major Troubadours" (pp. 279–291). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Harvey, Ruth. "Courtly culture in medieval Occitania" (pp. 8–27). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Lang, H. R. "The Relations of the Earliest Portuguese Lyric School with the Troubadours and Trouvères." Modern Language Notes, 10:4 (Apr., 1895), pp. 104–116. Léglu, Catherine. "Moral and satirical poetry" (pp. 47–65). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Paterson, Linda. "Fin'amor and the development of the courtly canso" (pp. 28–46). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Pattison, Walter T. "The Background of Peire D'Alvernhe's Chantarai D'Aquest Trobadors." Modern Philology, 31:1 (Aug., 1933), pp. 19–34. Pattison, Walter T. "The Troubadours of Peire D'Alvernhe's Satire in Spain." PMLA, 50:1 (Mar., 1935), pp. 14–24. Puckett, Jaye. "Reconmenciez novele estoire: The Troubadours and the Rhetoric of the Later Crusades." Modern Language Notes, 116:4, French Issue. (Sep., 2001), pp. 844–889. Shapiro, Marianne. "The Provençal Trobairitz and the Limits of Courtly Love." Signs, 3:3 (Spring, 1978), pp. 560–571. Spence, Sarah. "Rhetoric and hermeneutics" (pp. 164–180). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
Voci correlate Lista di trovatori e trobairitz
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