La stazione di Castelvetro è una stazione ferroviaria a servizio del comune di Castelvetro Piacentino sulle linee Cremona–Fidenza e Piacenza–Cremona, quest'ultima dal 15 dicembre 2013 senza traffico passeggeri.

Storia

La stazione di Castelvetro venne attivata nel 1906 insieme alla linea Cremona–Fidenza, gestita fino al 1912 dalla SIFT e in tale anno passata alle Ferrovie dello Stato.

Gli impianti vennero completamente ricostruiti all'inizio degli anni trenta, in occasione dell'attivazione della nuova linea per Piacenza che da qui si diramava. Fu così realizzato un nuovo fabbricato viaggiatori in stile neo-romanico, gemello di quello della stazione di CaorsoFabio Cavaglieri, Piacenza–Cremona a 3000 volt, in I Treni n. 239, 2002.

In seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale il fabbricato viaggiatori fu in parte ricostruito.

La trazione elettrica venne attivata il 27 maggio 1979Claudio Cerioli, Elettrificata la Cremona-Fidenza, in Italmodel Ferrovie, n. 230 (settembre 1979), pp. 28-30..

L'intera linea è gestita dal 7 aprile 1993 con controllo centralizzato del traffico (CTC) grazie al telecomando degli enti a cura del dirigente centrale operativo (DCO) con sede a CremonaFrancesco Ogliari, Francesco Abate, Il tram a vapore tra l'Appennino e il Po. Piacenza, Voghera e Tortona, Arcipelago Edizioni, Milano, 2011, p. 305. ISBN 978-88-7695-398-9.; il primo impianto dotato di apparato centrale elettrico a itinerari (ACEI), attivato nel 1986, fu proprio quello di CastelvetroLuca Berardocco, Da Cremona a Fidenza, in Mondo Ferroviario, n. 238, novembre 2006, pp. 30-37. che tuttavia, non era telecomandabile ed è stato quindi sempre presenziato.

Nel 2000, nell'ambito della riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato, tutti gli impianti lungo la linea passarono al neocostituito gestore dell'infrastruttura Rete Ferroviaria Italiana.

Strutture e impianti La gestione degli impianti è affidata a Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

Il fabbricato viaggiatori è una struttura su due livelli in muratura: il primo piano è un'abitazione privata mentre il piano terra ospita i servizi per i viaggiatori come la sala d'attesa e la biglietteria automatica. Nella sala di attesa è presente un affresco rappresentante un sole ed i segni zodiacali. Sempre al piano terra, adiacente all'ingresso ed alla sala d'attesa, vi è l'ufficio del dirigente del movimento: la stazione è normalmente presenziata per regolare il traffico ferroviario, in quanto stazione di diramazione delle linee Cremona–Fidenza e Piacenza–Cremona.

Accanto al fabbricato viaggiatori è presente il fabbricato che ospita i servizi igienici recante la storica indicazione Ritirate.

La stazione disponeva di uno scalo merci con annesso magazzino, il primo in seguito smantellato e ricoperto da asfalto.

Il piazzale si compone di cinque binari ma, nonostante sia una stazione di diramazione, il binario di corretto tracciato è il 4°: a nord (lato Cremona) la linea a binario unico entra in corretto tracciato in tale binario; a sud da tale binario esce in corretto tracciato la linea a binario unico per Piacenza. Sempre a sud, entra invece sul 3º binario la linea a binario unico da Fidenza, per poi confluire, come tutti gli altri binari, in deviata da percorrersi a non più di 60 km/hFascicolo Linea 30 di RFI.

Tutti i binari sono serviti da banchina e collegati fra loro da un sottopassaggio.

Movimento Il servizio viaggiatori è costituito da corse regionali svolte da Trenitalia Tper nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Emilia-Romagna sulla linea Cremona–Fidenza.

Sull'altra linea, Piacenza–Cremona, dal 15 dicembre 2013 non viene più effettuata alcuna corsa passeggeri; tuttavia vi è comunque traffico merci.

A novembre 2019, la stazione risultava frequentata da un traffico giornaliero medio di circa 93 persone (53 saliti + 40 discesi).

Servizi La stazione è classificata da RFI nella categoria bronze.La rete oggi in Emilia-Romagna, su www.rfi.it

La stazione dispone di: Biglietteria automatica Sala d'attesa Servizi igienici

Note

Bibliografia Rete Ferroviaria Italiana, , edizione 2003.

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