Viene variamente citato come lo Viellz ("il Vecchio") e lo Gros ("il Grasso"), sebbene questi appellativi qualcuno li crede riferiti a due persone diverse. D'altra parte, lo Viellz potrebbe riferirsi al suo appartenere a una generazione più antica di trovatori.Egan, 77. Di Peire Ramon sopravvivono diciotto poesie e una canso con melodia.
Biografia e opere Il nome di Peire Ramon (come Petrus Raimundus) appare in due documenti di Tolosa, risalenti al 1182 e al 1214. Secondo la sua vida, diventa menestrello e viaggia arrivando alla corte di Alfonso II di Aragona, il quale lo accoglie con grande onore. Il primo componimento databile di Peire Ramon è un planh scritto per la morte del re Enrico il Giovane nel 1183. In base alla sua vida Peire passa "un lungo periodo" alle corti di Alfonso, Guglielmo VIII di Montpellier, e di un certo "Conte Raimondo", il quale potrebbe riferirsi a Raimondo V di Tolosa o, più probabilmente, Raimondo VI. Trascorse inoltre un periodo in Italia (Lombardia e Piemonte), alle corti di Tommaso I di Savoia, Guglielmo Malaspina e Azzo VI d'Este. La figlia di Azzo, Beatrice, era la destinataria di una delle poesie di Peire. Alla fine Peire si stabilisce con la moglie a Pamiers e quivi morì.
Peire era reputato un cantore e un compositore di cansos. La sua opera è caratterizzata da temi riguardanti la natura e da uno stile ermetico.. Imitava i trovatori Cadenet e Arnaut Daniel ed era a sua volta imitato da Bertran de Born, soprattutto per quanto riguarda il suo uso di immagini naturalistiche.. Bertran arrivò addirittura a copiare un'intera stanza della poesia di Peire "No.m puesc sofrir d'una leu chanso faire".Kastner, 27. In "Us noels pessamens", Peire inoltre anticipa il poeta toscano Dante Alighieri.Lewent, 106. Il passo di Dante vien riferito all'Inferno, V, 121 ff. Peire si duole della sua amante, che sembra prima voler accennare a un'intesa, ma poi si mostra restia, quando dice:
L'unica melodia di Peire sopravvissuta è fiorita (florid) come quella di Cadenet e meno melismatica di quella di Daniel.. Il suo stile impiega un insolito alto numero di grandi intervalli, compresi tritoni. La poesia con la melodia viene costruita su una innovativa metafora:
Note
Bibliografia Anglade, Joseph. Poésies du troubadour Peire Raimon de Toulouse. 1920.
Egan, Margarita, ed. e trad. The Vidas of the Troubadours. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9. Gouiran, Gérard. "The Classical Period: from Raimbaut d'Aurenga to Arnaut Daniel." The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Kastner, L. E. "Notes on the Poems of Bertran de Born." The Modern Language Review, 31:1 (Jan., 1936), pp. 20–33. Lewent, Kurt. "Old Provençal Miscellany: 1. Troubadours as Precursors of Dante." The Modern Language Review, 38:2 (Apr., 1943), pp. 106–116.
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